22/04/2026
L’incontro con il vuoto
🎐 Quando è stata la prima volta che hai fatto esperienza del vuoto?
Sentendo di abitare uno spazio freddo, dominato dall’assenza e dal silenzio?
🧭 Un lutto, la prima amicizia fortissima che si spezza, un legame d’affetto importante che viene meno. Una città, una casa, un lavoro che smettono di essere nostri.
Un sogno che si infrange prima di potersi realizzare.
Una parte di noi che dobbiamo accettare di non vedere nascere.
🌁 Si apre una finestra su un paesaggio nebbioso, immobile, confuso.
Anche in terapia abitare quello spazio non è cosa facile.
È una sospensione del tempo , è smarrimento. Accettare per un po’ di non poter tornare indietro ma fare, al tempo stesso, una grande fatica a guardare avanti. É brancolare nel buio e, a un certo punto, sentire il tiepido calore di una fiammella di fiducia.
Nei propri nuovi passi, in un terreno diverso ma comunque in grado di regalarci la sicurezza di qualche radice.
Nei piccoli desideri di progettualità che tornano. Nel coraggio di non rinnegare quella fragilità, non appena il dolore si fa meno intenso.
E allora ti accorgi che quello spazio era solo un terreno invernale, che, anche quando guardandolo non lo avresti detto mai, dentro aveva tutto ciò che serviva per tornare a fiorire.
“Io e il mio amico vuoto”, A.Mahdavi