18/02/2026
L’ECONOMIA EMOTIVA: IL COSTO DI SPIEGARSI OLTRE IL LIMITE 🏺
Il proverbio che mi ha insegnato la mia bisnonna recita con disarmante pragmatismo: "A lavare la testa all'asino si perde l'acqua, il sapone e la fatica". 🧺
In poche parole, ci ricorda che investire preziose risorse in chi non ha alcuna intenzione di ascoltare è un’operazione a perdere.
Sin da piccola mi sono chiesta perché si utilizzasse proprio l’asino per esprimere questo concetto. Crescendo, ho capito che la scelta di questo animale non è casuale.
L'asino ha l'abitudine istintiva di rotolarsi nella polvere o nel fango per proteggere la propria pelle dai parassiti e dal sole.
Quel "fango" è la sua armatura naturale. Lavargli la testa, dunque, non è un insulto alla sua intelligenza, poiché è un animale estremamente coerente, ma la descrizione di uno sforzo che l'altro vanificherà un istante dopo per tornare a indossare le proprie difese, indispensabili per il suo equilibrio. ⚖️
Il proverbio, in realtà, è un monito contro la nostra stessa ostinazione, ci ricorda che la responsabilità dello spreco non è di chi resta fedele alle proprie chiusure, ma di chi insiste nel volerle lavare via, pretendendo di eliminare ciò che per l'altro rappresenta una protezione. 🚫💧
Al di là della saggezza rurale, questa massima delinea un principio cardine della salute mentale: la gestione delle proprie risorse psichiche e la definizione dei confini identitari. 🌱
LA DINAMICA DELL’EROSIONE RELAZIONALE 🥀
In ambito clinico, il tentativo ostinato di farsi comprendere da chi è strutturalmente o strategicamente indisponibile non è solo un errore comunicativo, ma una vera e propria emorragia del Sé. Quando il desiderio di validazione si scontra con l’alterità impermeabile, si innesca un circolo vizioso in cui il soggetto investe quote crescenti di energia in un sistema a rendimento nullo.
L’ILLUSIONE DELLA RIPARAZIONE E IL CONTROLLO: PERCHÉ INSISTIAMO? 🤔
• ACCANIMENTO COMUNICATIVO: Lo sforzo estenuante di chi cerca la "chiave magica" per aprire una porta chiusa dall'interno. Rappresenta il tentativo di forzare una comprensione o un cambiamento in chi non è disposto a riceverli, ignorando il fatto che l'altro ha scelto di restare sordo alle nostre istanze.
•VALIDAZIONE ESTERNA: Il bisogno che il nostro vissuto venga convalidato esternamente per essere percepito come reale. Senza questo rispecchiamento, la propria verità perde consistenza, lasciando il soggetto in un profondo senso di solitudine e annullamento.
• IL RIFIUTO DEL LIMITE: L’ostinazione a non voler vedere il confine invalicabile dell'altro.
Ci accaniamo perché accettare l'incomunicabilità significa confrontarsi con l'impotenza e, di conseguenza, con il lutto dell'illusione relazionale.
L’INCOMPRENSIONE COME STRATEGIA ADATTIVA
È fondamentale distinguere tra incapacità e indisponibilità selettiva. Spesso, il "non capire" dell'altro non è un deficit cognitivo, ma una barriera difensiva.
Dobbiamo comprendere che quando cerchiamo di "ripulire" qualcuno dai suoi schemi, stiamo spesso cercando di togliergli l'unica protezione che conosce, è per questo che oppone resistenza. Come l'asino con il suo fango, l'altro si arrocca nell'incomprensione per non sentirsi n**o ed esposto.
Questa impermeabilità può manifestarsi in diverse forme:
• L'AMBIGUITÀ E LO SVIAMENTO: È il caso di chi agisce "sottotraccia" e, se messo di fronte all'evidenza, sposta il focus o glissa per non rispondere nel merito. In questa dinamica, l'incomprensione è uno scudo contro la vergogna di essere stati svelati. Negare permette di non mostrare la propria fragilità o la propria colpa. 🎭
• LA SORDITÀ SELETTIVA: Restare sordi alle istanze altrui permette di non rimettere in discussione i propri privilegi o i propri schemi disfunzionali. Finché "non capisco", non sono tenuto a cambiare.
• LA MANIPOLAZIONE DELLA REALTA' (GASLIGHTING): Far dubitare l'interlocutore della propria percezione ("Sei tu che vedi le cose in modo distorto"). Qui l'incomprensione diventa un'arma per invalidare la verità dell'altro e mantenere il controllo sul racconto della relazione. 🔦
VERSO UN’ECOLOGIA DELLA MENTE 💠
L’etica del risparmio energetico rappresenta un atto di autodeterminazione:
• RICONOSCIMENTO DELL'ALTERITÀ: Accettare che l'altro ha il diritto e la responsabilità della propria cecità emotiva. 👓
• L’ETICA DEL "SAPONE": Comprendere che la propria energia psichica è una risorsa finita. Smettere di alimentare un conflitto sterile non è una ritirata, ma la scelta consapevole di tornare a investire su di sé e sul proprio equilibrio. 🧼
• IL CONFINE COME SPAZIO VITALE: Il limite non è un muro che isola, ma una membrana che seleziona cosa può entrare e cosa deve restare fuori per preservare l'omeostasi interna. 🔄
Forse la vera saggezza che la mia bisnonna voleva trasmettermi era questa: rispetta l'asino nel suo fango, ma rispetta soprattutto la tua fatica. 👵✨
Dove deciderai di investire il tuo "sapone" oggi? 🫧
Dott.ssa Ilaria Romana Elia