Dr. Lucio Oldani

Dr. Lucio Oldani Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta

CronotipiGufi, allodole e affini. Ognuno inizia la giornata a modo suo. C’è chi parte leggero, chi prende tempo, chi sem...
05/05/2026

Cronotipi

Gufi, allodole e affini. Ognuno inizia la giornata a modo suo. C’è chi parte leggero, chi prende tempo, chi sembra accendersi solo quando il mondo rallenta.

Spesso ci raccontiamo queste differenze come difetti, abitudini o mancanze di volontà.
Ma se ci fosse altro?

In questo carosello proviamo a guardarci da un’altra prospettiva.

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30/04/2026

Questa domanda è frequentissima: “E se i farmaci mi facessero stare peggio?”

È una preoccupazione comprensibile, spesso perfino più forte della speranza di stare meglio. Eppure, sugli effetti indesiderati circolano paure assolute, racconti estremi e poche spiegazioni coerenti.

In questo Reel provo a fare ordine con equilibrio: senza minimizzare, senza terrorizzare. Perché tra il “non succede mai” e il “succede sempre” esiste un territorio intermedio, più vero: quello clinica che osserviamo tutti i giorni.

Sapere cosa aspettarsi cambia già il modo in cui si attraversa una cura.


Alcuni temi meritano molto più del clamore di qualche giorno. Meritano precisione, misura, responsabilità.La salute ment...
27/04/2026

Alcuni temi meritano molto più del clamore di qualche giorno. Meritano precisione, misura, responsabilità.

La salute mentale materna è uno di questi. Troppo spesso se ne parla solo quando il dolore diventa cronaca, troppo raramente quando potrebbe ancora essere ascolto, prevenzione, cura.

Ho provato a costruire questo contenuto con attenzione, lontano dal sensazionalismo e vicino alla complessità umana e clinica che richiede.

Leggiamolo con il tempo che merita: non è breve, ma prova ad attraversare molti aspetti del tema, con particolare attenzione a quelli clinici. Se lo riterrai utile, aiutami a diffondere un modo migliore di parlarne.


Le 3 A della DepressioneAlcune parole sembrano appartenere solo ai libri o agli studi medici. Eppure, spesso, descrivono...
23/04/2026

Le 3 A della Depressione

Alcune parole sembrano appartenere solo ai libri o agli studi medici. Eppure, spesso, descrivono esperienze profondamente umane, vissuti silenziosi che molte persone attraversano senza sapere come nominarli.

In questo Carosello ho provato a raccontarne tre: termini tecnici, sì, ma capaci di parlare di piacere che si spegne, di slancio che si affievolisce, di un certo modo faticoso di stare al mondo.

Comprenderli non significa etichettarsi, ma imparare a riconoscere segnali che meritano ascolto e cura.

Leggiamolo con calma. Potremmo trovare qualcosa da capire, perché ci riguarda, o perché interessa qualcuno accanto a noi.


 #200Duecento e ventimila volte grazie.Questo spazio è cresciuto senza tradire la sua idea iniziale: parlare di salute m...
20/04/2026

#200

Duecento e ventimila volte grazie.

Questo spazio è cresciuto senza tradire la sua idea iniziale: parlare di salute mentale con serietà, umanità e rispetto.

In un tempo che corre e semplifica, continuo a credere nel valore della complessità come chiave di interpretazione di tutto ciò che accade.

Più dei numeri, conta esserci incontrati qui.

Evviva questa community!


17/04/2026

Parolario | E di Evitamento

Ho iniziato dagli ascensori. Avevo vent’anni.

L’aula studio era al terzo piano, ma io ci arrivavo comunque bene con le scale. Mi tenevano in forma, le scale. A volte arrivavo un po’ in ritardo o col fiatone, ma pazienza.

Poi ho iniziato ad evitare i mezzi pubblici. Ma c’era la bicicletta. Mi teneva in forma, la bici. Certo, col brutto tempo mi dovevo cambiare dopo essermi bagnata, ma pazienza: la pioggia è comunque rigenerante.

Dopo qualche anno tutti i compagni di università hanno deciso di andare al mare a Rimini, per il weekend. Io ho declinato. Non me la sentivo di stare confinata in quel treno. Mi è dispiaciuto. Ho sentito che stavo perdendo qualcosa, ma mi sono dedicata a delle mostre in città. Un’alternativa comunque piacevole.

Poi è arrivato Luca e mi ha invitata a Ibiza. “C’è da divertirsi”, diceva. Il giorno del volo ho avuto un attacco di panico e non ci sono salita. Luca è rimasto a terra, con me. Mi ha capito.

Dopo un po’, però, non mi ha compresa più. Evitavo tutto: il cinema, i viaggi in autostrada, perfino i concerti.

Luca mi ha lasciata.

Sono rimasta sola.

Con le mie strategie.
I miei evitamenti.
Le mie catene.


Cos’è la frustrazione? Cosa accade dentro di noi quando la proviamo? Sappiamo davvero aiutare chi ci sta attorno a gesti...
15/04/2026

Cos’è la frustrazione? Cosa accade dentro di noi quando la proviamo? Sappiamo davvero aiutare chi ci sta attorno a gestirla?

Con gioia condivido oggi la locandina di un talk molto speciale, che si terrà a Roma il 28 maggio. In questa serata .lavatore, ⁩ ed io affronteremo, sotto l’esperta guida della giornalista , alcuni aspetti utili a comprendere le dinamiche psicologiche, sociali e culturali che sottendono i comportamenti dei più giovani, raccontati negli ultimi mesi dai media. Parleremo di impulso, desiderio e limite: termini cruciali per comprendere il discontrollo e le sue radici. Cercheremo di offrire alcune risposte a domande che è necessario porci, per comprendere noi per primi e, di riflesso, chi con noi cresce.

Nella locandina — magistralmente realizzata da — trovate tutti i dettagli.

Penso sia una bellissima occasione per mettere in relazione psiche, biologia, comportamento e cultura, nello sforzo di compiere scelte più consapevoli, capaci di riflettersi su chi ci circonda. Perché, certo, siamo responsabili di noi stessi, ma anche di ciò che, attraverso di noi, prende forma nello sguardo e nei gesti di chi ci sta accanto e ci osserva come modelli — anche, e soprattutto, quando non ce ne accorgiamo.

Vi aspetto numerosi e vi chiedo la cortesia di confermare la vostra presenza scrivendo un whatsapp al numero di telefono che trovate nella locandina

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13/04/2026

I farmaci creano dipendenza?

La parola “dipendenza” salta subito in mente quando si nominano le molecole della mia disciplina. È un termine che porta con sé immagini forti, timori comprensibili, domande che restano sospese. Ma siamo sicuri di usare questa parola nel modo più corretto?

A volte, dietro un termine così netto, si nascondono fenomeni molto diversi tra loro. E chiamarli tutti allo stesso modo rischia di confondere più che chiarire.

Forse il punto non è avere subito una risposta, ma fermarsi un momento sulle parole che scegliamo. Perché è proprio lì che inizia una comprensione più precisa, e spesso anche più rassicurante.

Ne parliamo nel Reel. Ti leggo nei commenti!

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Le Frasacce“Meglio che non lo fai, i figli, con i tuoi problemi di testa…”Torna Le Frasacce, una collezione di che si in...
07/04/2026

Le Frasacce

“Meglio che non lo fai, i figli, con i tuoi problemi di testa…”

Torna Le Frasacce, una collezione di che si infilano sotto pelle senza chiedere permesso. Non fanno rumore, ma restano. E, a volte, iniziano a parlare al posto nostro.

Nel lavoro clinico capita di incontrarle spesso: non solo dette dagli altri, ma interiorizzate, ripetute, credute. Fino a diventare criteri silenziosi con cui giudichiamo le nostre possibilità, i nostri desideri, perfino le nostre scelte più intime.

La genitorialità è una di queste.
Un territorio delicato, complesso, che merita pensiero, cura, responsabilità. Ma non semplificazioni brutali, né sentenze travestite da buon senso.

Forse il punto non è dimostrare di essere “adatti”.
Ma riconoscere quali voci stanno parlando dentro di noi… e quali, invece, possiamo finalmente mettere in discussione.


02/04/2026

I farmaci cambiano la personalità?

È una domanda che torna spesso: tocca qualcosa di molto profondo, che riguarda il senso di sé e il timore di perdere chi siamo.

La personalità non è qualcosa che si modifica facilmente.
È una struttura che si costruisce nel tempo, attraverso esperienze, relazioni, adattamenti, e che tende a stabilizzarsi nel corso della prima età adulta. Non è un elemento fragile, né qualcosa che possa essere “riscritto” da un farmaco.

I trattamenti farmacologici non aggiungono una nuova identità, né trasformano ciò che siamo. Agiscono piuttosto sui sintomi: ansia, depressione, impulsività. E questi, quando sono intensi, possono alterare profondamente il nostro modo di sentirci e di stare nel mondo. In questo senso, il loro effetto è spesso più simile a una sottrazione che a un’aggiunta: ridurre ciò che interferisce, più che introdurre qualcosa di nuovo.

Nel Reel ho usato la parola essenza: non in senso rigido o immutabile, ma per indicare proprio questa continuità nel tempo, questo nucleo che resta riconoscibile anche attraverso le fasi di sofferenza.

I farmaci, quando indicati, lavorano lì: non per cambiarci, ma per permettere a ciò che siamo di esprimersi con meno ostacoli.

Ti è mai capitato di temere di perdere te stesso, iniziando una terapia? Oppure di sentirti, con una terapia farmacologica, più vicino a come ti riconosci?

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Giornata Internazionale per il Disturbo Bipolare 2026Il Disturbo Bipolare viene ancora raccontato con parole semplici - ...
30/03/2026

Giornata Internazionale per il Disturbo Bipolare 2026

Il Disturbo Bipolare viene ancora raccontato con parole semplici - banali? - ma spesso sono proprio quelle parole a tradirne la complessità. “È lunatico”, “basta controllarsi”, “quando sta bene è guarito”: frasi comuni, quasi innocue, eppure cariche di semplificazioni, fraintendimenti, distanza.

Il disturbo bipolare non è un tratto di personalità, non è una questione di volontà, non è qualcosa che si esaurisce con il contesto. È una condizione clinica che richiede comprensione, continuità e cura.

Oggi, nella Giornata Internazionale per il Disturbo Bipolare, provare a guardarlo in modo più accurato non è solo informazione: è responsabilità.


Indirizzo

Milan

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