Andrea Bertino

Andrea Bertino Osteopath; High Performance Coach; International Spinning® M.I.; Functional Training M.I.; MSc. in

05/01/2026

Ti stai preparando per un concorso nelle forze armate, la data si avvicina e tac dolore alla spalla?

Scopri cosa ti sta sabotando, davvero, a livello fisico e mentale.

20/12/2025

🌟 Un nuovo prima e dopo di un percorso integrato corpo–mente con

Ieri una donna di 90 anni entra in studio zoppicando.

Era il suo compleanno e da 10 anni conviveva con una sensazione profonda e persistente.

Un coltello sotto la scapola dx, che influenzava il suo modo di camminare e muoversi.

La parte più sorprendente?

Nessuno, prima, le aveva fatto 2 domande semplici.

1 - Nel suo passato c’erano stati diversi eventi corporei, tutti sul lato dx: una distorsione al ginocchio, una frattura al bacino e al polso, una lussazione al gomito.

Eventi lontani nel tempo, ma mai realmente considerati insieme.

Eppure, spesso, è molto più importante comprendere chi abbiamo davanti piuttosto che concentrarsi solo su ciò che si manifesta.

2 - La personalità costruisce la realtà personale.

E la realtà personale si riflette nel corpo.

Le ho spiegato come le esperienze vissute dal corpo, anche dopo molti anni, possano restare memorizzate nel sistema.

E che lavorare solo su ciò che “suona” non è sufficiente, se non si ripristina il tessuto che collega e mette in relazione tutte le strutture.

È come cercare di spegnere un allarme che risuona in tutta la casa partendo dalla cucina,
quando in realtà è necessario intervenire sull’interruttore generale.

Da lì è iniziato il lavoro manuale.

Attraverso i punti di accesso al sistema nervoso, abbiamo accompagnato il corpo verso la terza Stagione di corpo e mente:
quella in cui il respiro diventa più omogeneo e il movimento più libero.

Abbiamo poi lavorato sul rilascio dei muscoli espiratori, e su alcune aree dell’avambraccio e del torace dx, sempre in un’ottica di integrazione.

Quello che vedi nel prima e dopo è il risultato di un lavoro che ha considerato corpo, respiro, sistema nervoso e mente come un’unica unità, osservabile al termine della sessione.

Forse, senza saperlo, è stato un bel regalo per il suo 90º compleanno.

Ogni esperienza è unica.

Ma quando il sistema viene ascoltato nel suo insieme… il cambiamento diventa possibile.

Vuoi capire perché questo approccio è diverso?

Scrivi SCHIENA nei commenti 👇

📞 340.62.04.096
📍 Roccalumera (ME) — Via Umberto I, 422

16/12/2025

🎥 Oggi in studio è venuto a trovarmi Pio Andrea Peri, dronista e creator che passa le giornate tra voli spettacolari e riprese mozzafiato.

Solo che due mesi fa, durante una partita a calcetto, un salto gli ha lasciato un ricordo pesante: una caviglia gonfia e rigida.

Ha fatto tutto quello che chiunque avrebbe fatto: fisioterapia, tecar, farmaci.

Eppure, nonostante gli sforzi, qualcosa non tornava.

La caviglia era ancora “in difesa” e gonfia come una mongolfiera.

👉 Vedi, il punto è proprio questo…

Spesso ci si concentra solo su dove fa male, ignorando che il corpo è un sistema.

Dunque dare attenzione solo alla caviglia, come in questo caso, non basta.

Il motivo?

Quando il corpo subisce un trauma, entra nella prima stagione di corpo e mente.

Quella fase di protezione in cui tutto rallenta, si chiude, si blocca.

Così se non lo aiutiamo a uscire da quella modalità, il sistema rimane intrappolato lì… anche mesi, talvolta anni dopo.

Ecco perché con “A Schiena Dritta” e “Reset Flow” non mi limito a lavorare sul sintomo,
ma agisco sui punti di accesso del sistema nervoso, sui tessuti che gestiscono il drenaggio e il dialogo tra le strutture.

In questo modo il corpo può riorganizzarsi da solo, ritrovando il suo ritmo naturale.

💬 Non è “magia” né “miracolo”: è fisiologia.

Solo che va letta con una logica diversa da quella classica del “spingo dove fa male”.

A fine seduta, la caviglia di Pio era già più sgonfia, più mobile, e — soprattutto — più “sua”.

Perché quando il corpo smette di proteggersi… ricomincia a fidarsi.

E il benessere ritrova il suo spazio naturale.

15/12/2025

🌟 Un nuovo prima e dopo di un percorso integrato corpo–mente con “A Schiena Dritta”

Una donna di 37 anni entra in studio zoppicando.

Ha lavorato per anni come cameriera.

Oggi svolge un lavoro che la costringe a stare molte ore seduta.

Col tempo, quella sensazione profonda che partiva dalla zona del bacino e scendeva lungo la gamba è diventata sempre più presente.

La frase che ha detto appena entrata è stata chiara:

“Alla mia età non ci si può ridurre così.”

Come spesso accade, l’attenzione era tutta sul punto che faceva male.

Ma quando il corpo vive a lungo sotto carico, non è mai solo una questione locale.

Nel nostro dialogo iniziale le ho spiegato come funziona la realtà del corpo: nella vita esistono eventi significativi che, proprio perché il nostro organismo funziona molto bene, portano il sistema a entrare nella prima Stagione di corpo e mente.

Una fase fatta di tensione, rigidità e allerta, in cui – consapevolmente o meno – ci si concentra su ciò che non va, invece che sulla causa.

Da lì siamo passati al lavoro manuale.

Attraverso i punti di accesso al sistema nervoso, abbiamo accompagnato il corpo fuori dalla protezione, verso una condizione più disponibile al cambiamento.

Il passaggio è avvenuto dalla prima alla terza Stagione: quella in cui il respiro diventa più omogeneo, il movimento più libero e il corpo smette di difendersi continuamente.

Quello che vedi nel prima e dopo è il risultato di un lavoro integrato su corpo, respiro, sistema nervoso e mente, osservabile al termine della sessione.

Questo è il cuore di “A Schiena Dritta”: non lavorare sul sintomo, ma accompagnare il sistema verso una nuova organizzazione.

Ogni esperienza è unica.

Ma quando il corpo esce dall’allerta… il cambiamento diventa possibile.

Vuoi capire perché questo approccio è diverso?

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e’ il primo, l’unico e originale sistema in Italia 🇮🇹 davvero e integralmente rivolto alla salute di corpo e mente.

13/12/2025

Molti performer, cantanti e artisti con cui parlo mi dicono la stessa cosa:

“Io mi alleno già.”

“Faccio respirazione.”

“Curo la tecnica.”

Ed è vero.

Il punto non è che non stai facendo abbastanza.

Il punto è da dove parti ogni volta che canti, provi o sali su un palco.

Quando usi la voce ogni giorno — ore di canto, prove intense, ripetizioni continue — il corpo si adatta.

Il sistema nervoso normalizza un certo livello di attivazione.

Non perché sbagli.

Non perché fai qualcosa di scorretto.

È fisiologia.

Il problema è che quel livello non viene mai “svuotato” del tutto.

E anche se:

– fai esercizi di respirazione;
– lavori sul diaframma;
– fai stretching o mobilità…

…se il sistema nervoso è tarato su quello “stato di carico”, non torni mai davvero alla BASELINE.

👉 Questo non significa che sei rigido.

👉 Significa che sei adattato.

Ed è qui che iniziano alcune conseguenze che molti normalizzano:

– recuperi vocali più lenti;
– sensazione di dover “spingere”;
– range che non si esprime del tutto;
– più tensione quando l’intensità sale.

E attenzione ⚠️ : non è l’ansia il problema.

Un po’ di ansia prima di una performance è normale.

Fa parte del mestiere.

Il punto è se il tuo corpo è pronto a sostenerla oppure se parte già carico.

Reset Flow nasce esattamente qui.

Non per insegnarti a fare di più.

Non per correggerti.

Non per aggiungere tecniche.

Ma per riportare il corpo e il sistema nervoso a uno stato di base più libero, da cui la voce può usare tutto il suo arco, recuperare prima e sostenere l’intensità senza entrare in protezione.

E no, non è solo per chi “sta male”.

Anche chi ha già una grande voce, talento e carriera spesso scopre che stava usando solo una parte del proprio potenziale semplicemente perché non partiva mai davvero da zero.

Se questo concetto ti risuona, non è perché ti manca qualcosa.

È perché forse è il primo tassello che non avevi mai considerato.

👇

Commenta questo reel con la parola CARRIERA
se vuoi capire come applicare questo approccio al tuo percorso.

12/12/2025

Il mio lavoro è aiutare chi si affida, ma soprattutto proteggere.

E in coscienza non propongo un trattamento, quando non lo ritengo sicuro.

Questo non vuol dire lasciarti solo, né che non ci sia nulla da fare.

Vuol dire scegliere la strada più prudente e giusta in un preciso momento.

E a volte la “cura” migliore è evitare ciò che potrebbe creare problemi.

12/12/2025

Corpo DOLORANTE e non LIBERO DI MUOVERSI come quello di altre persone?

No, vero?

Se ti dicessi che non serve fare di più, ma solo le INFORMAZIONI CORRETTE, forse non mi crederesti.

Eppure guarda qui… 👇🏻

Se hai già intrapreso diversi percorsi ma continui ad avvertire fastidi ricorrenti, forse il punto non è “fare di più”, ma capire meglio come funziona il tuo corpo.

L’organismo non lavora per compartimenti stagni.

È regolato da sistemi che comunicano continuamente tra loro.

nasce proprio da questa osservazione:

un approccio integrato che mette in relazione:

– sistema nervoso;
– respirazione;
– struttura;
– consapevolezza…

…con l’obiettivo di favorire una migliore organizzazione funzionale nel tempo.

Non sostituisce valutazioni o percorsi sanitari.

Non promette risultati.

Aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza
e a orientarsi con più criterio nelle scelte che riguardano il proprio corpo.

📩 Se vuoi partire da un primo step informativo,
scrivi PAINLESS nei commenti.

Riceverai un breve test orientativo pensato per aiutarti a osservare come utilizzi il tuo corpo
e da dove potrebbe avere senso iniziare ad approfondire.

P.S. Il video è tratto da una sessione reale,
con persone reali, in un contesto autentico di lavoro e spiegazione.

10/12/2025

🌟 Un nuovo prima e dopo di un percorso integrato corpo–mente con

Marcella, 36 anni, è arrivata in studio dicendo:

“Mi sto accartocciando. Sono tutta ingobbita. Non riesco più a stare dritta.”

Negli ultimi anni ha affrontato diversi eventi significativi: un intervento per un fibroma sottosieroso, impianti dentali, tensione cervicale costante, trapezi contratti, aerofagia e l’uso quotidiano del bite.

Il suo obiettivo?

Migliorare la postura e alleggerire la zona cervicale.

Come molti, pensava fosse “solo posturale”.

Ma quando il corpo vive a lungo in protezione, lavorare sulla zona che dà fastidio significa considerare solo una piccola parte del sistema.

Per questo siamo partiti da un dialogo iniziale: la realtà personale influisce su quella corporea… e viceversa.

Le ho mostrato come certi eventi possano mantenere il sistema nella prima Stagione della Salute, quella dell’allerta: corpo teso, attenzione su ciò che non funziona, miglioramenti che durano poco perché il sistema resta in difesa.

Poi abbiamo esplorato le 5 macrocategorie dell’attenzione: lavoro, relazioni, corpo, emozioni, futuro.

Quando l’attenzione resta bloccata su ciò che manca o preoccupa, il corpo risponde irrigidendosi e il respiro cambia.

Da qui siamo entrati nel lavoro manuale:
abbiamo attivato i punti di accesso del sistema nervoso per accompagnarla dalla prima alla seconda Stagione, dove si liberano risorse utili alla riorganizzazione.

E infine verso la terza Stagione, in cui il corpo diventa più mobile e il respiro più libero.

Il risultato?

È ciò che vedi nel reel: un corpo meno contratto, più presente e con una diversa organizzazione già al termine della prima sessione.

Questo è il cuore di : integrare corpo, percezione, respiro e sistema nervoso in un’unica direzione, rispettando tempi e risposte individuali.

È il primo, l’unico e l’originale sistema in Italia dedicato alla salute integrata di corpo e mente.

Ogni esperienza è unica.

Ma quando il sistema smette di proteggersi… molte cose possono iniziare a cambiare.

Vuoi capire perché questo approccio è diverso?

Scrivi SCHIENA nei commenti 👇

📞 340.62.04.096
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10/12/2025

E se il tuo dolore non fosse solo nel corpo… ma in un ‘cappotto’ che non hai scelto?

Oggi ti racconto la storia di una ragazza di circa quarant’anni che è venuta a trovarmi ieri pomeriggio in studio.

Si sentiva accartocciata, con la schiena... storta.

Riferiva di avere problemi di postura e in particolare percepiva un certo peso, una certa tensione sulle spalle.

Così da sentirsi come se avesse un vestito su una gruccia... appoggiato sulle spalle appunto.

Con lei oltre al lavoro prettamente manuale, sui punti di accesso che permettono al sistema nervoso di autoregolarsi e dunque far sì che il corpo non abbia più bisogno di tenere il dolore vivo, abbiamo fatto qualcosa di diverso.

Le ho raccontato un aneddoto che ho letto in un libro diversi anni fa, relativo ad un cappotto che probabilmente nessuno di noi ha scelto.

Scopri di più, guarda il video.

PS.: Se il messaggio all’interno di questo contenuto ritieni possa essere utile a qualcuno, condividilo o mandaglielo personalmente.

resetflow

08/12/2025

Alimenta la tua fame.

Riconosci con gioia il meglio di te.

Sorridi autenticamente con le labbra, con gli occhi e con il cuore.

La Vita è una, oggi.

05/12/2025

🌟 Un nuovo prima e dopo di un percorso integrato corpo–mente con

Roberta, 27 anni (vive al Nord), ogni giorno deve essere “sul pezzo”.

Due anni fa si è svegliata talmente bloccata da non riuscire ad alzarsi dal letto.

Negli ultimi mesi, è bastato sollevare una confezione d’acqua per riattivare tutto: rigidità, paura di muoversi, notti spezzate.

Aveva provato di tutto: tecar, massaggi, punture, farmaci, integratori.

Il sollievo arrivava… e poi tornava.

E con lui, anche lo stress.

Come molti, pensava fosse “solo una questione di muscoli”.

Ma lavorare sulla zona che fa male significa guardare solo una piccola parte del sistema.

Nel nostro percorso siamo partiti da ciò che di solito non si vede:

🔹 La prima Stagione della Salute

Quando il corpo è in allerta tutto si irrigidisce, ci si concentra su ciò che non si può fare e i miglioramenti durano poco perché il sistema rimane in protezione.

🔹 Le Reti Attentive

Durante la giornata l’attenzione oscilla tra lavoro, relazioni e preoccupazioni.

Quando resta bloccata su ciò che manca o fa paura, il corpo risponde irrigidendosi.

🔹 La Triade del Cambiamento

Corpo, comportamento e percezione sono collegati: quando iniziano a muoversi insieme, il sistema trova modi più funzionali per organizzarsi.

🔹 Il corpo che smette di difendersi

Quando l’allerta si abbassa, il respiro si distribuisce meglio, il peso si appoggia in modo più omogeneo e i movimenti diventano meno faticosi.

Le immagini mostrano ciò che è emerso alla fine della prima sessione personalizzata: un corpo più presente, meno in difesa, con una nuova organizzazione.

Questo è il cuore di : integrare corpo, percezione, respiro e sistema nervoso in un’unica direzione.

Ogni esperienza è unica.

Ma quando il sistema smette di proteggersi… molte cose iniziano a cambiare.

Vuoi capire perché questo approccio è diverso?

Scrivi SCHIENA nei commenti 👇

📞 340.62.04.096
📍 Roccalumera (ME) — Via Umberto I, 422

riequilibrio sistemanervoso

01/12/2025

Le persone che si percepiscono meritevoli d’amore sono in grado di spendere se stesse per un noi, senza perdere l’io.

Questo rende il sistema nervoso più organizzato.

Si abbassa l’iper-allerta e si distendono i circuiti legati a lotta e fuga.

Perché le relazioni non vengono vissute come un campo di battaglia ma come una base sicura.

Le persone che sentono di essere meritevoli d’amore hanno amore da dare.

Così quando possono esprimerlo, aumentano molecole come ossitocina e serotonina, che favoriscono connessione, calma, fiducia, migliorando umore, qualità del sonno e perfino la percezione del dolore.

Le persone che si sentono meritevoli d’amore cercano un partner con cui costruire, non da sottomettere.

Dunque un’alleanza relazionale sana migliora la regolazione emotiva, riduce il rischio di relazioni tossiche e crea un contesto in cui entrambe le persone possono crescere invece di consumarsi a vicenda.

Le persone che si sentono meritevoli d’amore vedono il proprio partner come un complice.

Questo abbassa la frequenza cardiaca, riduce la tensione cronica e toglie pressione alle pareti del cuore, perché non si vive costantemente in allerta o nella paura dell’abbandono.

Le persone che si sentono meritevoli d’amore sanno agire per soddisfare i bisogni dell’altro oltre che i propri.

Quando si attivano empatia e comportamenti di cura, entrano in gioco ossitocina e dopamina: aumentano senso di significato, motivazione, resilienza allo stress.

Dunque, perché le persone che si sentono meritevoli d’amore sono più sane?

Perché non è solo una frase motivazionale: è un modo di stare al mondo che regola il sistema nervoso, protegge il cuore e rende le relazioni un luogo di cura, non di guerra.

E tu, oggi, ti senti davvero meritevole d’amore… o stai ancora cercando di guadagnartelo a fatica?

Scrivilo nei commenti

PS. Questo è il tipo di lavoro che faccio: aiutare le persone a regolare il sistema nervoso e costruire relazioni più sane partendo dal corpo.

Indirizzo

Roccalumera
98027

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