Logopedista Laura Fonte

Logopedista Laura Fonte D.ssa Laura Fonte, Logopedista, riceve per appuntamento. Valutazione e trattamento dei disturbi del linguaggio, della deglutizione e dell'apprendimento.

Lo studio di logopedia della Dott.ssa Laura Fonte è aperto dal lunedì al Sabato previo appuntamento.

Discalculia: 4 segnali da osservare nei compiti a casa 🏠✍️A volte i genitori notano piccoli dettagli che sono indicatori...
27/02/2026

Discalculia: 4 segnali da osservare nei compiti a casa 🏠✍️
A volte i genitori notano piccoli dettagli che sono indicatori preziosi. Ecco a cosa prestare attenzione:
👉Uso persistente delle dita: il bambino continua a contare con le dita anche quando i compagni hanno smesso da tempo.
👉Confusione tra simboli: scambia $+$ con $-$, oppure $$.
👉Difficoltà con il valore posizionale: non capisce che in $152$, il $5$ vale cinquanta.
👉Errori di trascrittura: legge $21$ ma scrive $12$.

Se noti queste fatiche, non aspettare. Una valutazione specialistica può trasformare un momento di crisi in un percorso di successo.
📞 Per informazioni o per una valutazione, contattami.

La Logopedia non è solo per i bambini! 👵👨‍💼Si pensa sempre ai piccoli, ma la logopedia è fondamentale anche nell'età adu...
24/02/2026

La Logopedia non è solo per i bambini! 👵👨‍💼

Si pensa sempre ai piccoli, ma la logopedia è fondamentale anche nell'età adulta e senile.

Per i professionisti della voce: Insegnanti, avvocati o cantanti che soffrono di cali di voce o stanchezza vocale a fine giornata.

Per chi ha avuto traumi o patologie: Dopo un ictus o un trauma cranico, possono comparire difficoltà a parlare (Afasia) o a deglutire (Disfagia).

Recuperare la propria voce o la capacità di mangiare in sicurezza significa recuperare la propria qualità della vita.

Difficoltà a scuola? A volte la soluzione passa per la   📚🖋️La lettura è lenta e faticosa? Gli errori di ortografia semb...
20/02/2026

Difficoltà a scuola? A volte la soluzione passa per la 📚🖋️

La lettura è lenta e faticosa? Gli errori di ortografia sembrano non diminuire mai? La matematica è uno scoglio insormontabile?

Dietro a queste fatiche potrebbero celarsi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) come Dislessia, Disortografia o Discalculia.

Il logopedista non fa "ripetizioni", ma:

👉Potenzia le abilità di base (memoria, attenzione, analisi dei suoni).

👉Fornisce strumenti compensativi per rendere il bambino autonomo.

👉Restituisce fiducia e autostima allo studente.

Imparare non deve essere una sofferenza. Aiutiamoli a trovare il loro metodo!

Mio figlio ha 2 anni e dice poche parole: devo preoccuparmi?" 🤔Questa è una delle domande che ci ponete più spesso. È ve...
17/02/2026

Mio figlio ha 2 anni e dice poche parole: devo preoccuparmi?" 🤔

Questa è una delle domande che ci ponete più spesso. È vero che ogni bambino ha i suoi tempi, ma esistono delle tappe fondamentali per uno sviluppo sereno.

A 24 mesi, un bambino dovrebbe avere un vocabolario di circa 50 parole e iniziare a combinarne due insieme (es. "Mamma pappa"). Se questo non accade, il bambino viene definito "Parlatore Tardivo" (Late Talker).

Perché intervenire subito? L'intervento precoce non serve a forzare il bambino, ma a fornire a voi genitori le strategie giuste per stimolarlo nel gioco quotidiano, riducendo la sua frustrazione di non essere capito.

✨ Il consiglio del logopedista: Leggete insieme, cantate canzoncine e, soprattutto, lasciategli il tempo di provare a chiedere ciò che desidera!

L’amore è... capire anche le parole "pasticciate"! 🥰San Valentino è la festa di chi si capisce con uno sguardo, ma anche...
14/02/2026

L’amore è... capire anche le parole "pasticciate"! 🥰

San Valentino è la festa di chi si capisce con uno sguardo, ma anche di chi sta imparando a dire "cuore" e magari dice "tuole"!

In logopedia lavoriamo ogni giorno su quelle letterine "dispettose" affinché ogni bambino si senta libero e sicuro di esprimere i propri sentimenti. Perché non c'è niente di più bello che veder fiorire la fiducia in se stessi insieme al linguaggio.

Oggi regalatevi un momento di ascolto vero. Buon San Valentino

Logopedia: non è "solo" insegnare a dire la R! 🗣️Spesso si pensa che il logopedista serva solo quando un bambino "parla ...
10/02/2026

Logopedia: non è "solo" insegnare a dire la R! 🗣️

Spesso si pensa che il logopedista serva solo quando un bambino "parla male". In realtà, la logopedia è un mondo molto più vasto che si occupa di tutta la comunicazione e delle funzioni orali.

La logopedia costruisce ponti dove ci sono muri. Non è mai troppo presto (né troppo tardi) per un consulto!

👃 Naso per respirare, bocca per mangiare: perché la respirazione orale è un segnale d'allarme?Vi è mai capitato di guard...
07/02/2026

👃 Naso per respirare, bocca per mangiare: perché la respirazione orale è un segnale d'allarme?
Vi è mai capitato di guardare vostro figlio mentre dorme o mentre guarda i cartoni e notare che tiene la bocca costantemente aperta? O forse russa leggermente, o ha spesso le occhiaie nonostante riposi?

In logopedia, monitoriamo con attenzione la respirazione, perché il "respiratore orale" va incontro a cambiamenti che non riguardano solo il respiro.

⚠️ Cosa succede se un bambino respira con la bocca?
La natura ha progettato il naso per filtrare, riscaldare e umidificare l'aria. Quando si usa la bocca, accadono tre cose principali:

La lingua "cade" in basso: Per lasciar passare l'aria, la lingua si appiattisce sul pavimento della bocca invece di stare appoggiata al palato. Senza la spinta della lingua, il palato cresce stretto e alto ("ogivale").

I muscoli del viso si indeboliscono: Le guance diventano meno toniche e le labbra fanno fatica a stare chiuse (incompetenza labiale).

Il linguaggio diventa meno nitido: Una lingua pigra e bassa fatica a raggiungere i punti giusti per pronunciare suoni come S, Z, L, R.

🔍 I segnali da osservare:
Bocca aperta a riposo.

Russamento notturno o sonno agitato.

Masticazione rumorosa o a bocca aperta.

Necessità di bere molto durante i pasti (perché la bocca è secca).

Frequenti raffreddori o otiti.

A scopo puramente informativo. Per un parere medico o una diagnosi, rivolgiti a un professionista.
Questo è uno dei pilastri della logopedia miofunzionale. Spesso si pensa che la bocca serva "solo" per mangiare e parlare, ma la sua funzione è strettamente legata a come respiriamo.

Se un bambino respira abitualmente con la bocca aperta (respirazione orale) invece che con il naso, si innesca una reazione a catena che influenza lo sviluppo del viso, dei denti e del linguaggio.

Ecco un post per spiegare l'importanza della respirazione nasale ai genitori.

👃 Naso per respirare, bocca per mangiare: perché la respirazione orale è un segnale d'allarme?
Vi è mai capitato di guardare vostro figlio mentre dorme o mentre guarda i cartoni e notare che tiene la bocca costantemente aperta? O forse russa leggermente, o ha spesso le occhiaie nonostante riposi?

In logopedia, monitoriamo con attenzione la respirazione, perché il "respiratore orale" va incontro a cambiamenti che non riguardano solo il respiro.

⚠️ Cosa succede se un bambino respira con la bocca?
La natura ha progettato il naso per filtrare, riscaldare e umidificare l'aria. Quando si usa la bocca, accadono tre cose principali:

La lingua "cade" in basso: Per lasciar passare l'aria, la lingua si appiattisce sul pavimento della bocca invece di stare appoggiata al palato. Senza la spinta della lingua, il palato cresce stretto e alto ("ogivale").

I muscoli del viso si indeboliscono: Le guance diventano meno toniche e le labbra fanno fatica a stare chiuse (incompetenza labiale).

Il linguaggio diventa meno nitido: Una lingua pigra e bassa fatica a raggiungere i punti giusti per pronunciare suoni come S, Z, L, R.

🔍 I segnali da osservare:
Bocca aperta a riposo.

Russamento notturno o sonno agitato.

Masticazione rumorosa o a bocca aperta.

Necessità di bere molto durante i pasti (perché la bocca è secca).

Frequenti raffreddori o otiti.

💡 Cosa può fare la logopedia?
Il logopedista interviene con la Terapia Miofunzionale. Non si tratta di "dire al bambino di chiudere la bocca" (che non serve a nulla se non c'è il tono muscolare), ma di:

Ripristinare il tono dei muscoli della bocca e delle labbra.

Insegnare alla lingua la sua corretta "dimora" sul palato.

Automatizzare il passaggio alla respirazione nasale (una volta verificate eventuali ostruzioni con l'otorino).

✨ Il consiglio d'oro
Se notate che vostro figlio respira con la bocca, il primo passo è un controllo otorinolaringoiatrico (per escludere adenoidi, tonsille o allergie) e poi una valutazione logopedica. Intervenire presto significa prevenire lunghe terapie ortodontiche in futuro!

Avete mai fatto caso a come respira vostro figlio mentre è concentrato o mentre dorme? Sapevate che la posizione della lingua può influenzare la forma del viso? Parliamone nei commenti! 👇

Ecco una lista di piccoli giochi e attività divertenti da fare in casa per allenare i muscoli della bocca (le cosiddette...
03/02/2026

Ecco una lista di piccoli giochi e attività divertenti da fare in casa per allenare i muscoli della bocca (le cosiddette prassie bucco-facciali) e la gestione del fiato.

Sono fondamentali perché una buona coordinazione motoria di labbra, lingua e guance è la base per una pronuncia nitida dei suoni.

💨 Giochi di Fiato (Controllo e coordinazione)
L'obiettivo è imparare a gestire l'ispirazione nasale e l'espirazione orale controllata.

La partita di calcio a soffio: Costruisci una piccola porta con i Lego o due bicchieri su un tavolo. Usa una pallina di polistirolo o un batuffolo di cotone. Il bambino deve fare "gol" solo soffiando.

Variante: Usa una cannuccia per rendere il soffio più mirato.

Bolle di sapone "pazze": Non limitarti a soffiare. Prova a fare bolle lunghissime soffiando piano, o tante piccole bolle soffiando veloce.

Il pittore con la cannuccia: Metti delle gocce di tempera molto acquosa su un foglio e chiedi al bambino di "spostarle" soffiando con la cannuccia per creare forme astratte.

👅 Giochi per la Lingua e le Labbra (Forza e mobilità)
Trasforma questi esercizi in una sfida o in una storia mimata davanti allo specchio.

La "lingua ginnasta":

Il pendolo: Toccare gli angoli della bocca con la punta della lingua velocemente.

Il soffitto: Toccare il palato dietro i denti (la "casina della lingua").

La pulizia: Passare la lingua su tutti i denti, come se fosse uno spazzolino.

Il bacio rumoroso: Chiedi al bambino di mandarti dei baci volanti molto rumorosi. Questo allena la forza di contrazione delle labbra.

Gara di smorfie: Mettetevi davanti allo specchio e sfidatevi a chi fa la faccia più buffa: gonfiare solo una guancia, poi l'altra, arricciare il naso, nascondere le labbra dentro la bocca.

🎶 Canzoncine Mimate e Onomatopee
Il coro degli animali: Cantate una canzone famosa (es. Nella vecchia fattoria) ma ogni tanto sostituisci le parole con i versi degli animali esagerando i movimenti della bocca: il "MUUU" della mucca allunga le labbra, il "BEE" della pecora le allarga.

Canzoni con le dita: Usare le mani mentre si canta (come in Farfallina bella e bianca) aiuta il cervello a coordinare ritmo, movimento e linguaggio.

⚠️ Un piccolo consiglio da logopedista: Questi giochi devono essere un momento di puro divertimento. Non forzare il bambino se è stanco e non trasformarli in un "compito". Bastano 5-10 minuti al giorno in un clima di gioco per vedere i primi progressi nella coordinazione.

Come logopedista, la domanda che mi sento rivolgere più spesso è: "Cosa posso fare a casa per aiutarlo a parlare?".La ri...
30/01/2026

Come logopedista, la domanda che mi sento rivolgere più spesso è: "Cosa posso fare a casa per aiutarlo a parlare?".

La risposta non sta in esercizi complicati o app miracolose, ma nel trasformare la quotidianità in un terreno fertile per le parole. Stimolare il linguaggio non significa "interrogare" il bambino, ma "immergerlo" in uno scambio piacevole.

Ecco 5 strategie pratiche da applicare subito:

1. La tecnica della "Telecronaca" 🎙️
Invece di stare in silenzio mentre fai le cose, descrivi ciò che accade (sia ciò che fai tu, sia ciò che fa lui).

Esempio: "Adesso prendiamo la mela, la laviamo con l'acqua... splash! Che fredda! Ora la tagliamo... tac, tac."

Perché funziona: Aiuta il bambino ad associare i suoni agli oggetti e alle azioni in tempo reale, senza pressione.

2. Espandi, non correggere 🔄
Se tuo figlio dice una parola incompleta o errata, non chiedergli di ripeterla bene (questo crea frustrazione). Invece, restituiscigli il modello corretto ampliando la frase.

Bambino: "Buba!"

Genitore: "Sì, la bolla! È una bolla grande e blu!"

Perché funziona: Gli fornisci la versione corretta e aggiungi nuove informazioni (aggettivi, verbi) in modo naturale.

3. Usa il potere dell'Attesa (Sabotaggio benevolo) ⏳
A volte siamo così bravi a capire i nostri figli che anticipiamo ogni loro desiderio prima ancora che aprano bocca. Prova a creare un "piccolo ostacolo".

Esempio: Metti il suo gioco preferito in una scatola trasparente che non riesce ad aprire, o dagli lo yogurt senza cucchiaio.

Perché funziona: Lo spingi a dover comunicare (con un gesto, un suono o una parola) per ottenere ciò che vuole. La necessità è la madre della comunicazione.

4. Mettiti "Faccia a Faccia" 👀
Quando gli parli, abbassati al suo livello fisico. Il bambino ha bisogno di guardare la tua bocca per capire come si formano i suoni e di vedere le tue espressioni per cogliere il significato emotivo.

5. Leggete insieme (anche se non sta fermo) 📖
Non è necessario leggere tutto il testo. Guarda le figure e commentale, lascia che sia lui a girare le pagine o a indicare ciò che gli piace. Libri con rime, onomatopee (suoni come brum, miao, muuu) e "libri attivi" (con le alette da sollevare) sono i migliori alleati.

Il consiglio d’oro: Non avere fretta. Ogni bambino ha il suo tempo di "maturazione". Il nostro compito è preparare l'ambiente e aspettare con fiducia che il germoglio spunti.

Qual è la parola più buffa che ha detto tuo figlio ultimamente? Scrivila nei commenti! Spesso proprio da quegli "errori" creativi nascono le conversazioni più belle. 👇

L'autismo è un universo di sfumature, e quando parliamo di comunicazione, dobbiamo scardinare un mito: comunicare non si...
27/01/2026

L'autismo è un universo di sfumature, e quando parliamo di comunicazione, dobbiamo scardinare un mito: comunicare non significa solo "parlare". Come logopedista, il mio obiettivo non è solo far emergere la voce, ma costruire un ponte che permetta al bambino di connettersi con il mondo.

Ecco un post che affronta il tema con sensibilità, competenza professionale e un approccio inclusivo.

🧩 Autismo: Comunicare è molto più che "parlare"
Nel linguaggio comune, spesso sovrapponiamo la parola alla comunicazione. Ma la comunicazione è uno scambio profondo che avviene prima e oltre il linguaggio verbale. Per un bambino nello spettro autistico, il codice che noi usiamo ogni giorno può risultare indecifrabile, come una lingua straniera di cui non si possiede il dizionario.

1. La comunicazione non verbale: il punto di partenza
Prima delle parole, ci sono i gesti, gli sguardi (anche se brevi o diversi), i suoni, i movimenti del corpo. Ogni comportamento, anche quello che ci sembra più insolito, è un messaggio. Il nostro compito non è forzare il bambino nel nostro schema, ma imparare a leggere il suo.

2. Oltre il "silenzio": la CAA
Per molti bambini autistici, la comunicazione verbale è faticosa o momentaneamente bloccata. Qui entra in gioco la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). L’uso di immagini (PECS), simboli o tabelle non "pigrizia" il bambino. Al contrario:

Riduce la frustrazione di non essere capito.

Supporta la comprensione (il canale visivo è spesso un punto di forza).

Getta le basi affinché, in molti casi, la parola possa emergere con più sicurezza.

3. La pragmatica: capire le "regole del gioco"
A volte il bambino parla perfettamente (iperlessia), ma fatica a usare il linguaggio per interagire. Non capisce il sarcasmo, i doppi sensi o i turni della conversazione. Comunicare, in questo caso, significa allenare le abilità sociali, aiutandolo a navigare nel mare delle relazioni umane.

💡 Cosa possiamo fare come adulti?
Rallentiamo: Diamo al bambino il tempo di elaborare l'informazione. Spesso servono diversi secondi perché la nostra domanda arrivi a destinazione.

Usiamo supporti visivi: Una routine illustrata vale più di mille spiegazioni a voce.

Seguiamo il suo interesse: Se ama i treni, comunichiamo attraverso i treni. È lì che si trova la chiave per entrare nel suo mondo.

Il traguardo non è la "normalità", ma l'autonomia
Non cerchiamo di rendere il bambino "meno autistico", ma di renderlo un comunicatore efficace. Che sia con le parole, con i segni o con un tablet, ogni volta che un bambino riesce a dire "io voglio", "io sento" o "no", ha vinto una battaglia per la sua libertà.

La comunicazione è un diritto, non un privilegio. Avete mai sperimentato forme di comunicazione "diverse" con i vostri bambini o i vostri alunni? Qual è stata la scoperta più emozionante? 👇



Il tema del ciuccio è uno dei più dibattuti tra genitori, ma dal punto di vista logopedico, la questione non riguarda so...
24/01/2026

Il tema del ciuccio è uno dei più dibattuti tra genitori, ma dal punto di vista logopedico, la questione non riguarda solo la dentizione, riguarda la funzionalità di tutta la bocca.

Ecco un post professionale, chiaro e senza giudizio, pensato per guidare i genitori in questa scelta.

🍭 Ciuccio sì o ciuccio no? Il consiglio del logopedista
Il ciuccio è spesso il migliore amico della nanna e della calma, ma come specialisti del linguaggio e della deglutizione, dobbiamo guardare a ciò che accade "sotto la superficie". La bocca non serve solo per mangiare, è lo strumento principale per articolare i suoni del linguaggio.

Ecco cosa è importante sapere per un uso consapevole:

1. Perché il logopedista ne consiglia l'abbandono entro i 24 mesi? ⏳
Oltre i due anni, l'uso prolungato del ciuccio può influenzare la conformazione del palato e la posizione dei denti. Ma l'aspetto che più ci preme è la postura della lingua:

Il ciuccio spinge la lingua verso il basso e in avanti.

Se la lingua non impara a stare "a riposo" contro il palato, potremmo riscontrare difficoltà nella pronuncia di alcuni suoni (come la S, la Z o la L) e una deglutizione che resta di tipo "infantile".

2. Il ciuccio e il linguaggio 💬
Un bambino che tiene il ciuccio in bocca tutto il giorno è un bambino che:

Ha meno occasioni di sperimentare i movimenti della bocca (le cosiddette prassie).

Tende a parlare meno o a farlo in modo meno nitido, perché deve "aggirare" l'ostacolo di plastica tra i denti. Il consiglio: Quando il bambino è sveglio e gioca, proviamo a far sparire il ciuccio. La bocca deve essere libera di esplorare i suoni!

3. Non è un "tappo" per le emozioni 🌈
A volte usiamo il ciuccio per bloccare un pianto o una protesta. Dal punto di vista comunicativo, è importante che il bambino impari a esprimere la propria frustrazione o il proprio bisogno attraverso la voce e le parole, non solo attraverso la suzione.

💡 Come gestire il distacco?
Non serve la forza, serve strategia:

Riduzione graduale: Iniziamo a usarlo solo per la nanna.

Sostituzione: Troviamo un "oggetto transizionale" (un peluche, una copertina) che offra lo stesso conforto emotivo.

Il rito del saluto: Scegliete un momento sereno (non durante un trasloco o la nascita di un fratellino) per "regalare" il ciuccio o salutarlo con un piccolo rito.

Ricorda: Ogni bambino ha i suoi tempi. Il nostro obiettivo non è togliere un conforto, ma assicurarci che la bocca del tuo bambino sia libera di crescere, mangiare e parlare nel modo più funzionale possibile. ✨

E voi? A che punto siete con il "saluto al ciuccio"? Avete trovato qualche strategia magica che ha funzionato? Raccontatecelo nei commenti! 👇

🧭 La dislessia non è un ostacolo, ma un modo diverso di leggere il mondoSpesso la dislessia viene vista solo attraverso ...
20/01/2026

🧭 La dislessia non è un ostacolo, ma un modo diverso di leggere il mondo
Spesso la dislessia viene vista solo attraverso la lente delle "mancanze": meno velocità, meno precisione, più fatica. Ma se guardassimo oltre i test e le diagnosi, scopriremmo che il cervello di un bambino dislessico è una macchina straordinaria che elabora le informazioni seguendo percorsi non convenzionali.

Oltre le parole scritte 📖
Chi è dislessico spesso sviluppa capacità che il sistema scolastico tradizionale fatica a misurare:

Pensiero tridimensionale: Una capacità superiore di visualizzare concetti e oggetti nello spazio.

Problem solving creativo: Poiché le strade "standard" sono bloccate, imparano presto a trovare soluzioni alternative e innovative.

Visione d'insieme: Spesso colgono connessioni tra idee diverse che a molti sfuggono, vedendo l'intero "quadro" prima dei singoli dettagli.

Cambiare lo sguardo, non il bambino 💡
Il vero ostacolo non è la dislessia in sé, ma un ambiente che insiste nel valutare un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi. Sbloccare il potenziale di un bambino dislessico non significa solo fornirgli strumenti compensativi (come sintesi vocale o mappe concettuali), ma significa validare il suo modo di pensare.

Quando un bambino capisce che il suo valore non è definito dalla velocità con cui legge una pagina, ma dalla profondità delle sue intuizioni, la sua intera traiettoria di vita cambia.



Indirizzo

Nicolosi

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393921589177

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