girolevitespezzate

girolevitespezzate Associazione di Promozione Sociale
Promuoviamo la CULTURA della SICUREZZA sul lavoro e negli ambienti di vita

Sviluppiamo, in modo non convenzionale, progetti, eventi, programmi di formazione, corsi, campagne di informazione in ambito di sport, salute e sicurezza, negli ambienti di vita, di scuola e di lavoro. Ispirandoci a valori quali la centralità della vita umana, la tutela del benessere della persona, dell'ambiente e la passione per la ricerca e l’innovazione.

Sul sito: https://www.girolevitespezzate.it/risorse/memorandum-tecnici/ nuovo interessante memorandum dell'esperto: Paol...
17/05/2026

Sul sito: https://www.girolevitespezzate.it/risorse/memorandum-tecnici/ nuovo interessante memorandum dell'esperto: Paolo Baroncini, che ringraziamo per i suoi contributi particolarmente interessanti.

IL MEDICO COMPETENTE

La tutela preventiva della salute dei lavoratori e dell’ambiente applicando la regola dell’arte e normative tecniche mirate.

RISCHIO BATTERIOLOGICO NEL SISTEMA PRODUTTIVO (01/03/2026) Il Rischio batteriologico sul lavoro, la valutazione raramente applicata e il panorama del rischio biologico. A cura di Paolo Baroncini

🚴‍♂️ Domani il girolevitespezzateDAY fa tappa a Brescia! 🚴‍♀️Una giornata speciale dedicata alla sicurezza sul lavoro, a...
01/05/2026

🚴‍♂️ Domani il girolevitespezzateDAY fa tappa a Brescia! 🚴‍♀️

Una giornata speciale dedicata alla sicurezza sul lavoro, alla prevenzione e al ricordo di chi ha perso la vita lavorando.

Si pedala per lanciare un messaggio forte: la sicurezza non è un costo, ma un valore fondamentale da difendere ogni giorno. 💛

Invitiamo cittadini, famiglie, associazioni e istituzioni a partecipare a questo momento di comunità e sensibilizzazione.

Ogni presenza, ogni pedalata, ogni gesto conta.
📍 Brescia

Pedalata sociale per un futuro senza vite spezzate. 🚴‍♂️💪

Due morti sul lavoro in 48 ore in provincia di Salerno.Non sono numeri. Sono vite spezzate. Sono famiglie distrutte. Son...
01/04/2026

Due morti sul lavoro in 48 ore in provincia di Salerno.

Non sono numeri. Sono vite spezzate. Sono famiglie distrutte. Sono comunità ferite.
Non possiamo più permetterci di archiviare queste tragedie come fatalità.

Dietro ogni incidente c’è sempre una causa.
E troppo spesso quella causa ha un nome: mancata prevenzione, sottovalutazione del rischio, cultura della sicurezza ancora troppo debole.

Chi, come me, vive ogni giorno il mondo della sicurezza sul lavoro lo sa bene: le norme ci sono, gli strumenti anche. Ma non basta.

Serve un salto culturale.
Serve passare da una sicurezza “formale” a una sicurezza “reale”, vissuta, partecipata, condivisa.

Il ruolo degli RLS, la formazione, la partecipazione dei lavoratori, il coinvolgimento delle imprese: non sono adempimenti, sono strumenti di vita.

Oggi il pensiero va alle vittime.

Ma il rispetto vero si dimostra domani, cambiando ciò che oggi non ha funzionato.

La sicurezza non è un diritto. È responsabilità di tutti.

Si proprio di tutti.

NUOVO MEMORANDUM TECNICO SCARICABILE DAL SITO NELLA SESSIONE RISORSE.RISCHIO BATTERIOLOGICO NEL SISTEMA PRODUTTIVO (01/0...
05/03/2026

NUOVO MEMORANDUM TECNICO SCARICABILE DAL SITO NELLA SESSIONE RISORSE.

RISCHIO BATTERIOLOGICO NEL SISTEMA PRODUTTIVO (01/03/2026)

Il Rischio batteriologico sul lavoro, la valutazione raramente applicata e il panorama del rischio biologico.

A cura di Paolo Baroncini

RISCHIO BATTERIOLOGICO NEL SISTEMA PRODUTTIVO (01/03/2026) Il Rischio batteriologico sul lavoro, la valutazione raramente applicata e il panorama del rischio biologico. A cura di Paolo Baroncini

Siamo su Punto Sicuro
23/02/2026

Siamo su Punto Sicuro

Un documento si sofferma sullo stress lavoro correlato. Focus sulla depressione, sugli attacchi di panico, sulle alterazioni o disturbi dell’umore e sui disturbi d’ansia. - Rischio psicosociale e stress

23/12/2025
Intervista a Marco Lupi dell'associazione APS   sul nuovo Decreto Legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
01/11/2025

Intervista a Marco Lupi dell'associazione APS sul nuovo Decreto Legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Approvato dal Consiglio dei ministri un decreto-legge per la tutela della salute e sicurezza e le politiche sociali. Focus su vigilanza, norme UNI e tutela degli studenti. L’intervista a Marco Lupi dell'Associazione - Normativa

Commento sui limiti del decreto Calderone sulla sicurezza sul lavoroIl decreto presentato dalla ministra Calderone, pur ...
29/10/2025

Commento sui limiti del decreto Calderone sulla sicurezza sul lavoro

Il decreto presentato dalla ministra Calderone, pur dichiarando l’obiettivo di rafforzare la sicurezza sul lavoro, non introduce alcun vero investimento in prevenzione.

Le misure proposte – badge elettronico, rafforzamento dei controlli, white list – agiscono a posteriori, cioè dopo che il rischio si è già concretizzato, senza incidere sulle cause profonde degli infortuni.

In altre parole, si potenziano gli strumenti per “misurare e punire”, ma non quelli per “educare e prevenire”.

1. Un approccio prevalentemente repressivo

Il decreto enfatizza la tracciabilità e la vigilanza ispettiva, ma trascura il lavoro culturale e organizzativo che serve per ridurre i rischi prima che accadano.
Il badge elettronico, pur utile a contrastare il lavoro nero, non rende un cantiere più sicuro: è un dispositivo di controllo, non uno strumento di prevenzione.
Analogamente, l’aumento dei controlli o delle sanzioni può avere un effetto deterrente, ma non costruisce competenza, consapevolezza o buone pratiche.

2. Nessuna risorsa pubblica per la prevenzione

Non sono previsti fondi dedicati alla formazione, né programmi di consulenza gratuita per le micro e piccole imprese, che rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano.
Queste aziende, spesso prive di RSPP interni o di risorse per consulenze esterne, avrebbero bisogno di supporto operativo e tecnico — non solo di nuovi obblighi.

L’intero impianto, invece, sposta il peso sulle imprese, costrette a:
• dotarsi di nuove tecnologie (badge elettronico e sistemi digitali di registrazione),
• gestire ulteriori adempimenti documentali,
• sostenere costi formativi senza alcuna forma di incentivo o rimborso.

Il risultato è una nuova burocrazia di sicurezza, a spese del privato, senza che lo Stato investa in cultura della prevenzione.

3. Prevenzione assente: formazione e assistenza dimenticate

La prevenzione vera nasce dalla formazione continua e di qualità, dalla presenza di figure competenti e dal dialogo costante tra istituzioni e imprese.
Su questo fronte, il decreto è silente.
Non prevede programmi formativi nazionali, né linee di finanziamento INAIL dedicate, né reti di assistenza o sportelli territoriali gratuiti per le piccole realtà.
Manca un piano strutturale di educazione alla sicurezza: non si coinvolgono attivamente scuole, enti bilaterali o organismi paritetici, che potrebbero fungere da motore culturale del cambiamento.

4. Le micro e piccole imprese: il grande dimenticato

Il decreto ignora la realtà delle microimprese, che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo italiano.
Per queste realtà, ogni nuovo obbligo amministrativo (badge, piattaforme digitali, reportistica) rappresenta un costo e un ostacolo, non un aiuto.
Senza incentivi economici, semplificazioni procedurali o forme di accompagnamento gratuito, si rischia di trasformare la sicurezza in un onere burocratico e non in un valore aziendale condiviso.

5. Una sicurezza “contabile”, non sostanziale

Il decreto sembra più orientato a rendicontare azioni visibili (numero di controlli, badge installati, white list attive) che a costruire una cultura di sicurezza effettiva e duratura.
Si confonde la tracciabilità dei comportamenti con la riduzione del rischio reale.
Ma la sicurezza non si ottiene con un cartellino elettronico: si ottiene con formazione, responsabilizzazione e supporto continuo.

Conclusione

Il provvedimento appare quindi come una riforma amministrativa più che una politica di prevenzione.
Manca una visione strategica capace di unire:
• investimento pubblico nella formazione e nella consulenza,
• sostegno concreto alle micro e piccole imprese,
• azioni strutturali di prevenzione primaria (educazione, accompagnamento, cultura).

In sintesi:

“Si è scelto di sorvegliare meglio gli errori, non di evitarli. Di misurare la sicurezza, non di costruirla.”

🧡 Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro 2025 🧡Dal 20 al 24 ottobre si celebra in tutta Europa un tem...
20/10/2025

🧡 Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro 2025 🧡

Dal 20 al 24 ottobre si celebra in tutta Europa un tema che ci riguarda tutti: lavorare in modo sicuro e stare bene, ogni giorno.

Quest’anno il focus è su come il mondo digitale stia cambiando il nostro modo di lavorare: nuove opportunità, ma anche nuove sfide per la salute e la sicurezza.

Prendersi cura di chi lavora significa costruire insieme un futuro più sano, consapevole e umano. 💪💻

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