Fabiana osteopata D.O. Aragona

Fabiana osteopata D.O. Aragona Questa pagina ha lo scopo di far conoscere l'osteopatia, buona lettura .

05/02/2026

La prima visita con un nuovo paziente non è una valutazione, è un test di sopravvivenza.

Tu sei lì con la tua cartella aperta e la penna in mano, lui è lì con la diagnosi già fatta (da Google, dal cugino o dal barbiere).
Dopo trenta secondi indica una zona del corpo senza contorni definiti.
“Mi fa male qua.”
E tu già sai che il dolore non è localizzato, la storia non sarà lineare e nessuna risposta sarà abbastanza breve.

Chiedi da quanto tempo.
“Da un po’.”
Chiedi quanto è forte.
“Dipende.”
Chiedi cosa lo peggiora.
“Tutto.”
Chiedi cosa lo migliora.
“Niente.”
Nel frattempo pensi che se il buongiorno lo vedi dal mattino, sarà una giornata lunghissima.

Poi arriva il racconto del trauma fantasma.
“Niente di che, una caduta, però anni fa, ma non c’entra.”
Certo, non c’entra mai, finché non c’entra esattamente.

Provi a spiegare che il dolore non è sempre proporzionale al danno, che il corpo si adatta, che servono tempo, movimento, carico graduale.
Lui annuisce, ma lo vedi che sta aspettando altro.
Sta aspettando la causa giusta (per lui), la manovra giusta (secondo lui), la frase motivazionale giusta (era tutto bloccato).

Quando dici che serviranno più sedute, cala il gelo.
Quando dici che dovrà fare esercizi anche da solo, percepisci l'esatto momento in cui la sua speranza si spezza.
Quando dici che dovrà cambiare abitudini, hai appena bestemmiato.

E lì arriva la verità che nessuno dice mai ad alta voce.
Durante la prima visita il professionista non sempre tratta il paziente ma tratta l’idea che il paziente ha del proprio corpo.
E spesso perde.

Perché il paziente vuole la soluzione, non il processo.
Vuole stare meglio, non capire.
Vuole delegare, non partecipare.

E tu lo sai che, qualunque cosa tu dica, uscirà da quel colloquio pensando: “Boh, vediamo se funziona.”

E l'indomani probabilmente manderà un messaggio a un altro chiedendo: “Scusa, ma secondo te, perché mi fa male qua?”

Fine visita.
Cartellina chiusa.
Avanti il prossimo….

27/01/2026

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24/12/2025

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Info
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10/12/2025
Ancora pochi posti per il 20-21 dicembre …  due sconti ,se regali un trattamento ad una persona cara e per te stesso…. N...
04/12/2025

Ancora pochi posti per il 20-21 dicembre … due sconti ,se regali un trattamento ad una persona cara e per te stesso…. Non ci credi? Neanche io ma è così 😅…
Info al 339 648 3676






28/11/2025

𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗩𝗜𝗦𝗖𝗘𝗥𝗜

COPIO

𝗨𝗻 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲… 𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́
𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮*

Nel profondo del corpo umano, là dove nessuno guarda mai davvero, esiste un luogo chiamato 𝗟𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗩𝗶𝘀𝗰𝗲𝗿𝗶.

Non è fatta di carne e non è fatta di ossa:
è fatta di 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗲,
di 𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶,
di 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗴𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲.

È lì che i visceri si riuniscono quando qualcosa non va.
Quella sera, la Sala era più agitata del solito.

Il 𝗖𝘂𝗼𝗿𝗲 camminava avanti e indietro, battendo più del necessario.
Lo 𝗦𝘁𝗼𝗺𝗮𝗰𝗼 era rannicchiato come chi teme di parlare.
L’𝗜𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 sospirava lentamente, come se ogni pensiero fosse un peso.
Il 𝗙𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼, come sempre, brontolava.
E il 𝗗𝗶𝗮𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮… non riusciva più a scendere. Era 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮𝘁𝗼, come un ponte sospeso a metà.

«È arrivata di nuovo…» mormorò lo Stomaco.
«Chi?» chiese l’Intestino.
«𝗟’𝗔𝗻𝘀𝗶𝗮» rispose il Cuore. «È entrata stamattina senza bussare.»
Poco dopo, la porta immaginaria della Sala si aprì.

Entrarono le 𝗘𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, ognuna col proprio passo.
La 𝗣𝗮𝘂𝗿𝗮 sottile e veloce.
La 𝗧𝗿𝗶𝘀𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 con il suo peso.
La 𝗥𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 come braci accese.
L’𝗔𝗻𝘀𝗶𝗮 inquieta.
La 𝗣𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 con mille pensieri.

«Non potete continuare così», disse il Diaframma.
«Sto cercando di respirare… e voi 𝗺𝗶 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲.»
L’Ansia abbassò lo sguardo.
«Non voglio disturbare… 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲.»
Lo Stomaco si strinse più forte.
La Rabbia sbuffò.
Il Fegato ribollì.
Il Cuore sbottò:
«Là fuori la postura sta cambiando!
Le spalle si chiudono, la schiena cede, il collo tira…
È sempre colpa vostra?
O è perché noi non riusciamo più a parlarvi?»
Un silenzio grave.

Poi… una voce dall’alto.
«𝗣𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶.» Dall’alto della Sala apparvero 𝗱𝘂𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶.
Calme.
Stabili.
Presenti.

L’osteopata. «Non sono qui per zittirvi», dicesti. «Sono qui per 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘃𝗶 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮. Un’emozione non è un nemico: è un 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗲𝗿𝗼.

Un viscere che si irrigidisce non è debole: sta 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗼 qualcuno.»

Il Diaframma tremò. «E come pensi di aiutarci? Io porto il peso di tutti… e il corpo fuori si curva e soffoca.»

Tu sorridesti: «Con 𝗹’𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼. Con 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼. Con 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗲.»

Posasti le mani sul corpo. E nella Sala accadde ciò che nessuno vede, ma tutti sentono.

Il Cuore rallentò.
Lo Stomaco si sciolse.
L’Intestino riprese a muoversi.
Il Fegato lasciò andare.
Il Diaframma discese.

Un vento tiepido attraversò la Sala. Le emozioni si guardarono attorno. Non erano state cacciate: erano state 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲. E quando un’emozione viene accolta, 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲.

La Paura trovò posto.
La Rabbia si sedette.
La Tristezza si appoggiò senza pesare.
L’Ansia respirò.

Il Diaframma disse: «Così posso lavorare.»

E il corpo di fuori cambiò senza essere forzato. Perché un corpo che si sente ascoltato 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮, 𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗲, 𝘀𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮.

La Sala dei Visceri lo capì: «𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗼𝘃𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲. 𝗠𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼, 𝘀𝗮 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝗹𝗮.» 𝗘̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲. 𝗘̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮 𝗹’𝗼𝘀𝘁𝗲𝗼𝗽𝗮𝘁𝗶𝗮.

𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗼
INFO AL 339 648 3676






Possibilità di prenotare una valutazione gratuita …Scrivi al 339 648 3676Dicembre ,mese di sorprese…. 😉
23/11/2025


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15/11/2025

COSA DIREBBE oggi A.T. Still? (PADRE DELL'OSTEOPATIA)

Mi chiedo cosa penserebbe Still se fosse qui a vedere cosa si sta combinando con la regolamentazione dell’Osteopatia.

Leggendo più volte i suoi Quattro Saggi, posso immaginare con una certa approssimazione cosa direbbe oggi.

Forse la sua prima domanda sarebbe:

«Ragazzi, cosa state facendo della mia creatura?»

Capisco che cerchiate di curare, di capire, di applicare i miei principi per poter regolamentare migliaia di osteopati che dicono di praticarla.

Ma non capisco: vi vedo troppo presi dalla materia.

Vi perdete nei meccanismi, nelle ossa, nei muscoli, nei protocolli.

Avete dimenticato lo Spirito che muove tutto questo.

Io ho parlato di struttura, funzione, relazione.

Ho indicato una via: il corpo è il tempio, non la divinità.

L’Osteopatia è molto più di una tecnica: è una forma di coscienza.

Che state combinando?

Guardate che l’Osteopatia è arte dell’ascolto, è istinto, è esperienza percettiva.

State denaturando la mia creatura, volete definirla con codici, regole, protocolli… siete proprio fuori da ogni logica.

L’avete ingabbiata, sterilizzata, svuotata di anima.

State perdendo il suo cuore, la sua essenza.

L’Osteopatia non si insegna, si trasmette.

Non si misura, si percepisce.

Non si applica, si vive.

Negli ultimi anni mi dedico al tirocinio dei neo-osteopati: reduci di scuole a tempo pieno di cinque anni, preparati meticolosamente ma con le mani vuote, desiderosi di mettere in pratica ciò che hanno appreso.

E le università triennali che stanno nascendo ora?

Meglio tacere, altrimenti mi querelano.

La nuova regolamentazione?

Bene, se approveranno il decreto, dovrò integrare i crediti — lo farò perché la legge lo impone — ma mai e poi mai sposerò un’osteopatia vuota, tecnica, fatta di protocolli.

Ovviamente, nel mio metodo di lavoro continuerò a misurare, osservare e raccogliere dati per affinare la ricerca, ma senza perdere la coscienza.

Continuerò a fare quello che ho sempre fatto: lavorare con presenza, rispetto e ascolto.

Anzi, potenzierò le ore di insegnamento e laboratorio, dedicandomi ai giovani osteopati per trasmettere, nel mio piccolo, il messaggio che l’Osteopatia, per come è nata, non va perduta nel tempo.

Invito tutti i colleghi, vecchi e giovani, a tornare a frequentare i corsi dei pochi maestri rimasti — quelli veri.

Non farò nomi: nell’ambiente si sa chi sono.

Perché sono quei corsi che fanno crescere, non quelli promossi da albi, associazioni o registri che cercano solo consenso elettorale e una poltrona in prima fila nel grande teatro della formazione universitaria.

Ovviamente essendo un arte che ha a che fare con la salute non dimenticare mai di aggiornarsi e ripassare radiologia , diagnostica per immagini fisiopatologia degli apparati; ginecologia; nefrologia ; qualche elemento di farmacologia serve sempre; igiene alimentare ; immunologia ; test differenziali ortopedici ; neurologia periferica e altro .....

E se si ha qualsiasi dubbio inviate dal medico o dallo specialista,non si gioca mai a fare i piccoli dottor house ; quello e' un film ; bisogna aver bene in mente cosa e' osteopatico da cosa non lo e' .

Info 339 648 3676





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12/11/2025

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1349 Mi piace, 46 commenti. "🥨 “Lo snack sano”? Una bugia metabolica. Ci hanno fatto credere che mangiare ogni 2-3 ore sia salutare… Ma il nostro corpo non è fatto per piluccare tutto il giorno. Se fosse così… saremmo mucche 🐄 🧬 In oltre 300.000 anni di evoluzione, abbiamo sempre ...

Info 339 648 3676
03/11/2025

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Ho perso tutta la cronologia delle chat di whatsapp….Molti mi hanno contattato tramite FACEBOOK… mandatemi un mex se ave...
02/11/2025

Ho perso tutta la cronologia delle chat di whatsapp….
Molti mi hanno contattato tramite FACEBOOK… mandatemi un mex se avete un app con me …
339 648 3676
Grazie

01/11/2025

Ho perso tutti i messaggi whatsapp…. Chiedo gentilmente di mandarmi un mex per registrarvi ….
339 648 3676
Grazieee

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