29/03/2026
Le vicissitudini della mia vita, il dolore e la sofferenza, negli ultimi mesi, mi stanno facendo lavorare molto sul concetto del distacco, un concetto basilare del krya yoga. Spesso confondiamo la fonte della nostra felicità. Pensiamo che arrivi da qualcuno o da qualcosa da ottenere, da trattenere, da possedere. Ma così facendo perdiamo il contatto con ciò che è più essenziale: quella gioia silenziosa che nasce da dentro e non dipende da nulla di esterno.
Il desiderio continuo ci illude, colora la realtà secondo ciò che vogliamo vedere, e ci allontana da ciò che è. Ognuno finisce per vivere dentro le proprie aspettative, più che nella verità del momento presente.
Il distacco non è rinuncia, ma libertà. Vera LIBERTÀ. È imparare a lasciare andare, ad allentare la presa su ciò che crediamo indispensabile, che deve essere nostro. È uno spazio interiore che si apre quando iniziamo ad ascoltare le nostre emozioni e a non identificarci più con esse.
Anche le asana dello yoga, nella sua origine più autentica, nascono da qui: sciogliere tensioni, liberare il corpo dal disagio, creare spazio. E lo stesso vale per la meditazione e i mantra: strumenti per tornare a casa, dentro di noi.
La felicità non si trova fuori. Si riconosce quando smettiamo di cercarla e lasciamo madre la presa.
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