Andrea Farina, naturopata e consulente erboristico

Andrea Farina, naturopata e consulente erboristico Prevenzione, salute e benessere.

Sabato 29 Novembre insieme a L'erbista presso l'erboristeria Biocity Natura abbiamo organizzato un desk informativo e gr...
17/11/2025

Sabato 29 Novembre insieme a L'erbista presso l'erboristeria Biocity Natura abbiamo organizzato un desk informativo e gratuito sul corretto utilizzo degli oli essenziali per non farvi trovare impreparati ai classici malanni di stagione!
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RELAZIONE TRA GLI OLIGOELEMENTI E LA FUNZIONE TIROIDEALa tiroide svolge un ruolo chiave nell'omeostasi, nella crescita, ...
05/11/2025

RELAZIONE TRA GLI OLIGOELEMENTI E LA FUNZIONE TIROIDEA

La tiroide svolge un ruolo chiave nell'omeostasi, nella crescita, nello sviluppo e nella normale funzione del sistema riproduttivo, nervoso e cardiovascolare.

La funzione tiroidea è regolata dall'asse ipotalamo - ipofisi - tiroide e mediata dall'ormone di rilascio della tireotropina (TRH), dall'ormone tireostimolante (TSH), dalla triiodotironina (T3) e dalla tiroxina (T4).

L'eziologia sulle malattie della tiroide sta ricevendo sempre maggiore attenzione e sebbene la ricerca non sia conclusiva, la relazione tra gli oligoelementi e la funzione tiroidea viene studiata.

Gli oligoelementi sono essenziali per la sopravvivenza umana e per molti processi fisiologici, compresi quelli della tiroide, dove la loro concentrazione è superiore a quella di altri tessuti.

Una variazione nella concentrazione degli oligoelementi influisce sul sistema endocrino e su altri apparati dell'organismo, causando disfunzioni tiroidee, tra cui ipertiroidismo, ipotiroidismo, malattie autoimmuni della tiroide (morbo di Graves e tiroidite di Hashimoto) e altre patologie sistemiche.

Diversi sono gli oligoelementi importanti per il metabolismo e le funzioni della tiroide:

IODIO: lo iodio è un oligoelemento essenziale, componente di T3 e di T4.
Un apporto inadeguato di iodio può compromettere la funzione tiroidea e portare gozzo, disturbi neuro-cognitivi e anomalie congenite.
Le persone con carenza cronica di iodio da lieve a moderata hanno una maggiore prevalenza di ipertiroidismo e livelli di TSH più bassi. Sia la carenza che un livello elevato di questo oligoelemento sono fattori di rischio per le malattie della tiroide; l'assunzione di iodio perciò deve essere regolata con grande attenzione.

SELENIO: il selenio è un importante oligoelemento nella biosintesi e nel metabolismo degli ormoni tiroidei. Esercita la sua funzione biologica attraverso le selenoproteine che sono coinvolte in molti processi biologici diversi, tra cui la sintesi del DNA, le ossidoriduzioni, la difesa antiossidante, il metabolismo degli ormoni tiroidei, le risposte immunitarie, etc.
Una carenza di Se riduce la capacità delle T4 di trasformarsi in T3, la forma ormonale più attiva metabolicamente ed è associata alla malattia di Graves e all'ipotiroidismo autoimmune.

FERRO: il ferro è essenziale per la salute umana poiché partecipa alle reazioni di ossidoriduzione e svolge un ruolo nel trasporto di ossigeno. Una sua grave carenza oltre a influire negativamente sullo sviluppo cognitivo, sulla funzione immunitaria e sulla gravidanza, può influenzare il metabolismo tiroideo e ridurre l'attività della trombopoietina (TPO), una proteina eme-dipendente che catalizza i passaggi inziali nella sintesi dell'ormone tiroideo. Gli studi indicano che una la disfunzione tiroidea è associata ai livelli di emoglobina.

LITIO: il litio è un oligoelemento essenziale che interviene sul trasporto dei neurotrasmettitori con un effetto sedativo. Frenerebbe inoltre l’attività tiroidea, riducendo la lipolisi e favorendo il formarsi di tessuto adiposo; è stato riportato che la somministrazione di litio può alterare l'assorbimento di iodio da parte della tiroide, inducendo a ipotiroidismo e aumentata secrezione di TSH. Può essere invece utilizzato come adiuvante del trattamento farmacologico con iodio radioattivo (I-131) nei pazienti con ipertiroidismo o affetti da carcinoma alla tiroide.

RAME: il rame in quanto elemento attivo dell'ossidoriduzione, mantiene l'attività tiroidea e il metabolismo lipidico. In letteratura, la relazione tra rame e funzione tiroidea indica che i livelli relativamente elevati di questo oligoelemento sono associati a ipotiroidismo, mentre livelli relativamente bassi a ipertiroidismo.
Con l'aumento dei livelli sierici di rame, il livello di TSH diminuisce in modo monotono, invece una sua riduzione può aumentare lo stress ossidativo nelle cellule tiroidee, con conseguente riduzione della sintesi dell'ormone tiroideo e diminuzione dei livelli circolanti. Si sa invece molto poco sulle relazioni tra il rame e le malattie autoimmuni.

ZINCO: lo zinco è un oligoelemento essenziale per la salute umana e svolge un ruolo nell'espressione genica, nella divisione e crescita cellulare e in una varietà di enzimi coinvolti nel sistema immunitario e riproduttivo.
Nei confronti della funzione tiroidea sono stati condotti numerosi studi sui livelli di Zinco e degli ormoni tiroidei; basse concentrazioni di questo oligoelemento sono associati sia a ipotiroidismo che a ipertiroidismo. L'integrazione alimentare di zinco, inizialmente utilizzata per ripristinare la funzione immunitaria, migliora anche la funzione tiroidea, come la riduzione dei livelli di THS.

MANGANESE: l'oligoelemento manganese è un cofattore di molti enzimi e ha una varietà di funzioni. Per esempio, può interferire con il legame, il trasporto e l'attività degli ormoni tiroidei a livello tissutale. L'effetto del manganese sulla tiroide non è comunque ancora ben compreso.

MAGNESIO: il magnesio è un elemento minerale maggiore, quindi non appartiene al gruppo degli oligoelementi, ma viene utilizzato in Oligoterapia a dosi catalitiche o microdosi; a questo dosaggio il magnesio agisce come bio-catalizzatore.
Svolge un ruolo centrale nelle patologie della tiroide essendo essenziale per l'utilizzo dello iodio da parte della tiroide e della conversione di T4 inattivo in T3 attivo.

BIBLIOGRAFIA:

https://www.frontiersin.org/journals/endocrinology/articles/10.3389/fendo.2022.904889/full

AURICOLOTERAPIA E QUALITA' DEL SONNOL'insonnia primaria è il secondo disturbo mentale più comune, che presenta un'elevat...
23/10/2025

AURICOLOTERAPIA E QUALITA' DEL SONNO

L'insonnia primaria è il secondo disturbo mentale più comune, che presenta un'elevata comorbilità con altri disturbi medici e psicologici.

Le opzioni terapeutiche per il trattamento dell'insonnia includono principalmente la terapia cognitiva comportamentale o la farmacoterapia, dove le benzodiazepine rappresentano ampiamente la pratica clinica dei disturbi del sonno.

Tuttavia, a causa degli effetti collaterali e della mancanza di efficacia a lungo termine di questa classe di farmaci, vengono preferite strategie di trattamento non farmacologiche; un numero sempre più crescente di persone affette da insonnia è alla ricerca di terapia complementari e alternative più economiche, più comode e prive di effetti collaterali.

L'Auricoloterapia, disciplina originaria dell'antica Medicina Cinese, ha il compito mediante la stimolazione di determinati punti riflessi di agopuntura presenti nel padiglione auricolare di lavorare grazie alle informazioni sull'intero organismo e alla ricca innervazione e afflusso di sangue presente nella regione auricolare.

Poiché, si ritiene che diverse regioni auricolari corrispondano a particolari aree somato-topiche del corpo, l'Auricoloterapia viene utilizzata come trattamento complementare non farmacologico in caso di insonnia primaria.

Riferimento bibliografico:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30813193/

Questa domenica il Sentiero delle Erbe ha proseguito con il suo progetto Erborizzazioni Romane.Siamo stati ospiti della ...
20/10/2025

Questa domenica il Sentiero delle Erbe ha proseguito con il suo progetto Erborizzazioni Romane.

Siamo stati ospiti della vegetazione e degli alberi monumentali di Villa Celimontana dove i cittadini romani ne hanno potuto apprendere gli utilizzi tradizionali erboristici e le virtù medicinali.

Grazie a tutti i partecipanti, vi aspettiamo prossimamente con nuove date e percorsi nei parchi urbani e nelle ville romane!
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DIETA MEDITERRANEA BIOLOGICA per la SALUTEL'alimentazione può rappresentare uno dei principali percorsi d'esposizione a ...
26/09/2025

DIETA MEDITERRANEA BIOLOGICA per la SALUTE

L'alimentazione può rappresentare uno dei principali percorsi d'esposizione a tossine ambientali potenzialmente dannose, come pesticidi, plastificanti e metalli pesanti in grado di poter alterare significativamente il profilo del microbiota intestinale, riducendone la biodiversità, inducendo disbiosi e promuovendo fenotipi infiammatori e metabolici alterati.

Il microbiota è essenziale per la salute umana, poiché aiuta a regolare e preservare l'integrità della barriera intestinale, protegge contro l'intrusione di microbi nocivi, supporta la sintesi e la digestione dei nutrienti e migliora le funzioni del sistema immunitario.

Uno studio dell'Università di Tor Vergata ha esplorato se gli interventi dietetici in base alla qualità del cibo possano in qualche modo alterare le comunità microbiche intestinali. Il passaggio da una dieta abituale senza restrizioni a un modello alimentare mediterraneo strutturato ha portato a cambiamenti microbici favorevoli, in particolare attraverso l'arricchimento di Phyla precedentemente associati alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) e alla salute intestinale.

L'assunzione di prodotti biologici riduce notevolmente l'impatto dei pesticidi, sostenendo la prevenzione nei confronti delle malattie croniche tramite la riduzione del carico tossinico cumulativo.

Nell'ambito della dieta mediterranea, gli studi ci dicono che scegliere il biologico rafforza ulteriormente gli effetti benefici per la salute.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40732202/

L'Erigeron canadensis è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae originaria del Nord America comunemente nota ...
02/09/2025

L'Erigeron canadensis è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae originaria del Nord America comunemente nota con il nome di saeppola canadese.

Il suo nome generico (Erigeron) deriva da due parole greche: "eri" precoce, sollecito, presto) e "geron" vecchio), richiamandosi forse al pappo di alcune specie che invecchiando diventa grigio oppure al breve periodo della sua fioritura mentre l'epiteto specifico (canadensis) indica probabilmente il luogo d'origine di questa specie vegetale.

Oggi prevalentemente considerata per i pascoli una pianta infestante perché si propaga facilmente togliendo terreno ad altre piante più nutritive, in realtà gode in passato di un utilizzo nella medicina tradizionale per il trattamento di una varietà di problematiche di salute.

Nei territori d'origine era infatti considerata una pianta medicinale contro le dermatiti, i dolori del corpo e la diarrea; impiegata anche come antiemorragico e vermifugo.

Gli usi tradizionali che però vengono confermati dalla moderna farmacologica riguardano l'utilizzo di E.canadensis nelle malattie respiratorie, tra cui le infezioni delle vie aeree superiori ed inferiori ed anche l'asma correlata alla tosse.

Studi farmacologici hanno mostrato nel suo fitocomplesso un effetto antitussivo dose-dipendente statisticamente significativo, che tra le piante medicinali, sembrerebbe essere quella avvicinarsi di più all'effetto oppioide della codeina, potente farmaco antitussivo usato nella pratica clinica.

Camminando tra le verdi vallate incontaminate del Trentino Alto Adige, spuntano delle piccole infiorescenze a forma di s...
21/08/2025

Camminando tra le verdi vallate incontaminate del Trentino Alto Adige, spuntano delle piccole infiorescenze a forma di spiga, dalle tonalità di colore blu-violaceo; mi fermo per riconoscere questa erbacea, è la Prunella vulgaris.

La Prunella vulgaris o semplicemente Brunella, è una piccola pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae, caduta oggi nel dimenticatoio della moderna Fitoterapia, possiede invece un interessante background da migliaia di anni negli utilizzi tradizionali erboristici.

In Cina, conosciuta con il nome di "Xiakucao", le sue testimonianze hanno origine dal classico testo della Materia Medica di Shennong Bencao Jing, la più antica attestazione scritta sulla scienza erboristica cinese, dove P.vulgaris è considerata una pianta amara, acre, fredda e appartiene ai meridiani del fegato e della cistifellea; purifica il fegato e dissipa il fuoco, migliora la vista, disperde il gonfiore e sembra avere effetti clinici soddisfacenti su molte tipologie di malattie.

Nella Medicina tradizionale europea del XVII secolo, la pianta viene chiamata "Self-Heal" associata al concetto di "autoguarigione", inteso come processo che coinvolge la mente e il corpo e che la pianta può aiutare a stimolare.

Infatti, per ripristinare le funzioni fisiologiche dell'organismo, veniva utilizzata come rimedio naturale antinfiammatorio per alleviare il mal di gola e ridurre la febbre e come cicatrizzante in grado di accelerare la guarigione delle ferite.

Tra i prati umidi, le zona paludose e i boschi che si trovano lungo i corsi d'acqua è molto comune durante la stagione e...
19/08/2025

Tra i prati umidi, le zona paludose e i boschi che si trovano lungo i corsi d'acqua è molto comune durante la stagione estiva incontrare la Filipendula ulmaria.

E' una pianta della famiglia delle Rosacee presente in tutto il territorio nazionale, ad esclusione di Sicilia e Sardegna, volgarmente più conosciuta con i nomi di Olmaria o di Spirea.

Il profumo delicato dei suoi fiori, è anche quello di nostro maggiore interesse terapeutico. Infatti, da Giugno ad Agosto, si raccolgono le sommità fiorite della pianta per la preparazione di una tintura madre con interessanti principi attivi all'interno del suo fitocomplesso.

L'Olmaria è famosa soprattutto per essere una classica "pianta a salicilati", dotata perciò di attività antinfiammatoria, antidolorifica, antipiretica e antiaggregante oltre a mostrare altre interessanti caratteristiche come una buona azione diuretica e di risultare utile nel trattamento delle forme reumatiche e nella cellulite.

Degno di nota, è importante sottolineare la differenza di assumere preparati vegetali a base di salicilati, più sicuri, come in F. ulmaria piuttosto che di sintesi (es. Aspirina); la pianta in questione non presenta effetti collaterali come i disturbi di stomaco (bruciore, dolore, nausea, vomito, ulcera, perdita di sangue) che si potrebbero invece incontrare assumendo questa classe di farmaci.

Si ricorda come unica avvertenza che se il paziente è già sottoposto a terapia anticoagulante e antiaggregante viene sconsigliato assolutamente di sovrapporre l'integrazione di piante a salicilati come l'Olmaria.

Tra i boschi alpini delle Dolomiti ecco il Mirtillo rosso! 😍Vaccinium vitis idaea è un rimedio naturale eccezionale, spe...
14/08/2025

Tra i boschi alpini delle Dolomiti ecco il Mirtillo rosso! 😍

Vaccinium vitis idaea è un rimedio naturale eccezionale, specialmente come gemmoterapico.
I suoi giovani getti freschi sono d'aiuto per tutte le donne, che sopra i 50 anni, con la menopausa, potrebbero andare incontro a cambiamenti ormonali e problemi osteo-articolari.

Inoltre, per la funzione di riequilibrio sul tratto intestinale del rimedio, viene consigliato nella sindrome del colon irritabile (IBS), anche con la presenza di sintomi clinici in caso di alternanza stipsi-diarrea.

Le foglie invece, come tutte le piante della famiglia delle Ericacae, hanno una azione astringente e disinfettante in presenza di infezioni alle vie urinarie, anche in caso di cistiti.

Ed ecco la regina delle Alpi, pianta protetta di cui ne è vietata la raccolta!Chi non ha mai usato una pomata o crema a ...
12/08/2025

Ed ecco la regina delle Alpi, pianta protetta di cui ne è vietata la raccolta!

Chi non ha mai usato una pomata o crema a base di estratto di Arnica montana?

Conosciutissima per problemi di contratture e strappi muscolari, viene consigliata in Fitoterapia solo per uso topico perché per uso interno presenta una certa tossicità.

L’utilizzo di preparati a base di Arnica può avvenire solo su cute integra, non in presenza di lesioni cutanee o piaghe aperte.

Davanti a una distesa fiorita di Epilobium angustifolium.In Italia esistono diverse specie di Epilobio che comunque cond...
09/08/2025

Davanti a una distesa fiorita di Epilobium angustifolium.

In Italia esistono diverse specie di Epilobio che comunque condividono tutte le medesime proprietà medicinali della specie presa in considerazione.

Usata da secco sotto forma di tisana e da fresco prevalentemente come tintura madre, questa pianta è dotata di attività antinfiammatoria in caso di prostatiti ed ipertrofia prostatica benigna, affezioni bronchiali ed infiammazioni del cavo orofaringeo.

Indirizzo

Rome
00128

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