25/02/2026
Quando il dolore diventa un "Male Necessario"
"Ora non ho più bisogno di scappare io / Dal silenzio che è un rumore / Da tutto questo male necessario."
Queste parole di Fedez e Masini mi hanno fatto riflettere profondamente sul mio lavoro quotidiano. Spesso, quando il dolore bussa alla porta, la prima reazione soprattutto dei più giovani è la fuga.
Si scappa nel rumore, nelle distrazioni, o peggio, si finisce per "affogare" in una stanza, toccando il fondo perché non si hanno gli strumenti per risalire.
C’è una frase nel brano che trovo potentissima: "I mostri non stanno soltanto sotto al letto".
Crescendo, i ragazzi scoprono che i mostri sono interni. Sono le insicurezze, i sensi di colpa, le fragilità che cerchiamo di coprire con "inchiostro" o distrazioni, sperando che spariscano.
Ma cerco sempre di esortarvi a riflettere sul fatto che il silenzio non è vuoto: È un rumore che ci parla di noi. Imparare ad ascoltarlo senza scappare è l'inizio della guarigione.
La fragilità non è un errore: Come dice la canzone, "non siamo fatti per essere fragili", o almeno così ci hanno insegnato. Ma è proprio in quella vulnerabilità che si impara a "vedere nel buio".
Il viaggio conta più della meta: Accettare che la sofferenza sia, a volte, un "male necessario" per capire chi siamo davvero.
Il mio compito non è togliere il dolore (che è parte della vita), ma aiutare i ragazzi a smettere di essere "latitanti" di se stessi. A restare fermi, guardarsi allo specchio e capire che, anche sul fondo, si può imparare a nultare