Dott.ssa Roberta Santerini Dietista e Counselor

Dott.ssa Roberta Santerini Dietista e Counselor Dietista e Counselor. Svolgo attività libero professionale a Pisa.Per appuntamenti: tel 3498163983 robertasanterini@gmail.com

08/03/2016

C'è chi implora, chi minaccia, chi promette regali. E poi ci sono i fortunati che non devono fare alcuno sforzo per ottenere il risultato. Ma di sicuro la faccenda non è banale: come convincere i propri figli a mangiare sano? Tempo fa i pediatri americani hanno stilato un decalogo, dal rispetto...

10/12/2015

LA MINDFULNESS E L'INDUSTRIA DELLE DIETE

Un articolo di Eden Kozlowski dal titolo "Using Mindfulness to Revolutionize the Diet Industry", pubblicato il 14 luglio su Huffpost, pone l'attenzione sulla recente tendenza delle persone (americane e non) a privilegiare la scelta di una alimentazione sana rispetto al consueto conteggio delle calorie. Analizziamo insieme il ruolo della mindfulness come strumento essenziale per un approccio di tipo "olistico" all'alimentazione e alla cura della persona.

E' possibile che le persone stiano gradualmente rinunciando alle diete più bizzarre, esclusive e restrittive, o che abbiano abbandonato la pratica, piuttosto comune soprattutto negli Stati Uniti, di procedere chirurgicamente alla rimozione definitiva di una parte dello stomaco per dimagrire, e che si stiano orientando a scegliere ciò che semplicemente "fa bene"? Forse non siamo ancora a questo punto, ma il momento che viviamo lascia intravedere una certa apertura verso nuove possibilità.

Lo scorso anno l'industria della "perdita di peso" negli Stati Uniti ha guadagnato 64 miliardi di dollari: secondo l'autrice dell'articolo, Eden Kozlowski, possiamo cogliere l'occasione di questa tendenza degli esseri umani ad essere più attenti alla loro salute per sottolineare che è arrivato il momento di riconnetterci al nostro corpo e scoprire ciò di cui ha realmente bisogno. Questa consapevolezza risulterà senz'altro più potente ed efficace del semplice concetto di mangiare sano. Il modo in cui mangiamo riflette direttamente il nostro modo di vivere: la nostra intimità (o mancanza di intimità) con il cibo è un riflesso del modo in cui coltiviamo le nostre relazioni, del modo in cui lavoriamo, e del modo in cui ci percepiamo. L'autrice sottolinea il valore del cibo come nutrimento del corpo, della mente e dell'anima, mentre la nostra società incarna una comune tendenza a dedicare al cibo sempre meno tempo: mangiamo nei fast food, dedichiamo sempre meno tempo a cucinare e a prepararci da mangiare, cerchiamo cibi precotti, veloci da gestire anche quando abbiamo tempo, quasi come se il pasto fosse qualcosa da risolvere prima possibile.

Il motivo dell'inevitabile fallimento di moltissime diete è che non si occupano di integrare nel loro percorso la connessione della persona con le proprie emozioni. L'esclusione di una componente cosi rilevante per l'alimentazione e per la vita, conduce le persone a cercare che le famose "risposte" fuori da se stesse, nelle regole, nelle indicazioni, nelle prescrizioni di una dieta che promette di risolvere i loro problemi e che a lungo termine non può che disattendere la promessa.

E' invece indispensabile cominciare a curare la nostra relazione con il cibo, piuttosto che stabilire ciecamente la nostra condotta con l'illusione che questa veicoli i nostri bisogni, reali o percepiti, trasformandoli in qualcosa di più conforme ai nostri modelli.

E come possiamo concretamente curare la nostra relazione con il cibo? Possiamo ad esempio inserire tra le nostre abitudini quotidiane dei piccoli pasti consapevoli, qualcosa che quotidianamente si può mangiare in pochi morsi (un biscotto, un frutto, uno yogurt) ma in piena presenza, come se fosse la prima volta, riconoscendo e accogliendo tutto ciò che emerge da questa esperienza. Possiamo anche cucinare in modo consapevole, sentendoci parte integrante di quel ricco processo di preparazione, fatto di tante, diverse sensazioni, e lasciare andare la nostra abitudine ad essere proiettati nel futuro pregustando il pasto o in un'altra dimensione che vede spesso il pasto come qualcosa da risolvere in fretta per lasciare spazio a cose più importanti.

L'industria delle diete si può silenziosamente rivoluzionare riconoscendo l'inefficacia e il carattere ormai obsoleto della sua magia. La pratica di consapevolezza, nel mangiare e più in generale nella vita di tutti i giorni, restituisce alla persona il corpo, la mente e il cuore, la rende capace di accedere alla propria saggezza ascoltando le profonde intuizioni che nascono da una relazione più autentica con la vita.
Katiuscia Berretta

09/12/2015

Merende sane nelle scuole? Un'azienda di vending ci prova con la collaborazione delle Asl e un sistema di pagamento che incentivi i giovani all'acquisto

03/12/2015

Frutta e verdura di dicembre con la bellissima scheda de Il Calendario dell'Orto :)
Quali sono i vostri preferiti?

12/11/2015

L’importanza di una dieta sostenibile. Gli Usa pensano che sia meglio limitarsi a indicazioni nutrizionali. Gli urban food. Il parere di Ferretti e Sculati

03/11/2015

Ad ogni percezione sensoriale olfattiva e gustativa si
associa un’emozione a cui si connette una reazione
affettiva di piacere o dispiacere.
Attraverso il gustare e l’assaporare si rinnova un
piacere, si attiva la memoria, ci è permesso di vivere e
rivivere emozioni che ci identificano e ci restituiscono alla
nostra storia personale.”
U. Galimberti

12/02/2012

...Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare cher ci aspetta, ci fosse un fiume per noi. E qualcuno-un padre,un amore,qualcuno-capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume-immaginarlo,inventarlo-e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo,davvero sarebbe meraviglioso. sarebbe dolce la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
Farsi ferire, anche morirne, non importa. Ma tutto sarebbe finalmente umano........
(Oceano mare A.Baricco)
Mi piacciono molto queste parole ed invito ciascuno a riflettere su cosa significhino per lui.

30/01/2012

Il 17 novembre 2010 l'UNESCO ha riconosciuto la dieta mediterranea come patrimonio intangibile dell'umanità. Il mondo scientifico esalta l'adesione a questa modalità alimentare che si basa su tradizioni antiche tramandatesi nel corso delle varie generazioni e che hanno come colonne portanti il consumo di vegetali, legumi,olio d'oliva e carboidrati. Eppure oggi assistiamo ad un incremento delle patologie croniche con un peggioramento della qualità della vita.
Questo può essere associato all'introduzione di alimenti "non mediterranei" come prodotti da forno, dolci, bevande zuccherate, carne in accesso, ecc., oltre ad un aumento della sedentarietà.
Riflettiamo allora su questo: è possibile recuperare le nostre tradizioni in ambito alimentare come uno stile di vita più sano, ripensando alla convivialità, agli orari ed al numero dei pasti, a ricette che la cultura contadina ci ha tramandato (come pasta e fagioli)?

24/11/2010

Scrive Berne:il sorriso degli abitanti delle Figi inizia
lentamente, illumina tutto il viso, e vi rimane abbastanza a lungo da
essere riconosciuto chiaramente e da dimostrare di essere stati
chiaramente riconosciuti, si attenua con misteriosa lentezza e
svanisce.Può essere paragonato solo al sorriso puro di una madre
e del suo bambino quando si salutano, o, in occidente, al sorriso
di un certo tipo di persona aperta.

19/11/2010

La vita è
ciò che facciamo
di essa.
I viaggi sono
i viaggiatori.
Ciò che vediamo
non è
ciò che vediamo
ma ciò che siamo.
F. Pessoa

19/11/2010

Oggi le aspettative di vita della donna sono passate da 60 a 80 anni, quindi trascorre un terzo dell'esistenza con un deficit di estrogeni che può portare ad un incremento ponderale ed una ridistribuzione del grasso corporeo, associato ad un maggior rischio di malattie croniche. Le linee guida sono legate al mantenimento del peso, all'attività fisica, al minor consumo di cibi calorici ed un aumento di vegetali.

16/11/2010

...è
la prima volta che incontro qualcuno che si preoccupa di me quando mi
parla: non aspetta l'approvazione o il disappunto, mi guarda con
l'aria di dire : “ Chi sei? Vuoi parlare con me? Mi fa proprio
piacere stare con te!” Ecco cosa volevo dire con la parola
gentilezza, questo modo di fare che da all'altro la sensazione di
esserci. (M. Barbery L'eleganza del riccio)

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