D.ssa Italia Chiariello , Psicologa, Psicoterapeuta,Musicoterapeuta

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D.ssa Italia Chiariello , Psicologa, Psicoterapeuta,Musicoterapeuta La D.ssa I.Chiariello, è iscritta nell'Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti della Regione Campania .

La d.ssa.Chiariello è inoltre iscritta a norma della Legge 4/2013, nel Registro professionale di AIM ; all'interno di questa Associazione , è membro del Gruppo di coordinamento delle attività di musicoterapia del sud Italia.

20/05/2026
19/05/2026

Che spettacolo e che soddisfazione, grande Jannik! 🎾⚡️

Bella foto!
19/05/2026

Bella foto!

Il nostro buongiorno dalla montagna spaccata, Gaeta, con ischia in lontananza 💚

19/05/2026

Esiste un luogo in Europa dove i confini della geografia si sfumano e il tempo sembra essersi fermato, un angolo di Sicilia dove la natura ha deciso di fare un copione a parte. È il fiume Ciane, un corso d'acqua che serpeggia placido nei pressi di Siracusa, custodendo un tesoro botanico che non ha eguali in tutto il continente: qui, e solo qui, il papiro (Cyperus papyrus) cresce spontaneamente, rigoglioso e fiero, stringendosi in vere e proprie foreste fluviali che evocano atmosfere squisitamente nilotiche. Questa presenza, unica nel panorama europeo, trasforma il fiume in un ecosistema dal valore inestimabile, dove la botanica si fonde indissolubilmente con il mito e la storia. Le origini di questa giungla mediterranea sono avvolte in un fascino misterioso: la teoria più accreditata parla di un legame antichissimo con l'Egitto dei Tolomei, che avrebbero fatto dono delle prime piante alla potente Siracusa, legata a loro da profondi vincoli culturali e commerciali. Ma il cuore della Sicilia preferisce la poesia della leggenda, quella che vuole il papiro nato dalle lacrime della ninfa Ciane, trasformatasi in sorgente cristallina nel disperato tentativo di opporsi ad Ade durante il rapimento di Proserpina. Che sia frutto della diplomazia ellenistica o del pianto di una ninfa, questa pianta millenaria ha trovato nel clima mite e nelle acque costanti del Ciane la sua seconda patria ideale, prosperando selvaggia per secoli fino a ispirare, nel XVIII secolo, l'intuizione pionieristica dell'abate Saverio Landolina Nava. Fu proprio questo erudito siracusano a studiarne i segreti e a compiere il miracolo di riscoprire l'antica e perduta arte egizia della fabbricazione della carta di papiro, una tecnica che sembrava svanita nel nulla dopo l'XI secolo. Oggi, mentre nel resto d'Europa il papiro sopravvive solo confinato nella timidezza di qualche giardino botanico o serra riscaldata, il Ciane ne celebra la libertà più assoluta, offrendo agli occhi del mondo un paesaggio esotico e primordiale, un'esperienza sensoriale irripetibile che rende questo angolo di Sicilia, semplicemente, unico al mondo.

17/05/2026

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17/05/2026

‎Nel 1936, Bette Davis entrò in un'aula di tribunale inglese e definì il suo contratto con la Warner Bros. "schiavitù". Il giudice la derise. Lei p***e tutto. E vinse una rivoluzione.

‎Per quattro anni, la Warner Bros. controllò ogni aspetto della sua carriera. Bette aveva appena vinto un Oscar per Pericolosa nel 1935. Era famosa, di successo e completamente intrappolata.

‎Se rifiutava una parte, lo studio poteva sospenderla senza stipendio e prolungare il suo contratto ancora di più. Se voleva recitare a teatro, potevano impedirglielo. Rivendicavano persino i diritti sulle fotografie scattate nella sua stessa casa.

‎Il peggio di tutto, potevano costringerla a fare film terribili.

‎Quando in tribunale chiesero a Jack Warner se Bette fosse obbligata a interpretare ruoli che lei considerava "dozzinali e disgustosi", lui rispose con freddezza:

‎"Sì, deve farlo."

‎Poi arrivò La donna è un mistero.

‎Bette lesse la sceneggiatura e capì subito che si trattava di un altro film dimenticabile, che avrebbe sepolto il suo talento sotto la mediocrità. Aveva già lottato troppo duramente per affermarsi con ruoli drammatici come Mildred Rogers in Schiavo d'amore.

‎Rifiutò il film.

‎Lo studio la sospese all'istante.

‎Durante la sospensione, Bette ricevette un'offerta da un produttore inglese che prometteva sceneggiature migliori e un vero lavoro creativo. Sapeva che accettare avrebbe violato il suo contratto con la Warner.

‎Accettò comunque.

‎Per evitare le notifiche legali in America, fuggì attraverso il Canada e salpò per l'Inghilterra. La Warner Bros. la seguì e la fece causa.

‎Il processo divenne uno spettacolo pubblico. I giornali inglesi la deridevano, definendola viziata e ingrata. L'avvocato della Warner la descrisse come "una signorina piuttosto capricciosa" che chiedeva più soldi.

‎L'aula rise.

‎Ma l'avvocato di Bette mise a n**o la verità: la Warner Bros. poteva controllare i suoi ruoli, estendere il suo contratto all'infinito, e di fatto possedere la sua carriera.

‎Non era un lavoro.

‎Era controllo.

‎Il giudice diede torto a Bette. Tecnicamente era libera di non lavorare per la Warner Bros. ma le era vietato lavorare per chiunque altro.

‎In pratica, non aveva scelta.

‎La battaglia legale prosciugò le sue finanze. Tornò a Hollywood in bancarotta, umiliata, convinta di aver distrutto la sua carriera.

‎Ma accadde qualcosa di inaspettato.

‎Il processo trasformò Bette Davis in un simbolo di ribellione. Lo stesso Jack Warner sviluppò un rispetto di malavoglia per la sua disponibilità a rischiare tutto piuttosto che ubbidire in silenzio.

‎Così, alla fine, le diede materiale migliore.

‎Prima arrivò La donna che voglio, poi Jezebel, che le valse un secondo Oscar. Poi Ombre malesi, La lettera, Piccole volpi e Aspettando domani.

‎Gli anni successivi alla sconfitta in tribunale divennero il periodo più glorioso della sua carriera.

‎Nel 1939, era la donna più pagata d'America.

‎Ancora più importante, aprì una strada per gli altri. Anni dopo, Olivia de Havilland sfidò con successo lo stesso sistema contrattuale, creando la storica "legge De Havilland" che limitò il controllo degli studi sugli attori.

‎Bette Davis non vinse mai la sua causa.

‎Ma vinse qualcosa di più grande.

‎Per tutta la carriera, rifiutò ruoli sicuri e bellezze facili. Mentre Hollywood voleva attrici decorative, Bette scelse donne difficili, taglienti, complicate.

‎Combatté contro registi, sfidò gli studi, e non si ammorbidì mai per compiacere.

‎Quando diede la sua leggendaria performance in Eva contro Eva, il pubblico capì perfettamente chi fosse.

‎Una donna che preferiva perdere tutto piuttosto che rinunciare a se stessa.

‎E quel rifiuto divenne la sua eredità.

Bellissimo cammino...
17/05/2026

Bellissimo cammino...

Il Ponte di Vivara collega l’isola di Procida all’oasi naturale di Vivara, regalando uno dei panorami più suggestivi del Golfo di Napoli. 🌊🌿

17/05/2026

"Ci sono andato tre volte negli Stati Uniti, l'ultima l'inverno scorso, e mi sembra di aver capito questo: che l'America è una nazione libera abitata da gente non libera e che gli americani conoscono i diritti dell'uomo senza avere la più lontana idea di cosa sia il rispetto per l'uomo. Perciò me ne sono tornato a casa, orgoglioso di appartenere all'Europa, e contento che loro l'Europa non ce l'abbiano"

Grazie a per aver riportato alla luce questa intervista fatta da Ludovica Ripa Di Meana per "l'Europeo" a Lucio Dalla nel 1982


17/05/2026

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