Pamela Pompa Psicologa

Pamela Pompa Psicologa Psicologa, Psicoterapeuta in formazione e CTP. ✨ Ricevo Online 💻

22/03/2026
𝐒𝐓𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐍𝐒𝐈𝐂𝐔𝐑𝐎Non è una patologia. È una ferita che parla.  Molte donne, tra i 30 e i 60 anni, arrivano ...
20/03/2026

𝐒𝐓𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐍𝐒𝐈𝐂𝐔𝐑𝐎
Non è una patologia. È una ferita che parla.

Molte donne, tra i 30 e i 60 anni, arrivano a un punto della vita in cui iniziano a guardarsi dentro con più sincerità.

Relazioni finite, amori complicati, delusioni che hanno lasciato segni profondi.

E spesso, in questo percorso, ci si imbatte in parole come “ansioso” o “evitante”.

E allora nasce il dubbio: “C’è qualcosa che non va in me?”

La risposta è no.

Non c’è nulla di “sbagliato”.
Non c’è nessuna diagnosi da temere.

Gli stili ansiosi ed evitanti non sono disturbi. Sono modi appresi di proteggersi, strategie nate quando eri più giovane, quando avevi meno strumenti, meno voce, meno libertà di scegliere.

Lo stile ansioso nasce spesso dal timore di non essere abbastanza, dal bisogno di sentirsi viste, scelte, rassicurate.

Lo stile evitante nasce dal timore opposto: quello di essere ferite, invase, deluse ancora una volta.

Non sono patologie. Sono fragilità relazionali, e come tutte le fragilità raccontano una storia.

La tua.

E la verità è che molte donne vivono così: forti fuori, ma con un cuore che ha imparato a difendersi come poteva. E questo non merita etichette, merita comprensione.

Quando smettiamo di chiamarle “disturbi” e iniziamo a chiamarle “ferite”, cambia tutto.

Perché una ferita può guarire. Una ferita può trasformarsi in consapevolezza, in confine sano, in scelta.

Non sei il tuo stile relazionale.

Sei ciò che stai imparando da esso.

Sei la donna che stai diventando mentre ti osservi con più gentilezza.

Sei la possibilità di costruire legami più sicuri, più maturi, più veri.

E ricordalo:

Non c’è età per cambiare.
Non c’è età per guarire.
Non c’è età per imparare ad amarsi meglio. ✨

19/03/2026

𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢 non significa più incarnare un'autorità distante, ma partecipare attivamente a un sistema relazionale complesso che definisce l'identità del bambino.

𝐋'𝐀𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐨: La ricerca di Michael
Lamb (The Role of the Father in Child
Development) ha dimostrato che il padre non è un "genitore di serie B". Il bambino sviluppa con lui un legame di attaccamento autonomo e qualitativamente identico a quello materno, fondamentale per la sicurezza emotiva futura.

𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 "𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞": Secondo gli studi longitudinali di Klaus e Erna Grossmann, il padre esercita una "sfida sensibile". Attraverso il gioco fisico e l'esplorazione, incoraggia il bambino ad aprirsi al mondo esterno e a gestire il rischio, bilanciando il ruolo protettivo della madre.

𝐋𝐚 𝐁𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐮𝐫𝐚: Le neuroscienze, con i lavori di Ruth Feldman (Psychoneuroendocrinology), confermano che la paternità modifica il cervello maschile: nei padri coinvolti aumentano i livelli di ossitocina e diminuisce il testosterone, attivando circuiti neurali di empatia e accudimento simili a quelli materni.

Buona festa del papà a tutti voi ✨

06/03/2026

Le persone emotivamente stabili non cercano conflitto.
Non hanno bisogno di svalutare, dominare o ferire per sentirsi rilevanti.

La ricerca in psicologia e neuroscienze è chiara:
comportamenti ostili e negatività cronica non sono tratti di personalità,
ma strategie di regolazione dello stress.

Quando il sistema nervoso percepisce insicurezza, frustrazione o perdita di controllo,
l’aggressività diventa un modo rapido, ma disfunzionale, per scaricare tensione.

Al contrario, chi ha sviluppato una buona autoregolazione emotiva
tende a proteggere le proprie risorse cognitive,
a non proiettare sugli altri il proprio disagio
e a mantenere confini chiari anche sotto pressione.

Il modo in cui una persona ti tratta
racconta molto più del suo stato interno
che del tuo valore.

La gentilezza non è debolezza.
È spesso il segnale più visibile
di un sistema nervoso che non è in modalità difensiva.

Passaparola ✨

05/03/2026

Il bisogno di avere sempre ragione nasconde una profonda insicurezza e la paura di essere svalutati.
La vera intelligenza sta nella capacità di ascoltare, di imparare e, se necessario, di cambiare idea.

04/03/2026

Se le situazioni e le persone che altri eviterebbero naturalmente perché pericolose, spiacevoli o nocive, NON ti ispirano ripugnanza, è perché non riesci a valutare realisticamente e non hai riguardi per te stesso/a.
In realtà, non hai fiducia nei tuoi sentimenti e non li usi come guida.
Al contrario sei immancabilmente attratto/a dai pericoli, dagli intrighi, dai drammi e dalle sfide che altre persone, cresciute in un ambiente più sano ed equilibrato, rifiuterebbero istintivamente.
E questa attrazione ti danneggia ulteriormente perché quello che ti attrae è per lo più una replica del tuo vissuto infantile.


23/02/2026
Il tuo cervello è bravissimo a proteggerti.A volte, però, ti difende da coseche non arrivano mai.Gran parte dello stress...
22/02/2026

Il tuo cervello è bravissimo a proteggerti.
A volte, però, ti difende da cose
che non arrivano mai.

Gran parte dello stress
non nasce da ciò che accade,
ma da ciò che la mente prova e riprova
prima che esista davvero.

Quando torni a ciò che sta succedendo adesso,
non domani, non tra un’ora,
il sistema nervoso finalmente
si lascia andare.

E in quel momento
respiri davvero. ✨

07/02/2026

La nostra mente è pura come l'acqua.
Se ci mettiamo pensieri negativi, è come se la mescolassimo col fango, rendendola opaca;
quello che dobbiamo fare, è separare l'acqua dal fango per conservarne la purezza.

(Lama Gangchen)

06/02/2026

CREDI DAVVERO CHE IL TUO PASSATO TI DEFINISCA?

Il passato ti ha formato, sì.
Ma non è un verdetto.
Non è una sentenza a vita.
E soprattutto non è la tua identità.

Le esperienze che hai vissuto parlano di chi eri allora,
di cosa sapevi fare,
di cosa potevi reggere,
di cosa ti è mancato.
Non parlano necessariamente di chi sei oggi.

Eppure continuiamo a usare il passato come un’etichetta:
“Sei così perché sei stata così”
“Non puoi cambiare perché hai fatto questo”
“Le tue scelte ti definiscono”.

No.

Le tue scelte ti raccontano, non ti imprigionano.
Una persona non è una biografia congelata.
È un processo in movimento.

Crescere significa anche questo:
non permettere più che una versione vecchia di te
decida le possibilità della versione attuale.

Il passato può essere una radice.
Ma quando diventa una gabbia, non è più memoria:
è paura travestita da verità.

La domanda reale non è:
“Chi sono stato?”
è:
“Chi scelgo di essere adesso?”
E questa domanda
non ha bisogno di permessi.

E tu cosa ne pensi?
Sei proprio sicuro che il tuo passato ti definisca?

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