13/12/2024
L’ACCETTAZIONE ALL’OTTAVA ALTA O ALL'OTTAVA BASSA
Chi fa un lavoro su di sé, sa che esistono due “ottave” di qualsiasi concetto, fenomeno o emozione. La differenze fra le ottave è un argomento fondamentale nel cammino del lavoro su di sé.
Per esempio, esiste l’amore all’ottava bassa, che proviene dai centri inferiori e implica possesso e, inevitabilmente, sofferenza, e poi c’è l’amore all’ottava alta, che proviene dai centri superiori e implica un Cuore aperto e una comunione animica, priva di senso del possesso.
Medesimo discorso può esser fatto per il concetto di ACCETTAZIONE. Spesso si confonde l’accettazione all’ottava alta (non oppongo resistenza interiore a ciò che avviene nel qui e ora, non giudico l’evento o la persona, vivo nel flusso) con l’accettazione all’ottava bassa (qualunque cosa succeda mi deve andar bene per forza, perché io sono un essere spirituale e gli esseri spirituali si comportano così).
Inoltre accettare all’ottava alta non implica essere d’accordo con ciò che accade od essere contenti che stia accadendo.
La differenza consiste nel fatto che l’ottava alta implica sempre la capacità di cogliere l’evento da un punto di vista animico, sovramentale, ossia al di là delle apparenze, per cui le nostre reazioni saranno una conseguenza spontanea di questa nuova visione. Il fatto di accettare qualcosa nel proprio Cuore, non implica però che il nostro atteggiamento debba essere fatalista o che non possiamo mandare a stendere qualcuno. L’accettazione non è sinonimo di rassegnazione e passività; questa è solo L’IDEA DI ACCETTAZIONE, NON LA SUA REALIZZAZIONE EFFETTIVA. In altre parole, non mi lascio rubare il portafogli solo perché “io sono nell’accettazione totale”, e NON APPOGGIO LE GUERRE, sebbene io sappia che per questa umanità è giusto che ci siano, perché è la conseguenza di ciò che le persone provano interiormente tutti i giorni.
Il mio invito di oggi è ad osservare quando state veramente accettando qualcuno o qualcosa e quando invece STATE RECITANDO LA PARTE DELLA PERSONA SPIRITUALE. Niente paura, fra un estremo e l’altro... c’è tutto il lavoro su di sé, che intanto procede.
Il vostro Brucaliffo