Dott.ssa Serena Ferramini, Psicologa-Psicoterapeuta

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21/07/2023

"Le pecore nere di una famiglia sono in realtà liberatrici del loro albero genealogico.

Membri della famiglia che non si adattano alle regole o alle tradizioni familiari, coloro che cercano costantemente di rivoluzionare le credenze.

Coloro che scelgono strade contrarie ai percorsi ben battuti delle linee familiari, coloro che sono criticati, giudicati e persino respinti.

Questi sono chiamati a liberare la famiglia da schemi ripetitivi che frustrano intere generazioni.

Queste cosiddette "pecore nere", quelle che non si adattano, quelle che ululano con la ribellione, in realtà riparano, disintossicano e creano nuovi rami fiorenti nel loro albero genealogico.

Innumerevoli desideri non realizzati, sogni infranti o talenti frustrati dei nostri antenati si manifestano attraverso questa rivolta.

Per inerzia, l'albero genealogico farà di tutto per mantenere il decorso castrante e tossico del suo tronco, che renderà il compito del ribelle difficile e conflittuale.

Smetti di dubitare e prenditi cura della tua rarità "come il fiore più prezioso del tuo albero".

Sei il sogno di tutti i tuoi antenati."

Bert Hellinger - (psicologo tedesco,
1925-2019)

22/06/2023
09/06/2023

Concentriamoci su ciò che sono ora, non su ciò che potrebbero essere!

07/06/2023

Ho scoperto
che tra una ferita e l'altra
c'è uno spazio che è riuscito
ad evitare il colpo,
che ha scansato la guerra,
che se ci premi sopra non fa male

uno spazio ancora buono per il gioco,
uno spazio che salva il totale del giorno

ho scoperto
che tra un'onda e l'altra
c'è un momento senza impatto
buono per farci il silenzio addosso,
che quando il nostro mare non è mosso
si vede bene cosa abbiamo messo
nel fondale dentro

ho scoperto
che tra un dolore e l'altro
siamo fatti di momenti buoni,
che la gioia si trasferisce di continuo
ma resta sempre da noi,
che nello spazio che c'è tra una cicatrice e l'altra
siamo fatti di felicità a crepapelle

ho scoperto
che siamo pieni di colpi ricevuti,
che abitiamo guerre e non ci dichiariamo in pace,
che ci facciamo i dolori da soli
che spesso abitiamo male il cuore
e che per paura di fallire
mettiamo conservanti nei sogni
per rimandare la gioia

ma ho scoperto anche
che tra una ferita e l'altra
c'è uno spazio di pelle salvo,
possiamo accarezzarci lì.

[gio evan]

17/05/2023

Un reale processo di evoluzione dell'intimità presuppone la graduale decisione di sperimentare a un livello più profondo il rapporto 'da persona a persona' con un altro diverso da noi.
L'idea di sacrificare la propria libertà, la propria iniziativa, le proprie convinzioni sulla vita, per la forza, la libertà, la sicurezza e l'estasi di appartenere in un modo molto più certo, è un compromesso senza fine. (Carl A. Whitaker)

06/05/2023

Il cuore guarisce quando capisce,
non quando dimentica.
Ed io non dimentico perché dimenticare è fuggire dalla mia storia.
E allora io resto.
Resto accanto alla mia sofferenza.
Il tempo che serve per accettare un dolore, una sconfitta, una delusione, un addio.
Il tempo che serve per farmi una carezza.
Perché ho imparato che alla fine non si muore.
No. Alla fine, si rinasce.

✍️Andrew Faber

02/04/2023

19/03/2023

08/03/2023

01/03/2023

I figli odiano la domanda "Come è andata a scuola?", vorrebbero un "Come stai?"

Oltre alla scuola c’è di più: sembra una frase banale e parole quasi scontate. Eppure, spesso, il rendimento scolastico diventa l’argomento principale che ogni giorno i genitori affrontano con bambini e ragazzi.
La scuola riveste un ruolo molto importante ed è certamente legittimo che madri e padri si interessino di questi aspetti. A volte, però, si rischia di puntare l'attenzione solo sulle prestazioni, dimenticando o mettendo in secondo piano gli aspetti emotivi.

"Se vai bene a scuola, automaticamente va tutto bene"

"Se prendo bei voti sono tranquilli, non mi rompono le scatole, pensano che stia bene e quindi non mi chiedono altro"

Sono le parole dei ragazzi quando affrontiamo il tema scuola. Non dobbiamo mai dimenticare che hanno bisogno di essere riconosciuti nel loro modo di essere. Hanno bisogno, anzitutto, di essere ascoltati e di poter parlare di ciò che vivono, anche di ciò che a volte agli adulti appare "solo" come "un problema della fase adolescenziale, che non è poi così grave". Hanno bisogno di quella sintonizzazione emotiva che può basarsi anche sullo scambio di poche parole o in una presenza attenta e silenziosa.
È vero che spesso non riescono a stare fermi e fare lunghi discorsi, probabilmente non sanno stare neanche senza cellulare in mano quando parlano con i genitori. Possono essere scontrosi e sbuffare di fronte a una domanda, può essere faticoso parlare con loro e spesso il genitore ha la sensazione di sbagliare qualunque cosa faccia o dica. Eppure apprezzano anche la buona volontà, il tentativo che gli adulti fanno di comprenderli davvero e ascoltarli, anche se non lo diranno mai apertamente.

E allora anche quel "Come è andata a scuola?" avrà per loro un sapore e un significato diverso, perché sapranno e sentiranno che non è l'unica cosa che conta!

Maura Manca

10/01/2023

Dunque, per primo fu il Chaos (...) Teogonia, Esiodo.Per quanto dalla notte dei tempi il Caos sia concepito dalla mente umana come forza trasformativa e gene...

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