Dott.ssa Valeria Corbo Psicoterapeuta

Dott.ssa Valeria Corbo Psicoterapeuta Consulenza Psicologica, Psicoterapia, Valutazioni Psicodiagnostiche, Consulenze Tecniche di parte, Gruppi di sostegno e promozione del benessere

Sono Psicologa, Psicoterapeuta Analista Transazionale, Tecnico Psico-diagnosta, Esperta in psicologia Giuridica. Iscritta all'Albo degli Psicologi della regione Lazio
numero 19001

Svolgo Attività di consulenza psicologica presso Residenze per anziani attraverso gruppi di stimolazione cognitiva e sostegno emotivo. Mi occupo di promozione del benessere per il singolo e per il gruppo.

In questi giorni mi è capitato di affrontare il tema della generatività nella coppia da diverse angolazioni, e questo mi...
19/02/2026

In questi giorni mi è capitato di affrontare il tema della generatività nella coppia da diverse angolazioni, e questo mi ha fatto riflettere parecchio.

Mi sono chiesta: quanto si parla davvero di tutte le sfaccettature della generatività? O ci soffermiamo solo su una – quella considerata "normale", "automatica", "classica"- quella che risponde ad aspettative sociali ben precise?

La riflessione ha preso così tante strade che mi è sembrato valesse la pena condividerle con voi. Almeno alcune.

Quando pensate a una coppia generativa, cosa vi viene in mente?
Probabilmente una coppia con figli.
I figli vengono spesso visti come diretta conseguenza di una relazione stabile e duratura, fondata sull'amore, la condivisione e la progettualità. E ho usato il plurale non a caso: nel pensiero comune, una coppia con un solo figlio può essere vista come "un progetto lasciato a metà". Ma questo è un altro discorso che per ora non apro.

La vera questione è: le coppie che figli non ne hanno potuti avere, o che non li hanno voluti (sì, esistono, e io do loro il benvenuto), possono comunque essere generative? Esiste un altro modo di esserlo? Vale lo stesso?
S
poiler: sono tre "SÌ" convinti. E ora vi spiego perché.

Prima di tutto, chiariamo cosa si intende per "generativa" quando parliamo di una coppia.
Come dico sempre ai miei pazienti: mai dare per scontato il significato di alcune parole, perché ognuno le sceglie e le usa in base alla propria percezione.

La generatività si riferisce alla capacità di generare e trasmettere valore e conoscenza. Implica prendersi cura, assumersi responsabilità ed essere aperti al nuovo.
Molto spesso nella coppia questo si esprime attraverso la genitorialità. Ma non sempre. E non solo.

La generatività di una coppia può prendere forme diverse:
- Realizzare un progetto lavorativo condiviso (mettere su un'attività insieme)
- Costruire un determinato stile di vita, lavorando entrambi per ottenerlo
- Coltivare una passione comune e farne un motore di energia positiva e stimoli nuovi
E così via, le possibilità sono infinite

Il problema è che troppo spesso il concetto di generatività, in una coppia, viene circoscritto solo al "fare figli".
E questo crea credenze secondo cui, se per qualche motivo i figli non ci sono, allora la coppia perde di senso, non può essere famiglia, fa fatica a coltivare la progettualità.

Ecco, io credo sia importante iniziare a dare respiro a questo concetto, ampliandolo e cogliendone altre sfumature.

Perché le coppie che, pur desiderandoli, non sono riuscite ad avere figli possano prendersi cura del loro dolore sapendo che, una volta attraversato, potranno trovare altri modi per esprimere il loro essere generativi. Potranno dare forma alla propria progettualità, continuare a nutrire il loro rapporto e sentirsi famiglia anche in due.

E perché le coppie che i figli non li hanno per scelta possano non sentirsi coppie di "serie B" o manchevoli di un "desiderio naturale". Perché possano sentirsi libere di vivere la generatività nel modo che è naturale per loro, lasciando andare le pressioni sociali e gli stereotipi a cui, ahimè, siamo troppo spesso abituati.

Famiglia non è solo chi ha figli. Generatività non è solo genitorialità.
E questa libertà di scegliere il proprio modo di essere coppia, di costruire il proprio progetto, di dare senso alla propria relazione – questa sì che è generativa.

"Lo so che dovrei farlo. Lo so che mi farebbe bene. Ma continuo a rimandare."Scommetto che a  tanti di voi, queste parol...
04/02/2026

"Lo so che dovrei farlo. Lo so che mi farebbe bene. Ma continuo a rimandare."

Scommetto che a tanti di voi, queste parole, suonano familiari.

C'è un momento, prima di chiamare uno psicoterapeuta, in cui le persone rimangono in bilico. A volte per mesi, a volte per anni. Sanno che qualcosa non va, sanno che avrebbero bisogno di aiuto, ma si sentono bloccati. E quel blocco ha un nome ben preciso, anzi ne ha diversi.

Non è pigrizia. Non è nemmeno mancanza di volontà.
È qualcosa di molto più profondo e molto più comprensibile.

Iniziare un percorso terapeutico significa ammettere a voi stessi che c'è qualcosa che non riuscite a gestire da soli. E se siete sempre stat* "quell* forti", "che risolvono i problemi degli altri", "che ce la fanno sempre"... beh, questa ammissione può sembrare quasi un tradimento di quello che siete (o sentite di essere...) Come se diceste "ho fallito".

Spoiler: non è così. Ma ci arriviamo dopo.

C'è anche la paura di cosa potreste scoprire una volta che iniziate a guardarvi dentro davvero. Di cosa potrebbe emergere. Di dover guardare parti di voi che avete tenuto ben nascoste, magari anche a voi stessi, per proteggervi.

E poi, diciamocelo, c'è anche quel timore del giudizio: "Penserà che sono debole? Che i miei problemi sono stupidi? Che non sono abbastanza 'mess* male' per avere bisogno di terapia?"

Ecco, fermiamoci qui un attimo.

Lasciate che vi dica una cosa che ripeto praticamente ogni giorno nel mio studio: non aspettate di stare così male da non farcela più per chiedere aiuto. Non c'è bisogno di toccare il fondo per decidere di prendervi cura di voi. Non c'è una "gravità minima" per poter ve**re in terapia.
E no, ve**re in terapia non significa essere deboli. Significa essere abbastanza coraggiosi da guardarvi dentro, da mettervi in discussione, da voler crescere anche quando fa paura.

Nel mio lavoro mi concentro tantissimo sulla personalizzazione del percorso proprio perché credo (e vedo) che ogni persona abbia bisogno di sentirsi vista nella sua unicità.
Siete una persona, con una storia unica, con risorse che magari non sapete nemmeno di avere, con ferite che meritano attenzione e cura.
E quando il percorso è costruito davvero su misura per voi, i cambiamenti non sono quelli superficiali che durano due settimane. Sono profondi, stabili, duraturi. Quelli che restano.

Quindi, se siete qui, se state leggendo questo post, se da tempo pensate "forse dovrei", prendetelo come un segnale. Non dovete aspettare il momento perfetto (spoiler numero 2: non arriverà mai). Non dovete stare peggio di così. Potete anche solo decidere che volete stare meglio.

Il primo passo è sempre il più difficile (e questo lo sapete già), ma è anche quello che cambia tutto il resto.
E poi, una volta fatto il primo, gli altri vengono da sé. Promesso.

Per info e appuntamenti potete contattarmi al: 375 599 7405

A quanti di voi capita, quando finisce una relazione, di pensare "anche stavolta è andata come al solito, basta! Non vog...
28/01/2026

A quanti di voi capita, quando finisce una relazione, di pensare "anche stavolta è andata come al solito, basta! Non voglio più saperne, meglio se me ne sto per conto mio!" oppure di sentirvi sbagliati "finisce sempre che vengo mollat*, ma cosa ho che non va?".
E rimanete con una sensazione familiare, a cui magari non date un nome, ma che vi sembra di conoscere benissimo.

No, non vi chiederò di rispondere a questo nei commenti, tanto lo so che siete tanti!

Però, ho una buona notizia per voi. Questi sono tutti segnali che avete riconosciuto uno schema, iniziate a vedere quello che in Analisi Transazionale si chiama "copione di vita": una storia "scritta" molto tempo fa, attraverso decisioni inconsapevoli, importanti e utili in quel momento, ma che ora probabilmente iniziano a non esserlo più.

Il punto non è che "avete qualcosa che non va" o scegliete persone "sbagliate". Scegliete quello che conoscete e che racconta e vi tiene nel vostro copione.

Questo perché lì trovate quello che sapete di voi, cosa pensate di meritare, quello che avete visto e imparato su come funzionano le relazioni.

In poche parole, è un libretto di istruzioni su "come essere amati": devo dire sempre sì e accontentare l'altro; devo essere perfett*; devo essere forte e così via.
È sempre lì che trovate le "istruzioni" su come stare in una relazione: non mi posso fidare, non posso essere me stess*...

È attraverso tutte queste informazioni che costruite le relazioni, finché... finché non inizia a diventare davvero molto faticoso e sentite che c'è qualcosa che per voi non sta più funzionando.

Potrebbe sembrare una fregatura, e invece non lo è!

Ecco quindi per voi un'altra buona notizia: una volta che avete riconosciuto il vostro copione potete scegliere di conoscerlo a fondo e cambiare quelle decisioni prese molto tempo fa, per prenderne di nuove, più attuali, più vostre, più libere.

Non sarà qualcosa di immediato, né di magico o facile, sarà un percorso a volte faticoso, ma anche intenso e ricco di scoperte e gioie.

Eh lo so, qui ci sarebbe stata bene la terza buona notizia, ma fidatevi, ne vale la pena!

Vi capita mai di svegliarvi già stanchi, sentire un peso sul petto, il respiro corto? Il bisogno forte di controllare tu...
21/01/2026

Vi capita mai di svegliarvi già stanchi, sentire un peso sul petto, il respiro corto?
Il bisogno forte di controllare tutto, pensare sempre avanti cercando di prevedere tutto, crollare la sera con la testa che ancora continua a lavorare?
Svegliarvi la notte, iniziare a pensare e addio sonno?

Se la risposta è sì, sappiate che non siete soli. L'ansia accompagna molti altri come voi.

A volte si pensa che l'ansia sia quella sensazione forte e improvvisa che blocca in situazioni specifiche. Spesso invece è una presenza costante, come una musica di sottofondo che accompagna le giornate e tiene vivo il bisogno di avere tutto sotto controllo per la paura che improvvisamente possa crollare.

Nel mio studio mi capita spesso di ricevere come richiesta "Voglio levarmi l'ansia, devo riuscire a sconfiggerla!" come se fosse un nemico da combattere.
Ed è qui che spiego sempre che, in realtà, l'ansia è un prezioso alleato.
È un segnale, potente, che c'è qualcosa in noi che sta chiedendo attenzione e ha bisogno di cura.

Un po' come quelle "fastidiose" spie della macchina: quando si accendono, quando suonano, ci stanno dicendo che qualcosa ha bisogno di essere sistemato... e se le ignoriamo, suonano più forte! Odiose vero? Eppure sono fondamentali.
Tante persone convivono con quella "spia accesa" da così tanto tempo che diventa quasi normale: "io sono una persona ansiosa, è parte di me".

Ma l'ansia non è chi siete, è un messaggio che il vostro corpo e la vostra mente vi stanno inviando.

Quando lavoro con le persone su questo, non ci limitiamo a "gestire" i sintomi. Esploriamo da dove nasce questo bisogno di controllo. Quali messaggi hanno ricevuto su come "devono" essere. Quali situazioni del passato hanno insegnato al loro sistema nervoso a stare sempre in allerta.
E questo non riguarda solo quello che succede dentro di voi, ma anche come l'ansia si manifesta nelle vostre relazioni e quale ruolo ha nel vostro sistema familiare.

Perché quando arrivate a comprendere davvero da dove nasce l'ansia e cosa vi sta comunicando, potete iniziare a lasciarla andare e avviare un cambiamento profondo e stabile.

Allora sentirete il respiro tornare. L'allerta tacere.

E scoprirete che, come dice una canzone che amo, "la salvezza non si controlla, vince chi molla".

"A volte ritornano" Si, ci sono cascata anche io.Dopo un lungo silenzio, ho deciso di tornare a scrivere su questa pagin...
14/01/2026

"A volte ritornano"

Si, ci sono cascata anche io.

Dopo un lungo silenzio, ho deciso di tornare a scrivere su questa pagina con l'obiettivo di condividere con voi cosa è concretamente la psicoterapia e in che modo può diventare uno spazio dove poter scegliere finalmente chi volete essere e costruire gli strumenti per realizzarlo.
In questo periodo ho continuato ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cambiamento, a studiare, a formarmi. Quest'ultimo anno in particolare è stato arricchente per me a livello professionale e personale: ho completato un perfezionamento in terapia sistemico-relazionale che ha aggiunto qualcosa in più al mio approccio integrato, modificandolo in un modo che non avrei mai immaginato. Avevo la sensazione che nelle storie che ascoltavo ogni giorno c'era molto altro che meritava di essere esplorato, accolto, compreso. Erano le storie famigliari, quelle delle generazioni precedenti; quelle che ognuno, senza saperlo, porta dentro di sè e nella propria vita.
Dopo 10 anni di esperienza come psicoterapeuta, una cosa mi è chiara più che mai: non esistono percorsi standard, non esistono "protocolli" che funzionano per tutti allo stesso modo. Ogni persona porta con sé una storia unica, un sistema relazionale unico, ferite e risorse uniche.
Ed è proprio per questo che lavoro con un approccio costruito su misura. Oggi più che mai.
Integrando l'Analisi Transazionale con la visione sistemico-relazionale, riesco a vedere la persona nella sua complessità: non solo i sintomi, ma anche le dinamiche relazionali, i copioni familiari, i messaggi ricevuti e quelli che continuano a darsi.
Quello che vedo ogni giorno nel mio studio e in cui credo profondamente, è che quando il percorso terapeutico è davvero personalizzato, i cambiamenti non sono solo visibili; sono stabili e duraturi nel tempo, perchè nascono da nuove decisioni, più consapevoli, amorevoli e libere, rispetto a quelle prese nel passato.

Da oggi riprendo a scrivere qui, con l'idea di condividere il modo in cui lavoro e delle riflessioni che spero possano diventare un seme, quello della cura di sè.
Con l'augurio che possiate scegliere di coltivarlo ogni giorno con l'amore che merita e meritate.

Ci vediamo qui, ogni settimana.

09/09/2025

Settembre per molti è un mese di nuovi inizi, per altri significa ripresa di routine conosciute, per alcuni vuol dire ricominciare a correre e a dividersi tra i mille impegni che chiedono attenzione.
Il mio augurio per voi, a qualsiasi gruppo apparteniate, è di riuscire a riservare tempo, spazio, energie ed attenzione per voi stessi, i vostri bisogni e i vostri desideri.

Se volete farlo in un percorso di psicoterapia in cui trovare ascolto non giudicante, accoglienza, comprensione e strumenti per realizzare ciò che desiderate per voi sarò felice di accogliervi e iniziare insieme.

Per avere informazioni o fissare un appuntamento
potete contattarmi tramite telefono o whatsapp: 375 599 7405

Cosa aspettarsi dalla terapia ❤️https://www.facebook.com/1718405875156687/posts/3123631541300773/
05/07/2022

Cosa aspettarsi dalla terapia ❤️

https://www.facebook.com/1718405875156687/posts/3123631541300773/

“In un certo senso, ogni terapia che ha successo si conclude con un fallimento. Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti. Sa, tuttavia, che la sua crescita non è terminata e che il processo creativo iniziato in terapia è adesso sotto la sua personale responsabilità. Non termina la terapia camminando su una nuvoletta. Chi lo fa è destinato alla ricaduta. Chi invece rimane con i piedi per terra, ha imparato ad apprezzare la realtà e ha sviluppato un atteggiamento creativo verso i problemi che incontrerà.
Ha sperimentato la gioia, ma anche il dolore. Se ne va con un senso di autorealizzazione che comprende il rispetto per la saggezza del suo corpo e della sua persona. Ha riguadagnato il suo potenziale creativo.”

Alexander Lowen




"Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento"Il cambiamento è spesso qualcosa...
14/01/2022

"Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento"

Il cambiamento è spesso qualcosa che fa paura.
Andare incontro a qualcosa che non si conosce può farci dubitare delle nostre risorse e capacità e portarci così a scegliere di resistere erigendo muri.
Come sarebbe invece se imparassimo a costruire mulini a vento per riuscire a sfruttare questo "vento" e fare qualcosa di buono per noi?
Io dico che sarebbe il primo passo di un meraviglioso percorso verso sé, durante il quale imparare ad amarsi, accogliersi e scoprire nuove risorse.
E voi? Come reagite al vento del cambiamento?

Per info e appuntamento potete scrivermi qui o su WhatsApp o chiamarmi al 3755997405.

Buon Vento!

Buongiorno! Da oggi lo studio riprende l'attività a pieno regime!Per info e appuntamenti potete contattarmi qui con un m...
16/08/2021

Buongiorno! Da oggi lo studio riprende l'attività a pieno regime!

Per info e appuntamenti potete contattarmi qui con un messaggio privato o al 3755997405 con una telefona o un messaggio WhatsApp 🙂

Il rientro può essere difficile, ricordate sempre di ritagliarvi uno spazio nel quale prendervi cura di voi.

Dott.ssa Valeria Corbo

24/07/2021

È stato un anno intenso, pieno di soddisfazioni e di esperienze che ora chiedono spazio e tempo per sedimentare, in modo da crearne di nuovo per ciò che verrà.
Diversamente dalla scorsa estate, ho deciso di fermarmi.
Lo studio rimarrà chiuso dal 26 luglio al 15 agosto.
Che questa pausa possa essere per voi e per me, uno spazio di ascolto e di cura, in cui fermarsi e ricaricarsi.
Buona estate!

Trasformare blocchi emotivi, momenti di difficoltà, in "blocchi di partenza", occasioni per ricominciare. Si può!Per inf...
24/03/2021

Trasformare blocchi emotivi, momenti di difficoltà, in "blocchi di partenza", occasioni per ricominciare. Si può!
Per info potete scrivermi qui o chiamarmi
3755997405 (anche WhatsApp 🙂)

Se volete sapere qualcosa in più di me

https://psicologafontenuova.it/

“Io non ce la faccio più ad andare avanti, Lloyd”
“Stia tranquillo, sir. Credo sia solo un piccolo blocco emotivo”
“E come posso superarlo, Lloyd?”
“Basta trasformarlo in un blocco di partenza, sir”
“Dici che ce la posso fare anche se sono a terra?”
“Certo, sir. In fondo anche i centometristi partono da inginocchiati”
“Grazie mille, Lloyd”
“Buona giornata, sir”

[Di Lloyd, di sir, di blocchi e di scatti nei colori di Francesco Sudario Brando Siena]

Indirizzo

Mentana

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Sito Web

https://psicologamentana.it/

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