11/02/2022
L𝗮 𝗽𝗼𝗿𝗻𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼
Circa un mese fa, ho vissuto un momento di scoraggiamento.
Capita di passare attraverso questi momenti.
E ogni volta che capitano, trovo siano grandi occasione per rivedere e ripensare la rotta.
A cosa era dovuto?
A quella che definisco la pornografia dell’aiuto.
Non saprei come altro definirla.
La miriade di post, storie, reel che popolano questo mondo virtuale promuovendo una cultura dell’aiuto becera, rozza e superficiale.
Priva di fondamenti.
Priva di etica.
Priva di esperienza.
I fondamenti teorici e metodologici sui quali ogni buon professionista dovrebbe poggiare.
L’etica e la deontologia professionale che dovrebbe guidare ogni lavoro di aiuto.
L’esperienza, di sé e del mondo, personale e professionale, che dovrebbe ricordare ad ogni professionista che, prima di ogni altra cosa, è semplicemente un essere umano.
E non Dio, no di certo.
Ho provato disgusto per questo mondo.
Mi sono chiesta cosa stia qui a fare, io.
Che senso abbia il mio lavoro se per una persona con cui lavoro ce ne sono mille che seguono il corso "Liberatidall’ansiainunasettimanagraziealmetodostrafigoXchesepaghisubitolopaghila metà”.
Che impatto abbia sulle persone.
E soprattutto, se le persone siano in grado di comprendere.
L’abisso.
La differenza abissale tra chi agisce, o si impegna ad agire, in base a principi di trasparenza, onestà, correttezza.
Difendendo la libertà, l’autonomia e la responsabilità individuale all’interno dei percorsi di aiuto.
Ponendo al centro la relazione, autentica e di fiducia.
Rifiutandosi di svendere, ridicolizzare o semplificare eccessivamente il proprio lavoro.
Non svalutandolo economicamente per comprarvi.
Perché sì, se non paghi una cosa il più delle volte il prodotto sei tu.
E chi invece, sull’aiuto, lucra.
Senza ritegno.
E, temo, senza nemmeno avere la consapevolezza profonda di cosa significhi applicare queste strategie di marketing ad una professione di aiuto.
Per ora, come sceglierò di proseguire non lo so.
So che queste milioni di strade insulse non hanno un cuore.
Ed io, il mio cuore, quello che pulsa sulla strada che ho scelto, lo voglio proteggere.