Dott.ssa Paola Capitanio - Psicologa

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24/11/2025

Forse ai nostri piccoli e grandi amanti della biologia interessa ❤️

Un team di scienziati croati ha appena riscritto 20 anni di biologia da manuale.

Al centro di questa scoperta c'è il CENP-E, una proteina che si crede funga da motore molecolare, portando i cromosomi randagi al loro posto durante la divisione cellulare.

Ma nuove ricerche rivelano che non è il motore, è il regolatore.

Gli scienziati dell'Istituto Ru đer Boškovi ć hanno dimostrato che il vero ruolo del CENP-E è stabilizzare la connessione iniziale tra cromosomi e le "tracce" del microtubulo all'interno della cellula. Senza quella prima presa stabile, i cromosomi non possono allinearsi correttamente e l'intero processo di divisione è a rischio.

Pubblicati su Nature Communications, questi risultati sfidano due decenni di modelli accettati. Guidato dal Dr. Kruno Vuku ši ć e dal Prof. Iva Toli ć, il team ha usato tecniche di microscopia e molecolare all'avanguardia per scoprire questo strato nascosto di controllo nella mitosi, il processo che assicura che miliardi di cellule umane si dividano con una precisione quasi perfetta ogni giorno.

Perché è importante: gli errori nella segregazione cromosomica sono legati al cancro e alle disturbi genetici. Identificando in che modo CENP-E aiuta a prevenire questi errori e come interagisce con altri regolatori cellulari come Aurora chinas, la ricerca offre nuove idee sui potenziali obiettivi per le future terapie contro il cancro.

"Non si tratta di forza bruta", spiega Toli ć. "Si tratta di creare le condizioni per una divisione impeccabile. ”

Scopri di più:
◾“CENP-E inizia la congressione cromosomica opponendosi alle Aurora chinasi per promuovere attaccamenti end-on. ” Comunicazioni Natura, 2025.
◾“Kinetochore-centrosome feedback che collegano CENP-E e Aurora chinasi controlla la congressione cromosomica. ” Comunicazioni Natura, 2025.

22/11/2025

Dal mio primo grande amore, la genetica.

Quando si parla di plusdotazione, una delle domande più ricorrenti è: «Da dove viene?» È una curiosità comprensibile: vedere un bambino ragionare in modo rapido, creare connessioni originali o mostrare una sensibilità fuori scala porta naturalmente a chiedersi se questa complessità “si erediti”.
La risposta breve è: sì, la genetica conta molto. Ma da sola non basta. L'intelligenza ha una forte base genetica, ma non un destino immutabile. Gli studi internazionali su gemelli, famiglie e adozioni concordano: l’intelligenza ha una componente ereditaria significativa.
La quota attribuibile ai fattori genetici cresce con l’età:
40–50% nella prima infanzia,

55–65% nell’adolescenza,

fino a 70–80% in età adulta.

Non significa che le abilità siano “fisse”: significa che le differenze cognitive fra le persone sono in larga parte legate alla genetica.
Eppure non esiste un “gene della plusdotazione”. Esistono, piuttosto, molte varianti genetiche, ciascuna con un effetto minimo, che insieme contribuiscono a costruire le basi del potenziale.
Uno dei dati più affascinanti è la correlazione tra i livelli cognitivi dei familiari:

gemelli monozigoti: 0,80–0,85,

gemelli dizigoti: 0,50–0,60,

fratelli biologici: 0,40–0,50,

genitore–figlio: 0,35–0,45,

fratelli adottivi: ≈ 0,00.

In pratica, i familiari condividono una parte significativa del potenziale cognitivo, mentre chi non ha legami genetici non mostra questa somiglianza.
E per la plusdotazione in senso stretto? I dati indicano che:

Se un genitore ha un QI ≥ 130, la probabilità che un figlio rientri nella stessa fascia aumenta di 4–8 volte rispetto alla popolazione generale.

Nelle famiglie dove c’è già una persona con alto potenziale, la probabilità di trovarne un’altra sale fino al 10–25%, contro il 2–3% della popolazione.

Non numeri assoluti, ma incrementi di probabilità significativi. La genetica prepara il terreno. Ma ciò che davvero permette al potenziale di emergere è l’ambiente: la qualità delle relazioni, la libertà di esplorare, l’attenzione emotiva, il contesto scolastico, l’assenza di stress tossico. Alcune predisposizioni genetiche rendono i bambini più sensibili all’ambiente, nel bene e nel male: reagiscono in modo più intenso sia agli stimoli positivi che alle esperienze negative.
Per questo molte bambine e molti bambini plusdotati mostrano:
grande vitalità cognitiva, ma anche difficoltà (come preferisci chiamarle) emotive o comportamentali, profili cognitivi molto disomogenei, oppure co-occorrenze con DSA o ADHD. Non è un paradosso: è neurodiversità, non fragilità.
La plusdotazione ha quindi una base genetica forte, documentata da decenni di ricerche.
Non esiste un gene unico: è un tratto costruito da molti fattori, piccoli ma cumulativi.
La familiarità è alta: il potenziale tende a “correre in famiglia”.
L’ambiente resta decisivo: è ciò che permette al talento di esprimersi, crescere, trasformarsi.

La genetica dà la possibilità.
L’ambiente dà la forma.
La relazione dà il senso.

22/11/2025

La plusdotazione è spesso descritta come una luce intensa: una mente rapida, curiosa, capace di collegare idee con una facilità disarmante. Ma dietro questa luminosità c’è una trama più sottile, più complessa, che raramente viene vista: quella delle emozioni.
Perché l’intelligenza può correre veloce, ma il cuore non sempre tiene il passo.
Molti bambini e ragazzi plusdotati vivono il mondo con una sensibilità molto profonda: percepiscono tutto, anche ciò che per gli altri resta sullo sfondo. Sentono le ingiustizie come ferite, le attese come muri, gli errori come crolli. Ogni emozione arriva senza filtri, in un volume troppo alto per essere ignorato. La gioia diventa euforia, la tristezza diventa voragine, la frustrazione brucia come un giudizio definitivo. In questo paesaggio interiore, l’autostima si costruisce spesso sul filo teso della prestazione: valgo se riesco, se non sbaglio, se confermo ciò che gli altri vedono in me. È un’immagine di sé brillante, ma fragile. Basta una crepa — un compito complicato, una critica mal digerita, lo scarto tra ciò che si immagina e ciò che si realizz­a realmente — e tutto può vacillare.
La frustrazione, poi, accompagna i momenti in cui il divario tra idea e realtà si fa troppo grande. Quando la mente è dieci passi avanti, ma il mondo procede con la sua lentezza; quando comprendere non coincide con saper fare; quando l’impulso di risolvere, rispondere, creare incontra confini, attese, ostacoli. E allora quella frustrazione diventa fuoco, tempesta, talvolta rabbia o chiusura.

Ma c’è un’altra parte di questa storia, spesso taciuta: la fatica dei genitori. Genitori che osservano una complessità che non sempre sanno decifrare, che amano profondamente ma si chiedono se stanno facendo abbastanza, o se stanno facendo bene. Genitori che camminano su un crinale difficile: sostenere senza spingere, proteggere senza soffocare, comprendere senza giustificare tutto.
Che si trovano a gestire esplosioni emotive che sembrano “troppo” per un bambino così competente, o un senso di inadeguatezza in un ragazzo così brillante. Che oscillano fra l’orgoglio per ciò che vedono e il timore di non riuscire a contenerlo. La verità è che crescere — e crescere qualcuno — quando tutto si sente in grande, richiede uno sguardo capace di andare oltre l’etichetta della plusdotazione.Richiede ascolto, pazienza, un linguaggio emotivo condiviso. Richiede di riconoscere che l’intensità non è un difetto, ma una forma di presenza nel mondo. E forse è proprio qui, nell’incontro tra la mente che corre e il cuore che fatica, tra il bambino che sente troppo e l’adulto che prova a starci dentro, che la plusdotazione smette di essere un terri­torio solitario.
Diventa un luogo abitabile. Un luogo in cui crescere insieme, anche nelle contraddizioni, anche nelle tempeste.
Un luogo in cui dire, senza paura:
«Non devi essere perfetta per avere valore. Non devi capirlo tutto per forza. Possiamo impararlo insieme.

Un interessante libro che parla delle cause dell’incremento di problemi internalizzanti ed esternalizzanti dei nostri ad...
18/11/2025

Un interessante libro che parla delle cause dell’incremento di problemi internalizzanti ed esternalizzanti dei nostri adolescenti

18/11/2025
16/11/2025

Quando si parla di plusdotazione, spesso si immagina un percorso semplice, lineare.
Ma la realtà, a volte, è molto diversa.
Qualche tempo fa ho valutato un ragazzo di prima superiore: un QI di 132, brillante, curioso, velocissimo nel ragionare. Ma quello che colpisce davvero è altro: il numero di errori ortografici è risultato significativamente sopra la norma. Com’è possibile che nessuno se ne sia accorto prima?
Per anni le sue capacità cognitive altissime hanno compensato, mascherato tutto.
Fino a quando le richieste degli insegnanti sono diventate più pressanti. E allora sono arrivate le insufficienze e la frustrazione.
Nel giro di pochi mesi quel ragazzo aveva iniziato a credere di “non essere abbastanza”.
In famiglia si parlava di cambiare scuola. La sua autostima era crollata.
Eppure non era lui il problema. Era lo sguardo incompleto con cui per anni era stato letto.
Per questo non valuto mai solo il QI.
In accordo con le linee guida di LabTalento di Pavia, valuto attenzione, funzioni esecutive, apprendimenti e, soprattutto, la sfera emotivo-comportamentale.
Solo così possiamo permettere ai ragazz* 2E di essere riconosciuti davvero. E soprattutto possiamo aiutare gli insegnanti a costruire un PDP “sartoriale”, cucito sui loro punti di forza e sulle loro fragilità, affinché possano finalmente sentirsi competenti, visti e sostenuti.
Perché i bambin* e ragazz* gifted sono equilibri delicati, talenti che convivono con fatiche invisibili.

Neurodivergenza e interventi efucativi
10/11/2025

Neurodivergenza e interventi efucativi

[Giornata di lavoro_In presenza e online]

📌Un appuntamento da segnare in agenda per chi si occupa di , e degli interventi educativi: “Sguardi per comprendere e valorizzare fra e interventi educativi di qualità”, giornata di studio dedicata al tema ▶ "Nel mondo dell’ ".

📅 Lunedì 10 novembre 2025, ore 14:30
📍 Urbino, Palazzo Bonaventura – Aula Magna del Rettorato, Via Saffi 2.

✅La giornata si aprirà con una relazione del prof. Lucio Cottini e prosegue con un confronto tra esperti nazionali di didattica speciale.

A coordinare i lavori sarà Enrico Angelo Emili (Università
di Urbino).

Discussant:
- Serenella Besio (Università di Bergamo)
- Luigi D’Alonzo (Università Cattolica di Milano)
- Stefania Pinnelli (Università del Salento)
- Antonella Valenti (Università della Calabria).

▶ Iscrizione e modalità di partecipazione

La partecipazione è in presenza e a distanza. L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria tramite modulo online: https://www.uniurb.it/novita-ed-eventi/6341

• I posti in presenza sono 70 e saranno assegnati in ordine di iscrizione fino ad esaurimento.

• È previsto attestato di partecipazione sia per la frequenza in presenza sia a distanza.

Vi aspettiamo per una giornata di studio che intreccia ricerca, pratica e prospettive inclusive, mettendo a fuoco strumenti e sguardi per una scuola capace di riconoscere e valorizzare le differenze.

06/11/2025

La memoria di lavoro non è “attenzione”, è la base per riuscire a pensare, ricordare e ragionare.

Se un bambino o ragazzo:
👀 si distrae facilmente
🔁 dimentica le consegne
📚 si blocca davanti ai compiti
➗ fatica in matematica

non è perché “non ci prova abbastanza”.
È perché la **memoria di lavoro** sta chiedendo aiuto.

Con il **Metodo BENSO** alleno in modo strutturato:
• attenzione sostenuta
• controllo dell’impulso
• memoria di lavoro

Se senti che può essere utile, possiamo parlarne:
📩 **dott.ssa.paolacapitanio@gmail.com**

03/11/2025
18/10/2025

OTTOBRE- MESE DELLA CONSAPEVOLEZZA DELL'ADHD

Una valutazione non serve solo a “dare un nome” alle difficoltà, ma a capire davvero come funziona la mente di un bambino o di un ragazzo.

A volte dietro la distrazione o l’impulsività si nasconde un alto potenziale cognitivo (2E): quando talento e difficoltà convivono, tutto diventa più complesso… ma anche più unico.

Riconoscere è il primo passo per valorizzare.
Ottobre è il momento giusto per farlo.

Se siete interessati contattatemi

Indirizzo

Mogliano
31021

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

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