Dott. Pietro Bennardo

Dott. Pietro Bennardo Fisioterapia e terapia manuale. Mi chiamo Pietro Bennardo, sono nato nel 1978 a Roma. Maturità scientifica nel 1997. Palombini.

Nel 2000 mi sono diplomato in fisioterapia col massimo dei voti. Dopodiché ho seguito il percorso per diventare dottore in fisioterapia. Mi sono specializzato in shiatsu (metodo namikoshi) diplomandomi nel 2002 col dott. Poi ho intrapreso il percorso formativo in osteopatia diplomandomi nel 2008. Da anni esercito la professione di fisioterapista con contaminazioni osteopatiche, per anni ho insegnato in scuole di osteopatia. Amo definirmi un fisioterapista (sui generis) che ha studiato osteopatia. Da sempre sono stato affascinato dalla comprensione dei meccanismi che regolano la salute. Spesso attratto da argomenti di ordine medico ho imparato a definire i confini tra riabilitazione e medicina, distinguendo grazie alla semeiotica clinica di urgenza ciò che è di stretta competenza medica da ciò che può essere affrontato attraverso tecniche riabilitative che, a mio parere, in osteopatia vengono solamente approfondite in certi casi (i migliori) o ammantate di mistero e magia in tal'altri (i peggiori).

02/01/2026

La forza della stretta varia tantissimo: in questo caso da 11 a 62 kg.
È un dato interessante perché la grip strength è un indicatore di a salute e longevità, specie con l’avanzare dell’età.

⚠️ Ma correlazione non significa certezza. Suggerisce semplicemente una tendenza.

📍Via Pietro Mascagni, 21A, 00043 Ciampino RM

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31/12/2025

Ti sei rotto il ginocchio e vuoi tornare a fare tutto come prima?
La vera domanda non è “quanto tempo è passato”, ma cosa hai recuperato davvero.

Per ripartire servono 3 cose, tutte insieme 👇
✅ Estensione completa: se manca, il corpo compensa.
✅ Quadricipite forte e “presente”: è il tuo freno, la tua sicurezza.
✅ Reattività: ripartenze, impatti, cambi di direzione… senza esitazioni.

Per recuperare serve un percorso progressivo e sostenibile, costruito su misura sul paziente.

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29/12/2025

La “prevenzione” effettuata con due manipolazioni al mese non ti rende più forte né più stabile.

🎯 La vera prevenzione, soprattutto considerando l’età che avanza, è allenare forza ed equilibrio, e rendere la casa più sicura: via ostacoli/gradini… no gradini, no party.
Una caduta a 80 anni può essere rovinosa: e sì, anche esercizi semplici funzionano, fondamentale però farli con attenzione, progressione, metodo, ma soprattutto costanza, non “vai nonna, ti lancio la pallina”.

🫱🏻‍🫲🏼 Se vuoi un percorso adatto a te (o ai tuoi genitori/nonni), scrivimi in DM.

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26/12/2025

È difficile pensare che una manipolazione, da sola, possa rompere un’arteria o causare un ictus. Il problema nasce quando esiste già una fragilità dei vasi sanguigni, come una dissecazione della carotide interna o dell’arteria vertebrale.
In questi casi, anche un movimento semplice, come girare il collo, può favorire il distacco di una piccola placca che può poi provocare un ictus.

📌Proprio per questo è fondamentale riconoscere prima i segnali di rischio: diabete, fumo, pressione alta e colesterolo elevato. Se una persona presenta un forte mal di testa o un dolore profondo nella parte anteriore del collo, una manipolazione non è la scelta più prudente.

💡Quando c’è anche solo il dubbio che un trattamento possa causare più rischi che benefici, soprattutto se il beneficio non è certo, la scelta più sensata è evitare e orientarsi verso alternative più sicure.

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24/12/2025

Esercizio sì, ma personalizzato. Prima si valuta, poi si interviene. 👇🏻

Se un paziente ha dolore piegandosi da terra, possiamo davvero proporgli subito uno stacco? Senza test e valutazione, no.
Anamnesi, diagnosi differenziale, valutazione e solo dopo esercizio. Prima riduciamo i trigger dolorosi, poi accompagniamo il paziente al movimento.

🎯E quando il dolore non è modulabile? Serve collaborazione con il medico: a volte il farmaco aiuta a rendere tutto più gestibile.

Perché questo tabù sui farmaci, se fanno parte di un approccio integrato?

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22/12/2025

Il 24–25 gennaio a Genova si terrà la quarta edizione del mio corso: “La lombalgia come non l’hai mai conosciuta”.
🚀 Posti limitati — Scrivi “Genova” nei commenti e blocca il tuo posto

✋🏻Dolore sul dorso della mano e un bozzetto che compare muovendola? È un ganglio tendineo.

Un tempo lo “rompevano” con un libro (cose folli degli anni ’70), oggi ovviamente no.
Spesso, invece, basta lavorare in modo mirato su quella zona, con esercizi specifici, per aumentare la capacità e la resistenza del polso

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19/12/2025

✋🏻Manipolazione L5–S1 su un paziente “bloccato” con sciatica: si irrigidisce, non si lascia toccare… e puoi provarci quanto vuoi, ma non passa.

Non sono nessuno per dirti cosa fare, però l’esperienza mi ha insegnato questo: nella fase acuta spesso è meglio lasciar perdere le manipolazioni.
🎯Il lavoro vero lo facciamo nel subacuto, per evitare la cronicizzazione con:

terapia manuale mirata, informazione (per togliere paura e confusione), esercizio per riportare la persona alle sue attività di valore

🧠E qui la domanda: questi esercizi devono essere noiosi o intelligenti e “carini” così il paziente li fa davvero?

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17/12/2025

❓Nella lombalgia: quando incide davvero la lunghezza degli ischiocrurali?

Se i posteriori della coscia sono troppo retratti, possono peggiorare una lombalgia già presente o addirittura favorirne l’insorgenza? E se invece sono molto “lunghi”, possono comunque avere un impatto?

Sono domande che tratto nel mio prossimo corso
“LA LOMBALGIA COME NON L’HAI MAI VISTA”📍 Genova — 24-25 gennaio

Spoiler: nella maggior parte dei casi la lunghezza da sola non è il punto 😉

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15/12/2025

Oggi, se fai contenuti EBM, devi aprirti la strada in mezzo a diete assurde e trattamenti venduti come scienza.

Io chiedo poco: non sparate cazzate.. 😬

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13/12/2025

👀Spesso l’errore non è l’esercizio, ma come lo prescrivi. Se non riesci a capire dove e quando compare il dolore, stai andando a tentativi.

📋Io uso alcuni passaggi pratici: Scala 0–10 per quantificare la risposta, Graded activity per aumentare il carico in modo intelligente, Riduzione di intensità/carico per vedere se la sintomatologia cambia, Spacchettamento del gesto: scompongo l’esercizio in fasi

⚠️Perché un movimento non “fa male” tutto uguale: ci sono fasi più dolorose e fasi più tollerabili.
Individuiamo la fase critica, lavoriamo lì, e poi ricostruiamo l’esercizio completo con criteri chiari.

📍 Via Pietro Mascagni, 21A, 00043 Ciampino RM

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11/12/2025

Se hai già trattato una lombalgia lo sai: non è “solo mal di schiena”, è un casino.
Tecniche ovunque, protocolli “aurei”, pareri opposti… e tu in mezzo.

Il punto è uno:
🧠 nessuno ti ha mai insegnato davvero a fare ragionamento clinico

Quando sai fare: un’anamnesi come si deve, diagnosi differenziali sensate, riconoscere le red flag, usare terapia manuale + esercizio secondo EBM

succede questo:
1️⃣ ti senti più sicuro
2️⃣ il paziente si fida di più
3️⃣ arrivano risultati veri, non solo impressioni

Per questo ho creato il corso:
📌 “La lombalgia come non l’hai mai conosciuta”

Dentro il corso: anamnesi e valutazione passo passo, diagnosi differenziali & red flag, terapia manuale filtrata dalla letteratura, esercizio terapeutico strutturato + le mie schede pratiche (base, intermedio, avanzato) per riportare il paziente alle sue attività di valore

Se è il salto di qualità che ti manca,
📩 scrivimi in DM, i posti stanno finendo.

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09/12/2025

Elisa ha trentotto anni.
Occhi chiari come un mattino d’inverno, lineamenti sottili, un modo di parlare che sembra chiedere sempre il permesso. La sua presenza è elegante senza volerlo, come quelle persone che non occupano spazio ma lo rendono più abitabile.

La sua storia, invece, pesa.
Un padre severo fino alla crudeltà, una madre fragile che si spegneva lentamente dietro un sorriso educato. A quindici anni Elisa era già adulta, e non per vocazione. Ha studiato, lavorato, amato troppo presto un uomo più grande di lei, convinta che protezione e dipendenza fossero la stessa cosa.

Si è sposata, ha avuto una figlia.
Poi ha scoperto che quell’uomo, impeccabile fuori casa, era un tiranno dentro: controllava tutto — telefono, spese, orari, vestiti — finché un giorno, dopo l’ennesimo silenzio punitivo, è scappata con una valigia e la bambina addormentata.

Da allora stringe i denti.
Sempre.

Quando arriva da me, racconta di una lombalgia che non dà tregua. Un dolore sordo, ostinato, che peggiora quando deve dormire. Dice che è iniziato “dopo la separazione”, quasi scusandosi.

La prima parte della seduta è una valutazione.
La seconda è silenzio che si scioglie.

Mi descrive le notti in cui si sveglia di colpo per controllare se la porta è chiusa, i pomeriggi in cui la figlia le chiede perché papà urla anche al telefono, il senso di colpa per non essere stata abbastanza forte dieci anni fa, quando tutto era iniziato.

Il suo dorso è teso come un animale in allerta da troppo tempo.
La muscolatura paravertebrale sembra non voler concedere tregua.
La respirazione è alta, corta, trattenuta.

Le spiego che quel dolore non è solo meccanico: è il corpo che ha imparato a essere un’armatura.

Lavoriamo con tecniche dolci, mobilizzazioni lente.
Poi le insegno un esercizio di respirazione diaframmatica da fare ogni sera e un rituale di scarico per creare sicurezza corporea. Le consiglio anche un percorso psicologico: non come fuga, ma come liberazione.

Quando torna dopo una settimana, entra nello studio con la stessa voce pacata, ma cammina diversa.
Dice che il dolore è diminuito.
La notte riesce a dormire senza svegliarsi tre volte.
“Non guarita”, precisa. “Ma meglio. Molto meglio.”

E lo dice con un sorriso piccolo e prezioso, come una crepa in un muro che finalmente lascia entrare la luce.

Che bel lavoro, quando accade questo

Indirizzo

Via Jader Jacobelli 15, Roma
Rome
00128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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