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Complimenti a tutto lo staff
23/10/2025

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Complimenti a tutto lo staff per il grande risultato ottenuto.  sempre un passo avanti.Diffidate delle imitazioni
23/10/2025

Complimenti a tutto lo staff per il grande risultato ottenuto.
sempre un passo avanti.
Diffidate delle imitazioni

  a Verona e Domegliara
02/09/2024

a Verona e Domegliara

02/09/2024

02/09/2024

LOMBALGIA – MAL DI SCHIENA


Dall’80 al 90% delle persone adulte sperimentano il mal di schiena (o lombalgia) nel corso della propria esistenza e il 75% in età lavorativa. In considerazione del fatto che colpiscono l’uomo nella sua età più produttiva, dai 40 ai 50 anni, le lombalgie hanno un costo sociale e sanitario enorme per spese mediche e per giornate di lavoro p***e.
Nell’80%-90% dei casi si tratta di algie comuni non correlate a cause specifiche. Fra le cause più significative riferite dagli studiosi per queste forme, vi sono le posture e i movimenti incongrui, il sovrappeso, gli stress psicologici e una forma fisica scadente.
Alcuni studiosi di fama mondiale evidenziano la necessità, nella pratica clinica, di favorire un “approccio attivo” per curare la persona colpita da mal di schiena nella sua globalità ricorrendo ad un coinvolgimento diretto del paziente, come accade nella Active Back School. Peraltro anche il riposo a letto ha dimostrato di essere non solo inutile ma addirittura dannoso. Anche in fase acuta, quindi, si deve favorire un approccio il più possibile attivo.
La lombalgia, data la sua caratteristica di benignità, ma anche di cronicizzazione e di recidive, è tra le situazioni patologiche che più hanno visto confluire su di sé l’interesse di varie figure professionali.
L’educazione posturale è lo strumento più importante per prevenire il mal di schiena.
E’ sorprendente che i pazienti lombalgici conoscano così poco i fattori che aggravano e alleviano il dolore.
L’educazione posturale sottolinea che certe posizioni e attività sono dannose per il tratto lombare: i pazienti che soffrono di lombalgia spesso si rendono conto che il dolore è più intenso quando si eseguono alcune azioni, come piegarsi, sollevarsi, allungarsi ed eseguire rapidi movimenti in torsione.
Le persone generalmente non si rendono conto che ci sono modi alternativi per sedersi,


stare in piedi, muoversi, sollevare pesi, piegarsi e fare esercizi.
Rendendosi semplicemente conto di questi fattori e pensando alla propria schiena si riescono a prevenire e a controllare molti episodi di lombalgia.


CONSIGLI AI LOMBALGICI

1. Fare regolarmente esercizi.
Esercizi specifici possono allenare muscoli
importanti per la salute della schiena.
2. Portare scarpe comode, con tacco basso. Le solette nelle scarpe possono aiutare chi deve stare in piedi per lunghi periodi di tempo.
3. Porre le superfici di lavoro ad un’altezza comoda.
4. Usare una sedia con un buon sostegno a livello lombare.
5. Quando si fa un sollevamento, tenere gli oggetti vicino al corpo.
Evitare sollevamenti in torsione, flessione e allungamento.
6. Le fasce lombari, usate per prevenzione, possono consentire a qualcuno di continuare a lavorare quando il lavoro richiede frequenti sollevamenti.
7. Riposare i piedi su uno sgabello basso quando si deve stare seduti per lunghi periodi di tempo.
8. Mettere un cuscino o un asciugamano arrotolato dietro alla zona lombare quando si guida per lunghe distanze.
9. Per dormire comodamente, mettere un cuscino sotto le ginocchia quando si dorme in posizione supina, o in mezzo alle ginocchia quando si dorme su un fianco.
10. Scegliere uno stile di vita che migliori la propria salute facendo anche attenzione all’alimentazione.

02/09/2024

L’adiposità localizzata, nota come , è una condizione estremamente diffusa, che interessa in particolar modo le persone di sesso femminile (il 90% circa) ma che può presentarsi anche nelle persone di sesso maschile, ed è provocata da un complesso evolutivo di alterazioni dello sviluppo del tessuto adiposo sottocutaneo. Esteticamente si presenta con quella che viene comunemente chiamata “pelle a buccia d’arancia”, ossia un insieme di piccoli affossamenti della pelle, di diametro e forma irregolare, situati in particolar modo in alcune zone del corpo, come glutei, cosce, fianchi e addome.
La terapia con onde d’urto radiali è considerata oggi come uno dei trattamenti migliori per intervenire su questo tipo di inestetismo, grazie alla sua azione orientata su diversi livelli e alla tollerabilità del trattamento..

Che cos’è la cellulite

Le alterazioni del metabolismo del tessuto adiposo alla base della cellulite provocano un aumento delle dimensioni delle cellule adipose, a cui si correla una riduzione della perfusione vascolare e una infiammazione di basso grado cronica che induce la ritenzione idrica nello spazio intercellulare. La conseguenza, a livello visibile, è un’alterazione della struttura del tessuto sottocutaneo che dà luogo alla pelle a buccia d’arancia. Tale condizione è peggiorata da:
- squilibri ormonali
- dieta non equilibrata
- sedentarietà.
Esistono diversi gradi di cellulite: si passa da una condizione di cellulite leggera, appena percepibile alla vista, a livelli via via più severi in cui i noduli adiposi aumentano di grandezza e spesso risultano dolorosi al tatto.
Tale evoluzione può essere contenuta seguendo un’alimentazione equilibrata, praticando una vita attiva ed evitando l’utilizzo di capi d’abbigliamento che bloccano la circolazione linfatica.

Cosa sono le onde d’urto

Le onde d’urto sono degli impulsi acustici in grado di attivare i meccanismi di riparazione tissutale e i meccanismi di rigenerazione del tessuto. Le indicazioni sono molteplici: le onde d’urto vengono infatti utilizzate molto frequentemente in ambito ortopedico e riabilitativo, sia in caso di patologia cronica sia in caso di patologia dello sportivo, per esempio per le tendinopatie della spalla, del tendine di Achille, della fascia plantare e dell’epicondilite.

Cellulite: i benefici delle onde d’urto

Altre applicazioni delle onde d’urto sono poi quelle in ambito di medicina estetica, in particolar modo, come abbiamo detto, nel trattamento della cellulite.
L’azione delle onde d’urto radiali è particolarmente efficace contro la cellulite poiché riequilibra il metabolismo del tessuto adiposo e diminuisce le dimensioni dei noduli. Agisce sulla stasi linfatica, riducendola e contribuendo, di conseguenza, alla riduzione dell’edema di cui è responsabile. Inoltre le onde d’urto contribuiscono al processo di sviluppo di nuovi vasi sanguigni incrementando la perfusione ematica dell’ipoderma, il tessuto adiposo sottocutaneo. Viene stimolata la formazione di nuove fibre di collagene, che va a migliorare l’aspetto a buccia d’arancia della pelle. Infine, grazie all’effetto antinfiammatorio delle onde d’urto, si riduce anche il dolore spesso associato al problema.

Le onde d’urto radiali o pressorie mobilizzano la stasi linfatica e hanno un effetto antinfiammatorio;
le onde d’urto vibrazionali hanno un’azione linfodrenante e riducono il rilassamento cutaneo.

Cellulite: quanto dura il trattamento con le onde d’urto

La durata media di un trattamento con le onde d’urto per la cellulite è di circa 60 minuti, poiché richiede diversi tipi di applicazione e azione sull’inestetismo. Per avere un effetto visibile, il trattamento va ripetuto per un ciclo di cinque sedute settimanali. Nei casi più avanzati è opportuno effettuare dei trattamenti di richiamo, in un numero che viene valutato di volta in volta in base alla gravità del problema e alla risposta al trattamento.

Le onde d’urto sono dolorose?

Non bisogna avere timore di intervenire contro la cellulite con le onde d’urto, perché il trattamento non è doloroso. Si tratta infatti di una terapia assolutamente sopportabile e quasi priva di fastidi, poiché il trattamento viene personalizzato in base alla tolleranza e sensibilità del paziente.
È fondamentale che le onde d’urto vengano applicate secondo le linee guida e con apparecchiature di ultima generazione.

Le uniche categorie che devono prestare attenzione e indicare la loro condizione al medico sono le donne in gravidanza e le persone interessate da lesioni neoplastiche nelle aree da trattare.

02/09/2024

"Scoliosi" è un termine generale che descrive un gruppo eterogeneo di patologie, le quali consistono in alterazioni in termini di forma e posizione del rachide, del torace e del tronco. Il nome, che si pensa sia stato introdotto da Ippocrate ("scolios" significa storto o curvo) e usato da Galeno ("scoliosis"), indica una curvatura laterale anormale del rachide. Oggi è noto che la non è limitata solo al piano frontale, ma può essere definita come "deformità torsionale tridimensionale del rachide e del tronco" : essa determina una curvatura laterale sul piano frontale, una rotazione assiale sul piano orizzontale e un disturbo delle normali curvature sul piano sagittale, vale a dire cifosi e lordosi, riducendole solitamente, ma non sempre, nella direzione di una schiena piatta. La " scoliosi strutturale", o semplicemente "scoliosi", va differenziata dalla "scoliosi funzionale" che è una curva vertebrale dovuta a cause extraspinali note (per esempio, accorciamento di un arto inferiore o asimmetria nel tono dei muscoli paraspinali). Solitamente si riduce parzialmente o scompare completamente dopo l'eliminazione della causa soggiacente (per esempio in posizione supina). La scoliosi funzionale non costituisce l'argomento di questo articolo. Il termine "scoliosi idiopatica" è stato introdotto da Kleinberg (1922) e viene utilizzato per descrivere tutti i pazienti nei quali non è possibile identificare una patologia specifica che dà origine alla deformità; infatti, essa compare in bambini apparentemente sani e può progredire in relazione a svariati fattori durante qualsiasi periodo di rapida crescita. Per 5 definizione, la scoliosi idiopatica è di origine sconosciuta ed è probabilmente dovuta a svariate cause. Dal punto di vista della eziopatogenesi, la deformità vertebrale causata dalla scoliosi idiopatica può essere definita come un segno di una sindrome ad eziologia multifattoriale . Quasi sempre, la scoliosi si manifesta come deformità solitaria, ma ulteriori approfondimenti possono identificare altri segni subclinici significativi. La scoliosi idiopatica è stata descritta come deformità torsionale del rachide, che combina una traslazione e una rotazione di un numero variabile di vertebre e che cambia la geometria tridimensionale del rachide. Una schiena piatta strutturale e a volte geometrica è osservata con frequenza, ma la geometria del rachide sulle radiografie laterali risulta altamente variabile. La deformità del tronco e l'asimmetria della schiena sono correlate alla deformità vertebrale, ma in alcuni casi vi possono essere discrepanze significative. La curvatura sul piano frontale (radiografia in veduta postero-anteriore in posizione eretta) è data da una limitante somatica superiore ed una liitante somatica inferiore, prese entrambe come livello di riferimento per misurare l'angolo di Cobb. La Scoliosis Research Society (SRS) suggerisce che la diagnosi sia confermata quando l'angolo di Cobb è pari o superiore a 10° ed è possibile identificare una rotazione assiale. La rotazione assiale massima è misurata alla vertebra apicale. Tuttavia, la scoliosi strutturale può essere osservata con un angolo di Cobb inferiore a 10° , con un potenziale di progressione. La progressione è più comune nelle ragazze durante lo scatto di crescita nel corso della pubertà e quindi è chiamata scoliosi idiopatica progressiva. Se non trattata, può determinare gravi deformità del tronco, le quali limitano la capacità e le funzioni biomeccaniche della gabbia toracica, la capacità di eseguire esercizio fisico, la forma fisica in generale e la capacità di lavorare, tutti fattori correlati con una compromissione della qualità di vita.

12/12/2023

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