Network Territoriale degli Psicologi - Provincia di Rieti

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Network Territoriale degli Psicologi - Provincia di Rieti Questa pagina vuol essere una piazza d'incontro tra le diverse professionalità che lavorano sul territorio della Provincia di Rieti e la popolazione.

29/05/2026
28/05/2026

Fino al 𝟑𝟏/𝟏𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟔 è possibile inserire nel portale del CO.Ge.A.P.S le richieste di esonero, esenzione o crediti da formazione individuale per i 𝐭𝐫𝐢𝐞𝐧𝐧𝐢 𝟐𝟎𝟏𝟒-𝟐𝟎𝟏𝟔, 𝟐𝟎𝟏𝟕-𝟐𝟎𝟏𝟗 𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟎-𝟐𝟎𝟐𝟐, al fine di regolarizzare la propria posizione nei trienni indicati.

Dal 1/1/2027 non saranno più disponibili nel portale CO.Ge.A.P.S le funzioni informatiche che consentono di inserire esoneri, esenzioni o crediti derivanti da formazione per i suddetti trienni.

Per i trienni successivi, l’inserimento di esonero, esenzione o formazione individuale è consentito entro la fine del triennio successivo a quello in cui è stato maturato il diritto all’esonero/esenzione o realizzata la formazione individuale.

26/05/2026

Il 28 maggio 2026 diverrà operativo AscoltaMi, il servizio ideato e realizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), per il supporto psicologico agli studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di I grado e del primo biennio della Secondaria di II grado.

Con AscoltaMI, si offre agli studenti un servizio di ascolto e consulenza, non terapeutica, per affrontare situazioni di fragilità e vulnerabilità che possono manifestarsi in età adolescenziale, in un’ottica di prevenzione dei fattori di rischio o di situazioni di disagio che spesso ostacolano i processi e la partecipazione alla vita scolastica.

“Troppo spesso il disagio dei ragazzi viene visto solo quando esplode. Invece bisogna arrivare prima, costruendo luoghi di ascolto, fiducia e prevenzione dentro la quotidianità degli studenti. Portare un servizio psicologico nazionale nella scuola, accessibile a tutti, significa fare prevenzione e intervenire sui bisogni sommersi. Il benessere psicologico dei giovani è una priorità educativa e sociale. AscoltaMI rappresenta un primo passo importante per intercettare fragilità e difficoltà prima che si trasformino in isolamento, sofferenza o abbandono scolastico. Il CNOP sarà in prima linea per monitorare il processo e gli esiti di questa iniziativa e costruire spazi di ulteriori sviluppi futuri. Ringraziamo il Ministro Valditara per aver investito su una progettualità che pone attenzione alla prevenzione e all’ascolto dei più giovani”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino.

Per tutti i dettagli👇
https://www.psy.it/progetto-ascoltami-dal-28-maggio-operativo-il-supporto-psciologico-degli-studenti/

17/05/2026

Il 17 maggio 1990 l'OMS toglie l'omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie.

Da allora, ogni 17 maggio ricordiamo che le parole della scienza pesano e che spesso il silenzio delle istituzioni non è solo neutralità.

La Psicologia non sta in silenzio e si assume una doppia responsabilità: verso il singolo e verso la collettività.

È per questo che prendiamo posizione contro l'omolesbobitransfobia, oggi e sempre.

15/05/2026

Alfa in video con Vecchioni e J-Ax: "La salute mentale non è una vergogna" di Pasquale Quaranta La salute mentale è salute. Fondazione Vecchioni...

11/05/2026

𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐺𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑙𝑜𝑔𝑎𝑛.

“Gentile Direttore,
ho letto con molta attenzione l’interessante analisi del prof. Ricolfi pubblicata dal suo giornale e devo ammettere che ha suscitato in me sensazioni contrastanti.

C’è un riflesso quasi automatico, nel dibattito pubblico italiano, che merita di essere guardato con più freddezza: ogni volta che si parla di disagio, fragilità, crisi sociale, si invoca – talvolta con tono salvifico – la psicologia. È un punto che non può essere liquidato con sufficienza, perché pone una domanda lecita: stiamo trasformando ogni fatica della vita in un caso clinico?

Il rischio esiste. Ma fermarsi qui può essere un errore speculare che alimenta polarizzazioni, rischiose per il benessere della popolazione. Perché mentre discutiamo di “psicologizzazione della società”, la realtà intorno a noi racconta tutt’altro: la psicologia, nei servizi pubblici, è marginale, residuale, spesso l’ultima ruota del carro tra gli operatori sanitari.

Meno del 7% di presenza nei servizi è un dato poco rassicurante che dovrebbe far sobbalzare. Nell’offerta di salute, siamo molto lontani da un “overbooking” di psicologi e, invece, testimoni di una clamorosa insufficienza. Allora il punto non è se si parli troppo di psicologia.

Il punto è che se ne parla tanto ma si investe poco. Il cosiddetto “bonus psicologo” ne è l’esempio perfetto: grande visibilità politica, risorse limitate, accesso incerto destinato a pochi. Una misura che intercetta il bisogno, circa 800mila domande, ma non costruisce sistema. È la logica della misura emergenziale, non quella della strategia strutturale.

Qui si inserisce un secondo equivoco, più sottile: confondere la cura con la prevenzione. La prima arriva quando il problema è già esploso; la seconda lavora prima, quando si può evitare che il disagio, la crisi evolutiva, lo stress accumulato diventino patologia. Eppure, nel nostro modello sociale, la prevenzione psicologica resta ancora un timido corpo estraneo, quasi un lusso teorico.

C’è poi un ultimo punto, spesso rimosso perché meno spendibile mediaticamente: la prevenzione non produce consenso immediato. Non si inaugura, non si fotografa, non si taglia con un nastro.

È un processo lento, che chiede continuità e due qualità preziose e quindi rare nel ciclo breve della politica. E resta ai margini intrappolata nel paradosso: in una fase storica segnata da instabilità, pressione sociale, violenze e aggressività diffuse, trasformazioni profonde nel mondo del lavoro e delle relazioni, proprio ciò che servirebbe di più – strumenti diffusi di lettura del reale, gestione e accompagnamento del disagio – è ciò che meno viene offerto.

Dire, allora, che non tutto è psicologia è corretto. Basta non usarlo come alibi per aggirare il problema e rallentare la presenza solida della psicologia nella sanità pubblica e nei contesti educativi, perché diventerebbe una scorciatoia intellettuale. E anche politica.

Eppure, è proprio lì che si gioca la partita più seria: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi territoriali, negli ambienti sportivi, dove le persone vivono, dove la presenza dello psicologo non dovrebbe essere un’eccezione o soltanto sperimentazione, ma una componente ordinaria.

Non per trasformare ogni disagio in terapia, ma per arrivare in tempo e permettere a ciascuno di far ripartire le autonome risorse personali per affrontare le proprie fatiche. Questo sarebbe un reale risparmio di costi e di salute.

Il punto di equilibrio, dunque, non sta tra due estremi – tutto è psicologia o niente lo è – ma in una distinzione più esigente: riconoscere che ogni difficoltà non richiede necessariamente lo psicologo, ma che una società senza psicologia accessibile nei territori e integrata tra le professioni sociosanitarie è una società più fragile, poco vista e ascoltata.

La società del giorno dopo, quella delle cronache sui giornali, in cui si continua a intervenire tardi, quando il costo umano ed economico è già esploso. La vera sfida è uscire dalla retorica.

Meno slogan, più architettura. Meno bonus, più sistema. E soprattutto, finalmente, più prevenzione: quella che non fa notizia, ma che può cambiare la vita di molte persone di ogni fascia d’età.”

𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐆𝐮𝐥𝐢𝐧𝐨
Presidente Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi

07/05/2026

In questo articolo su Leggo si affronta il tema della depressione post partum, una condizione che in Italia riguarda ogni anno tra le 40.000 e le 50.000 donne e che, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 50% dei casi non viene riconosciuta in tempo.

«Il concetto di maternità felice è una delle trappole psicologiche più insidiose», sottolinea Massimo Aiello, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Calabria. «Si ha l'idea che la mamma debba per forza sorridere e questo rappresenta uno standard errato. Si crea un divario tra la realtà vissuta e l'aspettativa sociale, quasi un'esigenza estetica di essere felici, mentre invece si prova tutt'altro: paura di non essere all'altezza, paura di sbagliare».

Una pressione costante che può trasformarsi in isolamento, senso di inadeguatezza e sofferenza emotiva. «È possibile amare il proprio figlio ma anche, contemporaneamente, detestare la condizione di fatica che si sta vivendo», continua Aiello.

«Parlarne con uno psicologo aiuta a comprendere che questo meccanismo non è una colpa, ma un processo che incide pesantemente sullo stress percepito e sull'umore».

L’articolo mette inoltre in evidenza quanto sia importante sapere che esistono percorsi di supporto accessibili e concreti per chiedere aiuto. «È utile rivolgersi al medico di famiglia per escludere cause organiche, ma l'opzione più diretta è il consultorio. Lì opera un'équipe multidisciplinare, psicologi, ginecologi, ostetriche, che si prende cura non solo della donna, ma della coppia. Chiedere aiuto non è difficile, basta una telefonata».

Centrale anche il tema della prevenzione e del sostegno intorno alla madre già prima della nascita del bambino: «Il corso pre-parto è l'arma più efficace. Serve a sfatare il mito della mamma perfetta e permette ai partner di acquisire la capacità di diventare custodi del benessere della compagna». Un supporto che, secondo Aiello, deve rispettare i bisogni e i confini della donna.

«Bisogna stabilire confini chiari», conclude Aiello. «Non dispensate consigli se non richiesti, non prendete il bambino dalle braccia della mamma se non lo chiede lei. Lo spazio mentale della madre è sacro».

Per approfondire👇
https://www.leggo.it/crescere_insieme/06_maggio_2026_depressione_post_partum_sintomi_durata_cura_psicologo_psichiatra_famiglia-9493576.html

06/05/2026

Il CNOP celebra il 6 maggio 2026 la Giornata mondiale della salute mentale materna, che ricorre ogni anno il primo mercoledì di maggio, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del benessere psicologico in gravidanza e nel post-partum, promuovendo prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, questa giornata invita a superare stigma e tabù, sostenendo le madri e il nuovo nucleo familiare.

Diventare genitori è un processo complesso e trasformativo, spesso accompagnato da emozioni contrastanti, stress e cambiamenti profondi. L’idea di una maternità sempre serena non riflette la realtà: secondo l’OMS, circa 1 donna su 5 sperimenta ansia o depressione nel periodo perinatale, con possibili conseguenze anche gravi per la salute della madre e per lo sviluppo del bambino.

Nonostante ciò, il disagio psichico perinatale è ancora poco riconosciuto, anche a causa di condizionamenti culturali e aspettative idealizzate che rendono difficile chiedere aiuto. I sintomi possono emergere durante la gravidanza e nei primi anni dopo il parto e riguardano donne di ogni età, cultura e condizione sociale.

Riconoscere precocemente i segnali, promuovere una cultura del supporto e rafforzare le reti di sostegno, a partire dal ruolo dei partner, è fondamentale per intervenire in modo efficace. Allo stesso tempo, è necessario un impegno delle istituzioni per garantire servizi adeguati e accessibili, aumentando la consapevolezza e il sostegno alla salute mentale materna, che riguarda l’intera famiglia e la comunità.

“𝑃𝑒𝑟 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜.”
𝐸̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑑𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎, 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑖.
𝑅𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 “𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒” 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑙 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜.

01/05/2026

In occasione del 1° maggio, Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori, celebriamo il valore del lavoro non solo come diritto, ma come dimensione fondamentale della vita delle persone e della comunità.

Il lavoro contribuisce a costruire identità, relazioni e senso di appartenenza. È uno spazio in cui si intrecciano competenze, responsabilità e riconoscimento, elementi essenziali per il benessere psicologico e sociale.

In un tempo in cui il lavoro cambia rapidamente, è sempre più importante promuovere contesti lavorativi sicuri, sostenibili e rispettosi della dignità della persona, capaci di valorizzare le risorse individuali e prevenire ogni forma di disagio.

28/04/2026

📢 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐝𝐨𝐟𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐮𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞

In occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, l’Ordine promuove un incontro di formazione e aggiornamento sullo sfruttamento sessuale online ai danni di minori.

A partire dai dati e dall’esperienza della Polizia Postale, l’evento offrirà un approfondimento sulle vecchie e nuove forme di sfruttamento che coinvolgono bambini, bambine e adolescenti, sia come vittime sia, in alcuni casi, come autori di reato.

👥 L’équipe di psicologi e psicologhe della Polizia Postale, che affianca questo lavoro specialistico della Polizia, illustrerà i principali fenomeni e le strategie istituzionali attualmente in atto per il loro contenimento e la loro prevenzione, in un’ottica di dialogo tra professionisti e di costruzione di sinergie operative.

A seguire, sarà approfondito il lavoro di prevenzione e di intervento nelle scuole e nella giustizia minorile con adolescenti coinvolti in questi reati, grazie al contributo di una professionista esperta in giustizia riparativa.

📅 Martedì 5 maggio 2026 | 9.00 – 13.00
📌 Via Ostiense 131/L

👉Per partecipare, prenotati ora: https://ordinepsicologilazio.it/eventi/pedofilia

25/04/2026

In occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione, celebriamo quest’anno gli 80 anni della nascita dell’Assemblea Costituente, della vittoria della Repubblica e la conquista del voto alle donne: passaggi decisivi che hanno trasformato radicalmente la vita democratica del Paese, ampliando l’accesso ai diritti e alla rappresentanza.

Nel 2026 si celebrano i 556 deputati, incluse 21 donne, che tra il 1946 e il 1948 scrissero la Costituzione Italiana, dando forma a un lavoro collettivo, fatto di confronto e responsabilità, da cui è nato un patto sociale che ancora oggi rappresenta il fondamento della nostra convivenza e della tutela dei diritti di tutti.

Una data che richiama il valore della memoria condivisa, della responsabilità collettiva e della partecipazione come fattori essenziali per la coesione della comunità. La democrazia non è solo un assetto istituzionale, ma un processo vivo che si rinnova nella cura delle relazioni, nel riconoscimento dell’altro e nella tutela dei diritti di ciascuno.

Indirizzo

Rieti
02100

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