01/04/2026
Il bosco non è uno spazio a nostra disposizione..
Non è lì per essere riempito, riadattato, sfruttato.
Eppure è esattamente quello che facciamo.
Negli ultimi giorni ho visto sentieri trasformati in piste, rumore coprire ogni suono naturale, persone costrette a fermarsi mentre altre passavano correndo presi dalla foga di una gara, come se tutto fosse loro.
L'aspetto più toccante non è stata solo l’invasione.
È stata la normalità con cui questo accade, come se fosse giusto, come se fosse dovuto.
Intanto ciò che vive lì si deve ritirare, o sparire. E chi vive il bosco come uno spazio sacro, trova il suo tempio calpestato malamente, privato del silenzio di cui aveva bisogno.
Davvero lo vogliamo chiamare 'contatto con la natura'?
Perchè è questo il motivo che spinge a scegliere i boschi invece di una strada per fare una gara, no?
Forse prima di fare una scelta come questa,
può valere la pena chiedersi:
Come voglio entrare in un bosco?
Con quale presenza?
Con quale rispetto?
Con quale idea di essere umano?
Perché finché ci muoviamo come padroni
continueremo a devastare tutto, inclusi noi stessi.
Ripensa alle ultime volte che sei entrato in un bosco:
lo hai fatto come un padrone di casa esigente
o come un ospite, in punta di piedi?