Marta Grosini Psicologa

Marta Grosini Psicologa Psicologa Clinica e Perinatale
Insegnante di Massaggio Infantile AIMI

08/11/2024
𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘"Alcune persone, per ricevere amore, cercano di essere perfette, altre diventano eccessivamente gentili, e vi sono ...
03/06/2022

𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘

"Alcune persone, per ricevere amore, cercano di essere perfette, altre diventano eccessivamente gentili, e vi sono persone che s'inventano sofferenze immaginarie, credendosi più infelici di quanto non siano.

Abbiamo molte maniere diverse di cercare l'amore, c'è anche chi per sentirsi amato ha necessità di vedere appagati tutti i propri desideri e per questo non può sopportare la frustrazione.

La necessità di amore è una grande piaga.
Credo che tutti noi occidentali possiamo scoprire in noi questa dipendenza dall'amore di cui i giapponesi si stupiscono.

Cio nonostante, quel che abbiamo scoperto è che la nostra ossessione per l'amore ci impedisce di essere più amorevoli.

La salute mentale è uno stato di felicità che si appoggia sul fatto che stiamo esercitando il nostro potenziale amoroso; quando uno sta amando è felice, questo sia che stia amando una persona, godendo di un'opera musicale, difendendo la giustizia o accudendo un bambino.

Vi sono molte forme d'amore."

Claudio Naranjo

18/05/2022

Attenzione...⚠️
Cambio di programma per GIOVEDI 19... purtroppo la dottoressa Stefania Cagliani non potrà essere presente per problemi di salute, ma avremo con noi Marta Grosini Psicologa, psicologa clinica e perinatale, insegnante di massaggio infantile AIMI e consulente del sonno che ci aiuterà ad entrare nella relazione educativa tra genitore e figlio con una serata coinvolgente dal titolo 👇🏻

"SO-STARE ACCANTO A TE: un viaggio tra i bisogni e le risorse del bambino"

Non mancate e fate passaparola!
Vi ricordiamo che l'incontro è aperto a tutti e che anche se i vostri bimbi hanno più di 3 anni qualche spunto educativo e un pò di confronto fanno sempre bene! 😉
A prestissimo! 🤩

Pare sia vero.
13/05/2022

Pare sia vero.

11/05/2022
L𝗮 𝗽𝗼𝗿𝗻𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼Circa un mese fa, ho vissuto un momento di scoraggiamento.Capita di passare attraverso questi m...
11/02/2022

L𝗮 𝗽𝗼𝗿𝗻𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼

Circa un mese fa, ho vissuto un momento di scoraggiamento.
Capita di passare attraverso questi momenti.
E ogni volta che capitano, trovo siano grandi occasione per rivedere e ripensare la rotta.

A cosa era dovuto?

A quella che definisco la pornografia dell’aiuto.
Non saprei come altro definirla.
La miriade di post, storie, reel che popolano questo mondo virtuale promuovendo una cultura dell’aiuto becera, rozza e superficiale.

Priva di fondamenti.
Priva di etica.
Priva di esperienza.

I fondamenti teorici e metodologici sui quali ogni buon professionista dovrebbe poggiare.
L’etica e la deontologia professionale che dovrebbe guidare ogni lavoro di aiuto.
L’esperienza, di sé e del mondo, personale e professionale, che dovrebbe ricordare ad ogni professionista che, prima di ogni altra cosa, è semplicemente un essere umano.

E non Dio, no di certo.

Ho provato disgusto per questo mondo.
Mi sono chiesta cosa stia qui a fare, io.
Che senso abbia il mio lavoro se per una persona con cui lavoro ce ne sono mille che seguono il corso "Liberatidall’ansiainunasettimanagraziealmetodostrafigoXchesepaghisubitolopaghila metà”.
Che impatto abbia sulle persone.

E soprattutto, se le persone siano in grado di comprendere.
L’abisso.
La differenza abissale tra chi agisce, o si impegna ad agire, in base a principi di trasparenza, onestà, correttezza.
Difendendo la libertà, l’autonomia e la responsabilità individuale all’interno dei percorsi di aiuto.
Ponendo al centro la relazione, autentica e di fiducia.
Rifiutandosi di svendere, ridicolizzare o semplificare eccessivamente il proprio lavoro.
Non svalutandolo economicamente per comprarvi.
Perché sì, se non paghi una cosa il più delle volte il prodotto sei tu.

E chi invece, sull’aiuto, lucra.
Senza ritegno.
E, temo, senza nemmeno avere la consapevolezza profonda di cosa significhi applicare queste strategie di marketing ad una professione di aiuto.

Per ora, come sceglierò di proseguire non lo so.
So che queste milioni di strade insulse non hanno un cuore.

Ed io, il mio cuore, quello che pulsa sulla strada che ho scelto, lo voglio proteggere.

𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗣𝗜Ù 𝗣𝗥𝗘𝗭𝗜𝗢𝗦𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗦𝗘𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢"Questa cosa è una parola, spessissimo usata a sproposito, la parola responsabilità.O...
03/02/2022

𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗣𝗜Ù 𝗣𝗥𝗘𝗭𝗜𝗢𝗦𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗦𝗘𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢

"Questa cosa è una parola, spessissimo usata a sproposito, la parola responsabilità.

Ora, molto spesso è successo che dalla parola 'responsabilità' si sia ricavata un'idea di dovere, il che equivale a un'idea di megalomania, di onnipotenza.
Ci si assume la responsabilità di qualcun altro.

Ma responsabilità vuol dire soltanto: 'Io sono io, in me ho raccolto e sviluppato quello che posso essere'.

In altre parole, la responsabilità è la capacità di rispondere e di essere pienamente responsabili nei confronti di se stessi, e di nessun altro.

Personalmente sono convinto che la caratteristica fondamentale della persona matura sia proprio questa.

(...)

Se alieniamo qualcosa che ci appartiene - il mio potenziale individuale, la mia vita - ne segue un impoverimento.

L'eccitazione e la vitalità vanno a poco a poco scomparendo, finché non diventiamo cadaveri viventi, robot, zombie.

E sono sicuro che anche voi conoscerete varie persone che si identificano più con il loro dovere che con i loro bisogni, più con gli affari che con la famiglia."

Fritz Perls

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲?Niente.Per la precisione, niente di ciò che avevo programmato. Studiare, portarmi avanti...
12/01/2022

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲?

Niente.

Per la precisione, niente di ciò che avevo programmato.
Studiare, portarmi avanti con il lavoro, programmare nuovi contenuti, completare l'iscrizione alla scuola di psicoterapia.
Niente di tutto questo.

Nel vortice delle cose che stavo ultimando prima delle feste, mi sono accorta che inconsapevolmente già ero risucchiata nel vortice delle cose che avrei voluto fare una volta che mi sarei “fermata”.

Peccato che nei miei piani non fosse realmente contemplato fermarsi.

Fermarsi davvero.
Lasciar gradualmente calare il ritmo, passando da una frequenza di pensiero ed azione alta ad una più lenta, ed assistendo nel mentre alla trasformazione che avviene quando, anzichè fare e riempire, semplicemente stiamo in sintonia con il nostro tempo naturale.

In tutto questo mi sono accorta di quanto, diversamente da ciò che avevo immaginato, avessi bisogno di riposare.
Di cercare il vuoto e abitarlo.
Di gesti lenti, puliti, pieni di intenzione.

Così mi sono concessa il lusso e la possibilità di ve**re meno ai miei programmi e alle mie aspettative, e forse anche a quelle altrui, per rispondere ai miei bisogni.
Quelli reali.

Molto tempo fa, durante una camminata in montagna, avevo letto una frase: “La sorgente della pace è il ritornare.”

Ritornare dove?
O a che cosa?

All’essenziale.
Per quanto banale possa sembrare.
A quel poco che tanto sottostimiamo, ma che rappresenta a tutti gli effetti sorgente di nuova e ritrovata vitalità.

Perché, in fondo, perché possa nascere nuova vita, è necessario prima fare spazio.

Ora torno al mio lavoro.

Con l’intenzione profonda di ricordare a me stessa la sacralità del vuoto.
Ma anche con la consapevolezza che, nella mia fallibilità, me la dimenticherò di nuovo.

E sarà allora, mi auguro, che saprò tornare ancora e ancora su questa lezione, per renderla ogni volta sempre un pò più mia.

𝗡𝗼𝗻 𝘀𝘂 𝗱𝗶 𝗺𝗲, 𝗺𝗮 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝗺𝗲Tempo fa ho parlato dell’importanza, per qualsiasi professionista della salute, di scindere...
26/10/2021

𝗡𝗼𝗻 𝘀𝘂 𝗱𝗶 𝗺𝗲, 𝗺𝗮 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝗺𝗲

Tempo fa ho parlato dell’importanza, per qualsiasi professionista della salute, di scindere le proprie esperienze e convinzioni personali dalla propria pratica professionale.

Credo che, a livello professionale, non conti ciò che il professionista pensa sia giusto o meno, non contino le sue idee personali, ciò che condivide o meno.
Conta ciò che possiede un’evidenza scientifica, il cosiddetto approccio evidence based.
Contano i bisogni della persona.
Ed è nella conoscenza e nell’integrazione di questi elementi che si realizza la cura.

Il professionista non c’entra – e non che sia neutrale, non è questo il punto -, ma è lì per favorire il processo declinando a seconda del singolo caso competenze, conoscenze e strumenti, non per intralciarlo con il proprio bagaglio di credenze personali.
O con i propri giudizi, talvolta feroci.

La persona ha potere e spazio decisionale.
Esiste un diritto fondamentale, che è quello dell’autodeterminazione alla salute: il diritto di decidere in piena coscienza e libertà se, da chi e COME farsi curare.

Tutto questo per dire che possiamo essere protagonisti all’interno del percorso assistenziale, possiamo essere inclusi attivamente, possiamo farne parte.
O almeno, così dovrebbe essere e così possiamo chiedere che sia.

Semplicemente chiedere - perché sì, possiamo farlo - che le cose vengano fatte insieme a noi, e non su di noi.
E che, nei limiti del possibile, il nostro volere sia preso in considerazione e rispettato, qualsiasi esso sia.

𝗗𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗶Caro Richi,Finalmente ci siamo conosciuti.Sono passati tre mesi da quando la tua mamma ha s...
07/07/2021

𝗗𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗶

Caro Richi,
Finalmente ci siamo conosciuti.

Sono passati tre mesi da quando la tua mamma ha scoperto di aspettarti, eppure mi sembra tu ci sia da molto tempo.
Forse perché nel cuore della tua mamma e del tuo papà eri presente da tanto.

In questi pochi mesi di esistenza, nella tua morbidezza, sei stato così incisivo che un pò mi sembra già di intravedere la persona che sei e sarai.

Alla tua mamma, dopo un periodo di nido in cui siete stati tanto insieme voi due, stai insegnando l’arte della potatura.
Lo stai facendo in modo delicato ma profondamente chiaro, e lei, nel mettersi in tuo ascolto, si sta mettendo in ascolto di se stessa.
Nei suoi occhi, in questi giorni, oltre al grande amore per te e il tuo papà, ho letto un profondo e sereno ritorno a se stessa.
Come se la tua presenza l’avesse ricondotta alla sorgente, come se per prepararsi a “nutrire” te, si stesse dedicando a nutrire sè e la sua essenza.

Per quanto riguarda me, invece, è stato - quello con te - un legame speciale dal primo istante.

Quando la tua mamma mi ha chiamata per dirmi di te, abbiamo realizzato che nel giorno in cui ha scoperto di aspettarti, la mia zia se ne è andata.
E questo, Richi, è ciò che di più potente potevi fare.
Sei stato, e continui ad essere, manifestazione della ciclicità, della continuità e della forza immensa insita nella Vita.
Mi hai donato un profondo contatto con la gratitutine e il Mistero.
Questo sarà per sempre il mio primo ricordo di te e della tua saggezza.

Insomma...tutta 'sta solfa per dirti che qui ti si vuole già un sacco bene.
E con tutto questo bene, quando sarai pronto, saremo qui ad aspettarti.

Zia M.

𝙑𝙞𝙫𝙚 𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚,𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯 𝙙𝙚 𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚,𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯 𝙮 𝙙𝙚𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚.
04/07/2021

𝙑𝙞𝙫𝙚 𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚,
𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯 𝙙𝙚 𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚,
𝙛𝙚𝙡𝙞𝙯 𝙮 𝙙𝙚𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚.

04/06/2021

Amici, qui sulla pagina Facebook sono molto assente perché uso pochissimo questo canale.
Se volete seguirmi mi trovate su Instagram come martagrosinipsicologa.
Buona giornata a tutti!

Indirizzo

Via Belvedere 8
Premadio

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Marta Grosini Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Marta Grosini Psicologa:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare