Dott. Alberto Zampedri - Tutto il meglio del naturale

Dott. Alberto Zampedri - Tutto il meglio del naturale integrazione fitoterapica e nutraceutica

02/02/2026

Ecco una breve spiegazione degli ultimi arrivi 👇

Lattoferrina APO
Proteina multifunzionale con azione immunomodulante, antimicrobica e di supporto nelle infezioni ricorrenti e nei periodi di stress immunitario.

Alfa Q10
Associazione di acido alfa-lipoico, acetil-L-carnitina e coenzima Q10: supporto mitocondriale, energia cellulare e metabolismo neuromuscolare.

Vitamina D3
Fondamentale per sistema immunitario, salute ossea e regolazione dell’infiammazione, soprattutto nei mesi invernali.

Astaxantina
Potentissimo antiossidante liposolubile, protegge le membrane cellulari, supporta pelle, occhi, sistema nervoso e mitocondri.

Curcum K
Curcuma ad alto assorbimento con due forme liposomiali: azione antinfiammatoria, antiossidante e di modulazione cellulare.

Inflam K
Reishi, N-acetilcisteina, bromelina e Boswellia: supporto nei processi infiammatori cronici e nel controllo dello stress ossidativo.

Detoxepatic
Formula depurativa e detossificante per fegato e organismo, utile nei percorsi di drenaggio e supporto metabolico.

Zinco bisglicinato
Alta biodisponibilità, sostegno a sistema immunitario, pelle, capelli, unghie e risposta antivirale stagionale.

Carti K
Supporto completo per cartilagini e articolazioni: utile in rigidità, usura articolare e recupero funzionale.

Inositolo
Coinvolto nella regolazione metabolica, insulinica e dell’equilibrio neuro-ormonale.

Probio K
Probiotico multiceppo arricchito con prebiotici e Chaga: equilibrio del microbiota e supporto immunitario intestinale.

Shilajit himalayano
Adattogeno naturale, migliora energia, resistenza allo stress e funzione mitocondriale.

Biocell
Super booster mitocondriale con NADH, PQQ, CoQ10 e vitamine del gruppo B: supporto energetico profondo e anti-age cellulare.

Mi avete chiesto in tanti quale integrazione sto seguendo, quindi ve la racconto in modo semplice.Dopo le feste ho senti...
15/01/2026

Mi avete chiesto in tanti quale integrazione sto seguendo, quindi ve la racconto in modo semplice.

Dopo le feste ho sentito il bisogno di lavorare su tre aspetti chiave: metabolismo dei grassi, colesterolo e funzione mitocondriale. Nelle ultime analisi, infatti, il colesterolo era leggermente più alto del mio solito.
Biocell lo utilizzo come supporto all’energia cellulare e mitocondriale, per favorire una migliore efficienza metabolica. Alfa Q10 lo inserisco per sostenere il metabolismo lipidico e il lavoro muscolare, soprattutto in una fase in cui voglio “riattivare” il motore. Cortisol Off mi aiuta a modulare lo stress e il carico neuroendocrino, che spesso dopo periodi intensi e festivi resta silenziosamente elevato.
Ho aggiunto anche il Pleurotus e la Berberina per un lavoro più mirato su colesterolo, sensibilità metabolica e infiammazione di basso grado, con l’idea di portarli avanti per circa sei mesi e poi rivalutare i parametri.

Ecco la mia integrazione in questo periodo: biocell una al giorno
Alfa Q 10 tre al giorno cortisol off una capsula a colazione oppure a pranzo e una capsula a cena pleorotus una capsula la sera.
berberina cardio berb’ la prendo di solito o al mattino prima di colazione o prima di pranzo
vitamina c re**rd al risveglio

QUANDO IL SISTEMA NERVOSO PERDE EQUILIBRIO: STANCHEZZA MENTALE, NEBBIA COGNITIVA E STRESS SONO DAVVERO NORMALI?IL TUO CE...
11/01/2026

QUANDO IL SISTEMA NERVOSO PERDE EQUILIBRIO: STANCHEZZA MENTALE, NEBBIA COGNITIVA E STRESS SONO DAVVERO NORMALI?
IL TUO CERVELLO TI STA CHIEDENDO AIUTO, I SEGNALI SILENZIOSI DELLE DISFUNZIONI DEL SISTEMA NERVOSO

Sempre più persone pubblicate disturbano che non rientrano facilmente in una diagnosi neurologica classica, ma che incidono profondamente sulla qualità della vita. Stanchezza mentale persistente, difficoltà di concentrazione, disturbo del sonno, irritabilità, ansia funzionale, cefalee ricorrenti, ipersensibilità agli stimoli, nebbia mentale, cali di memoria o senso di “sovraccarico” cognitivo sono oggi estremamente comuni.
In molti casi questi quadri non dipendono da una lesione strutturale, ma da una disfunzione del sistema nervoso legata a meccanismi biologici ben riconoscibili: neuroinfiammazione cronica a bassa intensità, stress ossidativo, alterazioni della funzione mitocondriale, disregolazione dell'asse stress-sonno, ridotta plasticità neuronale. A questi fattori si sommano spesso condizioni sistemiche come disbiosi intestinale, infiammazione di basso grado, carichi tossinici, stress cronico e recupero insufficiente.
Il risultato è un sistema nervoso che continua a funzionare, ma lo fa con maggiore fatica e minore resilienza , perdendo la capacità di adattamento agli stimoli quotidiani.
È in questo spazio, tra fisiologia e patologia, che un'integrazione mirata può avere senso. Non come alternativa a terapie mediche quando necessarie, ma come supporto biologico capace di migliorare l'ambiente in cui i neuroni lavorano, favorendo i meccanismi di protezione, recupero e adattamento, e sostenendo le funzioni cognitive ed emotive quando risultano compromesse.

DUE MIX GALENICI PER IL SISTEMA NERVOSO
PROTEZIONE, PLASTICITÀ E ADATTAMENTO NEUROBIOLOGICO

Quando parliamo di sostegno al sistema nervoso, è fondamentale chiarire un concetto spesso sottovalutato: non esiste un unico “supporto neurologico” valido per tutti. Il cervello può trovarsi in condizioni molto diverse tra loro: infiammazione silente, stress ossidativo, affaticamento adattativo, alterazioni dell’asse stress-sonno, riduzione della plasticità neuronale.
I due mix galenici che presento nascono proprio da questa distinzione fisiologica e biochimica.

MISCELA 1
LUTEOLINA · POLIDATINA · HERICIUM · ASTAXANTINA

Un approccio neuroprotettivo e antinfiammatorio

Questo primo mix è pensato per sostenere il sistema nervoso quando il problema principale non è la prestazione, ma l'ambiente biologico in cui i neuroni funzionano .

La luteolina è uno dei flavonoidi più studiati in ambito neuroinfiammatorio. Agisce modulando l'attivazione della microglia e riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie come IL-6 e TNF-α. È particolarmente interessante per la sua capacità di interferire con i meccanismi di neuroinfiammazione cronica a bassa intensità, spesso presenti nei disturbi cognitivi funzionali, nelle cefalee ricorrenti, nei quadri di ipersensibilità centrale e nei pazienti sottoposti a stress sistemici prolungati.

La polidatina , precursore naturale del resveratrolo, svolge un ruolo chiave nella protezione mitocondriale. Un livello neuronale contribuisce al miglioramento dell'efficienza energetica cellulare, alla modulazione dello stress ossidativo e all'attivazione di vie metaboliche legate alla sopravvivenza cellulare, come SIRT-1. Questo la rende particolarmente utile nei contesti di affaticamento neuronale e stress redox.

L' Hericium erinaceus , noto anche come Lion's Mane, è uno dei funghi medicinali più interessanti per il sistema nervoso. I suoi composti bioattivi sono associati alla partecipazione del Nerve Growth Factor (NGF), una proteina fondamentale per la sopravvivenza, la differenziazione e la plasticità dei neuroni. In questo mix il suo ruolo è prevalentemente trofico e rigenerativo , non stimolante.

L' astaxantina completa la formulazione come potente antiossidante lipofilo, capace di attraversare la barriera emato-encefalica. Protegge le membrane neuronali dalla perossidazione lipidica e contribuisce alla stabilità strutturale delle cellule nervose, soprattutto in condizioni di stress ossidativo elevato.

Nel complesso, questo mix lavora sul concetto di neuroprotezione profonda , creando un ambiente più favorevole al corretto funzionamento del sistema nervoso.

MISCELA 2
HERICIUM · WITHANIA · BACOPA

Un approccio adattogeno, cognitivo e funzionale

Il secondo mix risponde a un'esigenza diversa: non tanto calmare un sistema infiammato, quanto aiutare il cervello ad adattarsi meglio allo stress ea recuperare efficienza cognitiva .

La Withania somnifera è uno degli adattogeni più studiati. Agisce sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene contribuendo alla regolazione del cortisolo, con effetti positivi su stress, ansia funzionale, qualità del sonno e resilienza mentale. È particolarmente utile nei soggetti mentalmente affaticati, iperattivati ​​o con difficoltà nel recupero notturno.

La Bacopa monnieri è tradizionalmente utilizzata come nootropo naturale. I bacosidi, i suoi principali principi attivi, sono associati al miglioramento della memoria, dell'attenzione e della velocità di elaborazione cognitiva. Agisce anche modulando la trasmissione sinaptica e riducendo l'impatto dello stress ossidativo sulle funzioni cognitive.

L' Hericium , in questo contesto, assume un ruolo di collegamento tra adattamento e plasticità. Non solo sostiene la struttura neuronale, ma favorisce i processi di riorganizzazione sinaptica che permettono al cervello di rispondere meglio agli stimoli cognitivi e allo stress prolungato.

IL COLESTEROLO: COME NASCE DAVVERO LA PLACCA ATEROSCLEROTICA E PERCHÉ NON DIPENDE SOLO DALLE LDLDALLA LDL ALLA PLACCA AT...
11/01/2026

IL COLESTEROLO: COME NASCE DAVVERO LA PLACCA ATEROSCLEROTICA E PERCHÉ NON DIPENDE SOLO DALLE LDL
DALLA LDL ALLA PLACCA ATEROSCLEROTICA
RIDURRE LE LDL È UTILE
MA PROTEGGERLE DALL'OSSIDAZIONE È SPESSO DECISIVO

Un processo biologico continuo, non un evento isolato

Quando si parla di colesterolo LDL e aterosclerosi, il rischio più grande è semplificare troppo. L'idea che “le LDL fanno la placca” è comoda, ma biologicamente scorretta. La realtà è più complessa, più interessante e soprattutto più utile dal punto di vista clinico.
L'aterosclerosi non nasce da una molecola, ma da un processo dinamico che coinvolge endotelio, infiammazione, stress ossidativo e risposta immunitaria innata. Le LDL sono parte della storia, ma non ne sono l'unico motore.

L'ingresso silenzioso delle LDL nella parete vascolare

Le LDL circolano normalmente nel sangue come veicoli di trasporto del colesterolo. In condizioni fisiologiche attraversano l'endotelio in modo controllato. Quando però l'endotelio perde la sua funzione protettiva, a causa di iperglicemia, fumo, ipertensione, stress ossidativo o infiammazione cronica, la permeabilità aumenta.
In queste condizioni le LDL non solo entrano più facilmente, ma tendono a trattenersi nello spazio subendoteliale, l'intima vascolare. Questo passaggio è cruciale perché segna l'inizio del problema, pur avvenendo in modo del tutto asintomatico.

L'ossidazione: il vero punto di svolta

Una volta intrappolate nella parete del vaso, le LDL vengono esposte in un microambiente ricco di specie reattive dell'ossigeno, metalli di transizione, enzimi ossidativi e mediatori infiammatori. È qui che avviene la trasformazione decisiva.
Le LDL native diventano LDL modificate, in particolare LDL ossidate. Questa ossidazione non è un dettaglio chimico, ma un cambiamento biologico profondo. La particella perde la sua “identità fisiologica” e viene percepita dall'organismo come una struttura anomala, potenzialmente pericolosa.

Il sistema immunitario entra in gioco

Le LDL ossidate non vengono più riconosciute dal classico recettore LDL, che è finemente regolato. Vengono invece intercettate dai recettori “scavenger” dei macrofagi, cellule del sistema immunitario innato deputate alla rimozione di materiale danneggiato.
Questi recettori non sono soggetti a feedback. Il macrofago continua a inglobare le LDL ossidate senza un vero meccanismo di arresto, accumulando lipidi fino a trasformarsi in una cellula schiumosa. È un tentativo di difesa che, paradossalmente, diventa dannoso.

Dalla difesa alla lesione

L'accumulo di cellule schiumose crea le prime strie lipidiche, lesioni iniziali dell'aterosclerosi. Nel tempo il processo si amplifica. Le cellule infiammatorie richiamano altre cellule immunitarie, le cellule muscolari lisce migranti dalla tonaca media, aumenta la deposizione di matrice extracellulare e si formano aree di necrosi lipidica.
La placca aterosclerotica non è quindi un semplice deposito di grasso, ma una struttura biologicamente attiva, infiammata, instabile o stabile a seconda del contesto. Il rischio clinico non dipende solo dalla dimensione della placca, ma dalla sua composizione e dal suo stato infiammatorio.

Perché le LDL da sole non spiegano tutto

Questo processo chiarisce un punto fondamentale. Non tutte le LDL sono uguali e non tutti i soggetti con LDL elevate sviluppano aterosclerosi clinicamente rilevante. Ciò che fa la differenza è la facilità con cui le LDL entrano nella parete vascolare, la probabilità che si ossidano e la risposta infiammatoria che ne consegue.
Ecco perché diabete, sindrome metabolica, insulino-resistenza, infiammazione cronica di basso grado e stress ossidativo sono potenti acceleratori dell'aterogenesi, spesso più determinanti del valore assoluto di LDL.

Una visione più moderna e clinicamente utile

L'aterosclerosi è un processo redox-dipendente, immuno-mediato e infiammatorio, che utilizza le LDL come substrato, non come causa unica. Questo cambio di prospettiva sposta l'attenzione dal singolo numero di laboratorio al contesto biologico complessivo del paziente.
È in questo spazio che si colloca una prevenzione realmente efficace, che non può limitarsi a ridurre il colesterolo, ma deve preservare la funzione endoteliale, contenere l'infiammazione e proteggere le LDL dall'ossidazione.
Comprendere questo processo non significa negare l'importanza delle LDL, ma finalmente collocarle nel posto giusto della storia.

RIDURRE LE LDL È UTILE
MA PROTEGGERLE DALL'OSSIDAZIONE È SPESSO DECISIVO

1) LDL attraversano l'endotelio e si accumulano nell'intima
2) ROS e infiammazione ossidano le LDL
3) Monociti migranti → diventano macrofagi
4) Macrofagi inglobano oxLDL
5) Formazione delle cellule schiumose (foam cell)
6) Stria lipidica → placca aterosclerotica

COSA FARE CON SOSTANZE NATURALI?
RIDURRE IL CARICO DI LDL CIRCOLANTI

PROTEGGERE LE LDL DALL'OSSIDAZIONE

RIDURRE L'INFIAMMAZIONE DI BASSO GRADO

PROTEGGERE E RIPRISTINARE LA FUNZIONE ENDOTELIALE

SOSTENERE L'EQUILIBRIO REDOX CELLULARE

MODULARE IL METABOLISMO GLUCIDICO E INSULINICO

AGIRE SUL MICROAMBIENTE VASCOLARE, NON SOLO SUL COLESTEROLO

DR ALBERTO ZAMPEDRI

L'ASSE NASO–INTESTINOQuando le mucose dialogano e l'immunità smette di essere “a compartimenti”Per anni abbiamo studiato...
11/01/2026

L'ASSE NASO–INTESTINO
Quando le mucose dialogano e l'immunità smette di essere “a compartimenti”

Per anni abbiamo studiato il microbioma come se fosse diviso in stanze separate: intestino, polmone, cute, cavità nasali. Ognuna con le proprie regole, i propri batteri, le proprie patologie.
Oggi questa visione sta lentamente cambiando.
Le mucose non sono isole.
Sono superfici di scambio , biologicamente connesse, che condividono segnali immunitari, metaboliti, cellule e informazioni. In questo scenario prende sempre più forma il concetto di asse naso–intestino , una rete funzionale in cui microbiota, sistema immunitario e barriere epiteliali cooperano – o si disorganizzano – insieme.

Due microbiomi diversi, una sola logica biologica

Intestino e cavità nasale ospitano comunità microbiche molto diverse per composizione e ambiente.
L'intestino è un ecosistema anaerobico, ricchissimo di nutrienti, dove il microbiota svolge funzioni metaboliche profonde: fermentazione delle fibre, produzione di acidi grassi a catena corta, educazione immunitaria, mantenimento della barriera.
Il naso, al contrario, è un ambiente esposto, ossigenato, continuamente in contatto con aria, particolato, virus e batteri esterni. Qui il microbioma ha un ruolo più “sentinella”: regola la colonizzazione dei patogeni, modula la risposta antivirale e contribuisce al tono infiammatorio delle vie aeree superiori.
Eppure, nonostante queste differenze, la logica è la stessa :
il microbiota non è un semplice passeggero, ma un regolatore attivo dell'immunità locale e sistemica.

Come comunicano naso e intestino

Il dialogo tra questi due distretti avviene attraverso più livelli.

C'è una comunicazione immunitaria , mediata da citochine, chemochine e cellule presentanti l'antigene che migra tra i tessuti mucosi.
C'è una comunicazione metabolica , grazie a molecole prodotte dal microbiota intestinale – come gli SCFA – che entrano in circolo e influenzano la risposta immunitaria anche a distanza.
E c'è una comunicazione neuro-immunitaria , particolarmente rilevante per il distretto nasale, che è direttamente connesso al sistema nervoso centrale attraverso vie sensoriali rapide.
Il risultato è un sistema integrato: ciò che accade nell'intestino può modulare la risposta antivirale del naso, e ciò che accade nelle vie respiratorie può riflettersi sull'equilibrio intestinale.

Microbiota e risposta alle infezioni virali

Uno degli aspetti più interessanti di questo asse riguarda le infezioni respiratorie.
Un microbiota intestinale in equilibrio favorisce una risposta antivirale più efficace a livello delle mucose respiratorie, migliorando l'attività delle cellule T citotossiche e modulando la produzione di interferoni.
Allo stesso tempo, alcune infezioni virali delle vie aeree possono alterare la composizione del microbiota intestinale, riducendo le specie benefiche e favorendo uno stato infiammatorio di basso grado.
Non è solo “un virus che colpisce il naso oi polmoni”: è un evento sistemico che coinvolge l'intera rete mucosale.

Disbiosi: quando l'infiammazione diventa sistemica

Quando uno dei due microbiomi perde l'equilibrio, anche l'altro può risentirne.
La disbiosi intestinale, con ridotta produzione di metaboliti immunoregolatori, può favorire una deviazione della risposta immunitaria verso profili allergici e iper-reattivi.
La disbiosi nasale, a sua volta, può compromettere la barriera epiteliale, aumentare l'infiammazione locale e amplificare i segnali pro-infiammatori sistemici.
In questo senso, asma, rinite allergica, rinosinusite cronica e infezioni respiratorie ricorrenti non sono più solo patologie “locali”, ma espressioni di una perdita di coordinazione dell'immunità mucosale .

Il peso dei fattori ambientali

Dieta, farmaci, inquinamento, stress: tutto ciò che modula il microbiota intestinale ha inevitabilmente un impatto anche sul distretto respiratorio.
Antibiotici non selettivi, dieta povera di fibre, eccesso di zuccheri o esposizione cronica a inquinanti possono alterare la composizione microbica più sedi contemporaneamente, riducendo la resilienza dell'intero sistema.
Non si tratta solo di “ripopolare batteri”, ma di ripristinare un contesto biologico favorevole alla cooperazione tra microbioma e sistema immunitario.

Implicazioni cliniche: una visione più ampia

L'asse naso–intestino apre prospettive interessanti anche sul piano terapeutico.
Interventi mirati all'equilibrio intestinale possono avere effetti indiretti ma concreti sulla salute respiratoria, così come strategie locali a livello delle mucose nasali possono ridurre l'infiammazione sistemica.

La direzione sembra chiara:
non trattare più il singolo organo, ma la rete .
Non spegnere solo il sintomo, ma lavorare sull'ecosistema che lo genera.

Il microbiota nasale e quello intestinale non sono mondi separati, ma nodi di una stessa rete biologica.
Comprendere l'asse naso–intestino significa accettare che l'immunità non è lineare, ma distribuita; non locale, ma sistemica; non rigida, ma adattativa.

È un cambio di sguardo che richiede prudenza, integrazione e dialogo tra disciplina.
Ed è probabilmente uno dei passaggi più interessanti della medicina contemporanea.









OLIO DI KRILL ZAMPEDRI NATURALISQuando parliamo di Omega-3, spesso si pensa che “uno valga l’altro”. In realtà cambia mo...
11/01/2026

OLIO DI KRILL ZAMPEDRI NATURALIS

Quando parliamo di Omega-3, spesso si pensa che “uno valga l’altro”. In realtà cambia moltissimo la forma chimica con cui quegli Omega-3 arrivano nel corpo, e questo può fare la differenza sulla biodisponibilità e sulla tollerabilità.

Nel nostro Olio di Krill la materia prima è un estratto lipidico da Krill antartico (Euphausia superba): una fonte naturale di EPA e DHA in gran parte legati ai fosfolipidi, non solo ai trigliceridi. È un punto tecnico, ma importante.

Cosa rende “particolare” l’olio di krill

Nel krill una quota rilevante degli Omega-3 è veicolata da fosfolipidi. In termini pratici significa che EPA e DHA sono “impacchettati” in strutture più affini alle membrane cellulari. Questa caratteristica è uno dei motivi per cui l’olio di krill è spesso studiato come alternativa/integrazione rispetto ad altre forme di Omega-3. In studi clinici e farmacocinetici si è visto che la forma fosfolipidica può favorire l’incorporazione degli Omega-3 nei compartimenti lipidici e nelle membrane (con variabilità tra studi e dosaggi).

Cosa contiene:

Per la dose massima giornaliera indicata in etichetta (2 perle), il nostro prodotto apporta:
Olio di Krill 1000 mg
EPA 100 mg
DHA 55 mg
Fosfolipidi 400 mg
Astaxantina 0,2 mg

L’olio di krill viene utilizzato soprattutto per tre grandi aree di interesse, sempre ragionando in ottica di supporto nutrizionale e non di “cura”.

1) Equilibrio lipidico e metabolismo dei grassi
Diversi lavori clinici e revisioni hanno valutato l’impatto del krill su trigliceridi, colesterolo e parametri cardiometabolici. Il quadro complessivo suggerisce un possibile beneficio su alcuni marker lipidici, ma con risultati che dipendono molto da dose, durata e popolazione studiata. 

2) Infiammazione di basso grado e comfort articolare
Esistono studi che hanno osservato variazioni su indici infiammatori (ad esempio hs-CRP) e sintomi riferiti, in contesti selezionati. Anche qui: non è “magia”, conta la persona, conta la dose, conta la costanza.

3) Supporto “anti-ossidativo” di contesto
Nel krill è naturalmente presente astaxantina (nel nostro: 0,2 mg alla dose massima). È un dettaglio interessante perché affianca il profilo lipidico, ma è corretto essere sobri: la letteratura sul krill si concentra soprattutto su profilo lipidico e infiammazione, mentre l’astaxantina nel krill è parte del “pacchetto”
Tollerabilità

Molte persone riferiscono una buona tollerabilità gastrica. In generale, la tollerabilità dipende anche dalla sensibilità individuale e dal fatto di assumerlo durante i pasti.

A chi lo sconsiglio o a chi chiedo cautela

Se Lei assume anticoagulanti/antiaggreganti, se ha una storia di sanguinamenti, se ha un intervento programmato, se è in gravidanza/allattamento, oppure in caso di allergia a crostacei/pesce, è prudente confrontarsi prima con il medico.

Gli integratori a base di olio di
krill non sono tutti uguali
Un cenno, senza polemiche

Mi è capitato di vedere oli di krill molto pubblicizzati online, spesso spinti con grande convinzione in gruppi e community, che costano qualche euro in meno. Guardando però con attenzione le etichette, la differenza emerge subito: titolazioni poco chiare, quantità effettive di EPA, DHA, fosfolipidi e astaxantina non sempre ben definite o decisamente più basse.

Il prezzo più basso non è casuale. È quasi sempre il risultato di materie prime meno selezionate e di una qualità complessiva inferiore.
Quando si lavora in farmacia, la scelta è diversa: non si parte dal costo, ma dalla trasparenza dell’etichetta e dal valore reale di ciò che si assume.

Ed è lì che, alla fine, la differenza si sente.

LINK PER ACQUISTO NEI PRIMI COMMENTI

Dato che molti di voi mi hanno chiesto quale sia la mia integrazione quotidiana, vi aggiorno volentieri.Al mattino, dura...
11/01/2026

Dato che molti di voi mi hanno chiesto quale sia la mia integrazione quotidiana, vi aggiorno volentieri.
Al mattino, durante la colazione che faccio molto presto – intorno alle cinque – assumo un’Alfa Q10, un Biocell e un Cortisol Off.
È una scelta legata ai miei ritmi di vita e di lavoro, che richiedono energia cellulare, supporto mitocondriale e una gestione equilibrata della risposta allo stress.
Nel periodo invernale, verso le 9:30 aggiungo una capsula di Vitamina C Re**rd, per garantire un apporto costante e prolungato nel corso della mattinata.
Nei prossimi post entrerò nel dettaglio dell’integrazione che utilizzo a pranzo, nel pomeriggio e alla sera, spiegandone il razionale e il contesto di utilizzo.
Come sempre, ciò che condivido non è un modello universale, ma uno spunto di riflessione sul valore di un’integrazione ragionata e personalizzata.

RIATTIVARE I MITOCONDRIQUANDO L’ENERGIA NON È UN DETTAGLIO, MA LA BASE DELLA VITA CELLULAREI mitocondri sono molto più d...
11/01/2026

RIATTIVARE I MITOCONDRI

QUANDO L’ENERGIA NON È UN DETTAGLIO, MA LA BASE DELLA VITA CELLULARE

I mitocondri sono molto più di semplici “centrali energetiche” della cellula.
Sono organelli dinamici che governano l’equilibrio tra energia, adattamento e sopravvivenza.

La loro funzione primaria è la produzione di ATP attraverso la fosforilazione ossidativa, ma il loro ruolo va ben oltre. I mitocondri regolano il metabolismo di zuccheri, grassi e aminoacidi, modulano lo stato redox cellulare, partecipano alla sintesi di molecole chiave e controllano segnali fondamentali legati all’infiammazione, all’immunità e all’invecchiamento cellulare.

Sono anche sensori biologici: percepiscono stress, carenze nutrizionali, eccessi ossidativi e variazioni ambientali, traducendo queste informazioni in risposte adattative. Attraverso la biogenesi mitocondriale e la comunicazione con il nucleo, decidono se la cellula può funzionare in modo efficiente o se deve entrare in modalità di difesa.

Quando i mitocondri lavorano bene, la cellula è flessibile, resiliente, vitale.
Quando la loro funzione si riduce, l’organismo non perde solo energia: perde capacità di adattamento.

Ci sono momenti in cui il corpo non “si rompe”, ma si spegne lentamente.
La stanchezza non è improvvisa, la lucidità non crolla di colpo, il metabolismo non si blocca in un giorno.
È una perdita graduale di spinta, di adattamento, di resilienza.

Molto spesso, il centro silenzioso di questo processo è uno solo: il mitocondrio.

IL MITOCONDRIO NON È UNA BATTERIA

È UN SISTEMA DECISIONALE

Per anni lo abbiamo descritto come una centrale energetica.
Oggi sappiamo che è molto di più.

Il mitocondrio decide:
decide se una cellula produce energia o accumula segnali di stress
decide se adattarsi o infiammarsi
decide se riparare o invecchiare
decide se restare funzionale o imboccare la via della disfunzione

Quando i mitocondri rallentano, la cellula entra in modalità sopravvivenza, non in modalità vita.

MITOCONDRI LENTI = BIOLOGIA IN DIFESA

Quando la funzione mitocondriale si riduce, il corpo non crolla subito.
Si adatta. Ma l’adattamento ha un prezzo.

Aumenta la glicolisi compensatoria
Aumenta la produzione di ROS disfunzionali
Diminuisce la sintesi efficiente di ATP
Si altera il rapporto NAD⁺/NADH
Si riduce la comunicazione mitocondrio–nucleo
Si spegne la biogenesi mitocondriale

Il risultato clinico non è una diagnosi immediata, ma un insieme di segnali:
stanchezza persistente
nebbia mentale
ridotta tolleranza allo stress
recupero lento
invecchiamento precoce dei tessuti
peggior risposta metabolica e immunitaria

PERCHÉ “RIATTIVARE” È UNA PAROLA CORRETTA

Il mitocondrio non va solo “protetto”.
Va riacceso.

Riattivare significa:
ripristinare i cofattori energetici
ridurre lo stress ossidativo disfunzionale
migliorare l’efficienza della catena respiratoria
stimolare la biogenesi mitocondriale
ristabilire la flessibilità metabolica

Non serve forzare.
Serve creare le condizioni biologiche giuste.

TRE LEVE FONDAMENTALI PER IL MITOCONDRIO

1. RIDURRE LO STRESS OSSIDATIVO CHE BLOCCA, NON QUELLO CHE SEGNALA
Il problema non sono i ROS in sé.
Il problema è quando diventano cronici, non modulati, non compensati.

Un ambiente ossidativo costante danneggia membrane mitocondriali, complessi respiratori, DNA mitocondriale.
Qui l’azione antiossidante deve essere intelligente, non aggressiva.

2. RIPRISTINARE I COFATTORI ENERGETICI
Senza NADH, Coenzima Q10, vitamine del gruppo B, il mitocondrio resta strutturalmente integro ma funzionalmente muto.

È come avere un motore senza carburante e senza scintilla.

3. RIATTIVARE LA BIOGENESI
Un mitocondrio stanco non va solo “riparato”:
va affiancato da mitocondri nuovi, più efficienti, più adattivi.

Qui entrano in gioco segnali cellulari profondi, non semplici stimolanti.

L’INTEGRAZIONE COME STRATEGIA BIOLOGICA, NON COME SOMMA DI PRODOTTI

In questo contesto, l’abbinamento o la alternanza di sostanze contenute nel mio Mix galenico Antiox, in Naturalis Biocell Naturalis Alfa Q10 ha una logica precisa, coerente, fisiologica.

Non lavorano tutti sullo stesso punto.
Lavorano su livelli diversi dello stesso sistema.

MIX ANTIOX

IL CONTROLLO DELLO STRESS OSSIDATIVO MITOCONDRIALE

Il Mix Antiox agisce come modulatore dell’ambiente redox.
Non spegne i segnali utili, ma riduce quelli che bloccano la funzione mitocondriale.

Supporta:
integrità delle membrane
protezione dei complessi respiratori
riduzione dell’ossidazione cronica
migliore comunicazione intracellulare

È il terreno su cui il mitocondrio può tornare a lavorare senza essere costantemente sotto attacco.

BIOCELL ZAMPEDRI NATURALIS

RIACCENDERE IL METABOLISMO ENERGETICO

Biocell lavora nel cuore della produzione di energia.

Supporta:
catena di trasporto degli elettroni
rapporto NAD⁺/NADH
funzione enzimatica mitocondriale
efficienza nella produzione di ATP

Qui non si parla di “stimolo”.
Si parla di funzione biochimica ripristinata.

ALFA Q10 ZAMPEDRI NATURALIS

L’ANELLO CHE CHIUDE IL CERCHIO

Il Coenzima Q10 è uno snodo chiave tra:
trasporto elettronico
produzione di ATP
protezione ossidativa
funzione cardiaca, muscolare e neuronale

Senza Q10, il mitocondrio lavora a metà regime.
Con un apporto adeguato, torna efficiente, non solo attivo.

PERCHÉ L’ASSOCIAZIONE HA SENSO

Mix Antiox prepara il terreno
Biocell riattiva il metabolismo
Alfa Q10 rende il processo efficiente e stabile

Non è un’accensione forzata.
È una riorganizzazione energetica.

Quando una persona dice:
“Non ho più energia”
molto spesso non sta parlando di motivazione.
Sta parlando di biologia.

Sostenere e riattivare i mitocondri significa ridare alla cellula la possibilità di scegliere la vita, non la sopravvivenza.

E quando la cellula torna a produrre energia in modo efficiente,
tutto il resto – metabolismo, immunità, lucidità, resilienza –
non deve più essere forzato, emerge.

Dr. Alberto Zampedri
Farmacista – Ricerca e integrazione funzionale
Zampedri Naturalis

contatti: Via WhatsApp 3911634884

ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARIQUANDO L’INTOLLERANZA O L’ALLERGIA NON È IL CIBO, MA IL TERRENOSempre più persone conv...
11/01/2026

ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI
QUANDO L’INTOLLERANZA O L’ALLERGIA NON È IL CIBO, MA IL TERRENO

Sempre più persone convivono con allergie alimentari.
Si tende a pensare che il problema sia ciò che mangiamo, ma la scienza sta mostrando qualcosa di diverso.

Il sistema immunitario non sbaglia.
Reagisce.

Quando un tessuto è sotto stress, il corpo rilascia alcune molecole di allarme. Una di queste si chiama IL-33, una citochina il cui compito è avvisare il sistema immunitario che qualcosa non va, soprattutto a livello di intestino e pelle.
Il problema nasce quando questo segnale resta acceso troppo a lungo.
Il sistema immunitario rimane in allerta continua e finisce per reagire anche a stimoli innocui, come alcuni alimenti.

La cosa interessante è che il corpo non produce solo l’allarme, ma anche un freno.
Esistono infatti meccanismi naturali che servono a limitare l’eccesso di risposta e a riportare equilibrio.
Qui entra in gioco l’intestino.
Un intestino infiammato, stressato o alterato manda segnali di pericolo continui. Il cibo diventa solo la scintilla finale, non la vera causa.

E questo terreno biologico è profondamente influenzato dallo stile di vita.
Stress, sonno irregolare, alimentazione disordinata e infiammazione cronica rendono il sistema immunitario più reattivo.
La ricerca moderna ci sta insegnando una cosa importante.
Il sistema immunitario non va spento, va modulato.
Esistono approcci che aiutano il corpo a ritrovare equilibrio, anche attraverso sostanze naturali e strategie di regolazione immunitaria a basse dosi, senza forzature.
L’allergia non è solo una reazione contro un alimento.
È spesso il segnale di un sistema che vive da troppo tempo in stato di allarme.

Quando il terreno cambia, anche le risposte cambiano.

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