10/12/2015
LA MINDFULNESS E L'INDUSTRIA DELLE DIETE
Un articolo di Eden Kozlowski dal titolo "Using Mindfulness to Revolutionize the Diet Industry", pubblicato il 14 luglio su Huffpost, pone l'attenzione sulla recente tendenza delle persone (americane e non) a privilegiare la scelta di una alimentazione sana rispetto al consueto conteggio delle calorie. Analizziamo insieme il ruolo della mindfulness come strumento essenziale per un approccio di tipo "olistico" all'alimentazione e alla cura della persona.
E' possibile che le persone stiano gradualmente rinunciando alle diete più bizzarre, esclusive e restrittive, o che abbiano abbandonato la pratica, piuttosto comune soprattutto negli Stati Uniti, di procedere chirurgicamente alla rimozione definitiva di una parte dello stomaco per dimagrire, e che si stiano orientando a scegliere ciò che semplicemente "fa bene"? Forse non siamo ancora a questo punto, ma il momento che viviamo lascia intravedere una certa apertura verso nuove possibilità.
Lo scorso anno l'industria della "perdita di peso" negli Stati Uniti ha guadagnato 64 miliardi di dollari: secondo l'autrice dell'articolo, Eden Kozlowski, possiamo cogliere l'occasione di questa tendenza degli esseri umani ad essere più attenti alla loro salute per sottolineare che è arrivato il momento di riconnetterci al nostro corpo e scoprire ciò di cui ha realmente bisogno. Questa consapevolezza risulterà senz'altro più potente ed efficace del semplice concetto di mangiare sano. Il modo in cui mangiamo riflette direttamente il nostro modo di vivere: la nostra intimità (o mancanza di intimità) con il cibo è un riflesso del modo in cui coltiviamo le nostre relazioni, del modo in cui lavoriamo, e del modo in cui ci percepiamo. L'autrice sottolinea il valore del cibo come nutrimento del corpo, della mente e dell'anima, mentre la nostra società incarna una comune tendenza a dedicare al cibo sempre meno tempo: mangiamo nei fast food, dedichiamo sempre meno tempo a cucinare e a prepararci da mangiare, cerchiamo cibi precotti, veloci da gestire anche quando abbiamo tempo, quasi come se il pasto fosse qualcosa da risolvere prima possibile.
Il motivo dell'inevitabile fallimento di moltissime diete è che non si occupano di integrare nel loro percorso la connessione della persona con le proprie emozioni. L'esclusione di una componente cosi rilevante per l'alimentazione e per la vita, conduce le persone a cercare che le famose "risposte" fuori da se stesse, nelle regole, nelle indicazioni, nelle prescrizioni di una dieta che promette di risolvere i loro problemi e che a lungo termine non può che disattendere la promessa.
E' invece indispensabile cominciare a curare la nostra relazione con il cibo, piuttosto che stabilire ciecamente la nostra condotta con l'illusione che questa veicoli i nostri bisogni, reali o percepiti, trasformandoli in qualcosa di più conforme ai nostri modelli.
E come possiamo concretamente curare la nostra relazione con il cibo? Possiamo ad esempio inserire tra le nostre abitudini quotidiane dei piccoli pasti consapevoli, qualcosa che quotidianamente si può mangiare in pochi morsi (un biscotto, un frutto, uno yogurt) ma in piena presenza, come se fosse la prima volta, riconoscendo e accogliendo tutto ciò che emerge da questa esperienza. Possiamo anche cucinare in modo consapevole, sentendoci parte integrante di quel ricco processo di preparazione, fatto di tante, diverse sensazioni, e lasciare andare la nostra abitudine ad essere proiettati nel futuro pregustando il pasto o in un'altra dimensione che vede spesso il pasto come qualcosa da risolvere in fretta per lasciare spazio a cose più importanti.
L'industria delle diete si può silenziosamente rivoluzionare riconoscendo l'inefficacia e il carattere ormai obsoleto della sua magia. La pratica di consapevolezza, nel mangiare e più in generale nella vita di tutti i giorni, restituisce alla persona il corpo, la mente e il cuore, la rende capace di accedere alla propria saggezza ascoltando le profonde intuizioni che nascono da una relazione più autentica con la vita.
Katiuscia Berretta