29/09/2025
Il linguaggio chiaro è più simile a una pianta che a un obiettivo.
Si parte da un piccolo seme di consapevolezza, che è ciò che ci fa ve**re la voglia di approfondire, e si continua coltivando e facendo crescere questa consapevolezza.
Per fare in modo che la pianta cresca bisogna innaffiarla regolarmente, esattamente come le conoscenze riguardo al linguaggio chiaro, che vanno sempre stimolate, rinnovate, nutrite.
Infine, sia per il linguaggio chiaro, sia per le piante, a un certo punto bisogna potare: togliere il superfluo per fare in modo che il messaggio arrivi dritto a destinazione.
Questa è la sintesi di ciò che ho imparato al DiParola Festival, due giorni di formazione e scambi di idee nella cornice della città di Ancona.
Un evento che ha la capacità sia di portare consapevolezza, sia di nutrire la curiosità verso il linguaggio chiaro ed inclusivo, e trasformarla in strumenti pratici.
Tra i vari interventi, mi hanno stupito particolarmente INPS e ATM, perché (anche se non sempre visibile) lo sforzo che stanno facendo gli enti pubblici per comunicare con chiarezza c'è, ed è stato bello addentrarsi nei differenti progetti e nelle metodologie. Entrambe gli enti hanno un target molto ampio, ed è un'enorme sfida quella del linguaggio chiaro, ma finalmente ne è stata riconosciuta l'importanza!
Anche perché come ci ha ricordato Valentina Di Michele "il linguaggio chiaro non è solo questione di grammatica, è economia!" e Patrizia Menchiari ce lo ha ben spiegato nel suo intervento sui rischi della comunicazione ambigua.
Si usa la complessità perché (purtroppo) è ancora sinonimo di autorità, anche nel gergo dei consulenti che vogliono sentirsi parte di un'élite, come ci ha raccontato molto bene Ilaria Padovan. Si usa l'ambiguità perché le imprese hanno paura di far uscire fuori la loro incoerenza.
Insomma, attorno alla chiarezza ruotano molti pregiudizi, ed eventi come il DiParola Festival riescono a decostruirli un pezzettino per volta.
Altri momenti che ho apprezzato molto sono stati la visita al Museo Tattile Omero e il workshop di visual storytelling di Slide Queen.
E infine ho apprezzato le persone! Come ormai succede a tutti gli eventi a cui partecipo, ritrovare amiche e colleghe con cui scambiare idee e momenti divertenti fa proprio la differenza❤️