16/06/2025
Nel XVIII secolo, partorire era un processo estremamente pericoloso. La mancanza di conoscenze mediche e l’assenza di levatrici ben formate causavano innumerevoli morti, sia tra le madri che tra i neonati. Ma una donna decise di cambiare questa realtà: Angélique Marguerite Le Boursier du Coudray, pioniera dell’insegnamento dell’ostetricia in Francia.
Nata nel 1712, in un’epoca in cui le donne avevano pochissime opportunità di ricevere un’istruzione formale, Angélique sfidò le convenzioni e divenne un’esperta levatrice. Ma la sua vera passione non era solo assistere ai parti, bensì insegnare ad altre donne come farlo in modo sicuro ed efficace.
Nel 1759, il re Luigi XV, preoccupato per l’alta mortalità materno-infantile nelle zone rurali, le concesse il permesso di viaggiare per tutta la Francia per insegnare ostetricia a levatrici e chirurghi. Per oltre 25 anni, percorse il paese con il suo metodo didattico innovativo, formando migliaia di donne.
Uno dei suoi contributi più importanti fu la creazione di un manichino anatomico da parto, una sorta di simulatore realizzato in stoffa, cuoio e cotone che permetteva agli studenti di esercitarsi senza mettere a rischio la vita delle madri e dei neonati. Questo strumento pedagogico fu rivoluzionario per l’epoca e contribuì a migliorare significativamente le tecniche ostetriche.
Grazie alla sua dedizione, i tassi di mortalità materna diminuirono in molte regioni della Francia. Inoltre, nel 1773 pubblicò un manuale intitolato Abrégé de l’Art des Accouchements (Compendio dell’Arte del Parto), che divenne un punto di riferimento fondamentale nell’ambito dell’ostetricia.
Sebbene il suo nome sia stato eclissato da successivi progressi della medicina, Angélique du Coudray ha lasciato un’impronta indelebile nella storia. Il suo lavoro ha trasformato l’arte del parto da pratica empirica a professione con basi scientifiche, contribuendo a salvare innumerevoli vite.