08/11/2019
Neurofenomenologia: con le stesse parole del suo fondatore Francisco Varela, la neurofenomenologia è “una maniera per sposare la moderna scienza cognitiva con un approccio rigoroso all’esperienza umana” (Varela, 1996, p. 1). Sostanzialmente, si tratta di una scienza che incorpora le investigazioni fenomenologiche sull’esperienza nella ricerca neuroscientifica sulla coscienza. Per realizzare questo scopo, auspicato da Husserl, i neurofenomenologi hanno nel tempo sviluppato dei nuovi dispositivi teorici e metodologici.
Dal punto di vista teorico la neurofenomenologia integra tre elementi:
La fenomenologia
La teoria dei sistemi dinamici non lineari
La scienza sperimentale del cervello (vedi Thompson 2007, cap. 10)
Questo significa che le ipotesi di spiegazione avanzate dalla neurofenomenologia tengono sempre in conto le invarianti strutturali della coscienza individuate dai fenomenologi e i dati delle misurazioni dell’attività cerebrale realizzate con i moderni strumenti delle neuroscienze. Il trait d’union tra questi due tipi di dati è la teoria dei sistemi dinamici, che consente di considerare i fenomeni cerebrali su larga scala e l’esperienza cosciente come i due poli di un circolo ricorsivo. (Articolo tratto dalla rivista di Psicologia Fenomenologica https://www.psicologiafenomenologica.it/filosofia/la-neurofenomenologia/ #:~:targetText=Con%20le%20stesse%20parole%20del,1996%2C%20p.%201).&targetText=Dal%20punto%20di%20vista%20teorico,La%20fenomenologia).
La neurofenomenologia è un filone di ricerca contemporaneo che integra lo studio scientifico della coscienza con l'attento esame dell'esperienza vissuta.