24/12/2025
Oggi è vigilia di Natale, piove a dirotto, non ne ricordo una così, però mi piace.
Mi piace lo scroscio della pioggia sopra i vetri, quel rumore continuo e profondo che non chiede attenzione ma la prende lo stesso.
È come se il mondo avesse deciso di rallentare, di parlare sottovoce, lasciando che l’acqua dicesse tutto ciò che noi non sappiamo dire.
La pioggia scende f***a, senza esitazioni, lava le strade, confonde i contorni delle cose.
Le case sembrano più vicine, raccolte in un silenzio comune, e il tempo pare sospeso.
Dentro, al caldo, ogni suono è ovattato: il ticchettio lontano, un vetro che vibra appena, il respiro lento di chi si ferma finalmente ad ascoltare.
C’è qualcosa di antico in questa pioggia, qualcosa che non ha bisogno di festa né di parole solenni. Cade e basta, con una fedeltà che consola. Porta via il superfluo, lascia solo l’essenziale: una luce accesa, una stanza viva, un pensiero che si fa più morbido.
È una vigilia che non luccica, ma accoglie.
Non promette, ma resta.
E forse è per questo che mi piace.
Perché non chiede di essere felice a tutti i costi.
Si limita a essere vera. Come certi Natali che non si ricordano per i regali, ma per l’atmosfera.
Per quell’attimo preciso in cui, mentre fuori piove senza tregua, dentro qualcosa si quieta, e basta così.
E allora, in questo giorno lento e bagnato, mentre la pioggia continua a ba***re sui vetri come un cuore paziente, lascio che il silenzio faccia spazio a un pensiero semplice.
Che questo Natale arrivi piano, senza rumore, come l’acqua che scorre e pulisce.
Che porti riparo più che clamore, presenza più che parole.
Che ciascuno possa trovare almeno un luogo, anche piccolo, in cui sentirsi al sicuro, ascoltato, intero.
Buon Natale.
Che sia vero, umano, e lieve quanto basta.❤️