20/12/2025
Caro Babbo Natale,
quest’anno vengo subito al punto, che ho già perso abbastanza tempo dietro alle illusioni.
Non ti scrivo per una borsa, né per la pace nel mondo (quella magari l’anno prossimo), ma per segnalarti un aggiornamento importante nel mio corpo: una tetta in meno.
No, non è un errore di inventario. È una scelta, ponderata, chirurgica e pure definitiva.
Ricostruzione? Grazie, no. Ho già dato con i cantieri aperti.
Visto che sei un professionista delle trasformazioni fisiche (renne volanti, elfi che non crescono mai, tu che mangi biscotti ma resti uguale da secoli), magari puoi aiutarmi con qualche dettaglio pratico:
– Un reggiseno che non faccia finta che vada tutto bene
– Magliette che non mi chiedano continuamente “ma che ti è successo?”
– Uno specchio che non abbia bisogno di incoraggiarmi
– E se avanza spazio nel sacco, un po’ di normalità nuova, quella che non cerca simmetrie a tutti i costi
Non ti chiedo di restituirmi quello che non c’è più.
Mi va benissimo così.
Chiedo solo di continuare a sentirmi intera anche quando il mondo conta male.
Ah, e già che ci sei: porta un po’ di educazione a chi pensa che una donna senza seno sia una donna “da sistemare”.
Mettila in confezione grande, che serve a molti.
Sono stata buona.
Non nel senso classico.
Nel senso difficile.
Con affetto e una cicatrice che sa il fatto suo,
una mastectomizzata senza ricostruzione 🎄