03/10/2023
Allungare o accorciare? Sembra una domanda da sarta, ma in realtà è una delle domande che di solito mi pongo quando conosco una persona che si rivolge a me per un problema al pavimento pelvico. Perchè? Semplice, quello che succede al nostro pavimento pelvico è strettamente legato a quanto succede al nostro addome, alla nostra schiena e al nostro diaframma respiratorio. In pratica la respirazione e la postura hanno un grosso impatto sulla tenuta del pavimento pelvico.
Un addome contratto, corto, influirà con un aumento della pressione sul diaframma pelvico e quindi una maggior pressione sulla vescica. A lungo andare, la muscolatura inizia a non reggere più il peso della pressione e inizia a cedere. a livello addominale avremo la comparsa della diastasi, allontanamento dei muscoli retti nei punti più deboli, sfiancamento del muscolo trasverso e incontinenza urinaria da sforzo in quanto il pavimento pelvico non è più in grado di contenere. Ci sono momenti della vita, come la gravidanza per le donne dove, la pressione addominale data dalla presenza dell'utero che cresce con il feto al suo interno, aumenta andando a scaricare nei punti più deboli. Per questo, nell'immediato post parto è utile lavorare sul ripristino delle giuste pressioni addominali, scaricare il peso che grava sul pavimento pelvico e rinforzare la muscolatura che contiene i visceri. Non farlo porta il corpo a riequilibrarsi in modo scorretto e a mantenere posture che non sono naturali e che alla lunga portano a dolori, incontinenza e altre problematiche che si riversano su tutto il corpo.
Anche negli uomini, un aumento della pressione addominale alla lunga porta a un cambio della postura, al dolore pelvico, al cedimento delle fasce muscolari nei punti di maggior debolezza, a volte la pancetta che non se ne va non è altro che la diastasi che si è formata nel corso degli anni.
Cosa ci porta ad accorciarci? Di sicuro la vita comoda, i divani e le sedute basse e profonde, la mancanza di movimento nello spazio, gli esercizi per gli addominali che lavorano sull'accorciamento, tipo i crunch, la respirazione toracica e superficiale, gli adattamenti che il nostro corpo fa continuamente per compensare quello che succede anche emotivamente.
Cosa fare? Per prima cosa osservare il nostro corpo allo specchio, siamo dritti, storti, piegati in avanti o estesi all'indietro? Il nostro addome è teso o ha zone bombate? Ascoltare come respiriamo, quando inspiriamo si muove il torace o si muove l'addome? Percepisco il movimento dei diaframmi respiratorio e pelvico? Mi succede di non riuscire a trattenere la p**ì? O al contrario vado a farla molto spesso perchè lo stimolo arriva prepotente anche con poca urina?
Trascurare questi segni non fa migliorare la nostra vita, anzi, con il passare degli anni e gli adattamenti che il corpo tenta di fare gli acciacchi aumentano consumando di più le zone del nostro corpo che hanno subito una pressione scorretta.
Io ho sempre sostenuto che non esistono le parole ormai e troppo tardi. Quando ci si rende conto di avere un problema è il momento di agire per poter migliorare apportando dei cambiamenti. Normalizzare l'incontinenza urinaria da stress o da sforzo è solo il gioco del marketing che deve promuovere prodotti per l'assorbenza su larga scala, prodotti che di fatto sarebbero relegati solo a una piccola fetta della popolazione.
Ho sempre in mente la pubblicità di una nota marca che recitava : Laura, 35 anni, può finalmente prendere l'ascensore con gli altri perchè grazie alla molecola che assorbe i cattivi odori non puzza più di p**ì! Ecco, A 35 ANNI NON è NORMALE PERDERE P**I!!
Come per gli uomini, urinare spesso dopo i 50 non è solo sintomo di problemi alla prostata, che vanno comunque esclusi dallo specialista, ma potrebbe essere semplicemente un aumento della pressione addominale sul paviemento pelvico.