06/03/2026
C’è stato un tempo in cui riempivo ogni spazio delle mie giornate.
Sempre qualcosa da fare, sempre qualcuno da incontrare, sempre un pensiero da inseguire.
Più facevo e più cercavo altro da fare.
Non rimaneva mai spazio.
Soprattutto non rimaneva spazio per stare con me.
Poi ho compreso che dietro tutto quel movimento c’era una paura.
La paura del silenzio.
La paura di restare sola con i miei pensieri, con la mia autocritica, con il vuoto lasciato da chi non c’era più.
Con il Reiki ho iniziato a scoprire qualcosa di diverso.
Il vuoto non è davvero vuoto.
Il vuoto parla.
E quando smettiamo di riempirlo a tutti i costi, cominciamo finalmente ad ascoltarlo.
Dentro ognuno di noi c’è come un grande armadio nel cuore.
Pieno di cassetti, di scaffali, di ricordi messi in ordine: per nomi, per momenti della vita, per gioie e per ferite.
Le cose più dolorose spesso le mettiamo in alto,
nel punto più difficile da raggiungere.
Così pensiamo di non vederle più.
Ma i ricordi non spariscono davvero.
Rimangono lì e, quando meno ce lo aspettiamo, tornano a farsi sentire.
Il Reiki, piano piano, mi ha insegnato ad avvicinarmi anche a quei ripiani alti.
Non per combatterli, ma per guardarli con più dolcezza.
Perché le ferite fanno male finché le teniamo chiuse.
Quando invece iniziamo ad accoglierle, a portare lì presenza e amore, qualcosa cambia.
Non sparisce il passato, ma si trasforma il modo in cui lo teniamo nel cuore.
E forse è proprio questo uno degli insegnamenti più profondi del Reiki:
che dentro di noi esiste uno spazio capace di accogliere tutto.
E che l’amore,
soprattutto l’amore verso noi stessi,
è la vera energia che può trasformare ciò che sembrava solo dolore.
Buon cammino anima bella ✨🕉️☮️
OlisticaMente by Paola Todini
Reiki❤️
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