La vacanza in Romagna è un campo estivo per ragazzi emofilici o con coagulopatie rare, nato nel 2005 e giunto quest’anno alla sua 20ˆ edizione. Al campo estivo partecipano ragazzi dai 9 ai 13 anni e ragazze da 8 a 12 anni. Maschi e femmine, con malattie emorragiche della coagulazione… e anche fratelli e sorelle
Partecipano da soli, senza fratellini o sorellone e senza genitori.
È uno spazio dedicato a loro, al gioco, alla libertà, al confronto con sé stessi e con altri bambini in un ambiente protetto. È uno spazio dedicato a tutti noi. Noi che siamo lo staff, i loro tutori per 7 giorni. Uno staff composto da educatori, fisioterapisti, medici ematologi, e giovani ragazzi che fanno gli animatori e che sono stati prima di tutto bambini come quelli che ospitiamo. La partecipazione è gratuita. Le famiglie devono solo preoccuparsi di portare i bambini al campo. E poi smettere di preoccuparsene. Che spesso è la cosa più difficile da fare. Per una settimana, spesso la più speciale per i bambini, che molto piccoli arrivano al campo e che per la prima volta passano una settimana intera lontano dai genitori. La località è Madonna di Pugliano, in provincia di Pesaro e Urbino. La struttura è dedicata a noi, in esclusiva, e conta numerose camere, per una ricettività fino a 35 bambini, ed ha nella sua proprietà una grande piscina, un campo sportivo e un campo da tennis dove realizziamo dei grandissimi sogni di gioco. Il campo estivo non è facile da raccontare in poche parole, ma ci proviamo con delle immagini, scritte e fotografate. Le parole che messe una dietro l’altra esprimono ogni volta cose diverse. Queste parole un po’ le abbiamo scritte noi, un po’ le abbiamo mutuate da chi le sa unire meglio e le abbiamo fatte nostre. Ognuno di noi mette in questa esperienza prima di tutto la propria persona, che porta con se la sua esperienza. Noi crediamo in questa avventura, che a volte chiamiamo sfida ma non per sentirci più coraggiosi o forti, ma perché crediamo che sia uno sforzo che nonostante gli ostacoli e qualche piccolo pregiudizio, possa essere affrontato e superato facilmente, con grande beneficio per tutti. Noi siamo Brunello, Chiara, Alessandro, Francesca, Elisa, Clarissa, Enrico, Marta, Costanza, Sara, Simone, Giacomo, ancora Enrico, Federica, Stefano, Nunzio, Giulia...
E soprattutto, Noi Siamo Sempre Pronti. Il campo estivo è un grande gioco, che si specchia nella vita. Ho fatto un patto con gli anni. Ho convinto il tempo a fermarsi! L’ho fatto anche con me stesso. Una specie di contratto, con il quale, entrambi, abbiamo scelto per una volta, di prenderci il tempo. Di riempirlo di vita. Non di farlo fermare per sempre, ma solo per il tempo necessario a compiere una magia. La magia del tempo ritrovato. Un tempo costruito di parole semplici. Non un tempo di rinunce, di attese, di sacrificio, di rinvii, del “ma chi me l’ha fatto fare”, ma un tempo per noi. Il campo estivo. Una giostra che gira, un sorriso bellissimo, un gioco, la parola. Un tempo riempito di gesti semplici. Una colazione ricca con gli occhi stropicciati, l’esperimento di una danza corale, gli spruzzi nell’acqua, la cavalcata sul canotto, la rincorsa prima di scivolare abbracciati e tuffarsi nel blu, il giorno che non finisce mai, la notte da dominare inutilmente. Questi gesti sono il tempo che mi prendo, che noi ci prendiamo, e che offriamo ai nostri giovani attori, e ai quali non potremmo mai rinunciare. Quando una persona entra in scena è subito teatro. Quando qualcuno comincia a pensare al campo estivo è subito vacanza. E ci facciamo pienamente travolgere perché ci piace così. Al campo estivo i bambini diventano grandi e gli adulti tornano bambini. Piccoli fra i piccoli. Al campo estivo si parla e ci si ascolta. Capita di prendersi in giro. Siamo bambini, no? Si fanno domande serie e seriamente si risponde. Al campo estivo si gioisce per chi ha vinto anche se i vincitori non siamo noi. Cosa si fa d’altro? Si litiga e si fa pace. Si aspetta. Al campo estivo si fa tutto. Si salta, si corre, si suda. Si prova. Si sperimenta. Si fa il caffè. Si parla. Non solo con le parole. Si impara a comunicare. Si mangia insieme. Si improvvisa. Ma non troppo. Si lavora. Tanto. Si fanno le prove. Si osserva. Che cosa? Il mare, lontano, le stelle,
qualcuno che corre. Si fanno i costumi. Si cerca il tesoro. Si scrivono canzoni, si raccontano storie. Si sta a guardare. Si sta. Il campo estivo è un progetto.
È un posto.
È una comunità.
È una specie di nave, dove il mare non c'è ma ce lo mettiamo noi.
È uno spazio espressivo.
È una scuola. Anche.
È una compagnia teatrale. Anche.
È un crocevia delle fantasie e delle meraviglie. Soprattutto. Si comincia e si finisce. Ritroviamo il tempo, quello per noi e quello per gli altri. E alla fine siamo tutti soddisfatti. E contenti. Che non è poco, visti i tempi. Il tuo compagno di viaggio.