31/12/2025
-Il burnout o crollo nervoso. Cosa dicono le Neuroscienze. Breve descrizione-
Il crollo nervoso non arriva all'improvviso: progredisce lentamente in modo insidioso.
Tant'è che chi ne è affetto prova comunque a dirsi "faccio ancora qualcosa e poi mi riposo" come se sentisse sempre un pò di forza e potesse avanzare, ma, in realtà, si sta consumando dentro e fuori.
E' un tipo di stress cronico che si accumula, si accatasta dentro, come quando collezioniamo cose su cose e le ammassiamo!
Tacitamente.
Ma, il corpo è la prima Parte di noi che ne paga il prezzo.
Ciò accade perché se non siamo riusciti a Sentire noi stessi a tempo debito (a livello emotivo, così da esprimerci, comunicare, scaricare, ti**re fuori sofferenze antiche o attuali), allora il nostro organismo (che è la nostra Parte più autentica, quella che non mente) inizia a "parlare" a modo suo con l'unico linguaggio che conosce: le malattie.
Il corpo va in modalità "sopravvivenza".
La mente appasisce.
Non è più in grado di desiderare, pianificare, realizzare, organizzare, costruire.
Dall'esterno non si appare depressi per come si è abituati a concepire la depressione, perché il meccanismo è molto più subdolo!
Il livello di attenzione si abbassa piano piano; giorno dopo giorno risulta difficile prendere le decisioni più semplici; si inizia a dimenticare....
Le cose più comuni vengono tralasciate, scordate.
La mente è in sovraccarico e, contemporaneamente, ignora i messaggi e i sintomi.
Tutta l'energia della persona serve unicamente per tenere testa allo stress: stringere i denti, tenere duro. Sono queste le priorità.
Il corpo è sulle spine, in guardia, in allarme.
I muscoli contengono tutta la tensione. "Tirano".
Il cuore batte forte.
Le palpebre vibrano.
La pelle si fa secca.
I denti digrignano.
La pancia si gonfia.
Le cefalee regnano sovrane.
L' astenia diventa uno stato normalizzato, senza averne consapevolezza.
Si dorme senza mai sentirsi carichi al risveglio: il sonno smette di avere la sua funzione ristoratrice.
In sostanza, il sistema nervoso (centrale e periferico) è sempre acceso: un "delirio" sostanziale.
Emotivamente parlando c'e' un blocco, ci si ritrova completamente chiusi, appiattiti e acciaccati, ma anche congelati. Rigidi.
Il fatto è che, OLTRETUTTO, quando ci si ferma con l'intento di prendersi un pò di tempo per sé SI STA PEGGIO.
Perché?
Perché quando il sistema nervoso allarmato può concedersi di disattivarsi, allora è lì che scarica tutto!!
Finalmente il corpo può allentare.
Ma, rilasciare lo stress, vuol dire SENTIRLO, provare emozioni e sensazioni disturbanti (almeno all'inizio è così!).
È il paradosso dell'esaurimento psico-fisico: prima si trattiene fino a scoppiare, ma quando si molla ...si avverte tutto il dolore contenuto e, in un primo momento, non ci si sente affatto meglio....piuttosto molto addolorati!!
Se ne deduce che non "vedere" i primi segnali di esaurimento nervoso (ovvero, IGNORARLI) ha un costo particolarmente elevato, sia durante che quando si tenta di rimediare.
Le cause di tutto ciò non sono necessariamente risalenti a traumi infantili.
La vita adulta con le sue relazioni disfunzionali, tossiche, con la ricerca del successo, con il bisogno di confermare un'immagine grandiosa di se', con la necessità di dover svolgere più lavori è assolutamente caratterizzata da STRESS CRONICO.
Quando poi si parla ANCHE di motivazioni che possiamo far risalire al vissuto infatile traumatico, si è scoperto che queste persone presentavano già, nella propria personalità, un aspetto individuale che possiamo chiamare "disorganizzazione" ossia mancanza di ordine, struttura, coordinamento tra gli elementi di un sistema (Luogo, Attivita', Mente); aspetto che predispone a inefficienza, confusione e stress, purtroppo. Nato durante lo sviluppo del bambino, per capirci.
Studiate, aggiornatevi su queste tematiche per aiutarvi o aiutare chi sta sottovalutando questa condizione.
La vita è difficile.
La consapevolezza salva da parecchie rogne, però!!