Psicologa Dott.ssa Morrone Denyse

Psicologa Dott.ssa Morrone Denyse supporto e sostegno psicologico

28/05/2026

Conversazione tenuta dalla Professoressa Milena Mancini il giorno v...

Per noi, terapeuti e presenza nella vita di molti. Una responsabilità e un dovere che abbiamo scelto di adempiere: guard...
14/05/2026

Per noi, terapeuti e presenza nella vita di molti. Una responsabilità e un dovere che abbiamo scelto di adempiere: guardare dove molti non hanno avuto il coraggio o la possibilità di guardare e ascoltare ciò che spesso risulta come scomodo o rumoroso.
Una ferita che resta invisibile non è solo un dolore: è un’emorragia silenziosa. 🩸
Perché una ferita possa essere curata, deve prima di tutto essere vista.
Avere uno spazio in cui esiste un testimone – qualcuno che accoglie il nostro dolore senza voltarsi altrove – non è solo il primo passo di un percorso. È già cura.
Essere testimoni significa: Dare un nome a ciò che sembrava innominabile, Trasformare un grido muto in una storia che può essere raccontata, Arginare quella perdita di senso che ci fa sentire soli al mondo.
In terapia, la presenza del testimone trasforma la natura stessa del dolore: da “condanna solitaria” a “terreno di trasformazione”. Perché quando qualcuno riconosce la nostra ferita, essa smette finalmente di essere un pericolo e inizia a diventare una cicatrice.

✨ Testimoni di tanto. Già cura di molti.

28/04/2026

In psicoterapia, spesso cerchiamo risposte immediate e soluzioni al dolore. Ma, proprio come i papaveri nei campi, la nostra crescita non può essere forzata: ha bisogno del giusto tempo, vento e pazienza. Il lavoro terapeutico non è risolvere un problema, ma imparare a ‘vivere le domande’ finché non diventiamo noi stessi la risposta. 🌱✨

Lavoro in una comunità per tossicodipendenti e svolgo con loro dei gruppi terapeutici. Mi sono spesso persa nel caos di ...
15/04/2026

Lavoro in una comunità per tossicodipendenti e svolgo con loro dei gruppi terapeutici. Mi sono spesso persa nel caos di un sistema fallimentare e nella rabbia che cerca di mettere ordine. Ho cercato struttura nella ragione e nelle parole e nel già costruito.
Poi C’è un momento, durante i nostri gruppi in comunità, in cui le parole smettono di servire da scudo. Husserl diceva che bisogna “tornare alle cose stesse”, ed è incredibile quanto sia difficile farlo quando per una vita intera abbiamo imparato a nasconderci dietro i racconti che facciamo di noi stessi.
In questo spazio, però, il gioco si rompe. È facile perdersi nel dolore degli altri o nel labirinto dei propri pensieri, ma poi arriva il corpo. La carne non mente. Senti il cuore che accelera, il respiro che si fa corto, quella vibrazione sottile che ti attraversa le gambe o ti chiude la gola. È il sentire che ci muove nel mondo, quello strato primordiale che ci ricorda che siamo vivi, qui e ora.
A volte questa intensità fa paura. Ti senti perso, come se l’incontro con l’altro avesse il potere di spezzarti in mille pezzi. Senti la fragilità di essere un “esser-ci” esposto, senza difese. Ma ho imparato che è proprio in quel punto di rottura, dove il corpo vibra più forte, che inizia la ricostruzione. Ci si spezza per lasciar uscire il vecchio e ci si ricostruisce su basi nuove: più solide perché più vere, più umane perché condivise.
Uscire da quel cerchio di sedie non significa tornare come prima. Significa portarsi addosso la consapevolezza che, nonostante il timore di perdersi, tornare alla sostanza del nostro sentire è l’unico modo per abitare davvero la propria vita.

Esserci Consapevolezza Sentire CorpoEMente

01/04/2026

Spesso passiamo la vita a cercare di sembrare invulnerabili, come se la pioggia fosse un errore del meteo e non una necessità della terra. Ma la verità è che non c’è bellezza senza apertura, e non c’è apertura senza il rischio di ba****si. Oggi, concediti il lusso di non essere perfetta. Sei bellissima anche così, in mezzo al tuo temporale. 🌧️✨

C’è una rabbia silenziosa in chi aspetta un’evoluzione che non arriva mai. Cambiare fa paura, ma restare uguali in un mo...
18/03/2026

C’è una rabbia silenziosa in chi aspetta un’evoluzione che non arriva mai. Cambiare fa paura, ma restare uguali in un mondo che non si muove fa male.
La Rabbia come Bussola: Questa rabbia ti sta dicendo che il tuo “ambiente” attuale non è più nutriente. La rabbia è una forza attiva: serve a stabilire un confine. Ti dice che non puoi più accettare lo status quo, anche se la prospettiva di muoverti ti spaventa.
Spesso restiamo arrabbiati perché la rabbia ci dà l’illusione di avere ancora un legame con ciò che non cambia. Accettare che gli altri o le situazioni rimarranno così com’è implica un lutto: il lutto dell’idea che avevamo di loro. Inoltre aspettare che che gli altri cambiano o le cose cambino crea una situazione illusoria di attesa per cui un giorno arriverà il momento per cui noi potremo riposarci perché sarà qualcun altro o qualcos’altro a occuparsi di noi.

Sempre più divisi tra ciò che siamo e ciò che si vede di ciò che siamo💔Pensiero del giorno e coccola del tempo. E tu che...
29/01/2026

Sempre più divisi tra ciò che siamo e ciò che si vede di ciò che siamo💔

Pensiero del giorno e coccola del tempo.

E tu che ne pensi?

Scrivimelo in Dm🌸

Ho sempre trovato curioso il gesto di un dono a Natale, sicuramente ha a che fare con tradizioni e leggende. Eppure se p...
08/12/2025

Ho sempre trovato curioso il gesto di un dono a Natale, sicuramente ha a che fare con tradizioni e leggende. Eppure se penso alla citazione di kung fu Panda mi si rivela una squarcio sul qui ed ora. Donarsi un presente nel presente per quello che c’è tra me e te ora, adesso. Le festività nelle storie che ascolto, e perché no nella mia, parlano di lutto e nostalgia per le tradizioni, sapori e persone perdute. La nostalgia porta con sé sfumature di dolore e di tenerezza intrecciate in un unica tessitura di odori, colori, suoni e memorie. Altre storie narrano di tempi in cui ci so deve sforzare di essere ciò che non si sente di essere. Si tramanda nella tradizione e nella tacita educazione che le feste portino con sé una sorta di “costrizione” e aspettativa su “a Natale siamo tutti più buoni”, “tanto li vedi una volta all’anno”, “come fanno a non piacerti le luci e le atmosfere”. Spesso si arriva a vivere ansia anticipatoria sulla prestazione da palco scenico che si sente di “dover” interpretare.A Natale, Regaliamoci il Presente.
Didascalia:
“Nel Presente, troviamo il coraggio di onorare le Memorie (senza esserne bloccati) e la forza di affrontare le Aspettative (senza esserne schiacciati). L’Oggi è lo spazio libero in cui essere semplicemente e pienamente noi stessi.

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Pescara

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Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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