31/01/2026
In Stranger Things esistono portali tra mondi diversi.
Luoghi sottili, instabili, dove ciò che non è stato chiuso resta pericolosamente aperto invadendo l'uno o l'altro mondo.
In terapia EMDR lavoriamo spesso proprio lì.
Nel punto di contatto tra i due mondi ovvero tra il passato ed il presente.
Molte persone arrivano in studio dicendo:
“So che 'quella storia' è finita, ma il mio corpo reagisce come se stesse accadendo ora.”
Ed è esattamente questo il nodo: il ricordo traumatico non è nel passato, è ancora attivo nel sistema nervoso. Come un portale che non si è mai richiuso. L’EMDR non serve a cancellare ciò che è successo, né a riviverlo all’infinito.
Serve a rimettere il ricordo nel tempo giusto, permettendo al cervello di completare un’elaborazione rimasta sospesa. Quando questo accade, il presente smette di essere invaso dal passato.
Chiudere un portale non significa dimenticare.
Significa poter dire: “È successo allora, non sta succedendo adesso.”
E SENTIRLO vero, non solo pensarlo.
Da psicoterapeuta, vedo spesso questo momento:
quando la paura si abbassa, il corpo si rilassa e la persona torna interamente nel presente.
È lì che il trauma perde potere.
Ed è lì che la vita può ricominciare a scorrere.