16/03/2021
Adolescenti difficili o adolescenti in difficoltà? Questa la domanda che con più forza di prima ci troviamo a porci, noi adulti, genitori, insegnati , educatori. Come rispondere di fronte ad atteggiamenti di rabbia, ribellione, rifugio nelle droghe, abbandono scolastico? O di contro apatia, chiusura sociale, assenza di stimoli.....
I rapporti costruiti costruiti durante l’infanzia con le figure di riferimento non sempre sono in grado di modificarsi adeguatamente per mantenere un dialogo di fiducia con l’adolescenza. I motivi posso essere molti, e attenzione parlo di motivi e non di colpe, ma il risultato è spesso solo uno: una distanza, una frattura che si allarga di pari passo con L diminuzione della fiducia reciproca. Fino a perdersi. Il paradosso è che l’adolescente ha bisogno come non mai di noi, di un punto di riferimento, di un contenitore per le angoscia del crescere e ritrovarsi di fronte ad un mondo adulto dispersivo e frammentato. Di un orientamento. Di affetto . Spesso senza saperlo e ancor più senza sapere come raggiungerlo. Di contro la figura adulta di riferimento può sentirsi altrettanto persa di fronte alla distanza creatasi con il ragazzo/a, i rifiuti, i silenzi....Lavorare su questa distanza, riparare questa frattura è fondamentale quanto offrire ai ragazzi uno spazio di ascolto. Il rapporto genitori figli, anche se adolescenti, resta una risorsa impareggiabile per la costruzione dei nostri futuri adulti e lavorare anche sul piano psicologico su questo è scommessa che vale sempre la partita .