NUTROme

NUTROme Dott.ssa Sandra Di Cocco biologa nutrizionista,farmacista e cosmetologa.

"Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è mangiato bene." – Virginia Woolf

Perché l'SPF da solo non basta ?.....il segreto è nel cerchiettoQuando scegliamo una protezione solare, tendiamo a guard...
21/04/2026

Perché l'SPF da solo non basta ?.....il segreto è nel cerchietto

Quando scegliamo una protezione solare, tendiamo a guardare solo un numero (30, 50, 50+). Ma c'è un simbolo fondamentale per la salute della nostra pelle che spesso ignoriamo: il marchio UVA racchiuso in un cerchietto.
Per capire perché è così importante, dobbiamo distinguere i due "nemici" da cui dobbiamo difenderci :
Raggi UVB (B come "Burn" - Scottatura)🌞
Questi raggi colpiscono lo strato superficiale della pelle. Sono i responsabili dell'abbronzatura, ma anche dei rossori, delle scottature e degli eritemi. In pratica, ci avvisano subito quando stiamo esagerando con il sole.
UVA (A come "Aging" - Invecchiamento)⛅
Sono i più "subdoli". Penetrano molto più in profondità rispetto agli UVB e sono presenti tutto l'anno, anche quando è nuvoloso o siamo dietro un vetro. Non scottano nell'immediato, ma distruggono collagene ed elastina, causando rughe, macchie solari e danni silenti al DNA delle cellule.

Cosa garantisce quel piccolo cerchietto?
Il simbolo (UVA) è una certificazione europea. Indica che il prodotto non ti protegge solo in superficie (dai rossori), ma garantisce una protezione profonda contro l'invecchiamento pari ad almeno 1/3 dell'SPF dichiarato.
Se il tuo solare non ha quel cerchietto, la tua pelle è protetta solo a metà!
Il consiglio Nutrome:
Gira la confezione e controlla subito. Se vuoi prevenire macchie e invecchiamento precoce, quel cerchietto non deve mai mancare. La salute della pelle inizia dalla consapevolezza di ciò che applichiamo.
E tu, avevi mai fatto caso a questo dettaglio tecnico? Controlla il tuo solare e scrivimelo qui sotto! 👇

Avocado a km zero??… sì, anche a Roma!A volte le cose più belle nascono per caso: un seme piantato, un po’ di pazienza… ...
15/04/2026

Avocado a km zero??… sì, anche a Roma!
A volte le cose più belle nascono per caso: un seme piantato, un po’ di pazienza… e oggi un albero di avocado che cresce in un giardino di casa, qui a Roma
Da quell’albero arrivano questi frutti incredibili, freschi e a km zero, che ho usato per preparare uno spuntino semplice ma completo.🥤Frullato con avocado, yogurt greco e fiocchi di farro
Un mix perfetto di nutrienti:
- i grassi buoni dell’avocado
-le proteine dello yogurt greco
-i carboidrati dei fiocchi di farro

È lo spuntino ideale a metà mattina o nel pomeriggio: ti sazia, ti dà energia e ti evita quei classici cali che portano a cercare zuccheri veloci.

E poi c’è un valore in più: sapere da dove arriva quello che mangiamo.
Quando il cibo è così vicino, così “vero”, cambia tutto!!

Idratazione in barca: non è solo una borraccia al soleCon l’arrivo della bella stagione, la barca diventa il nostro rifu...
07/04/2026

Idratazione in barca: non è solo una borraccia al sole
Con l’arrivo della bella stagione, la barca diventa il nostro rifugio: vento sul viso, pelle salata, giornate che sembrano non finire mai. Ma c’è un aspetto che molti sottovalutano — e che può fare la differenza tra una giornata perfetta e una da dimenticare: l’idratazione.
In mare, il nostro corpo lavora “in silenzio” più del solito. Il sole riflesso sull’acqua amplifica l’esposizione ai raggi, il vento accelera la perdita di liquidi senza che ce ne accorgiamo, e il sale sulla pelle richiama acqua verso l’esterno. Risultato? Ci disidratiamo prima… e senza segnali evidenti.
💧 Non aspettare la sete
Quando senti sete, sei già in una fase iniziale di disidratazione. In barca questo segnale arriva spesso in ritardo, mascherato dalla brezza e dalla sensazione di freschezza.
⚖️ Equilibrio, non solo acqua
Bere solo acqua non sempre basta. Sudando perdiamo anche sali minerali fondamentali come sodio, potassio e magnesio. Integrare in modo intelligente (con alimenti freschi o bevande adeguate) aiuta a mantenere energia e lucidità.
🍉 Idratazione “solida”
Frutta e verdura ricche d’acqua (anguria, cetrioli, pesche) sono alleati preziosi: rinfrescano, nutrono e idratano allo stesso tempo.
⚠️ Attenzione agli “inganni” estivi
Alcolici e bevande zuccherate possono accentuare la disidratazione. Quel drink ghiacciato può sembrare innocuo… ma il corpo paga il conto dopo.
🌊 Il vero lusso? Stare bene
In barca, l’idratazione non è solo una questione di salute: è ciò che ti permette di goderti davvero ogni momento, restare concentrato alla guida, evitare cali di energia e proteggere la tua pelle.
Quest’estate, porta con te più di crema solare e occhiali da sole. Porta consapevolezza.
Bere è un gesto semplice. Farlo nel modo giusto è ciò che fa la differenza.
Dott.ssa Sandra Di Cocco
BiologaNutrizionista ,Farmacista,Cosmetologa

COLAZIONE PROTEICA = MENO FAME SERALE ?Molte persone mi dicono:"Durante il giorno riesco a controllarmi… ma la sera ho s...
04/03/2026

COLAZIONE PROTEICA = MENO FAME SERALE ?

Molte persone mi dicono:
"Durante il giorno riesco a controllarmi… ma la sera ho sempre fame!"🤔

Spesso il problema non è la forza di volontà.
È la distribuzione dei nutrienti nella giornata⏰.

Una colazione ricca di carboidrati semplici (biscotti, fette biscottate, cereali zuccherati) può provocare:
• Picco glicemico
• Calo rapido della glicemia
• Fame a metà mattina
• Craving pomeridiano
• Attacchi di fame serali

Quando invece la colazione contiene adeguata proporzione di proteine:
-si riduce la grelina (ormone della fame)
-aumenta la sazietà
-si stabilizza la glicemia
-diminuisce il desiderio di dolci nel pomeriggio
-si controlla meglio la fame serale

Non significa eliminare i carboidrati.
Significa bilanciare meglio il primo pasto della giornata.

Esempi pratici:
• Yogurt greco + frutta secca
• Uova + pane integrale
• Skyr + semi + frutta
• Pancake proteici con proteine reali (non solo “di nome”)

⚠️ 🔍Quando la colazione proteica NON è la scelta migliore?

Non è una regola universale. Può non essere indicata in caso di:

• Scarsa tolleranza digestiva mattutina
• Nausea o inappetenza al risveglio
• Alcune condizioni gastrointestinali
• Atleti che svolgono allenamenti molto intensi immediatamente al mattino (dove può essere utile una quota glucidica più rapida)
• Percorsi nutrizionali specifici che prevedono altre strategie metaboliche

La nutrizione non è mai “uguale per tutti”.
Va personalizzata.
Piccoli cambiamenti nella distribuzione delle proteine possono fare una grande differenza su:
– Fame
– Aderenza al piano alimentare
– Composizione corporea

Se la sera senti sempre il bisogno di “qualcosa in più”, forse il problema parte dal mattino.

Hai mai provato a modificare la tua colazione? Raccontamelo nei commenti.🌸

E se ingrassare dipendesse anche dai tuoi occhi e non solo dalla tua bocca? "Sembra assurdo, vero? Ma la scienza più rec...
10/02/2026

E se ingrassare dipendesse anche dai tuoi occhi e non solo dalla tua bocca?

"Sembra assurdo, vero? Ma la scienza più recente ci dice che c'è un legame invisibile e potente tra la luce che i tuoi occhi percepiscono la sera e come il tuo corpo gestisce ciò che mangi.
Recentissimi studi pubblicati su The Lancet Regional Health (basati sui dati della UK Biobank su oltre 84.000 persone) hanno confermato un dato inquietante: l’esposizione alla luce artificiale notturna aumenta significativamente il rischio di sviluppare disturbi metabolici e diabete di tipo 2.

Cosa succede al tuo corpo?
La crono-nutrizione ci spiega che la luce blu di smartphone e LED inganna il nostro 'orologio centrale'. Questo causa un corto circuito biologico:
1. Inibisce la Melatonina: Non solo fatichi a dormire, ma perdi l'azione regolatrice di questo ormone sul glucosio.
2. Resistenza Insulinica: Il corpo, 'illuso' che sia ancora giorno, non si prepara correttamente alla fase di riposo, faticando a gestire gli zuccheri della cena.
3. Accumulo Lipidico: Gli orologi periferici del fegato e del tessuto adiposo perdono il ritmo, favorendo l'accumulo di grasso addominale invece della sua ossidazione.

Il consiglio dell'esperto:
Non è solo una questione di calorie. Per proteggere il tuo metabolismo, la sera 'chiudi i LED blu' almeno un'ora prima di dormire. Il tuo corpo ti ringrazierà, processando meglio la cena e riposando davvero.
La nutrizione è un equilibrio di molecole, ma anche di ritmi e di luce.
Hai mai provato a fare un 'digital detox' serale? Hai notato benefici sul peso o sull'energia al risveglio? Raccontamelo nei commenti!

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Perché mangi poco ma non dimagrisci?È una delle frasi che sento più spesso dai pazienti che incontro:“Mangio pochissimo,...
30/01/2026

Perché mangi poco ma non dimagrisci?

È una delle frasi che sento più spesso dai pazienti che incontro:
“Mangio pochissimo, eppure il peso non scende.”

La verità è che mangiare troppo poco può rallentare il metabolismo per preservare energia in risposta a un forte deficit calorico, aumentando lo stress sul corpo e portare a squilibri ormonali che rendono il dimagrimento più difficile.
Non è solo una questione di calorie, ma di:
✔️ qualità degli alimenti
✔️ timing dei pasti
✔️ equilibrio tra nutrienti
✔️ storia metabolica della persona
Ogni corpo risponde in modo diverso, ed è per questo che le diete standard spesso falliscono.

Se vuoi capire cosa sta davvero bloccando i tuoi risultati e costruire un percorso adatto a te, scrivimi in privato per una visita nutrizionale.
Il cambiamento inizia dalla conoscenza, non dalla rinuncia.

Perché in menopausa ingrassiamo anche mangiando poco?“Non mangio più come prima… eppure prendo peso.”Se ti riconosci in ...
30/01/2026

Perché in menopausa ingrassiamo anche mangiando poco?
“Non mangio più come prima… eppure prendo peso.”
Se ti riconosci in questa frase, sappi una cosa importante: non è colpa tua.
Durante la menopausa il corpo attraversa cambiamenti profondi che influenzano metabolismo, ormoni, composizione corporea ed energia. Vediamo insieme cosa succede — e soprattutto cosa puoi fare.
Gli ormoni cambiano… e anche il modo in cui accumuliamo grasso
Il calo degli estrogeni favorisce:
✔ accumulo di grasso addominale
✔ riduzione della massa muscolare
✔ maggiore infiammazione metabolica
Risultato? Il corpo consuma meno energia a riposo, anche se mangi come prima.
Il metabolismo rallenta (ma non è una condanna)
Con l’età perdiamo fisiologicamente massa magra, che è il “motore” del metabolismo.
Meno muscoli = meno calorie bruciate.
Ma con una strategia nutrizionale mirata è possibile riattivare il metabolismo.
Sonno, stress e fame nervosa giocano un ruolo enorme
Insonnia, risvegli notturni e stanchezza aumentano:
✔ cortisolo
✔ voglia di zuccheri
✔ accumulo addominale
Non è mancanza di forza di volontà — è fisiologia.
La buona notizia?
La menopausa non è una fine, ma una nuova fase in cui puoi imparare ad ascoltare il tuo corpo in modo diverso.
Con un piano nutrizionale personalizzato puoi:
✅ ridurre il gonfiore
✅ ritrovare energia
✅ perdere grasso senza diete restrittive
✅ sentirti di nuovo bene nel tuo corpo
Vuoi capire cosa sta succedendo nel tuo caso specifico?
Ogni donna è diversa, e in menopausa le soluzioni standard non funzionano.
📩 Scrivimi in privato o commenta MENOPAUSA — sarò felice di aiutarti a costruire un percorso nutrizionale su misura per te.

La formazione sempre al primo posto💪
17/01/2026

La formazione sempre al primo posto💪

17/01/2026
29/12/2025
Non è solo cibo: è ascoltoAscoltare il proprio corpo non significa assecondare ogni impulso, ma sviluppare la capacità d...
16/12/2025

Non è solo cibo: è ascolto

Ascoltare il proprio corpo non significa assecondare ogni impulso, ma sviluppare la capacità di fermarsi, osservare e comprendere i segnali che ci invia. È un processo di consapevolezza che richiede attenzione e allenamento, soprattutto in un contesto in cui il ritmo quotidiano porta spesso a mangiare in modo automatico.
Porsi alcune domande può fare la differenza:
• si tratta di fame fisica o di una risposta emotiva?
• questo alimento contribuirà a sostenere il mio livello di energia o lo comprometterà?
• quali sensazioni emergono dopo il pasto, in termini di concentrazione e benessere?
Anche scelte apparentemente semplici hanno un impatto significativo: optare per un pasto più leggero quando si è già affaticati, rallentare il ritmo durante i pasti per riconoscere il senso di sazietà, rispettare i momenti in cui il corpo segnala la necessità di recupero e riposo, non solo di nutrimento.
Sviluppare questa capacità di ascolto significa adottare un approccio più responsabile e sostenibile al benessere, con effetti positivi che si riflettono anche sulla qualità delle prestazioni professionali e delle decisioni quotidiane.

Allergia al nichel: come alimentazione e pelle sono strettamente connesseL’allergia al nichel è una delle forme di aller...
13/12/2025

Allergia al nichel: come alimentazione e pelle sono strettamente connesse
L’allergia al nichel è una delle forme di allergia più diffuse, soprattutto nei Paesi industrializzati. Spesso viene associata esclusivamente al contatto cutaneo con oggetti metallici — gioielli, bottoni, monete — ma la realtà clinica è più complessa.
Oggi sappiamo che alimentazione, sistema immunitario e pelle dialogano costantemente, e che questo dialogo è particolarmente rilevante nei soggetti allergici al nichel.
Cos’è l’allergia al nichel e come si manifesta
Il nichel è un metallo ubiquitario, presente non solo in oggetti di uso quotidiano ma anche in numerosi alimenti. Nei soggetti sensibilizzati, il sistema immunitario reagisce attivando un processo infiammatorio che si manifesta soprattutto a livello cutaneo:
• dermatite allergica da contatto
• eczema
• prurito persistente
• arrossamenti e desquamazione
In alcuni casi, l’esposizione non avviene solo attraverso la pelle. La letteratura scientifica descrive una condizione nota come Systemic Nickel Allergy Syndrome (SNAS), in cui l’ingestione di nichel tramite l’alimentazione può riattivare o peggiorare i sintomi cutanei e sistemici.
Alimentazione: perché può influenzare la pelle
Il nichel è naturalmente presente in molti alimenti, in particolare di origine vegetale. Tra quelli più frequentemente citati:
• legumi
• cereali integrali
• frutta secca
• cacao e cioccolato
• pomodori
• spinaci
Diversi studi clinici mostrano che nei soggetti allergici o fortemente sensibilizzati, una dieta a basso contenuto di nichel può ridurre l’intensità e la frequenza delle manifestazioni cutanee.
Studi prospettici e retrospettivi hanno evidenziato:
• miglioramento della dermatite in pazienti che seguono una dieta a ridotto apporto di nichel
• riduzione del prurito e delle riacutizzazioni eczematose
• maggiore controllo dei sintomi nelle forme croniche e recidivanti
È importante sottolineare che non si tratta di una “dieta di moda”, ma di un intervento che, se indicato, deve essere personalizzato e guidato da professionisti.
La pelle come indicatore di equilibrio interno
La pelle è uno degli organi più sensibili agli stati infiammatori dell’organismo. In presenza di un’esposizione costante al nichel — sia per contatto sia per via alimentare — può instaurarsi un circolo vizioso infiammatorio che rende i sintomi persistenti e difficili da controllare solo con terapie topiche.
Un approccio nutrizionale mirato può contribuire a:
• ridurre l’infiammazione sistemica
• migliorare la funzione barriera della pelle
• supportare l’equilibrio intestinale, sempre più riconosciuto come fattore chiave nella salute cutanea
Evidenze scientifiche e buon senso clinico
Le evidenze disponibili indicano che:
• non tutti i soggetti allergici al nichel necessitano di una dieta restrittiva
• la risposta alla riduzione alimentare del nichel è individuale
• eliminazioni drastiche e non controllate possono risultare inutili o dannose
Per questo motivo, la gestione dell’allergia al nichel dovrebbe basarsi su un approccio integrato, che coinvolga dermatologo, allergologo e nutrizionista.
Conclusione
L’allergia al nichel non è solo una questione di contatto con la pelle. In molti casi, l’alimentazione può giocare un ruolo chiave nel mantenimento o nella riduzione dell’infiammazione cutanea.
Ascoltare la pelle significa guardare oltre il sintomo, considerando la persona nella sua interezza.
La personalizzazione rimane la chiave di ogni intervento efficace e sostenibile.

Bibliografia essenziale
1. Jordan WP et al. Low-nickel diet in patients with nickel dermatitis. Journal of the American Academy of Dermatology, 1993.
2. Zirwas MJ, Molenda MA. Dietary nickel as a cause of systemic contact dermatitis. Journal of Clinical Aesthetic Dermatology, 2009.
3. Jensen CS et al. Nickel sensitization and dietary nickel are associated with systemic contact dermatitis. British Journal of Dermatology, 2015.
4. Braga M et al. Systemic Nickel Allergy Syndrome: clinical features and dietary intervention. International Journal of Immunopathology and Pharmacology, 2013.

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