Perfugas e la sua comunità

Perfugas e la sua comunità Questa pagina si occupa della storia di Perfugas, del suo territorio, della sua popolazione e delle tradizioni popolari.

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Cognomi e famiglie di Perfugas: CANOPOLIIl cognome Canòpoli rappresenta una forma italianizzata di Canòpulu che corrispo...
28/12/2025

Cognomi e famiglie di Perfugas: CANOPOLI

Il cognome Canòpoli rappresenta una forma italianizzata di Canòpulu che corrisponde alla pronuncia tradizionale sia di Perfugas che del suo agro e dei comuni dove è diffuso. Inoltre costituisce un adattamento del gallurese Canòpuli riferito al plurale di famiglia.
A Perfugas la sua prima documentazione risale al 1705 con diverse varianti originarie di Bortigiadas (APP: Canopulu, Canopuli, Caloppulu, Ganopulu). Nel 1728 è attestato un Clemente Canopulu che era sposato con Maria Francisca Jana con cui ebbe un figlio chiamato Franciscu. Nello stesso anno è registrata Lughia Canopulu di Bortigiadas sposata con Sebastiano Piga e madre di Juanna Piga.
Nel 1750 Franciscu Canopulu era sposato con Angela Satta di Bortigiadas con cui ebbe una figlia di nome Francisca. Nelle cresime del 1774 tra i padrini figura Salvador Canopuli.
Nel 1813 tra le madrine di cresima è citata Giovanna Maria Canopulu di Pietro e Francesca Toltu. Nel 1834 sono attestati Gavino e Giovanni Agostino Canopulu di Francesco e Antonina Toltu. Nella stessa occasione è registrata Francesca Canopulu che era sposata con Pietro Maria Carta. Un’altra Francesca Canopulo era sposata con Nicola Budroni. Salvatore Canopulo era sposato con Maria Moro con la quale ebbe un figlio di nome Nicola. Questa forma Canopulo costituisce la prima italianizzazione del cognome al singolare. Giovanni Canopulu era coniugato con Maddalena Toltu con cui ebbe una figlia di nome Francesca la cui madrina di cresima era Pasqua Maria Canopulu. Giovanni Maria Canopulu era sposato con Giovanna Maria Cossu con la quale ebbe un figlio chiamato Salvatore Efisio e una figlia di nome Agostina. Con la registrazione di questa bambina la Chiesa iniziò a usare la forma italianizzata plurale Canopoli. Nel 1845 figurano come genitori anche di un’altra figlia di nome Maria Maddalena (1881-1899) che è registrata con la forma Canopulu.
Nel verbale dei cresimati del 1838 risultano altri due figli di Francesco Canopulu e Antonina Toltu che furono chiamati Salvatore e Margherita. Nel 1845 è registrato un altro figlio maschio di nome Gavino.
Nel 1845 tra i padrini di cresima è citato Giovanni Maria Canopulu di Giovanni Agostino. Salvatore Canopulu si era sposato con Maria Muresa con la quale ebbe un figlio di nome Antonio Maria. Agostina Canopulu era sposata con Gavino Tortu.
Giovanni Agostino Canopulu era sposato con Nicoletta o Nicolosa Panu con la quale ebbe cinque figli di nome Sebastiano, Gavino, ancora Sebastiano, Pietro e Antonia (1849). Salvatore Canopulu si era sposato con Sebastiana Marras con la quale ebbe quattro figli chiamati Quirico, Gavino, Antonio Maria e Leonarda (1856) che da adulta sposò Pietro Panu. Giovanni Canopulu era sposato con Maria Rosa Capece con la quale ebbe sette figli di nome Salvatore, Antonio, Nicola, Maria Vittoria, Maddalena, Domenico (1865) e Antonio Maria (1872). Giovanni Maria Canopulu di Giovanni Agostino si era sposato con Anna Maria Tortu con la quale ebbe quattro figli di nome Luca, Giovanni Angelo, Caterina e Giovanna Maria. Giuseppe Canopulu si era sposato con Maddalena Dejana con cui ebbe una figlia chiamata Maria Vittoria che da adulta si sposò con Pietro Angius. Maria Giuseppa Canopolu era sposata con Gavino Marras.
Nel 1872 Gavino Canopulu era sposato con Margherita Tortu con la quale ebbe nove figli di nome Nicola, Giacomo, Pietro, Antonia, Giacomina, Nicoletta, Sebastiana, Salvatorica e Maria. Giovanni Canopulu e Maria Giovanna Cossu ebbero un altro figlio di nome Giuseppe.
Nel 1875 tra i cresimati figura Maddalena Canopulu fu Francesco e fu Giovanna Maria Tortu. Nel 1881 Antonia Canopulu era sposata con Bartolomeo Serra. Un’altra Antonia Canopolu era maritata con Francesco Marras con cui ebbe cinque figli. Maria Canopolu era sposata con Francesco Pani o Panu con cui ebbe quattro figli. Giovanna Canopolu era sposata con Antonio Tortu con cui ebbe due figli. Salvatore Canopolu si era sposato con Margherita Cozzuledda con cui ebbe un figlio di nome Antonio Maria. Antonio Canopolu era sposato con Benedetta Decandia con la quale ebbe tre figli di nome Giovanna, Giovanni e Domenica (1883) che da adulta si maritò con Antonio Marras. Giovanni Agostino si era sposato con Maria Marras con la quale ebbe una figlia di nome Anna Maria.
Nel 1896 Pietro Canopoli era sposato con Domenica Marras da cui ebbe tre figli di nome Gavino, Francesco e Pasquale. Maddalena Canopoli si era sposata con Domenico Brundu con cui ebbe due figli. Tra i padrini di cresima figura Quirico Canopoli fu Salvatore. Giovanna Canopoli si era sposata con Domenico Panu. Francesca Canopoli era maritata con Nicola Panu.
A partire dal 1896 il cognome è registrato quasi esclusivamente con la forma italiana Canopolo al singolare e Canopoli al plurale.
Giuseppe Canopoli nel 1897 era unito “more uxorio” con Michelina Dettori con la quale ebbe un figlio di nome Giuseppe, una figlia di nome Giovanna Maria che morì l’anno dopo e nel 1901 un’altra figlia di nome Anna Rosa che fu battezzata a Sas Contreddas.
Nel 1899 Pietro Canopoli era sposato con Giuseppa Satta ed ebbero un figlio di nome Antonio che fu battezzato a Tèttile.
Nel 1900 Gavino Canopolo era sposato con Vittoria Solinas con la quale ebbe due figli di nome Giovanni Agostino e Maria Grazia. Un altro Gavino era sposato con Maddalena Canopolo. Nello stesso anno morì Giovanna Maria Canopoli che era nata nel 1830 a Bortigiadas.
Nel 1904 Quirico Canopoli e Sebastiana Marras ebbero una figlia di nome Antonia, nel 1907 ebbero un maschio di nome Pietro e nel 1910 altri due figli di nome Giovanni Antonio e Maddalena. Nel 1909 Domenico Canopoli e Margherita Canopoli ebbero una figlia di nome Caterina che morì nello stesso anno. Nel 1910 Domenico Canopoli e Nicolina Egidia Piga di Pietro (n. 1890) ebbero una figlia di nome Rosina.
Dal registro dei matrimoni risulta che nel 1901 Quirico Canopolo sposò Sebastiana Marras; nel 1904 Domenico Canopoli sposò Margherita Tortu; nel 1906 Antonio Maria Canopolu si sposò con Domenica Brundu; nel 1907 Quirico Canopulo sposò Margherita Tortu; che nel 1921 Nicola Canopoli sposò Lucia Brundu; nel 1924 Giovanni Antonio Canopoli sposò Margherita Cannas; la vedova Leonarda Canopoli si risposò Gerolamo Pasquale Marras; Gavino Canopoli sposò Giovanna Panu; Salvatore Canopoli si sposò con Lucia Tanda; Antonio Maria Canopoli sposò Giorgia Muntoni; Gavino Canopoli sposò Antonia Cossu; nel 1925 Giovanni Maria Canopoli sposò Antonia Pinducciu di Nuchis; nel 1926 Costantino Canopoli si sposò con Gavina Brundu.
La notorietà del cognome Canopoli si deve principalmente al fatto che il Pozzo Sacro situato nel centro preistorico del paese è noto con il nome di “predio Canopoli”. Questo nome fu attribuito per errore nel 1923 da Edoardo Benetti, ispettore onorario della Soprintendenza, che lo chiamò così per il fatto che l’antico monumento era ubicato nel cortiletto di un palazzo che Benetti attribuì a Domenico Canopoli, figlio dei citati Giovanni e Rosa Capece, che allora aveva 58 anni. In realtà quest’ultimo non era il proprietario del cortile che apparteneva unicamente alla moglie Nicolina Egidia Piga il cui secondo nome continua con il nipote dott. Egidio Canopoli.
I Canopoli si articolano tradizionalmente in due rami detti “Catena” e “Cannoni”. Il primo gruppo è quello più numeroso ed è stanziato soprattutto a Erula nel territorio appartenuto al comune di Chiaramonti. Il secondo risiede perlopiù a Perfugas. Un altro soprannome meno noto è “Li Cadditti”.
Attualmente a Perfugas i portatori del cognome Canopoli sono una quindicina. La maggior parte risiede nel comune di Erula che è quello dove il cognome è più frequente in Sardegna.
Tra i componenti dell’estesa famiglia è da citare Salvatore Canopoli, più noto come Tiu Boreddu Canopulu, nato a Cabrana (Erula) ma residente fin da giovane a Perfugas dove con i suoi 104 anni è l’uomo più vecchio dell’intero comune.
Quanto all’origine del cognome, si risale fino al 1500 e agli inizi del 1600 quando a Sassari l’arcivescovo Antonio Canopolo, originario di Bastia, nel 1611 fondò un collegio che poi divenne il Convitto Nazionale che da lui prende il nome di Canopoleno. Il cognome sardo corrisponde al raro cognome greco Kanópoulos.
MM

Nella prima foto si vedono alcune abitazioni dei Canopoli nella Carrela de Codina (via Vittorio Emanuele). La seconda, oltre alle stesse abitazioni, riprende il cortile dove si trova il Pozzo sacro. La terza ritrae Salvatore Canopoli (Tiu Boreddu) che è l’uomo più vecchio di Perfugas (104 anni).

Famiglie e cognomi di Perfugas: SPEZZIGA, SPEZZIGU.Le prime attestazioni di questo cognome (pronuncia Spétziga, Spétzigu...
26/12/2025

Famiglie e cognomi di Perfugas: SPEZZIGA, SPEZZIGU.

Le prime attestazioni di questo cognome (pronuncia Spétziga, Spétzigu) si presentano con la forma Spezica nel 1730 (APP, batt., da Bortigiadas) e nel 1756 con le varianti Ispeciga, Specica, Specigu e Spezica (APP, batt., da Aggius). È attestato anche con la forma spagnolizzata Especiga. In seguito il cognome si stabilizzò con la forma Speziga con la quale è registrato Martino Speziga. Costui era sposato con Santina Pische; i due nel verbale delle cresime del 1834 risultano genitori di Giovanni Antonio, Pietro Paolo, Martina e Lucia Speziga. Tra le madrine figura Margherita Speziga.
Nel verbale delle cresime del 1872 è registrata Pietruccia Spezziga che era sposata con Giovanni Maria Cannas. Nel 1871 Francesco Antonio Spezziga era sposato con Maria Pes che però morì nel 1873 dopo che l’anno precedente aveva avuto una figlia di nome Maria Sebastiana (morta lo stesso anno della madre) e un figlio chiamato Francesco nel 1873. Nel 1875, essendo rimasto vedovo, Francesco Antonio Spezziga si risposò con Vittoria Deiana con la quale ebbe una figlia di nome Maria Domenica (1879).
Nel 1879 Giovanni Speziga o Spezziga sposò Giovanna Dejana con la quale ebbe 11 figli (Maria Vittoria 1880; Martina 1881; Vittoria 1884; Chiara 1886; Francesco Antonio 1888; Stefano 1891; Salvatore Andrea 1894; ancora Salvatore Andrea (1895); Maria (1896), Francesca (1899) e Giovanni (1904). Di tutti questi figli alcuni morirono in tenera età (Maria Vittoria nel 1880; i due Salvatore Andrea nel 1894 e nel 1895 e infine Giovanni nel 1906). Tra i sopravvissuti nel 1896 Maria Domenica all’età di 17 anni sposò Sebastiano Panu; Vittoria nel 1902 sposò Giovanni Antonio Pruneddu e poi in seconde nozze Martino Deiana. Chiara nel 1908 sposò Antonio Battino.
Nel verbale dei cresimati del 1896 risultano Giovanni Antonio Speziga fu Giovanni e Pietrina Speziga che da adulta sposò Antonio Muntoni. Nello stesso anno il fratellastro Francesco Spezziga/Spezzigu sposò a Bortigiadas Maria Giuseppa Spano che però morì l’anno successivo.
Nel 1924 Stefano Spezziga, sesto figlio di Giovanni e Giovanna Deiana, essendo rimasto vedovo di Pietruccia Passaghe (sposata nel 1917), si risposò con Cassandra Pinducciu.
Riguardo ai loro insediamenti, dai documenti gli Spezziga risultano originari di Bortigiadas e Aggius. I loro principali stanziamenti corrispondono alle frazioni di Sa Contra e Su Puleu. Nel centro abitato un secolo fa gli Spezzigu di Su Puleu e i loro parenti Pes acquistarono due palazzotti appartenuti ai marchesi sassaresi Quesada di San Saturnino e alla famiglia Cervo di Tempio. Dopo averli fatti abbattere, nel 1927 fecero costruire il bel palazzo con cornici di trachite a vista che si trova all’inizio della via Poerio (Carrela de Cheja).
Dagli atti consultati risulta che Spezziga e Spezzigu sono due varianti dello stesso cognome che a Castelsardo si conserva con la forma Speziga. La variante che finisce per -a dovrebbe essere il femminile di Spezzigu. Probabilmente questa forma deriva dall’aggettivo corso spìzzigu che significa ‘avaro, tirchio’ (F. Falcucci, Vocabolario dei dialetti, geografia e costumi della Corsica, pag. 336). Sia nell’agro che nel centro abitato gli Spézziga sono noti anche con il soprannome Cosciganu che significherebbe “che ha le cosce bianche”. Questo supposto soprannome è da confrontare col toponimo corso Cusciucanu che denomina una frazione del comune di Levie (in corso Livìa). In questo specifico caso si può ragionevolmente ipotizzare che la forma Cusciucanu, poi banalizzata in Coscicanu, rappresenti l’originario cognome della famiglia in questione e che la forma Spézzigu, probabilmente, col suo significato di ‘tirchio, avaro’ costituisca un soprannome poi divenuto l’odierno cognome. Attualmente i suoi portatori sono circa una dozzina.
MM

La prima immagine riprende i palazzi Spezzigu e Pes nella località di Su Puleu. La seconda ritrae la facciata del palazzo Pes-Spezzigu situato a Perfugas nella via Poerio. La terza mostra il palazzo Spezzigu-Sotgiu all’angolo tra le vie Mameli e D’Azeglio.

24/12/2025

Proprio oggi questa pagina ha raggiunto i 1200 visitatori.
A tutti i perfughesi, agli altri visitatori e alle loro famiglie tanti auguri di un sereno BUON NATALE. 🎄🥂
mm

Questa settimana, oltre al consueto articolo sui cognomi e le famiglie (vedi Deperu/Depperu), si mette a disposizione de...
20/12/2025

Questa settimana, oltre al consueto articolo sui cognomi e le famiglie (vedi Deperu/Depperu), si mette a disposizione dei visitatori un'antica poesia in gallurese scritta nel 1820-21 e relativa al vice-parroco e al curato di Perfugas.
L'articolo si intitola "L'agnello dei curati di Perfugas" mentre il testo prende il titolo di "Dimmi svintiatu". Per leggerlo si deve premere sulla scritta in colore azzurro: http://maxia-mail.doomby.com/medias/files/l.agnello-dei-curati-di-perfugas.pdf.
L'articolo si trova anche nel libro di Mauro Maxia: "La letteratura gallurese: dal 1683 a Fabrizio De André".

20/12/2025

L'articolo di questa settimana sulle famiglie di Perfugas è dedicato al cognome Deperu/Depperu (vedi sotto).

Famiglie e cognomi di Perfugas: DEPERU, DEPPERU.La prima attestazione del cognome Deperu risale al 1720 ed è relativa a ...
18/12/2025

Famiglie e cognomi di Perfugas: DEPERU, DEPPERU.

La prima attestazione del cognome Deperu risale al 1720 ed è relativa a persone originarie di Bortigiadas e Aggius. Durante il 1700 e il 1800 il cognome è documentato anche con la forma Peru (1825) e con le varianti De Peru (Sorso), Depperu, Epperu, Epera e De Aperu. Il cognome è riflesso anche dal toponimo Austinu ’e Peru che denomina una località che corrisponde al foglio 15, mappale 37 del catasto dei terreni del comune di Perfugas.
Nel 1774 nel verbale dei cresimati appare il nome di Joseph De Peru che era sposato con Anna Rosa Sardu. Nel 1783 nel registro dei battezzati è documentata Vittoria Epperu originaria di Bortigiadas.
Nel 1833-34 è registrata Giovanna alias Anna Depperu che era sposata con Raimondo Soggia. Nello stesso anno è attestata Caterina Depperu coniugata con Giovanni Martino Ventu. Nel verbale delle cresime del 1838 si incontra Maria Deperu coniugata con Andrea Eledda.
La famiglia presente attualmente in paese è giunta da Nurri e da Senis nella seconda decade del secolo scorso ma è originaria di Luras e pare avere antichi legami col citato ceppo di Aggius. Nei registri parrocchiali di Luras il cognome è scritto quasi sempre con la forma Depperu.
Il capostipite del ramo perfughese è Andrea Depperu di Giuseppe, nato nel 1881 e coniugato con Giovanna Maria Giua di Giovanni Giua di Luras. Da questa coppia discende la prima generazione formata da Gustavo, Carmela, Ida ed Egidio. Ida morì nel 1934 all’età di 19 anni e fu sepolta a Luras. Attualmente la famiglia è giunta alla quarta generazione ed è composta da circa 25 persone.
Tra i portatori del cognome si distinguono Gustavo, per lo spirito imprenditoriale, ed Egidio che fu a lungo presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Sassari. A lui è intitolata l’omonima sala conferenze del medesimo Ordine a Sassari.
Alla famiglia Deperu si devono il primo distributore di carburante e il primo mulino industriale di Perfugas.
Il cognome può essere formato sia dal nome personale corso Péru ‘Piero’ (cioè ‘[figlio] di Piero’) sia dal toponimo corso Péru nel senso di ‘[nato, originario o proveniente dal villaggio] di Peru’ che è il capoluogo del comune di Peru-Casevecchie situato nel dipartimento dell’Alta Corsica.
MM

La foto ritrae Egidio Depperu.

14/12/2025

Il cognome di questa settimana è CAPECE.
È stato postato alcuni giorni fa. Vedere il primo post che si incontra più in basso di questo.

Famiglie e cognomi di Perfugas: CAPECE.La famiglia Capece è presente a Perfugas dalla seconda metà del 1600. Nei registr...
09/12/2025

Famiglie e cognomi di Perfugas: CAPECE.

La famiglia Capece è presente a Perfugas dalla seconda metà del 1600. Nei registri parrocchiali e negli atti notarili si rilevano le seguenti forme con le quali il cognome in questione è registrato: 1684-1699: Capecha, Cabecha, Capeche; 1700: Cappecia, Capecce; 1705: Cabecha, Cabechia, Capeche (da Bortigiadas); 1717: Capecha (da Tempio); 1798 Capeche (da Tula), 1826 Capecia (da Sedini). Ricordiamo che in spagnolo le parole “che” e "cha" si leggono “ce” e "cia". Le varianti Capecha, Cabecha, Cabechia, Capecia e Cappecia sono galluresi mentre Capeche e Capecce sono sarde.
La prima attestazione riguarda Santora Cabeche o Capecha che si sposò nel 1692 e che nel 1728 è citata come madrina di cresima. Il 13 ottobre 1700 Madalena Capecia, di condizione agiata, ebbe sepoltura di primo grado nella chiesa parrocchiale avendo lasciato, tra l’altro, “sette carrittas de trigu in limosinas e binu” da distribuire ai poveri del villaggio.
Nei registri dei battesimi, matrimoni e cresime amministrati nel 1700 emergono, spesso in funzioni di padrini e madrine, alcune persone di rango signorile tra le quali la signora Rosa Capecia.
In un verbale di delimitazione dei confini comunali, scritto in spagnolo nel 1779, tra gli esperti consultati si rileva Francesco Antonio Capece (ASCP = Archivio Storico Comunale di Perfugas, Miscellanea).
Nel 1757 tra i cresimati figura un bambino di nome Leone Capece. Un altro bambino che aveva lo stesso nome, figlio di Giorgio e Rosa Capece, nacque nel 1822 e morì nel 1892. Negli ultimi decenni del 1700 è attestato più volte il nome di Juannica Capece dalla quale prendeva il nome un pezzo di terra detto Coas de Juannica che era situato nei pressi del Montiju de su Vicariu. Tra i nomi inconsueti si può citare anche una donna di nome Diadora Capece che morì nel 1792 e un’altra dello stesso nome che fu cresimata nel 1881. Nel 1821 fu battezzata una bambina che si chiamava Fiorentina Capece.
Nel 1771 tra i candidati per l’elezione del primo consiglio comunale figurano Francesco Antonio Capece e Andrea Capece. Francesco Antonio fu il più votato tra gli elettori di “seconda classe” con 38 voti su 101 elettori e questo risultato nel 1773 gli consentì di essere eletto come secondo sindaco di Perfugas. Dal 1787 al 1791 Andrea Capecia fu luogotenente di giustizia (ASCP, Giunta Comunitativa, Delibere, vol. I, 1771-1839, passim). Un altro Capece che ricoprì la carica di sindaco fu Gio.Maria Capece che prima del 1839 fu eletto per due volte. Nei successivi anni Quaranta anche Antonio Capece fu sindaco di Perfugas. Ma il personaggio più prestigioso espresso dai Capece fu il secondo notaio di nome Giuseppe Andrea Capece (1796-1882), sposato con Agostinangela Farina, che negli anni Quaranta e Cinquanta del 1800 fu segretario comunale. Dopo il 1868 fu insignito del titolo di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, uno dei primi titoli rilasciati dal neonato Regno d’Italia istituito da Vittorio Emanuele II. Questa onorificenza gli valse anche il titolo di Don. Questo notaio possedeva diversi terreni a Ziromineddu, S’Arenalzu de Riu de Banzos, Sas Coas de Brenaldu, Su Badu de sa Giaga, Su Montiju de su Vicariu, Runaghe Longu, Calvai, Ziu Todde, Don Berraldinu, Pedras Nieddas, Riu de Banzos, Sa Murella, Runache Alvu, Runaghe Ruju, Sa Pedrosedda, Santu Nigola, Su Monte de sa Fulca, Badu de Linos e altri tratti ai margini dell’abitato tra cui quello di Su Puttu. Egli era anche affittuario di diversi appezzamenti di terreno di proprietà della chiesa parrocchiale (Sa Tanca abberta, Meruti, Contra, Matta Preitia, Laccos Rujos e Sa Tanca de s’Ulumu). Dagli atti risulta che il notaio nel 1873 abitava nel palazzo del Capitolo di Tempio che corrisponde all’edificio noto come “Asilo Vecchio” situato di fronte alla chiesa parrocchiale (ACP, Deliberazioni della Giunta anni 1872-1873, Delibera n. 5 del 18/5/1873).
Un altro Capece, ancora più conosciuto e di cui si conserva memoria anche al giorno d’oggi, era il poeta Pascale Capece la cui fama si estese a tutta la Sardegna grazie alla sua poesia ironica intitolata “S’iscola serale”. Pascale nacque nel 1806 da Andrea e Maria Domenica Pigureddu e fu battezzato a Laerru. Nel 1826 si sposò con Margherita Puttolu figlia di Paolo e Maria Maddalena Altana. Nel 1842 è citato con il fratello Giovanni Maria in un atto di vendita di una proprietà che i due avevano nella località di Oloitti (ASS, Atti notarili, tappa di Sassari, notaio Mauro Mureu, b. IV, vol. 7, doc. 69). Dopo essere rimasto vedovo, nel 1864 all’età di 58 anni sposò in seconde nozze Giovanna Maria Cascioni che di anni ne aveva 28. Morì nel 1871 all’età di 65 anni. Un suo omonimo si sposò nel 1867 con Violanta Panu.
Membri della famiglia Capece, un tempo molto numerosa, sono attestati in varie località tra cui Lumbaldu (1860), S’Olidone, Puttu Canu, Muru Traessu, Nuraghe Ùrigu, Modditonalza, Campos d’Ulimu, Oloìtti e Sa Mela. A Sa Mela abitavano Antonia, Pietro e Antonio Capece. Quest’ultimo aveva dei terreni e una casa nelle località di Iscala de Carru e altre proprietà nei siti di S’Oliderralzu e Carracasu. Diego Capece a sua volta aveva una proprietà con una casa a Sa Inistra. Inoltre nel 1860 i Capece avevano una casa anche nella località detta Porchile Mannu o Pulcili Mannu. Oltre a queste proprietà, nel 1870 i Capece erano in possesso di una serie di terreni ademprivili ossia comunitari nelle località di Sa Mela (arativo: Capece Francesco, Pietro, Stefano, Caterina, Serafina e Rosa fu Antonio, Capece Isabella fu Nicolò; Capece Anna Maria maritata Tortu Decandia; sughereto: Capece Rosa fu Pietro maritata Capece); Li Monti Tundi, pascolo (Capece Giovanna Maria maritata Pruneddu); Lu Fronti, pascolo (Capece Stefanina fu Francesco Antonio piccolo); Lu Bùigu, pascolo (Capece Isabella fu Nicolò maritata Palmas); La Inistra, arativo (Capece Giovanni Maria, Giovanna e Francesca fu Diego; Capece Anna Maria fu Nicolò maritata Tortu Decandia); Lu Coddu di lu Piru, arativo e ghiandifero con sughero (Capece Giovanni Maria, Giovanna e Francesca fu Diego); Serra Ozastru, arativo (Capece Giovanni Maria, Giovanna e Francesca fu Diego; Capece Anna Maria fu Nicolò maritata Tortu Decandia; Capece Isabella fu Nicolò maritata Palmas); La Costa Umbrina, ghiandifero con sughero (Capece Giovanni Maria fu Diego); Littu Angionesu (ghiandifero con sughero (Capece Francesco, Pietro, Stefano, Caterina, Serafina e Rosa fu Antonio; Capece Anna Maria fu Nicolò maritata Tortu Decandia; Capece Rosa fu Pietro maritata Capece; Capece Stefanina fu Francesco Antonio maritata con Odoardo Magnanelli di Sambuca Pistoiese, Capece Pietro fu Francesco Antonio; Capece Giovanna Maria maritata Pruneddu; Capece Giovanni Maria e Francesco fu Diego); Su Nalbone, arativo (Capece Violante fu Giorgio maritata Muntoni; Capece Giorgio, Maria e Francesco fu Antonio); Lu Trupittu, arativo (Capece Giorgio Maria e Ignazia fu Antonio); Sa Pedra Bogada, arativo (Capece Violante fu Giorgio maritata Muntoni); Contra lu Cani, arativo (Capece Giovanni Maria, Giovanna e Francesca fu Diego). In pratica, i diversi rami dei Capece possedevano almeno 45 appezzamenti di terreno che li rendevano la famiglia più benestante di Perfugas.
Tra altre proprietà, nel 1860 Pietro Capece Deledda vendette all’avvocato Simone Sirena di Tempio un tratto di terreno denominato Bisela, il quale corrisponde al sito dell’odierno svincolo della strada statale Saccargia-Tempio per Perfugas ed Erula (ASS, Atti notarili, Tappa di Tempio, Tempio Città, I, cc. 277-278; notaio Giommaria Mundula).
I vari rami familiari dei Capece per distinguersi tra loro erano noti tramite soprannomi o cognomi doppi. Il gruppo di Sa Mela era soprannominato Chèssa, quello di Modditonalza era noto come Lòddi mentre quello di Lu Lioni era Corrèdda.
Nel 1818 il notaio Giovanni Vincenzo Cubeddu divise i propri beni lasciandone una parte ai fratelli Giuseppe Andrea e Teodora Capecce assistiti dal loro curatore Giuseppe Felizzio. In particolare si trattava di “quel Palazzo composto di quindici vani tra alti e bassi a più della sua pertinenza della cavaglierissa chiamata volgarmente corrale” (ASS, Atti notarili, tappa di Sassari, Castelsardo Città, Copie, B. 4, vol. 11, cc. 113-116v). Ai fratelli Giuseppe Andrea e Teodora Capecce spettò una parte del palazzo composta da due piani e quattro stanze.
Nel 1836 i Capecce erano imparentati con i Patarinu; il più noto tra loro era Salvatore Patarinu Capece. Tra i capifamiglia nel 1843 è attestato il primo dei due notai di nome Giuseppe Andrea Capecce mentre Pietro Capecce era sacerdote. Giuseppe Andrea morì l’anno successivo come risulta dal suo testamento (ASS, fondo Atti notarili, tappa di Sassari, not. Salvatore Piseddu, b. 1, vol. 5, doc. 24 del 18/2/1844: “Inventario dei beni del notaio Giuseppe Andrea Capecce di Perfugas”).
Negli atti notarili della prima metà del 1800 è citato il “pastore” Giorgio Capecia che nel 1822 era proprietario di una tanca a Puttu Canu (ASS, Atti notarili, tappa di Sassari, not. Mauro Mureu di Bulzi, b. 1, vol. 2, doc. 22 del 20/3/1822). Nel 1841 il medesimo vendette una casa terrena situata nel vicinato detto Su Monte (ASS, Atti notarili, tappa di Sassari, not. Salvatore Piseddu, b. 1, vol. 2, doc. 4). Nel 1844 possedeva una casa anche nel vicinato detto Sa Murighessa che corrisponde all’odierna via XX Settembre; questa casa corrispondeva al mappale 1555 dove ora sorge una casa della famiglia Piga-Mundula. In realtà Giorgio Capecia più che un pastore era un possidente.
Il secondo notaio, nonché cavaliere, di nome Don Giuseppe Andrea Capece nel 1873 abitava nel citato palazzo del Capitolo (ACP, Deliberazioni della Giunta anni 1872-1873, cartella Deliberazioni Consigliari 1872-1873, Atto Consolare n. 5 del 18/3/1873). Nello stesso atto è citata una casa della via di San Giovanni (oggi via Cavallotti) appartenente alla signora Candida Cubeddu Capece che era abitata dal contadino Giov. Antonio Cascioni.
Per completare il discorso sulle abitazioni, oltre alla citata casa di Giorgio Capece, nell’abitato i Capece possedevano una casa nel vicinato di Carrela de Cheja (mapp. 1386), nel rione di Cabu ’Idda (mapp. 1408 e 1409 di Giovanni Andrea Capece), nella via di San Giovanni (mapp. 1472 di Pietro Capece).
Tra i componenti del parentado è da ricordare Caterina Decandia Capece, più nota come zia Catalina Dessena, che essendo nata nel 1887 mori nel 1989 alla bella età di 102 anni. Prima di lei Giorgio Capece di Leone e Maria Farina, nato nel 1795, raggiunse gli 85 anni.
Tra i vissuti nei primi decenni del 1900 si ricordano Caterina Capece di Antonio e Vittoria Brundu (1836-1901), Caterina Capece di Giorgio e Maria Dobbo (1841-1910), Maria Capece di Antonio e Caterina Muntoni (1848-1905), Elisabetta Capece di Nicola e Giovanna Piga (1860-1901), Mattia Capece di Matteo e Maddalena Capece (1870-1910), Giovanna Maria Capece di Diego e Giorgia Filiziu (1874-1902), Stefanina Capece (1830-1905), un’altra Stefanina si sposò nel 1907 con Pietro Nicola Cossu; Pietro Antonio Capece di Giorgio e Vittoria Sardu si sposò nel 1900 con Francesca Capece; Pietro Capece si sposò anche lui nel 1900 con Maria Francesca Raimonda Dobbo all’età di 63 anni; Pasqua Maria Capece di Pietro e Maria Masia si sposò nel 1903 con Baingio Muntoni.
Nel 1900 nacque Antonio Maria Capece di Martino Andrea e Pasqua Demuru che nel 1902 ebbero anche un figlio di nome Pasquale. Nel 1899 Angela Capece sposò Luigi Pianezzi di Berchidda col quale nel 1900 ebbe un figlio di nome Pasqualino, nel 1903 Giovanni Maria, nel 1906 Giorgio e infine Pasqua. Nel 1901 nacque Antonio Capece e nel 1902 Giovanna Capece entrambi di Giovanni Maria e Mattia Capece. Nel 1901 Giov. Maria Capece e Maria Sardu ebbero un figlio di nome Martino Andrea, nel 1903 una figlia chiamata Giorgia, nel 1906 un figlio di nome Antonio Giuseppe e nel 1908 due figlie di nome Antonia e Maria Domenica. Nel 1903 nacquero un’altra Angela Capece e Maria Domenica Capece di Pietro e Violanta Giagheddu. Nel 1908 Giov. Maria Capece e Mattia Capece ebbero un figlio di nome Giuseppe. Nel 1919 nacque un altro Giovanni Andrea Capece.
Nella Grande Guerra i Capece pagarono un doloroso tributo. Tra i caduti vi furono il giovane Diego Capece di Giovanni (1894-1916) e Francesco Capece di Giorgio (1884-1917).
Attualmente i portatori del cognome Capece sono una dozzina e risiedono sia nel centro abitato sia nell’agro. Alcuni del ramo di Sa Mela, residenti a Perfugas, sono pronipoti di Angela Capece Pianezzi, e di Giovanni Capece Brundu sposato con Caterina Rosso.
Il cognome Capece deriva probabilmente dal nome del villaggio corso di Capezza che è una frazione del comune di Pastricciola e che agli inizi del 1500 è documentato anche con la grafia Capezze. Che questo toponimo sia alla base del cognome Capece, Capecia si può dedurre dal confronto con le sue più antiche attestazioni documentarie, le quali hanno le grafie Capezia e Cabezia (APT di Tempio: batt. 1646: Capezia). La prima attestazione della forma Cabecia risale al 1669 (APT Tempio, batt. 12/10/1669). L’odierno cognome Capece non ha nulla a che vedere con l’identico cognome napoletano né col toponimo pugliese Capece. Infatti, la sua forma attuale si deve al vescovo tempiese Diego Capece che durante il suo episcopato (1833-1855) trasformò il suo cognome Capecia in Capece in modo che fosse uguale a quello del nobile e celebre casato napoletano dei Capece. Qualche studioso ha creduto a questa millanteria del vescovo che però si scopre esaminando gli atti del suo episcopato in cui egli inizialmente si firma con il nome di Didacus Capecia (cioè Diego Capecia) per poi mutarlo in Capece.
MM

La prima foto riproduce l’atto di morte del poeta Pasquale Capece (Archivio Parrocchiale di Perfugas). La seconda ritrae un estratto dell’Albo d’Oro dei caduti della Grande Guerra con i nomi di Diego e Francesco Capece. La terza foto riprende la casa che nel 1844 era di Giorgio Capece nel vicinato di Sa Murighessa (oggi via XX Settembre). La foto piccola ritrae Andrea Capece, reduce della Grande Guerra.

Indirizzo

Via Toscanini 11
Perfugas
07034

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