22/07/2021
PERCHE' UNA PAGINA DEDICATA ALLE COMPONENTI PSICOLOGICHE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI?
Le malattie cardiovascolari sono la causa principale di morte in tutti i paesi del mondo occidentale, inclusa l’Italia, e sono la causa più frequente di disabilità. L’assorbimento di risorse economico-sanitarie da esse indotte (in particolare quelle legate alle ospedalizzazioni, alla spesa farmaceutica e al ricorso alle prestazioni ambulatoriali) ne fa la principale fonte di spesa sanitaria nel nostro Paese, senza tra l’altro considerare la perdita di produttività in una popolazione spesso ancora in età lavorativa. Negli ultimi anni, il trattamento della fase acuta di queste patologie ha registrato progressi molto significativi che hanno determinato un sostanziale aumento della sopravvivenza dei pazienti. Analoghi progressi si sono osservati anche nella ricerca clinica rivolta ai cardiopatici post-acuti e nell’ambito della prevenzione secondaria a lungo termine; tuttavia la traduzione pratica di questi interventi risulta tuttora insufficiente: la degenza generalmente breve e orientata alla soluzione esclusiva del problema acuto non consente un adeguato intervento long term del rischio residuo, la valutazione funzionale e globale del funzionamento della persona, l’ottimizzazione terapeutica, l’educazione-informazione sanitaria, la ripresa di un’adeguata attività fisica in regime di sicurezza e l’impostazione di significative modificazioni dello stile di vita. Risuta sempre più chiara la robusta incidenza delle variabili comportamentali, relazionali e sociali sia nell’insorgenza delle problematiche, sia nella terapia post evento. Attualmente è finalmente riconosciuto dalla comunità scientifica che la combinazione di un adeguato monitoraggio ed intervento clinico, un programma di esercizio fisico e di interventi educazionali e psico-comportamentali, rappresentino la forma più efficace di riabilitazione cardiologica. .