31/03/2026
in questo periodo troppa gente chiederà aiuto.
In che posizione energetica ci dobbiamo mettere per discernere e aiutare solo coloro che vibrano nella coerenza di coscienza?
C'è una bella differenza tra chiedere aiuto e fare la vittima.
La persona che fa la vittima lo fa sempre. La sua non è una richiesta di aiuto: è un mantra fisso. E anche quando le capitano cose belle deve sempre trovarvi qualcosa che non va, o trasformarle in negative. Ha un'autostima bassa. Non ha ambizioni né visioni. Ha l'abitudine di lamentarsi, di vedere nemici ovunque, di sentirsi sempre un record di resistenza e sopportazione, vantarsene, invidiare gli altri. Uno dei suoi rosari è: "Beata te".
La persona che chiede aiuto non ha nessuna delle caratteristiche di cui sopra. Gran parte della sua esistenza è passata nella stabilità o in stati di felicità.
Quando una persona chiede aiuto, dovete ascoltarla.
C'è, infine, una differenza abissale tra chiedere aiuto e accusare.
Molte persone continuano a confondere le due cose, con effetti devastanti. A volte, ne va della vita stessa.
Una persona che sta chiedendo aiuto non è interessata alle sorti di colui/colei che le causa danno. Chiedere aiuto significa stare cercando di salvare se stessi e aver bisogno di un aiuto extra per riuscirci.
Accusare è un gesto che viene da energie basse. Chiedere aiuto è qualcosa di elevato, che richiede fiducia, lavoro su di sé, apertura, speranza, visione, umiltà.
L'accusa è più tipica di chi vive nel ruolo della vittima da sempre e lo ricrea, perché ci si identifica ed è l'unica "normalità" che conosce.
Ma quando una persona chiede aiuto, dovete intervenire.
Foto e testi Sonia Serravalli ©
(Libri nelle librerie online)
info@soniaserravalli.com
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