Dott.ssa Silvia Masia Psicologa

Dott.ssa Silvia Masia Psicologa Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 25644). Ricevo a Roma e online 📩

14/10/2023

Come dovrebbe essere un “sano di mente”? Domanda divenuta opportuna considerando come il DSM V estenda pervasivamente la dimensione della malattia mentale: nessuno pare sfuggire alle sue diverse etichette sintomatiche…L’ideale normativo del sano di mente si rivelerebbe così una mera astrazione, polverizzata dalla psichiatrizzazione generalizzata della vita mentale. Sopravviverebbe come l’immagine irraggiungibile di una personalità senza sintomi, robotizzata, in grado di assicurare prestazioni adeguate e conformi alle esigenze della realtà. Di fatto è questa, paradossalmente, una definizione possibile della malattia mentale: credersi un sano di mente. È il caso clinico assente dalle griglie del DSM V. Il vero f***e è l’uomo iperadattato, colui che pretende di separare la malattia dalla soggettività, che crede, in altre parole, di essere normale. Ne deriva, a rovescio, che una versione positiva della salute mentale non coincide affatto con la realizzazione dell’ideale normativo di una vita senza sintomi. Piuttosto il sano di mente assume l’impossibilità di quell’ideale poiché i suoi sintomi non sono anomalie da normalizzare, ma coincidono con il suo stesso essere.
Massimo Recalcati

www.doppiozero.com/che-cosa-e-la-salute-mentale

Al link, Massimo Recalcati, Romano Màdera, Nicole Janigro, Vittorio Lingiardi, Laura Pigozzi, Pietro Barbetta, Paolo Migone rispondono per Doppiozero
alla domanda "Che cos'è la salute mentale?".

Buona lettura!
SC

"L'aspetto più grave è stato il mancato riconoscimento di questa fatica, della grande rinuncia che è stata chiesta agli ...
16/01/2022

"L'aspetto più grave è stato il mancato riconoscimento di questa fatica, della grande rinuncia che è stata chiesta agli adolescenti."

Con la pandemia, ragazzi e ragazze stanno affrontando una fase complessa della vita senza l’aiuto della comunità, con conseguenze rilevanti per la loro salute mentale

🙏🏻 promettente!
21/09/2021

🙏🏻 promettente!

Video training for parents could improve communication with their infants, a small study suggests.

A quanti è capitato di voler scappare di fronte ad un inaspettato e imprevisto "ti amo!", o di essere colui o colei che,...
09/06/2021

A quanti è capitato di voler scappare di fronte ad un inaspettato e imprevisto "ti amo!", o di essere colui o colei che, mosso dal bisogno incontenibile di condividere il proprio sentimento con la persona oggetto d'amore, si vedesse improvvisamente nella condizione di dover fare una ritirata?

➡️ Il più delle volte il desiderio di fuggire di fronte alla condivisione del sentimento amoroso da parte di un nuovo partner è suscitato da una paura che sottende uno o più di questi aspetti:

🔸l'assenza di esperienze di amore nella propria storia di vita
🔸il timore di essere amati a causa, ad esempio, di un passato costellato da una o più ferite relazionali non ancora rimarginate
🔸il sentimento di non essere all'altezza di un sentimento tanto profondo quale quello amoroso
🔸un senso di disimpegno dalle implicazioni emotive della relazione
🔸il vasto insieme di aspettative, proprie e dell'altro, che la condivisione dei propri e altrui sentimenti va innescando.

💡Come uscire da una tale situazione di freezing relazionale?

🔹ascoltare i propri vissuti emotivi
🔹lasciare spazio alle risonanze della propria storia di vita
🔹essere indulgenti con le proprie paure, cercando di legittimarle attraverso la ricerca del terreno nel quale le loro radici affondano
🔹interrogarsi sui propri sentimenti per l'altro
🔹chiedersi se vi sono motivi per restare, anziché fuggire dalla relazione
🔹ricercare l'aiuto di un professionista che possa accompagnare lungo tutto il percorso di ricerca delle risposte

Se hai bisogno di un consulto contattami pure in DM 📩 o attraverso i miei recapiti 👇🏻

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❓Quanto spesso il timore e l'incertezza sanno essere di ostacolo alla nostra realizzazione?❓Quante volte voltiamo le spa...
14/05/2021

❓Quanto spesso il timore e l'incertezza sanno essere di ostacolo alla nostra realizzazione?

❓Quante volte voltiamo le spalle ad una possibilità per la paura di provare, osare, sperimentarci, tra una certezza e l'altra?

❓Ti sei mai chiesto se la tua possibilità sia ad attenderti proprio al di fuori del confine delle tue certezze?

💭 Voglio lasciarti a questa riflessione e se hai voglia condividila con me in DM.

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La 𝙘𝙤𝙢𝙛𝙤𝙧𝙩 𝙯𝙤𝙣𝙚 è quello spazio nel quale ci sentiamo protetti, sicuri, a nostro agio.🔹Può essere un luogo, un ruolo lav...
23/04/2021

La 𝙘𝙤𝙢𝙛𝙤𝙧𝙩 𝙯𝙤𝙣𝙚 è quello spazio nel quale ci sentiamo protetti, sicuri, a nostro agio.

🔹Può essere un luogo, un ruolo lavorativo, una relazione sentimentale o anche una condizione mentale.

🔸È quella zona nella quale sappiamo di poter continuare indisturbati a navigare nelle medesime acque sicure ogni giorno.

💡 Eppure, la comfort zone si configura come l'ostacolo più grande al CAMBIAMENTO.
Sì, perché varcare i suoi confini spesso spaventa, dal momento che ci espone alla conoscenza dell'ignoto, dei nostri limiti, del nuovo, al vissuto del rischio.

➡️ Abbandonare la comfort zone, o almeno lasciare socchiusa la sua porta per esplorare ciò che esiste al di fuori di essa, può consentirci di conoscere sfumature di noi stessi, sperimentarci all'interno di relazioni nuove, essere sottoposti a stimoli non considerati: in una sola parola, di 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘳𝘦.

✨ Tuttavia, uscire dalla zona di conforto può condurre ad un aumento dell'autostima e della fiducia in noi stessi, nonché ad una migliore conoscenza di sé e alla sperimentazione di vissuti ed emozioni nuovi.

Se senti di essere troppo accomodato nella tua zona comfort e vorresti uscirne, ma non sai come, non esitare a ricercare un aiuto professionale.
Ricorda che talvolta la vita sta accadendo proprio lì fuori dalla tua comfort zone. 🌱

È vero, abbiamo parlato di quanto sia importante cercare di non essere la copia di nessuno (il che non vuol dire non las...
13/04/2021

È vero, abbiamo parlato di quanto sia importante cercare di non essere la copia di nessuno (il che non vuol dire non lasciarsi ispirare da qualcuno che prendiamo a modello), ma di tendere sempre alla costruzione della migliore versione di se stessi.

Eppure, il primo passo per farlo sta nel tentare di essere ciò che si è; già questo potrebbe a taluni bastare per vivere una vita soddisfacente.

"Sono ciò che sono e questo ora mi basta": possiamo dircelo, ma questo mantra può divenire però il requisito per impegnarsi, costruirsi, elevarsi, migliorarsi sempre. Non ci esime dal cercare una direzione.

➡️ Ma come si fa ad 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙞𝙤' 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞 𝙚'?
Il primo passo sta nell'identificare i punti della propria storia; il secondo nell'unirli; il terzo nell'accettarli. E da lì partire ad essere.

Solo così potremo ambire ad essere unici, pur nella tensione al cambiamento.

𝐅𝐀𝐌𝐄 𝐄𝐌𝐎𝐓𝐈𝐕𝐀 🍫😱➡️ La fame emotiva o fame nervosa o anche detta 𝙀𝙢𝙤𝙩𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡 𝙀𝙚𝙖𝙩𝙞𝙣𝙜 è un impulso irrefrenabile a mangiare c...
28/03/2021

𝐅𝐀𝐌𝐄 𝐄𝐌𝐎𝐓𝐈𝐕𝐀 🍫😱

➡️ La fame emotiva o fame nervosa o anche detta 𝙀𝙢𝙤𝙩𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡 𝙀𝙚𝙖𝙩𝙞𝙣𝙜 è un impulso irrefrenabile a mangiare che nasce da uno stato emotivo definibile e innapagato, disfunzionalmente espresso tramite la ricerca e l'assunzione del cibo.

1️⃣❓La prima domanda da porsi per comprendere se il comportamento di ricerca del cibo è un comportamento problema che origina da questo tipo di stato, e non da un effettivo bisogno biologico, è:
"HO DAVVERO FAME?"

🔜 Se sei interessato a questa tematica, continua a seguirmi perché ne parlerò prestissimo insieme alla dottoressa , approfondendo le modalità di riconoscimento, intervento e gestione del problema, declinando il concetto di fame emotiva sul bianco psicologico e si quello nutrizionale.

𝐒𝐓𝐀𝐘 𝐓𝐔𝐍𝐄𝐃! 📳

Un augurio per dare il benvenuto  alla primavera! 🌸Perché è nei momenti di crisi che talvolta possiamo scoprire di avere...
20/03/2021

Un augurio per dare il benvenuto alla primavera! 🌸

Perché è nei momenti di crisi che talvolta possiamo scoprire di avere risorse fino ad allora sconosciute...
E scorgere in noi la forza per iniziare ad ardere. ✨

𝘾𝙝𝙚 𝙩𝙪 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙖 𝙖𝙣𝙣𝙤𝙞𝙖𝙧𝙩𝙞!👉🏻 Ti è mai capitato di impegnarti in sforzi estenuanti volti ad occupare ogni spazio di tempo de...
06/03/2021

𝘾𝙝𝙚 𝙩𝙪 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙖 𝙖𝙣𝙣𝙤𝙞𝙖𝙧𝙩𝙞!

👉🏻 Ti è mai capitato di impegnarti in sforzi estenuanti volti ad occupare ogni spazio di tempo della tua giornata pur di percepiti il più produttivo possibile?

➡️ Spesso questo impegno ha a che fare con la capacità di tollerare l'esperienza di quel tempo che etichettiamo come "noia".

L'esperienza della si sostanzia nel vissuto di un tempo non concretamente impiegato, spesso percepito come "vuoto", tanto da non essere sempre semplice da sostenere nel suo dispiegarsi.
Alcune persone, infatti, possono mal tollerare l'esperienza di un tempo "non palesemente produttivo" ed impegnarsi così in iniziative volte a un tempo che, diversamente, sarebbe vissuto come noioso.

⚠️ Ma cosa sottende spesso la noia? Cosa ci richiede l'esperienza del tempo in cui siamo soli con noi stessi e stacchiamo la spina di qualsiasi attività?

⏸️ Entrare in contatto con noi stessi, coi nostri vissuti, coi nostri pensieri richiede di lavorare sulla gestione di quel tempo "vuoto", che finiamo col definire "noioso".
Ci avanza la richiesta di e prendere contatto con le nostre parti più profonde quella di fermarci, ascoltarci, mettere in pausa la spinta ad una produttività concretamente intesa, ad una produttività "a tutti i costi".

👂🏻 È bene essere produttivi, ma talvolta cercare di esserlo allo strenuo delle nostre forze sottende qualcosa di più: prova ad ascoltare la tua alla produttività e a chiederti se sottende la difficoltà a sviluppare la capacità di ascoltarti, di prendere ...
Chiediti se stai fuggendo da qualcosa.
E poi prova ad immergerti!

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Abraham J. Twersky, rabbino e psichiatra di fama mondiale, ha sostenuto che molto spesso ciò che siamo soliti chiamare "...
26/02/2021

Abraham J. Twersky, rabbino e psichiatra di fama mondiale, ha sostenuto che molto spesso ciò che siamo soliti chiamare "amore" è in realtà amore per se stessi, più che amore per l'altro .

❓Perché?
Nella scelta che facciamo dell'altro, siamo guidati dalla ricerca di ciò che possa soddisfare tutti i nostri bisogni, fisici, emotivi ed intellettuali.
Una volta individuata la persona che sa rispondere in maniera soddisfacente a tali nostri bisogni, avviene la scelta.
Ma a badare bene questo altro non è che amore per sé, che si serve dell'altro quale strumento per raggiungere i nostri bisogni obiettivo.

"Ciò che io sono con te" è ciò che io posso essere grazie ai bisogni che senza di te rimarrebbero probabilmente insoddisfatti.
Dunque questo, finalmente, amo.

Ma l'amore declinato sul "ciò che do" piuttosto che sul "ciò che ricevo" è questione assai più complicata.
"Dare" significa mettere una parte di sé nell'altro, quale estremo atto d'amore.
"Ti do, dunque ti amo."

È così che, allora, la vera sfida è arrivare al punto di saper dire:

"Ti amo per chi sei, perché è grazie a questo che sono pronto a mettere qualcosa di me dentro di te."

e, dall'altra parte, onorare questa scelta del dono nel tempo. ✨
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