Psicologa Alina Mustatea

Psicologa Alina Mustatea Sono Alina, psicologa clinica,giuridica,psicodiagnosta e coordinatore genitoriale. Mi occupo di relazioni, autostima e crescita personale.

Ti aiuto a uscire dalla sofferenza e a ritrovare la tua serenità. 🔗 https://www.miodottore.it/z/roiWQh

17/04/2026
31/03/2026
21/02/2026

IL TRAUMA È ANCHE CIÒ CHE NON ACCADE...
Il trauma include...
Trascuratezza fisica ed emotiva.
Silenzio punitivo.
Mancanza di supporto.
Assenza e mancanza di cura.
Negazione dei bisogni primari
Ignorare paure e pianti...
Privare il bambino del gioco
Negare o distorcere la verità
Inculcare paure per controllare i figli

Queste situazioni fanno percepire la terribilesensazione: IO NON ESISTO.

In questi casi molto spesso non si hanno ricordi ma sensazioni.

Per ritornare a esistere è fondamentale recuperare la RELAZIONE prima in terapia e poi con gli altri.

Il terapeuta fa da specchio per aiutare il paziente a percepirsi fino ad arrivare a sentire che ESISTE e MERITA AMORE.
Questo passaggio richiede una delicata fase di CO-REGOLAZIONE, fondamentale per guarire i traumi emotivi e rendere la persona autonoma nella gestione di relazioni sufficientemente sane.

Annarita Bavaro

20/02/2026

Perché ci ammaliamo proprio quando siamo più stanchi?
​Ti è mai capitato di correre come un treno per settimane, tra scadenze e impegni, e poi crollare con l'influenza o un fastidioso herpes proprio nel primo giorno di vacanza? Non è sfortuna, è il modo in cui il tuo corpo ti dice che ha esaurito le scorte.
​Il legame tra stress e sistema immunitario è un dialogo biochimico continuo. Quando siamo sotto pressione, il nostro cervello ordina il rilascio di cortisolo, l'ormone dello stress. In dosi massicce e prolungate, però, il cortisolo si comporta come un interruttore che "spegne" le nostre difese: i globuli bianchi diventano meno reattivi e il nostro scudo protettivo si assottiglia.
​In pratica, mentre tu sei concentrato a combattere le sfide esterne (il lavoro, le preoccupazioni, la frenesia), il tuo esercito interno depone le armi perché è troppo impegnato a gestire l'emergenza nervosa.
​Cosa possiamo fare?
Non serve eliminare lo stress (spesso è impossibile), ma dobbiamo imparare a dare al corpo i giusti segnali di "cessato allarme". Una camminata all'aria aperta, qualche minuto di respirazione profonda o, banalmente, proteggere il nostro sonno, sono messaggi biochimici che dicono al sistema immunitario: "Puoi tornare al lavoro, l'emergenza è passata".
​Prenderti un momento per respirare non è un lusso, è la prima linea di difesa per la tua salute

05/02/2026

QUANDO UN GENITORE È IMMATURO

Quando un figlio prova rabbia o prende le distanze da un genitore, spesso quel genitore non riesce a riconoscere di aver trasmesso ferite emotive o di aver chiesto, in modo implicito, al figlio di diventare il suo “genitore” o il “partner” sostitutivo.

Essere genitori è complesso. Ma quando non abbiamo elaborato le nostre ferite, o non siamo in grado di vederle, finiamo per chiedere ai figli responsabilità che non spettano loro.

Bert Hellinger ricorda che i genitori danno e i figli prendono: è una delle leggi dell’Amore nelle costellazioni familiari. L’amore e la vita scorrono dai genitori ai figli, non il contrario. Rispettare questa gerarchia è fondamentale per l’equilibrio emotivo dei figli, che non dovrebbero mai sentirsi obbligati a dare ai genitori ciò che non compete loro.

Un genitore non può pretendere riconoscenza solo per aver dato la vita perché è un dono che si fa senza che venga chiesto ma raccoglierà ciò che ha seminato nella relazione, quando il figlio sarà adulto.

Eppure molti figli si ritrovano a fare da “genitori” ad adulti psicologicamente immaturi.

I bambini, per natura, sono centrati sui propri bisogni narcisistici. Ma quando questa struttura infantile non evolve, anche a 40, 50 o 60 anni si può restare psicologicamente adolescenti: incapaci di prendersi cura di sé, degli altri e della propria realizzazione.

Nessun genitore, nemmeno il più amorevole, può evitare completamente di ferire i propri figli. Nel tentativo di non ripetere gli errori dei nostri genitori, finiamo per commetterne altri.

Quando però le ferite sono troppo profonde, o quando l’autorità adulta viene esercitata con malizia, l’immagine interna del genitore e dell’archetipo genitoriale si distorce.
Il bambino cresce, ma non matura davvero.

Gli psicologi definiscono questo adulto come “narcisista”: qualcuno che non ha ricevuto la sua parte e continua ad aspettarsela da tutti. Il corpo invecchia, ma la coscienza non evolve in quella di un adulto.

08/01/2026

La crescita non potrà mai avvenire se aspettiamo passivamente qualcosa accada, trasformando la nostra esistenza.

Questa scelta di non responsabilità si paga molto cara con l’ “ammorbare” la nostra vita e quella di chi ci è vicino e trasmettendo/scaricando frustrazione sugli altri. Mai nella storia come in quest’epoca abbiamo avuto a portata di mano la possibilità di migliorarci sul piano culturale, fisico, emotivo.

Occorre prima di tutto volere il cambiamento, poi bisogna sudarselo. Affermazioni quali “ il mio carattere non me lo permette” o “ sono fatto così “ sono soltanto poveri alibi per giustificare la propria inerzia e nascondersi le paure.

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