MIRA Centro di riabilitazione multidisciplinare

MIRA Centro di riabilitazione multidisciplinare Ci occupiamo: terapia logopedica, terapia neuropsicomotoria, intervento educativo/pedagogico, visite specialistiche, psicoterapia.

Il Centro di riabilitazione multidisciplinare “Mira” si occupa delle PERSONE da prima che nascano sino alla terza età. Abbiamo scelto di offrire, ognuno nella nostra specificità, i servizi che possano essere utili per un sereno sviluppo neuropsicologico e per una vita adulta che sia il più soddisfacente possibile. Ogni professionista dona il proprio contributo in una presa in carico globale che soddisfi:
•il diritto ad essere considerato una persona e non un portatore di sintomi;
•le esigenze della famiglia: trovare in un unico luogo i medici ed i tecnici di cui ha bisogno e sapere come e dove appoggiarsi nel percorso di riabilitazione del proprio caro;
•il bisogno che la persona ha di trovare una equipe che lavori facendo squadra per il suo benessere;
Il nostro approccio diretto alla persona e alla famiglia, ci offre la possibilità di ottenere risultati importanti nel miglioramento dell’outcome di chi si rivolge a noi, sia esso un minore, un adulto, una coppia, una famiglia o un anziano.

Adolescenza: non è solo "ribellione", è trasformazione. 🧠✨L'adolescenza non è una malattia, ma un momento di profonda ri...
03/03/2026

Adolescenza: non è solo "ribellione", è trasformazione. 🧠✨

L'adolescenza non è una malattia, ma un momento di profonda ristrutturazione. A volte, però, la comunicazione si fa così difficile da creare tensioni che pesano su tutta la famiglia.

Nel nostro centro affrontiamo l'adolescenza con uno sguardo multidisciplinare:

🧠 La Psicologia aiuta i ragazzi a dare un nome alle emozioni travolgenti e i genitori a trovare nuovi canali comunicativi.

📚 La Pedagogia supporta la gestione dello studio e l'organizzazione in una fase di naturale disorientamento.

L'obiettivo non è "far tornare il bambino di prima", ma imparare a conoscere e ad amare l'adulto che sta diventando.

"Mio figlio mangia le lettere": quando preoccuparsi della pronuncia? 🗣️"Dice pane invece di cane", "Inverte le sillabe",...
27/02/2026

"Mio figlio mangia le lettere": quando preoccuparsi della pronuncia? 🗣️

"Dice pane invece di cane", "Inverte le sillabe", "Sostituisce la R con la L". Questi errori, chiamati processi di semplificazione, sono normali entro una certa età, ma possono diventare un ostacolo se persistono.

Perché è importante intervenire?

👉Per evitare che il bambino si senta frustrato nel non essere capito.

👉Per prevenire difficoltà future nella lettura e nella scrittura (scuola primaria).

👉Per favorire la socializzazione con i coetanei.

La logopedia trasforma l'allenamento dei suoni in un gioco divertente! 🧩 Se hai dubbi sulla pronuncia del tuo bambino, siamo qui per una valutazione specialistica.

Se il bambino non parla, è solo un problema di lingua? 👅🧠Spesso pensiamo che le difficoltà di linguaggio siano legate so...
24/02/2026

Se il bambino non parla, è solo un problema di lingua? 👅🧠

Spesso pensiamo che le difficoltà di linguaggio siano legate solo alla bocca o alla pronuncia. In realtà, il linguaggio è come la punta di un iceberg: sotto la superficie c'è molto di più!

Per parlare bene, un bambino ha bisogno di basi solide in: 1️⃣ Attenzione e Ascolto: per catturare i suoni. 2️⃣ Neuromotricità: per coordinare i movimenti necessari a produrre i suoni. 3️⃣ Comprensione: per dare un significato a ciò che sente. 4️⃣ Relazione ed Emotività: per avere il desiderio di comunicare con l'altro.

Nel nostro centro multidisciplinare non guardiamo solo alla "parolina", ma aiutiamo il bambino a rinforzare tutta la struttura. Solo così la comunicazione può fiorire davvero. 🌸

Linguaggio e crescita: a cosa prestare attenzione? 🚩Ogni bambino ha i suoi tempi, è vero. Tuttavia, esistono dei piccoli...
20/02/2026

Linguaggio e crescita: a cosa prestare attenzione? 🚩

Ogni bambino ha i suoi tempi, è vero. Tuttavia, esistono dei piccoli segnali che possono indicarci quando è il momento di consultare uno specialista per un supporto extra.

Ecco alcuni campanelli d’allarme divisi per età:

👉A 18 mesi: il bambino comunica poco con i gesti (indicare, salutare) e usa pochissime parole.

👉A 24 mesi: il vocabolario è inferiore alle 50 parole e non compaiono ancora le prime "frasi" (es. "mamma pappa").

👉A 36 mesi: le parole sono tante, ma il linguaggio è incomprensibile a chi non vive con lui, oppure ha difficoltà a capire istruzioni semplici.

Intervenire precocemente non significa "etichettare", ma dare al bambino gli strumenti giusti per esprimersi senza frustrazione.

✨ Il tuo bambino si trova in una di queste fasi? Non aspettare che "passi da solo", parlarne con un professionista può fare la differenza.

Perché un approccio multidisciplinare fa la differenza? 🧩Spesso le sfide di un bambino non riguardano un’area isolata. I...
17/02/2026

Perché un approccio multidisciplinare fa la differenza? 🧩

Spesso le sfide di un bambino non riguardano un’area isolata. Il linguaggio si intreccia con l’emotività, l'apprendimento cammina di pari passo con la motricità, e la serenità psicologica è il collante di tutto.

Nel nostro centro, guardiamo al bambino come a un insieme armonico, non come a un elenco di sintomi. Grazie alla collaborazione tra i nostri professionisti:

🗣️ La Logopedia sblocca la comunicazione.

📚 La Pedagogia sostiene il percorso di apprendimento.

🧠 La Psicologia accoglie le emozioni e sostiene la famiglia.

🏃 La Neuromotricità aiuta a padroneggiare il corpo e lo spazio.

Lavorare in équipe significa che i nostri specialisti si parlano, confrontano le strategie e costruiscono un progetto su misura. Perché quando diverse competenze si uniscono, il percorso di crescita diventa più solido e veloce.

L'amore è il primo linguaggio che impariamo ❤️A   celebriamo l' , ma per noi questo sentimento ha un significato special...
14/02/2026

L'amore è il primo linguaggio che impariamo ❤️

A celebriamo l' , ma per noi questo sentimento ha un significato speciale: è la base di ogni apprendimento.

Dietro ogni parola pronunciata correttamente, dietro ogni progresso nella scrittura o nella coordinazione, c'è una relazione di fiducia. Non esiste logopedia, psicomotricità o pedagogia senza un legame autentico. L'amore, in terapia, è:

💓Pazienza nell'aspettare i tempi di ogni bambino.

💓Ascolto dei bisogni che non passano solo per la voce.

💓Gioia nel condividere ogni piccolo, grande traguardo.

Buon San Valentino a tutte le famiglie che mettono il cuore nel percorso di crescita dei loro piccoli!

Corpo e Parola: Perché l'unione fa la forza?Sapevi che il linguaggio nasce dal movimento? Ogni bambino scopre il mondo e...
10/02/2026

Corpo e Parola: Perché l'unione fa la forza?

Sapevi che il linguaggio nasce dal movimento? Ogni bambino scopre il mondo e impara a comunicare innanzitutto attraverso il gioco, il corpo e la relazione con l’altro. Per questo motivo, la collaborazione tra logopedista e neuro-psicomotricista rappresenta una risorsa preziosa.

Non si tratta solo di "parlar bene", ma di aiutare il bambino a organizzare il proprio mondo interiore. Attraverso il movimento, il bambino impara ad ascoltare, a concentrarsi e a dare una forma ai propri pensieri. Lavorare in équipe significa guardare al bambino nella sua interezza, offrendogli gli strumenti per esprimersi in modo libero e sereno. Insieme, corpo e parola tracciano la strada per una crescita più armonica.

🌪️ Ti senti travolto dal vortice della vita familiare?La sveglia che suona troppo presto, i calzini che spariscono sempr...
06/02/2026

🌪️ Ti senti travolto dal vortice della vita familiare?
La sveglia che suona troppo presto, i calzini che spariscono sempre, quella domanda a cui non sai rispondere, il lavoro che preme e quel senso di colpa che non ti abbandona mai.

A volte non sembra di "vivere" la famiglia, ma di correre una maratona infinita sperando solo di arrivare a sera. Se ti senti così, fermati un secondo. Fai un respiro. Non sei un cattivo genitore. Sei solo un genitore "nel mezzo della tempesta".

Ecco 3 piccole ancore per non affondare quando il vortice tira troppo forte:

1. La regola del "Buon Abbastanza" ✨
Non dobbiamo essere i genitori delle pubblicità. Le case perfette e i figli sempre sorridenti sono filtri Instagram. Un genitore "abbastanza buono" è quello che sbaglia, chiede scusa e ci riprova. La perfezione è il nemico della serenità.

2. Scegli le tue battaglie ⚔️
Oggi la cameretta è un caos? Fa niente. Se l'alternativa è passare la serata a urlare o godersi dieci minuti di coccole sul divano, scegli le coccole. Le pareti si sistemano, i ricordi di una serata serena restano.

3. Recupera il "Qui ed Ora" 📍
Quando senti che il cervello sta esplodendo tra mille impegni, prova a fare una cosa sola alla volta. Guarda tuo figlio negli occhi per un minuto intero mentre ti parla. Quel singolo minuto di presenza reale vale più di un'intera giornata di presenza distratta.

Ricorda: Non puoi versare acqua da una caraffa vuota. Prendersi un momento per respirare, per stare in silenzio o per chiedere aiuto non è egoismo, è sopravvivenza familiare.

E tu? In quale momento della giornata senti che il "vortice" è più forte? Condividilo qui sotto: sapere di non essere soli è il primo modo per uscirne. 👇


🌱 Un seme non ha bisogno di istruzioni per diventare albero. Ha bisogno di terra, sole e cura.Spesso guardiamo ai nostri...
03/02/2026

🌱 Un seme non ha bisogno di istruzioni per diventare albero. Ha bisogno di terra, sole e cura.
Spesso guardiamo ai nostri figli e ci chiediamo: "Cosa diventerà? Sarà all'altezza? Cosa devo insegnargli perché non resti indietro?".

La citazione di Friedrich Fröbel ci invita a fare un respiro profondo e a cambiare prospettiva:

"Ogni bambino è come un seme che contiene in sé tutte le potenzialità per diventare l'albero che è destinato ad essere."

Cosa ci insegna questa immagine nella pratica quotidiana?

1. La quercia non è un pino (e va bene così) 🌳
Un seme di quercia non diventerà mai un pino, per quanto il giardiniere possa sforzarsi. Educare significa riconoscere la natura specifica di quel seme. Se cerchiamo di forzare un bambino a diventare ciò che noi abbiamo pianificato per lui, rischiamo di soffocare la sua vera essenza.

2. Tutto è già dentro 🧬
Il seme non è vuoto. Contiene già il codice, il talento, la forza. Il nostro compito non è "mettere dentro" le capacità, ma creare le condizioni perché possano emergere. Un bambino che si sente sicuro, amato e stimolato, fiorirà per natura, non per imposizione.

3. Non puoi ti**re i germogli per farli crescere prima ⏳
Nessun giardiniere sano di mente tirerebbe una piantina per accelerarne la crescita. Ogni seme ha i suoi tempi: c'è chi germoglia subito e chi ha bisogno di un inverno più lungo. Rispettare i tempi di un bambino è il più grande atto di fiducia che possiamo compiere.

💡 Cosa possiamo fare noi?
Essere buoni giardinieri significa:

Preparare un terreno fertile (un ambiente sereno e stimolante).

Garantire la giusta luce (incoraggiamento e fiducia).

Togliere le erbacce (le etichette negative o le pressioni eccessive).

Lasciamo che i nostri figli diventino gli alberi che sono destinati ad essere, non quelli che noi abbiamo immaginato per loro. Quale "albero" vedi crescere in tuo figlio oggi? Un esploratore curioso, un creativo sognatore o un osservatore attento? Raccontacelo nei commenti! 👇


La paura di sbagliare è una delle sfide più comuni e silenziose della crescita. Spesso si nasconde dietro un "non lo so"...
30/01/2026

La paura di sbagliare è una delle sfide più comuni e silenziose della crescita. Spesso si nasconde dietro un "non lo so", un pianto improvviso davanti a un compito nuovo o la rinuncia a provare.

Ecco una proposta per un post empatico e rassicurante, ideale per genitori ed educatori.

🚫 "E se poi sbaglio?" | Come aiutare un figlio che ha paura di fallire
Vedere un figlio che si blocca per paura di sbagliare fa male. Vorremmo scuoterlo, dirgli che non succede nulla, che è "solo un gioco" o "solo un esercizio". Ma per lui, in quel momento, l'errore non è un incidente di percorso: è una minaccia alla sua immagine e al nostro amore.

Perché i bambini hanno paura di sbagliare?
Spesso non è il fallimento in sé a spaventarli, ma ciò che pensano ne derivi:

Il giudizio degli altri: La paura di sembrare "meno bravi".

La delusione dei genitori: Il timore che il nostro orgoglio nei loro confronti dipenda solo dai loro successi.

Il perfezionismo: L'idea errata che per essere "buoni" si debba essere impeccabili.

Cosa possiamo fare noi? 🛠️
Normalizza l'errore (con l'esempio): Racconta i tuoi sbagli della giornata. "Oggi al lavoro ho fatto un pasticcio, ma poi ho capito come rimediare". Fagli vedere che l'errore fa parte della vita dei grandi.

Loda l'impegno, non il risultato: Invece di "Sei bravissimo, hai preso un bel voto", prova con: "Ho visto quanto ti sei impegnato e quanto tempo ci hai messo, sono fiero della tua costanza".

La regola del "NON ANCORA": Se dice "Non lo so fare", aggiungi sempre una parola magica: "Non lo sai fare ancora". Cambia la percezione da un limite fisso a una sfida aperta.

Crea una "zona sicura": Fagli capire che a casa l'errore è benvenuto, perché è l'unico modo per imparare davvero.

💡 Il nostro compito
Il nostro obiettivo non è crescere figli che non sbagliano mai, ma figli che, quando cadono, hanno la forza di rialzarsi, pulirsi le ginocchia e riprovare. L'errore non è l'opposto del successo, ma una parte del successo.

Tuo figlio è un perfezionista o si lancia senza paura? Come gestite insieme i piccoli "fallimenti" quotidiani? Condividi la tua esperienza nei commenti! 👇


📸 Lo specchio più onesto del mondo: tuo figlio.Hai mai notato come cammina? Come usa le mani mentre spiega qualcosa? O, ...
27/01/2026

📸 Lo specchio più onesto del mondo: tuo figlio.
Hai mai notato come cammina? Come usa le mani mentre spiega qualcosa? O, ancora più sorprendente, come usa le tue stesse espressioni quando è arrabbiato o felice?

C’è una verità profonda che spesso dimentichiamo: i nostri figli non ci ascoltano, ci guardano. Possiamo fare mille discorsi sulla gentilezza, ma se ci vedono rispondere male a un cameriere, impareranno l'arroganza. Possiamo spiegare l'importanza della calma, ma se reagiamo urlando a ogni imprevisto, impareranno che il conflitto si gestisce così.

👣 Sei la loro prima "mappa" del mondo
L'imitazione non è solo un gioco, è il loro modo principale di imparare a stare al mondo. Per loro siamo giganti, modelli, eroi. Copiare i nostri gesti è il loro modo di dirci: "Voglio essere grande come te".

Questo ci mette davanti a una sfida enorme, ma bellissima:

Se vuoi un figlio che legge, fatti vedere con un libro in mano.

Se vuoi un figlio che rispetta gli altri, sii tu il primo a mostrare empatia.

Se vuoi un figlio che si accetti, smetti di criticare il tuo corpo davanti allo specchio.

🌈 La buona notizia
Non dobbiamo essere perfetti. Anzi, quando sbagliamo e chiediamo scusa, stiamo insegnando loro la lezione più importante di tutte: che si può sbagliare e che si può rimediare. Tuo figlio ti imita anche in questo. Se vede che hai il coraggio di dire "scusa, ho sbagliato", gli stai dando il permesso di essere umano.

E tu? Qual è il gesto o la parola che hai visto fare a tuo figlio e in cui ti sei riconosciuto/a perfettamente? Raccontalo nei commenti! 👇

🛑 Il paradosso del "Non fare abbastanza": perché il senso di colpa è un segnale (e non una condanna)Nel NS lavoro a cont...
23/01/2026

🛑 Il paradosso del "Non fare abbastanza": perché il senso di colpa è un segnale (e non una condanna)
Nel NS lavoro a contatto con le famiglie, c’è un sentimento che accomuna quasi ogni genitore, indipendentemente dalla carriera o dalle risorse: la sensazione di non fare mai abbastanza.

Non importa quanti incastri riusciamo a gestire tra lavoro, scuola, sport e tempo libero; quella vocina interiore sussurra sempre: "Potevi essere più presente", "Potevi avere più pazienza", "Potevi fare di più".

Ma fermiamoci un istante a riflettere su cosa sia davvero questo senso di colpa.

1. Il peso delle aspettative irrealistiche
Viviamo nell'era della "iper-genitorialità". Siamo bombardati da modelli di perfezione sui social media che non tengono conto della realtà quotidiana. Il senso di colpa spesso nasce dal confronto tra la nostra vita reale e una vita ideale che, semplicemente, non esiste.

2. Il senso di colpa come indice di cura
Paradossalmente, si sente in colpa solo chi ha profondamente a cuore il benessere dei propri figli. Se ti chiedi se stai facendo abbastanza, la risposta è quasi certamente: sì, perché ti stai ponendo il problema. Il senso di colpa è il riflesso della tua responsabilità, ma non deve diventarne il limite.

3. Qualità vs Quantità
Dobbiamo smettere di misurare la genitorialità con il cronometro. Un bambino non ha bisogno di un genitore perfetto e onnipresente, ma di un genitore "abbastanza buono" (come diceva lo psicoanalista Donald Winnicott). Un genitore che sa riparare ai propri errori e che offre una presenza autentica, anche se breve.

💡 Una nuova prospettiva
Invece di chiederci "Cosa non ho fatto oggi?", proviamo a chiederci:

"In che modo oggi ho fatto sentire mio figlio visto e ascoltato?"

"Come mi sono preso cura di me per essere un genitore più sereno domani?"

Prenderti cura di te non è tempo tolto ai tuoi figli, ma un investimento sulla qualità della relazione che offri loro.

Abbandonare il mito della perfezione è il primo passo per essere genitori più felici. E genitori felici crescono figli più sicuri.

Se ti ritrovi in queste parole, sappi che non sei solo/a. Qual è il peso più grande che senti di portare nella tua quotidianità? Parliamone nei commenti, la condivisione è il primo passo per alleggerire il carico. 👇


Indirizzo

Nicolosi

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

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Il Centro di riabilitazione multidisciplinare “Mira” si occupa delle PERSONE da prima che nascano sino alla terza età. Abbiamo scelto di offrire, ognuno nella nostra specificità, i servizi che possano essere utili per un sereno sviluppo neuropsicologico e per una vita adulta che sia il più soddisfacente possibile. Ogni professionista dona il proprio contributo in una presa in carico globale che soddisfi: •il diritto ad essere considerato una persona e non un portatore di sintomi; •le esigenze della famiglia: trovare in un unico luogo i medici ed i tecnici di cui ha bisogno e sapere come e dove appoggiarsi nel percorso di riabilitazione del proprio caro; •il bisogno che la persona ha di trovare una equipe che lavori facendo squadra per il suo benessere; Il nostro approccio diretto alla persona e alla famiglia, ci offre la possibilità di ottenere risultati importanti nel miglioramento dell’outcome di chi si rivolge a noi, sia esso un minore, un adulto, una coppia, una famiglia o un anziano.