11/03/2026
Scrivo una cosa che probabilmente dispiacerà a qualcuno, ma ad onor del vero, andare a piedi nudi superando le limitazioni mentali o sociali, è un vero e proprio percorso d'individuazione, senza esagerazioni.
Ce la puoi fare, o puoi fallire. Non ci sono scuse o giustificazioni. Dipende solo da te.
Quando vai a piedi nudi in mezzo alla gente tu ti stai staccando dall'Ego collettivo. Perché tutti noi abbiamo un Ego: è la nostra falsa personalità, quella superficiale. E questa parte individuale dell'ego ha la sua controparte collettiva, con la quale le individualità sono in buona parte fuse.
Quando cominci ad andare scalzo, sei ancora condizionato da quell'Ego collettivo, moralistico, conformistico, timoroso di tutto. Quello che Freud chiamava "Super-Io": una formazione in buona parte inconscia che si è formata quando eri bambino a partire dagli insegnamenti dei tuoi genitori, dall'interiorizzazione delle norme sociali, dalla religione, dalla tua cultura d'appartenenza, dagli amici e conoscenti, dall'osservazione dei comportamenti altrui, individuali e collettivi. "Questo si può fare", "Quello non si può fare". "Questo è bene". "Quello è male". Si tratta di una massa compatta di condizionamenti che vengono da fuori. Non fanno parte del tuo Io profondo, della tua vera personalità (la Coscienza), che è la stessa alla nascita e in punto di morte.
Piano piano, senti che quelle catene invisibili si stanno allentando, che riesci a muoverti sempre di più in quello stato di parziale incatenamento. A un certo punto, se hai il coraggio di continuare, percepisci che sei quasi libero (non te ne frega niente di quel che gli altri possono pensare o giudicare) e poi arrivi a sentire quel senso di euforia, di libertà impareggiabile: non è un problema di piedi o di camminare, il fatto è che tu, come individuo, ora ti sei liberato dalle catene sociali e culturali, dagli altri ego incatenati, ora sei veramente un individuo autonomo, ora sei te stesso, perché la libertà è lo stato supremo dell'individuazione, della coscienza o personalità integrata direbbe Jung.
Andare scalzi, lo sanno tutti quelli che hanno provato, è molto di più di un fatto di piedi o di deambulazione. Si tratta di uno dei tanti modi per liberarsi, dal falso te stesso, dai condizionamenti sociali, dal giudizio sconsiderato degli altri.
Chi ti critica o deride lo fa perché sotto sotto, nel profondo, ti invidia. Sa che tu sei riuscito a fare quello che pochissimi hanno il coraggio di fare: essere te stesso, libero di fare quel che senti essere un bene per te, per la tua personalità, per la tua salute, per la tua energia vitale.
Per questo andare a piedi nudi in mezzo ai calzati è un vero e proprio esercizio di meditazione, senza scherzi.
Un esercizio delle proprie potenzialità psico-fisiche, un raffinamento del carattere, una sfida del tuo spirito profondo alla tua mente superficiale.
E gli svantaggi? Si rivelano, col tempo, essere degli insperati vantaggi, che mai in altro modo avresti potuto conseguire. Vedi le persone come sono veramente, le metti alla prova. Ti liberi delle persone che non meritano la tua compagnia e amicizia, dalle persone meschine, senza valore, da quelli che non ti ameranno mai. E la cosa magica è che si tolgono dai piedi da soli, senza che tu faccia alcunché.
Camminare scalzi, coi piedi a contatto con la madre terra è il modo migliore di vivere questa avventura della nostra presenza sul pianeta Terra.
Non è mai troppo tardi per cominciare.