Cinque Più Cooperativa Psicologi Bassano e dintorni

Cinque Più Cooperativa Psicologi Bassano e dintorni Siamo una squadra di psicologi e professionisti del benessere.

Lavoriamo insieme per aiutare bambini, adolescenti, genitori e insegnanti a stare meglio, a risolvere le difficoltà di ogni giorno e a ritrovare serenità in famiglia e a scuola. Lavoriamo insieme per aiutare bambini, adolescenti, genitori e insegnanti a stare meglio, a risolvere le difficoltà di ogni giorno e a ritrovare serenità in famiglia e a scuola.

👨‍👩‍👧‍👦Per genitori, ragazzi e scuole.
🤝Ti ascoltiamo senza giudizio.
🧭Insieme troviamo un piano che funziona.

“𝐶ℎ𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑣𝑢𝑜𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒?”, “𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑡𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒?”. Glielo chiediamo con amore, ma spesso anche con quella punta d...
09/02/2026

“𝐶ℎ𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑣𝑢𝑜𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒?”, “𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑡𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒?”.
Glielo chiediamo con amore, ma spesso anche con quella punta di ansia che trasforma il dialogo in un interrogatorio. E quando lui resta in silenzio, quel vuoto ci spaventa.

Il punto è che parliamo due lingue diverse: 𝐧𝐨𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐮𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 "𝐦𝐚𝐩𝐩𝐚" (pianificazione e strade sicure), mentre 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚. Per loro, il futuro non è un punto su una mappa, ma un orizzonte vuoto e a volte paralizzante.

𝐐𝐮𝐞𝐥 "𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐬𝐨" 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐫𝐨, 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚. In studio usiamo spesso questa metafora: quando insistiamo troppo con le domande, è come accendere fari abbaglianti nella nebbia. Non lo facciamo per ferire, ma l’effetto è che la strada diventa ancora più difficile da vedere.

Quel "non lo so" può 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢.
• 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐚: "Ho troppe opzioni e ho paura di scegliere quella sbagliata" (Paralisi da scelta).
• 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐫𝐚: "Nessuna delle strade che vedo mi assomiglia davvero".
• 𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐬𝐬𝐚: "Ho paura che la mia idea non sia all'altezza delle vostre aspettative" (Paura di deludere).

Non restare in attesa passiva. Trasformati da esaminatore a 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚:
1. 𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚: prova a sostituire "Hai deciso?", con: "𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑑𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑎 𝑚𝑒, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛'𝑜𝑟𝑎?".
2. 𝐎𝐟𝐟𝐫𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐢: Guardate insieme un documentario o un'intervista a un professionista su YouTube, senza commentare subito.
3. 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨: Racconta di quando anche tu ti sei sentito smarrito. Lo aiuterà a capire che l'incertezza è solo una parte del viaggio, non il fallimento della destinazione.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚̀: il silenzio di mio figlio nasce dalla confusione, dalla frustrazione o dalla paura del nostro giudizio?

Scrivici nei commenti quale di queste "voci" senti più vicina a tuo figlio in questo momento.

Ci sono momenti in cui l’unica cosa possibile è 𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞.Fare un respiro profondo.Osservare quello che sta succedendo....
06/02/2026

Ci sono momenti in cui l’unica cosa possibile è 𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞.
Fare un respiro profondo.
Osservare quello che sta succedendo.
Darsi tempo per riflettere, per approfondire, per capire meglio.
Confrontarsi con l’altro genitore, mettere insieme punti di vista, trovare un passo condiviso.

Non per decidere subito cosa fare,
Ma per esserci.
𝐄 𝐝𝐚 𝐥𝐢̀, 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢.

Di fronte a ciò che non funziona, la reazione più naturale è provare ad aggiustarlo. È comprensibile: con i figli, resta...
04/02/2026

Di fronte a ciò che non funziona, la reazione più naturale è provare ad aggiustarlo.

È comprensibile: con i figli, restare fermi può sembrare un errore.
Ma fermarsi non significa ignorare.
A volte, prima di fare, serve capire meglio.
𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢.�𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚.

Significa chiedersi quando accade:
𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑖 𝑓𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀�𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖, 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒, 𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒? 𝑆𝑢𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒? 𝑆𝑜𝑙𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖? 𝐶𝑜𝑛 𝑐ℎ𝑖? 𝐼𝑛 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜?

Prendersi del tempo per osservare significa evitare risposte affrettate, che rischiano di non cogliere il punto.

Nel nostro lavoro vediamo spesso che questo tempo fa la differenza. Aiuta i genitori a sentirsi meno confusi, più centrati. Non perché tutto si risolve subito, ma perché si smette di agire d’impulso e si comincia a guardare davvero, con attenzione, con intenzione.
𝐃𝐚 𝐥𝐢̀ 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐄 𝐩𝐨𝐢, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞.

Ecco i nostri appuntamenti per questo mese.Scorrete, e potete vedere tutti gli eventi formativi nei quali ci trovate e g...
01/02/2026

Ecco i nostri appuntamenti per questo mese.
Scorrete, e potete vedere tutti gli eventi formativi nei quali ci trovate e gli appuntamenti attivi nella nostra sede.

Per informazioni
📞 340 8387059
📧 info@cinquepiu.it

𝐈 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚-𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢.Non sempre perché vanno male, ma perché ciò che viene detto rest...
30/01/2026

𝐈 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚-𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢.

Non sempre perché vanno male, ma perché ciò che viene detto resta in testa anche dopo.

Ricordare che non sono un tribunale dove gli insegnanti emettono un giudizio sul figlio,
ma uno 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
può aiutare ad attraversare quel momento con maggiore chiarezza.

A volte, prima di intervenire,
serve solo prendersi il tempo di capire.

Sì, ci capita di utilizzare i mattoncini LEGO nei nostri laboratori quando incontriamo bambini, adolescenti e adulti.Nel...
28/01/2026

Sì, ci capita di utilizzare i mattoncini LEGO nei nostri laboratori quando incontriamo bambini, adolescenti e adulti.

Nel tempo abbiamo scoperto il grande potenziale di un materiale che, all’apparenza, è semplice: piccoli pezzi, di forme e colori diversi.
𝐄𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨.

Perché 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐢𝐚 𝐞 𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚.
E perché spesso 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞:
come mi immagino da grande?
come mi sento nella mia classe?
come percepisco la mia famiglia?
quali cambiamenti vorrei vedere?

Ma non solo.
Mentre si costruisce emergono molti aspetti:
come si affronta un compito,
come si reagisce quando qualcosa non funziona,
se si chiede aiuto o si prova a fare da soli,
se ci si ferma o si cercano strade diverse.

È un materiale semplice, eppure racconta molto di chi lo utilizza.
Spesso diventa una 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐝’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 per aprire uno spazio più profondo di riflessione, ascolto e lavoro condiviso.

A volte la svogliatezza è solo uno scudo. Vedere tuo figlio che "rimanda all'infinito" fa male e genera una frustrazione...
26/01/2026

A volte la svogliatezza è solo uno scudo.

Vedere tuo figlio che "rimanda all'infinito" fa male e genera una frustrazione profonda. È normale che tu ti senta così.

Ma dietro quel blocco spesso non c’è mancanza di impegno: c’è il timore di non farcela.

Quando cambi prospettiva, passi immediatamente dal conflitto alla collaborazione.

E a te è mai capitato di confondere la sua paura con la svogliatezza? Raccontaci nei commenti qual è stato il segnale che ti ha fatto cambiare idea.

Quando si parla di educazione si pensa spesso a regole, risultati, comportamento.Per noi educare significa qualcosa di p...
23/01/2026

Quando si parla di educazione si pensa spesso a regole, risultati, comportamento.
Per noi educare significa qualcosa di più complesso.

𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞.
Capire un bambino, un ragazzo, una famiglia.
Capire cosa c’è dietro una difficoltà a scuola,
una scelta che non arriva,
un’emozione che fatica a trovare spazio.

𝐍𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 “𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞” 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.
𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚𝐫𝐥𝐞 nei passaggi difficili,
insieme a genitori, insegnanti, educatori.

Educare, per noi, non è spingere.
𝐸̀ 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑟𝑠𝑖.
𝐸̀ 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑒.

È un lavoro lento, serio, quotidiano.
Ed 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞.

Ti ricordi quelle mani piccole che si aggrappavano al tuo collo? Era tutto semplice, istintivo.Oggi tuo figlio sta cresc...
21/01/2026

Ti ricordi quelle mani piccole che si aggrappavano al tuo collo? Era tutto semplice, istintivo.

Oggi tuo figlio sta crescendo velocemente e forse ti senti spiazzato di fronte a un’autonomia che non conosci ancora. È naturale fare un passo indietro per timore di essere invadenti o per proteggersi da un silenzio che fa male.

𝐌𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞. Spesso è solo il suo modo di capire chi sta diventando. Non serve la perfezione, puoi tenere aperta la porta con gesti più semplici:

• 𝑪𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒊 𝒖𝒏'𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆: “Mi manca un po' il nostro contatto, a te come va?”.

• 𝑪𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒊 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒊 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊: un "cinque" veloce, una mano sulla spalla o semplicemente sedersi vicini.

L'obiettivo non è forzare un gesto, ma 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. Perché rispettare il suo spazio è già un modo potentissimo per volersi bene mentre si cresce insieme.

💬 𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 "𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨" 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢? Raccontacelo nei commenti.

𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞.Le feste sono finite, si torna a orari dettati da scuola, lavoro, impegni, famigli...
19/01/2026

𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞.
Le feste sono finite, si torna a orari dettati da scuola, lavoro, impegni, famiglia.
A volte qualcosa si è accumulato, e può esserci nostalgia per i momenti di spensieratezza vissuti durante le vacanze.

Capita anche ai bambini e ai ragazzi.
E quasi sempre, quando un figlio è triste, la prima reazione dell’adulto è minimizzare:
“𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒”, “𝑣𝑒𝑑𝑟𝑎𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑒𝑟𝑎̀”, “𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑎 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑑 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜”.

𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐟𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨.
𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐞̀.
𝐄̀ 𝐮𝐧’𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
E come tutte le emozioni non chiede soluzioni, ma spazio.

La tristezza, se ascoltata,
fa meno paura di quanto immaginiamo.

I bambini e i ragazzi non hanno bisogno di adulti che cancellino la tristezza.
Hanno bisogno di 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚.

Quante volte vi siete chiesti se il tempo che vostro figlio passa davanti ai videogiochi sia un problema?La risposta non...
16/01/2026

Quante volte vi siete chiesti se il tempo che vostro figlio passa davanti ai videogiochi sia un problema?

La risposta non è in un semplice conteggio delle ore, ma come lo utilizza.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝'𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐞, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥'𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.

𝐁𝐞𝐧𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨: 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 "𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀".Magari hai appena chiuso il libretto dei voti o sei reduce da un ...
14/01/2026

𝐁𝐞𝐧𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨: 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 "𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀".

Magari hai appena chiuso il libretto dei voti o sei reduce da un colloquio che ti ha lasciato l'amaro in bocca o hai appena visto la pagella . E quel pensiero, che a volte non dici neanche ad alta voce, inizia a ronzare: "𝑀𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑓𝑎".

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐬𝐚𝐮𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. Mette te nel ruolo di chi deve sempre spingere e tuo figlio in quello di chi è perennemente sotto esame, creando un clima di tensione che si taglia con il coltello, specialmente a cena o durante i compiti.

Proviamo a creare un 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 di cosa significa davvero "fare di più": È la differenza tra costringerlo a stare seduto un’ora in più su un libro, tra sospiri e silenzi tesi, e scegliere invece di fermarsi perché vedi che i suoi occhi sono spenti.

𝐋'𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐬. Spesso significa avere il 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 "𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞" — quello che la società approva — per accogliere la realtà di un figlio che in questo momento ha semplicemente le pile scariche o ha paura di fallire.

Non è mancanza di impegno. Spesso è il bisogno di sentire che, anche se non "fa di più", 𝐥𝐮𝐢 𝐯𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀.

𝐑𝐄𝐍𝐃𝐈𝐀𝐌𝐎𝐋𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐑𝐄𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐓𝐄:

Per abbassare la pressione in casa oggi stesso, 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒖𝒏 "𝒅𝒐𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆" (𝒖𝒏 𝒗𝒐𝒕𝒐, 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒐, 𝒖𝒏'𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂) 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒆𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒂 𝒔𝒂𝒄𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒔𝒆𝒓𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒂 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒂 𝒗𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒖𝒐 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐?

Indirizzo

Via Giotto, 12
Romano D'Ezzelino
36060

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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