Marco Rasi Osteopata

Marco Rasi Osteopata Rasi Osteopata qualificato, offre trattamenti per migliorare il benessere fisico, alleviando dolori muscolari e articolari.

Con un approccio personalizzato, fornisce terapie efficaci presso il suo studio a Milano e a domicilio (lunedì, giovedì e venerdì)

01/05/2026

CRAC: cosa succede davvero durante una manipolazione? 💥

In quei video sui social dove l'osteopata o il chiropratico "scrocchia" la schiena e si sente quel rumore forte, non è l'osso che si rimette in sede, non sono le vertebre che si "sbloccano" come un incastro.

È una bolla di gas che si forma e scoppia nel liquido sinoviale dell'articolazione. Questo rilascio improvviso crea il rumore che senti.
Il rumore in sé non significa nulla, non è un indicatore di efficacia, quello che conta è la precisione della manovra: applicare la forza giusta, sulla vertebra giusta, nella direzione giusta, al momento giusto.

Fatte con perizia, valutando attentamente tutte le controindicazioni, queste tecniche non sono dannose.
Il problema è quando vengono fatte a caso, senza valutazione, solo per effetto scenico.
Perché sì, fanno scena. Ma la terapia non è uno show.

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30/04/2026

Stretching per la contrattura? A volte peggiori le cose 🧘

Hai un muscolo contratto e pensi: "Devo allungarlo!". Ti metti a fare stretching ma la tensione non passa, anzi, sembra tornare ancora più forte.

Il motivo è semplice: a volte il corpo contrae i muscoli a protezione, quando un'articolazione è instabile o un'area è in difficoltà, il corpo la stabilizza contraendo i muscoli intorno.

È una strategia di adattamento.

Se tu provi ad allungare quel muscolo, stai cercando di rimuovere la protezione che il corpo ha messo in atto.
E il corpo reagisce contraendo ancora di più, lo fa perché per lui quella tensione non è il problema, è la soluzione.

Ecco perché lo stretching da solo non risolve nulla se non capisci il contesto.
Prima devi capire PERCHÉ il muscolo è contratto, poi decidi se allungarlo, rinforzarlo, o lavorare su tutt'altro.
Lo stretching va sempre contestualizzato.

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10/04/2026
08/04/2026

Hai letto il referto e ti senti un rottame? Leggi qui sotto 📄

Risonanza magnetica, radiografia, leggi il referto e ti viene un colpo:
"Protrusione discale, ernia, artrosi, spondilosi."

Potrebbe non essere tutto finito.

L'esame strumentale ti dà un'immagine di COM'È il tuo corpo in quel momento, non di COME FUNZIONA.
È una fotografia, non dice se hai dolore, se riesci a muoverti, se la tua vita è limitata o no.

Due persone con esiti quasi identici alla risonanza possono vivere realtà completamente diverse.

Uno ha dolore invalidante, non riesce a vivere, l''altro non ha sintomi, fa sport, vive normalmente.
Stessa risonanza, due vite diverse.
Quello che conta davvero è l'esame obiettivo e clinico: come si muove il corpo, dove fa male davvero, cosa limita la funzione.
Per questo è fondamentale farsi visitare di persona, non solo leggere il referto.
E per favore, non dare il referto in pasto a un'intelligenza artificiale chiedendo "quanto è grave?".
Il referto senza una valutazione clinica è solo un pezzo di carta.

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29/03/2026

"Quanto tempo ci vuole?" "Quante sedute servono?" ⏰

Queste sono le due domande che mi fanno più spesso.

La risposta onesta è: dipende.

Ogni situazione è diversa e ogni persona risponde diversamente al trattamento ma per darti un'idea facciamo una distinzione tra:

Dolore acuto (presente da pochi giorni o settimane): possono bastare 1, 2, massimo 3 sedute.

Dolore cronico (presente da più di 3 mesi): le tempistiche si dilatano. Il corpo ha memorizzato il problema, serve più tempo per riprogrammarlo.

Ma al di là dei numeri, il mio obiettivo è sempre lo stesso: renderti il più indipendente possibile.
Non voglio che tu dipenda da me per stare bene.
Per questo strutturio percorsi cuciti addosso alla persona, sulle sue esigenze specifiche.
L'idea è: minor numero di visite in studio, massima autonomia nel mantenimento dei risultati.
Ti do gli strumenti per continuare a progredire da solo, anche dopo che hai finito il percorso.

Perché il vero successo non è farti tornare ogni settimana per anni.
È insegnarti a gestire il tuo corpo, così non hai più bisogno di me.

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24/03/2026

Quando sei stressato il tuo corpo fa una cosa automatica: alza le spalle.

Non te ne accorgi, ma il trapezio si contrae, l'elevatore della scapola si accorcia e la cervicale si comprime. Tutto il giorno, tutti i giorni.
Dopo settimane così il collo si blocca. E tu pensi: "Ma non ho fatto niente di strano."
Certo. Non hai fatto niente tu. Il tuo stress l'ha fatto per te.

Lo stress non resta nella testa. Si accumula nei tessuti, e il collo è il primo posto dove si deposita.

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24/03/2026

C'è un paziente che mi ha insegnato più di qualsiasi libro.

Non posso dirti chi è, posso dirti che era arrivato dopo anni di dolore cronico, aveva provato tutto e non ci credeva più.

Non gli ho promesso niente. Gli ho detto: "Vediamo cosa dice il tuo corpo."

E il corpo ha risposto, piano, con un sussurro, ma ha risposto.

Quel giorno ho capito una cosa che porto con me in ogni seduta: il corpo non smette mai di voler guarire. Anche quando tu hai smesso di crederci.
Se hai perso la speranza, io ci credo per te. Finché il tuo corpo non ricomincia da solo.

Perché ne vale sempre la pena.

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20/03/2026

Senti un dolore che si sposta?
A volte ti fa male la cervicale, poi passa e inizia la dorsale, poi la lombare.

Il dolore sembra migrare, spostarsi da una parte all'altra della schiena.
E ti chiedi: "Ma che succede?"

Si chiama dolore migrante.
Funziona così: quando una zona è sovraccarica, il corpo la scarica spostando il lavoro su un'altra. Quella nuova zona si sovraccarica a sua volta e inizia a far male.

È un giro continuo.

Per questo oggi fa male qui, domani là. Non è che guarisce, è che il corpo continua a compensare.
Il problema vero è trovare la radice. Qual è la causa primaria di tutti questi adattamenti?
Finché non risolvi quella, il dolore continuerà a spostarsi.

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19/03/2026

Ti alzi dal letto e sei un ingranaggio arrugginito 🛏️
Schiena rigida, ginocchia che scricchiolano, ti ci vogliono venti minuti per "scaldarti" prima di camminare normalmente.
Ti dicono: "è l'età..." ma ti stanno dicendo b***e.

Il dolore e la rigidità al mattino sono sintomi di infiammazione articolare. E l'infiammazione ha sempre un'origine.
Può essere sovraccarico, compensi posturali, debolezza muscolare, problemi intestinali. Ma c'è sempre una causa.

Se c'è una causa, si può lavorarci sopra.
Non è normale svegliarsi così ogni mattina. Non a quarant'anni, non a cinquanta, non a sessanta.
Il corpo può fare meglio.

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17/03/2026

Fascite plantare: perché le terapie locali non bastano 🦶

Ormai ne abbiamo parlato prpfusamente: tecar sul piede, onde d'urto, laser, massaggi plantari, hanno tutti in comune un esito: il dolore migliora per qualche settimana, poi torna.

Le terapie locali lavorano SUL sintomo (il piede infiammato), non SULLA causa che lo ha generato.
Sfiammano, riducono temporaneamente il dolore.
Ma se non cambi lo stato delle cose che ha CAUSATO la fascite, il problema si ripresenta.

"Cambiare lo stato delle cose" significa capire e modificare i fattori che hanno sovraccaricato il piede:
• Rigidità della caviglia
• Debolezza del polpaccio
• Appoggio plantare scorretto
• Sovraccarico posturale
• Compensi da altre zone del corpo

Finché vengono mantenute le stesse condizioni che hanno creato il problema, il piede continuerà a soffrire.

CAMBIARE le condizioni che lo hanno portato a un esito di dolore significa ottenere una soluzione durevole

Se hai bisogno mi trovi in studio

📍 Torino - Zona Crocetta
📍 Milano - Zona Loreto

Fascite plantare che non passa nonostante le terapie?
È il momento di cambiare approccio, non solo il trattamento.

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Indirizzo

Via Venini 14
Milan

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:15 - 22:00
Mercoledì 07:00 - 22:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393313122624

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