23/03/2026
👉🏻 Da una prospettiva psicologica, non stiamo guardando solo un bambino che impara a camminare su una panca, ma la costruzione dell’identità attraverso il rispecchiamento del care-giver.
😰 All’inizio, il bambino è in preda all’ansia (“Aiutami”, “No, non ce la posso fare”), in una relazione sana l’adulto non si lascia “contagiare” dal panico, ma co-regola l’emozione:
☺️ L’adulto rimane calmo: agisce da contenitore (funzione di holding) per la paura del bambino. Non nega la paura del piccolo, ma gli offre una prospettiva diversa (“Sii coraggioso”). Questo comunica al bambino un messaggio importante “vedo che sei in difficoltà, non svilisco la tua paura, ma ti dico che so che puoi farcela”.
👁️👁️ Il bambino non sa ancora chi è o cosa può fare, lo impara guardando come l’adulto lo guarda. Se l’adulto trasmette fiducia, il bambino interiorizza quella fiducia fino a farla propria.
Nota un passaggio importante: all’inizio il bambino chiede aiuto, ma dopo aver fatto propria la fiducia che ha visto negli occhi dell’adulto, dice: “Faccio io da solo!”.
La relazione empatica non crea dipendenza, ma genera potere individuale e trasformativo.
🧶 | Dott. Stefano Borioni - Psicologo e Psicoterapeuta
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