Alessio Volpe - Officina Civica

Alessio Volpe - Officina Civica π‘†π‘Žπ‘›π‘–π‘‘π‘ŽΜ€, π‘ƒπ‘œπ‘™π‘–π‘‘π‘–π‘π‘Ž 𝑒 π΄π‘‘π‘‘π‘’π‘Žπ‘™π‘–π‘‘π‘ŽΜ€.
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A cura di Alessio Volpe
Medico di professione,
scrittore per passione,
cittadino per responsabilitΓ .

Sono le 06:26.Per molti è l'ora della sveglia. Per qualcuno è l'ora del caffè. Per me, spesso, è l'ora in cui finisce un...
01/06/2026

Sono le 06:26.

Per molti è l'ora della sveglia. Per qualcuno è l'ora del caffè. Per me, spesso, è l'ora in cui finisce una notte di lavoro e comincia quel momento strano in cui la città si rimette lentamente in moto.

Negli ultimi mesi mi avete visto parlare di politica, di elezioni, di problemi, di proposte. ContinuerΓ² a farlo.

Ma c'Γ¨ una parte di tutto questo che spesso resta fuori dai post e dai comunicati.

Sono i pensieri che arrivano quando il turno finisce. Quando le corsie si svuotano. Quando le strade sono ancora mezze deserte. Quando una cittΓ  si osserva meglio perchΓ© non sta ancora correndo.

Da oggi, ogni lunedì alle 06:26, proverò a fermare uno di questi pensieri.

Non saranno editoriali. Non saranno comizi. Non saranno slogan.

Saranno appunti.

Appunti su Salerno. Sulle persone. Sul lavoro. Sui quartieri. Su quello che funziona e su quello che non funziona. Su quello che vedo e su quello che penso.

PerchΓ© prima di costruire una cittΓ  bisogna imparare ad ascoltarla.

Ci leggiamo ogni lunedì.

Alle 06:26.

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31/05/2026

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Ci risiamo.
Quando una cittΓ  ha un problema, invece di affrontarlo, si mette in scena un inutile teatrino.
Prima i metal detector nelle scuole.
Adesso il nucleo speciale della Polizia Municipale.
Domani chissΓ .
La sensazione Γ¨ sempre la stessa: la politica che indossa un costume da pagliaccio, sale sul palco e interpreta il ruolo dell'uomo forte.
Quello che arriva, indica, ordina, promette.
Quello che deve dare l'impressione che qualcuno abbia finalmente preso in mano la situazione.
È una rappresentazione antica. Funziona sempre.
PerchΓ© la paura Γ¨ una merce che rende molto.
Ma la domanda resta: la sicurezza si costruisce o si recita?
PerchΓ© io vedo una cittΓ  dove tanti cittadini fanno ancora i conti con servizi lenti, uffici in difficoltΓ , personale insufficiente.
Vedo una cittΓ  dove perfino ottenere una carta d'identitΓ  puΓ² trasformarsi in un percorso ad ostacoli.
Vedo anziani costretti ad attese che non dovrebbero esistere in una pubblica amministrazione moderna.
E allora mi domando:
la Polizia Municipale non appartiene forse allo stesso Comune?
Non fa parte della stessa macchina amministrativa?
Se gli organici sono insufficienti, da dove arriveranno gli uomini per questo nuovo nucleo?
Se il personale manca, dove verrΓ  trovato?
Se serviranno indennitΓ , straordinari e nuove risorse, chi pagherΓ ?
Con quali fondi?
Con quali accordi?
Con quale confronto sindacale?
Sono domande semplici.
Talmente semplici che dovrebbero precedere qualsiasi annuncio.
E poi c'Γ¨ il punto centrale.
Questa ossessione per il controllo.
Metal detector.
Pattuglie.
Sorveglianza.
Repressione.
Come se la sicurezza fosse soltanto questo.
Io non lo credo.
Una scuola sicura non Γ¨ una scuola che assomiglia a un varco aeroportuale.
Una cittΓ  sicura non Γ¨ una cittΓ  che vive sotto i riflettori dell'annuncio permanente.
Una cittΓ  sicura Γ¨ una cittΓ  illuminata.
Curata.
Presidiata.
Vissuta.
Una cittΓ  che investe nei quartieri prima che nei proclami.
Nei servizi prima che nelle conferenze stampa.
Nella prevenzione prima che nella repressione.
E soprattutto una cittΓ  che pretende dallo Stato ciΓ² che Γ¨ compito dello Stato: piΓΉ presenza di Polizia, piΓΉ presenza dei Carabinieri, piΓΉ coordinamento, piΓΉ controllo del territorio fatto da chi per legge deve farlo.
Forse sbaglio.
Ma ogni volta che vedo la politica trasformarsi in spettacolo, mi viene il sospetto che qualcuno stia cercando applausi mentre i problemi aspettano ancora una soluzione.
E i problemi, purtroppo, non si risolvono con gli applausi.

𝐕𝐨𝐒 𝐜𝐑𝐞 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐞?

30/05/2026

"Faremo di Montecarlo la Salerno del Nord!" ha dichiarato il principe Alberto di Monaco.

Continuiamo πŸ’ͺ
29/05/2026

Continuiamo πŸ’ͺ

Vedo tanti candidati, di destra e de luchiani, che si esaltano per i voti presi. Sapete che non sono i voti vostri? Che ...
27/05/2026

Vedo tanti candidati, di destra e de luchiani, che si esaltano per i voti presi. Sapete che non sono i voti vostri? Che il 99% di chi vi ha votato non vi conosce nemmeno? Che il vostro Γ¨ un voto comandato? Di partito? Distribuito dai vostri padroni? Vi verranno a chiedere il conto prima o poi.
FIERO di essermi sudato ogni singolo voto. Senza compromessi. Senza accordi nascosti. Pulito, fino al midollo!

Un mese fa, quando ho iniziato questa campagna elettorale, pensavo sinceramente di prendere venti voti. Forse trenta. No...
26/05/2026

Un mese fa, quando ho iniziato questa campagna elettorale, pensavo sinceramente di prendere venti voti. Forse trenta. Non di piΓΉ.

Non avevo apparati di partito. Non avevo un sistema politico rodato dietro. Non avevo portatori di voto, pacchetti, correnti. Tante volte ho pensato di fermarmi. Tante volte mi sono chiesto: β€œMa dove vai da solo?”. Tante volte mi sono sentito dire che avrei dovuto prendere un simbolo forte, appoggiarmi a un partito, cambiare strada, scegliere la via piΓΉ semplice.

E invece no.

Ho continuato per la mia strada. Ho scelto il candidato sindaco che sentivo piΓΉ vicino alla mia idea di cittΓ  e alla mia persona. Non ho ceduto alle tentazioni di convenienza. Non ho cambiato bandiera all’ultimo minuto. Non ho inseguito il posto sicuro. Ho scelto di restare coerente.

E oggi quei 189 voti, per me, valgono piΓΉ di qualsiasi risultato costruito a tavolino.

PerchΓ© non sono numeri.

Sono volti.

Sono persone vere. Persone che conosco da sempre. Persone che ho incontrato durante questo percorso. Persone che magari non avevo mai visto prima, ma che hanno deciso di credere in me senza chiedere nulla in cambio. Persone appartenenti al tessuto piΓΉ autentico, piΓΉ variegato e piΓΉ reale della nostra Salerno.

Io quei 189 volti li conosco. Li ricorderΓ² uno ad uno.

Ed Γ¨ da qui che parte tutto.

PerchΓ© questo non Γ¨ un punto d’arrivo. È l’inizio di un percorso politico vero. Un percorso che oggi annuncio pubblicamente: tra cinque anni lavoreremo per concorrere alla candidatura a sindaco della cittΓ  di Salerno.

Saranno cinque anni di costruzione.
Cinque anni di crescita.
Cinque anni di battaglie.
Cinque anni di selezione di una classe dirigente che sappia guardare negli occhi le persone, riconoscerne i volti, ascoltarne i problemi, viverne i quartieri.

Una politica senza voto comandato.
Senza imposizioni.
Senza padroni.

Solo partecipazione.
Solo presenza.
Solo persone.

Da oggi resta attivo tutto.

Resta attivo il gruppo WhatsApp.
Resta attivo il mio numero di telefono.
Resta attiva la possibilitΓ  di fare segnalazioni, denunciare problemi, proporre idee, costruire insieme.

E soprattutto: chiunque voglia iniziare a lavorare seriamente da oggi ai prossimi cinque anni puΓ² contattarmi. Possiamo vederci, parlarci, organizzarci e creare insieme una squadra vera, fatta di persone che hanno voglia di metterci faccia, tempo e coraggio.

Nel frattempo continuerΓ  anche il lavoro de β€œLa Siringa del Mattino”.

Sto lavorando ad una vera linea editoriale fatta di approfondimenti, dirette, video, denunce, proposte, inchieste, confronto con i cittadini e presenza costante sul territorio. PerchΓ© questa esperienza elettorale non chiude nulla. Semmai apre tutto.

Grazie a tutti.

Davvero.

Tra qualche settimana uscirΓ  anche il mio primo libro.

Si chiamerΓ  β€œSally non ha paura”.

E forse questo mese mi ha insegnato proprio questo: che la paura passa. La coerenza resta.

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Salerno

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