ASPIC per la famiglia

ASPIC per la famiglia ASPIC per la Famiglia accoglie e potenzia famiglie che hanno bisogno di sostegno psicologico L'Associazione si occupa di formazione e sostegno psicologico.

Promuove seminari, congressi ed altri interventi territoriali finalizzati allo sviluppo ed al consolidamento di una cultura della prevenzione del disagio e del benessere sociale. Sono attivi presso la nostra sede:
- Master in Gestalt Counseling (900 ore)
- Master in Counseling e Coaching psicologico per psicologi (200 ore)
- Master in Counseling dell'Età Evolutiva (150 ore)


- Workshop e Seminari tematici
- Percorsi di Crescita Individuali e di Gruppo

🎶🎵WORKSHOP DI MUSICOTERAPIAVenerdì 5 Giugno ore 20.30Condotto dalla Dott.ssa Isabella Caliendo💥Dopo lo straordinario suc...
22/05/2026

🎶🎵WORKSHOP DI MUSICOTERAPIA

Venerdì 5 Giugno ore 20.30
Condotto dalla Dott.ssa Isabella Caliendo

💥Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni 💥 a gran richiesta riproponiamo l'incontro di musicoterapia Soundscape, nelle sapienti mani di Isabella Caliendo 🧡
🪻In questo seminario/workshop attivo gli adulti acquisiranno nuove conoscenze e strumenti utili da adoperare nel dialogo costruttivo con il/la proprio/a partner, con i propri figli👨‍👩‍👦 ,con i propri genitori, con amici ed in tutte le relazioni sociali🍀 Imparare a conoscere se stessi ad ascoltarsi, a capire come gestire le proprie emozioni, anche quelle più difficili quali: ansia, frustrazione, rabbia😡

🐚Ci concentreremo sull'importanza del respiro ,dell'auto consapevolezza, dell'energia positiva come bagaglio fondamentale da portare nel proprio nucleo familiare e sociale❤️🤲🏼

Seguirà un momento di relax sonoro profondo e rigenerante🎶🎵😌

Un incontro unico, magico imperdibile!😊

🌟Per prenotazioni contattateci ai numeri : 3495812385
3405137261

☀️Vi aspettiamo numerosissimi, come sempre⚘️

Aspic per la famiglia
🌺🌱🌼🌻🪷🌹
Isabella Caliendo Soundscape 🧡

Un po' in ritardo, ma con gioia e soddisfazione, vogliamo condividere il progetto che Aspic per la Famiglia ha portato a...
11/05/2026

Un po' in ritardo, ma con gioia e soddisfazione, vogliamo condividere il progetto che Aspic per la Famiglia ha portato avanti con "Libro Aperto" anche quest'anno, in occasione del festival della letteratura per ragazzi.
Dal 10 al 12 aprile la manifestazione Libro Aperto, ideata da Angela Albarano, ha visto la partecipazione di tantissimi bambini, ragazzi e famiglie che intorno ai libri hanno vissuto esperienze di condivisione, crescita e arricchimento.
È fondamentale che le città e le società organizzino momenti di aggregazione che, oltre a tenere lontani i ragazzi dall'utilizzo, sempre più esclusivo del digitale, li aiuti anche a vivere l'appartenenza al gruppo, la condivisione e il poter coltivare la riflessione, il senso critico e il pensiero, attraverso la lettura dei libri.
Aspic per la Famiglia ha partecipato per il 2° anno di seguito a questa bellissima iniziativa, con due interventi.
Nel primo, la dottoressa Marinelli e la dott.ssa Iannone hanno parlato ai ragazzi di educazione digitale e di come essere consapevoli che lo strumento del digitale vada utilizzato con rispetto e consapevolezza, portando in sé il rischio di esclusioni, bullismo e violenza emotiva. Il titolo dell'intervento è stato" Emozioni al cellulare. L'educazione emotiva per una buona gestione delle relazioni e del digitale"
Nel secondo, la dott.ssa Abate Marinelli e la dott.ssa Di Sapia hanno portato avanti un laboratorio dal titolo " Oltre la trama: tra sensazioni e realtà" in cui i bambini sono stati accompagnati alla narrazione di sé, autentica e reale, attraverso i personaggi delle fiabe .
In entrambi questi momenti è stato molto evidente e prezioso il contributo dei ragazzi e dei bambini, che ci hanno aiutato a confermare ancora una volta che, di fronte agli stimoli giusti e alle esperienze stimolanti e vicine al loro mondo, i ragazzi sanno essere attenti e partecipativi, motivati e presenti.
E, benché spesso si dica che non sanno ascoltare e non sono interessati, noi affermiamo anche il contrario: quando la proposta è costruttiva, arricchente e stimolante i giovani ci sono.
Qui di seguito lasciamo una riflessione che può esserci molto utile quando, lavorando con i ragazzi, dobbiamo essere disponibili ad aprirci alla relazione di significato che intercorre con loro.

Da una riflessione della nostra Presidentessa dott.ssa Daniela Marinelli.

"C'è una cosa che mi ha sempre colpito nel lavoro con bambini e adolescenti, che svolgo ormai da tanti anni e che può essere ben utilizzata da tutte le figure che lavorano con l'età evolutiva.
Da lungo tempo ho potuto constatare che quando la loro attenzione cala, non sempre questo è dovuto alla loro distrazione, ma più spesso alla nostra connessione.
Giacché l'adulto molto facilmente e poco onestamente, attribuisce quasi sempre la responsabilità della disattenzione ai bambini e ai ragazzi, trovo buono e più etico, oltre che efficace, guardare il processo anche dall'altra parte.
Che vuol dire quando parlo di un adulto che, se è in connessione reale con se stesso, fa sì che anche i ragazzi lo siano?
Vuol dire che, quando l'adulto si presenta ispirato, appassionato e connesso al proprio interno, con quello che sta dicendo e quindi quando c'è una reale aderenza e corrispondenza fra ciò che dice e ciò che sente, i ragazzi sono sempre molto attenti, perché ascoltano parole piene e non vuote, perché la persona è presente e connessa in quei contenuti, che non arrivano come parole sterili e impoverite, o solo recitate, ma piene di significato ed emozione.
E, quando invece l'adulto arriva disconnesso, distratto e demotivato, allora l'attenzione dei ragazzi viene persa e dispersa.
Questo è un dato molto importante di cui tutti gli educatori dovrebbero tener conto, perché poi è troppo facile dopo additare i ragazzi come maleducati o come disattenti a causa dei cellulari.
In realtà è vero anche il contrario, cioè che loro sono il termometro della nostra connessione e non è possibile stare con i ragazzi, se non si è realmente appassionati al loro mondo.
Non avendo l'ipocrisia sociale, quel "pare brutto" che permette agli adulti di fingere di essere interessati anche quando non lo sono, i ragazzi arrivano veri e autentici e, se quello che gli stiamo raccontando non parla anche di noi e dei nostri significati veri, loro si disconnettono e vanno via con l'attenzione, perché non sanno rimanere con l'ipocrisia.
Questa verità è ciò che dovremmo prendere come spunto, quando vogliamo avere a che fare con loro, perché come diceva già Platone, l'apprendimento avviene per via erotica.
Galimberti, infatti, a questo proposito afferma:
"A scuola è importante saper appassionare, perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. Attirarli a livello emotivo significa trovare la breccia per passare poi al livello intellettuale. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste."
Chi vuole parlare ai giovani, deve saperlo e chi vuole farsi ascoltare dai giovani, deve essere davvero presente e connesso, mentre è con loro.
I giovani sono bravissimi a cogliere il fake, mentre gli adulti sono abili a fare finta.
Dunque, se l'adulto è appassionato, il giovane si ispira e rimane.
Se l'adulto è vuoto, mero contenitore di nozioni senza cuore, il giovane volatilizza l'attenzione perché dove non c'è cuore, non c'è nemmeno testa.
È in questo clima e atteggiamento di calore e significato che abbiamo parlato ai bambini e, cosa che sembra magica ma conferma solo il dato di cui sopra, i bambini ci hanno ascoltato, partecipi e interessati."
Grazie a Libro Aperto per la preziosa esperienza.
Libro Aperto - Festival della Letteratura per Ragazzi

🍃Nella genitorialità sana, c’è anche la buona gestione della sessualità…Il consiglio di Emily👇🏻
04/05/2026

🍃Nella genitorialità sana, c’è anche la buona gestione della sessualità…
Il consiglio di Emily👇🏻

🍃Concedersi di andare,nonostante la paura…Il consiglio di Emily👇🏻
27/04/2026

🍃Concedersi di andare,nonostante la paura…
Il consiglio di Emily👇🏻

Noi abbiamo cominciato il lavoro di prevenzione vera, già da tempo.Voi aiutateci a diffondere, sensibilizzare, fare cult...
24/04/2026

Noi abbiamo cominciato il lavoro di prevenzione vera, già da tempo.
Voi aiutateci a diffondere, sensibilizzare, fare cultura e avviare una sana trasformazione.

Di seguito un articolo di riflessione e approfondimento della nostra presidentessa, sui temi della prevenzione, sul nostro progetto Emily, sui rischi della mancanza di aiuto alle donne nel post parto e sulla necessità urgente di supporto alla famiglia.

"La giornata di domenica organizzata da Aspic per la Famiglia, ha visto genitori partecipi e attenti, motivati e soprattutto desiderosi di riflettere insieme sui temi più delicati, ai quali sono esposti come genitori, come educatori e anche come figli della precedente generazione.
Essere stati figli in un certo modo, ci predispone a essere genitori in un certo modo, ripetendo i copioni per similitudine o andando nella direzione opposta, per contrasto.
Infatti, durante la mattina, abbiamo portato avanti il seminario sul mestiere dell'amore, parlando di educazione e relazione genitori-figli; nel pomeriggio abbiamo organizzato lo screening per individuare le forme di vulnerabilità all'interno della maternità: baby blues e depressione post parto.
Perché questi due momenti?
Perché sembrano separati ma non lo sono, perché il 'prima' non visto e non curato, determina problemi e ricadute sul 'dopo'.
E allora è bene lavorare su entrambi i poli, come facce della stessa medaglia: la prevenzione e l'intervento.
Ed entrambi sono state affrontati domenica.
Entrambi sono obiettivi di lavoro molto sentiti da Aspic per la Famiglia, che promuove progetti di prevenzione e risponde a richieste di intervento.
Quando i figli sono già cresciuti e portano dei sintomi di cui vogliamo comprendere meglio il messaggio, allora ci muoviamo sull'asse dell'intervento. Quando vogliamo arrivare prima e pre-venire i disagi e i vissuti problematici, allora dobbiamo pianificare e strutturare interventi che si muovono su quello che c'è prima.
Che accade quando nasce un figlio e nasce anche una famiglia? Quali aiuti sono previsti per le donne che, quando i mariti-compagni tornano a lavoro dopo 12 giorni di congedo paternità, si ritrovano sole a gestire un dentro e un fuori così delicato?
L'Italia è un paese che si occupa poco di prevenzione, preferisce intervenire sulle emergenze, sul problema già conclamato, ma spesso nemmeno quello avviene in maniera adeguata.
Quando la politica stanzia denaro solo su problemi già avviati, si condanna un paese intero a produrne continuamente, perché non si interviene mai per generare progetti di prevenzione che possano evitarli quei problemi.
Aspic per la Famiglia ha pensato, progettato e costruito un progetto per affiancare e sostenere le donne nel post parto e proteggere il triangolo primario, cioè la giovane famiglia che nasce.
Eppure la politica, quando abbiamo chiesto sostegno economico per poterlo diffondere maggiormente, ci ha risposto che non ci sono fondi, perché vengono distribuiti per le situazioni già conclamate di sofferenza psichica o di necessità assistenziali.
E così abbiamo scelto di proseguire comunque, portando aiuto a chi ce lo chiede e a chi può sostenerlo autonomamente.
Non dovrebbe essere così.
Le politiche di aiuto alle famiglie devono essere una risorsa di benessere per tutta la società e quindi dovrebbero far parte di scelte basiche di una società, che vuole prendersi cura del benessere emotivo e non solo assistere alla sofferenza e alla violenza, che si fanno sempre più dilaganti.
La prevenzione non viene contemplata, nella realtà, nonostante i buoni propositi del Ministero della Salute che, nelle sue linee guida, auspica interventi di prevenzione per la depressione post parto e nonostante i suggerimenti dell'organizzazione Mondiale della Sanità, circa l'attenzione da porre alla maternità post parto.
E così, mentre sembrerebbe così ovvio che la decisione di investire del denaro nella prevenzione e quindi nel 'prima', porterebbe riduzioni drastiche di sofferenza psichica e dunque l'abbattimento della spesa pubblica per gli interventi nel 'dopo', non è così ovvio che questo diventi reale.
Di conseguenza dobbiamo assistere, impotenti e arrabbiati, a tragedie come quelle della donna che ha "scelto" di saltare nel vuoto con tre bambini, perché evidentemente stanca e sfinita di stare sola in un vuoto di aiuto, sostegno e presenza concreta.
Certo, non possiamo sapere cosa è accaduto davvero e possiamo solo oscillare tra l'ipotesi paranoide, ma nemmeno così sbagliata, che l'ha spinta a salvare se stessa e i bambini dalla società mostruosa e inadatta, a quella di un profondo stato di sconforto e stanchezza emotiva, così profondo e lontano dalla salvezza, da non saper trovare la strada di ritorno e risalita, dal suo buio interiore.
Eppure la vediamo la sofferenza e la fatica che fanno le donne equilibriste, nel tenere tutto in piedi e in corsa, tra famiglia, lavoro, casa e accudimenti vari. E spesso tengono tutto in piedi così bene, che poi crollano a pezzi, perché nel frattempo si sono disperse, spezzettate e frammentate in quelle dimensioni che ne hanno risucchiato tutta l'energia vitale.
Ci sono fatti che ci sconvolgono, proprio come questo evento, perché sappiamo che se fossimo intervenuti prima e avessimo prestato attenzione, a quello che questa donna stava vivendo, sotto un'apparente maschera di maternità adeguata, sarebbe stato diverso.
La maternità non è mai cosa semplice, né banale né ovvia, anche se porta tracce di naturalità.
Dietro la maternità c'è una narrazione idealizzata che poggia sul sacrificio delle donne, che alla società serve per risparmiare denaro, invece di investirlo in aiuti reali e alle donne comporta di rimanere incastrate in fatiche fisiche ed emotive che, laddove incontrano una fragilità interna, si fanno buco nero che risucchia.
Come fa una madre a dire "non ce la faccio", se tutto il mondo si aspetta che debba farcela, per il solo fatto di saper generare e di avere un corpo biologico predisposto alla procreazione?
Come fa a sentirsi bene con se stessa, quando porta sentimenti ambivalenti verso il figlio, che possono essere giudicati innaturali e indegni per una buona madre?
Tutto questo rende difficile dire a voce alta che la maternità ha bisogno di aiuto, che le donne ne hanno bisogno e che alle famiglie serve come acqua nel deserto.
Eppure ci si sconvolge sempre dopo, quando gli si dedicano post e articoli, servizi al telegiornale e sproloqui vari, per poi passare alla notizia successiva.
Quando c'è da fare veramente, si volge lo sguardo altrove e si investe il denaro in altro.
E invece ci dobbiamo fermare e pretendere.
Bisogna cominciare a pretendere: sensibilità e attenzione al tema, ascolto e presenza per vedere la difficoltà e la sofferenza, in modo da muovere scelte concrete di sostegno e aiuto.
Proprio pochi mesi fa, è stata rigettata la proposta del congedo parallelo paterno, finita nella confusione della guerra.
Perché?
Perché si sottovaluta il problema, perché è troppo comodo contare sul carico di lavoro di cura delle donne, perché il denaro si preferisce disperderlo in altro, non nelle politiche sociali di aiuto reale alle famiglie.
Dove sono finiti i programmi di assistenza alla nascita e al post parto, che tutto il mondo possiede? Almeno tutto il mondo civile e che voglia dirsi evoluto.
Perché le donne si ritrovano ancora, dopo anni di battaglie e di richieste paritarie, ad essere date per scontate nella loro disponibilità alla maternità? E perché, quando sono disponibili a esserlo, si ritrovano con un carico enorme, concreto ed emotivo?
Possibile che l'unico aiuto alle famiglie che la nostra politica è riuscita a riservare alle donne e alle famiglie, siano l'assegno familiare e quei pochi e spesso inadeguati nidi?
Vogliamo l'assistenza a domicilio nel post parto e in tutto il primo anno, chiediamo sensibilità e ascolto nei reparti di maternità, affiancamento all'allattamento e consulenti ostetriche e psicologhe perinatali, a domicilio, per accompagnare, accogliere e sostenere.
E, laddove si ravvedano vulnerabilità importanti e stati di sofferenza emotiva significativa, bisogna attivare progetti reali e concreti, di accompagnamento alla famiglia, per la tutela della salute delle donne e, di conseguenza, dei figli e della famiglia tutta.
Ma prima, prima di tutto questo, è necessario fare cultura, sensibilizzare e aprire gli occhi, perché le donne rischiano di chiuderli per sempre, quando a guardare nell'orrore del vuoto e nella profondità degli abissi depressivi sono lasciate sole.
Per questo, bisogna educare e insegnare che la maternità non è solo magia, che l'accudimento dei figli è meraviglioso e terribile insieme e che la famiglia, oggi soprattutto, non può farcela senza gli aiuti necessari.
La politica non può non tenerne conto.
E la cultura deve trasformarsi, per poter attivare nuovi funzionamenti e nuove scelte nelle persone.
Se la decisione di fare figli è una scelta personale e familiare, la modalità di prendersene cura è anche culturale e politica, quindi sociale ed economica.
Noi abbiamo cominciato già da un po' questo processo trasformativo e accuditivo della famiglia.
Abbiamo presentato il progetto Emily e abbiamo ragionato su quanto sia importante fare cultura, sensibilizzare e promuovere l'attenzione alla fase della gravidanza e dell'immediato post parto fino ai primi anni di vita, fase così delicata per le donne, per gli uomini e per la famiglia nascente.
E vorremmo non apprendere più questo genere di notizie, perché è un fallimento per tutti, quando scopriamo che una donna, nell'insostenibile peso di ogni giorno così uguale a se stesso, ha "scelto" di andarsene per sempre nell'invisibilità, non essendo stata vista nel suo dolore e di crollare sfinita a terra, e non simbolicamente, sopraffatta e schiacciata da sentimenti che non le hanno lasciato scampo, mentre il mondo era distratto."

Dott.ssa Daniela Marinelli

13/04/2026
🍃Diventare Mamma è un'esperienza intensa e fatta di emozioni spesso nuove e profonde.Non sempre è facile come ci si aspe...
07/04/2026

🍃Diventare Mamma è un'esperienza intensa e fatta di emozioni spesso nuove e profonde.
Non sempre è facile come ci si aspettava.

Alle volte può capitare di sentire una TRISTEZZA persistente, una STANCHEZZA eccessiva, IRRITABILITÀ' e un senso di INADEGUATEZZA.
Tutto questo può comportare una difficoltà a vivere serenamente il rapporto con il proprio bambino.

Se ti riconosci in queste sensazioni o vorresti conoscere meglio la tua condizione emotiva nella maternità, puoi prenotare lo SCREENING GRATUITO in cui poter esplorare meglio questi vissuti insieme ad un professionista della salute.

🔵🔵🔵🔵🔵🔵🔵🔵

📢 Domenica 19 Aprile Aspic centro per la Famiglia apre le porte con importanti attività.

☀️ La mattina, dalle 10.30 alle 13.00 si terrà il SEMINARIO "IL MESTIERE DELL' AMORE: essere Genitori in Equilibrio, tra abbracci e regole" in parallelo ci sarà un laboratorio per intrattenere i bambini piccoli.

✍️Il pomeriggio, dalle 14.30, sarà dedicato esclusivamente allo SCREENING per la salute emotiva rivolto alle mamme in gravidanza o che hanno partorito da meno di 12 mesi. Questo sarà preceduto da una breve presentazione sui vissuti emotivi caratterizzanti il periodo del post parto.

📝Per saperne di più sui servizi e le attività proposte da Aspic per la Famiglia, Salerno, e per assicurarti la partecipazione puoi contattarci all’indirizzo mail aspic.salerno@gmail.com oppure puoi visitare i nostri profili social.

💁‍♂️💁‍♀️”La crisi di originalità”dell’adolescente…Il consiglio di Emily👇🏻
30/03/2026

💁‍♂️💁‍♀️”La crisi di originalità”dell’adolescente…
Il consiglio di Emily👇🏻

Indirizzo

Via Francesco Paolo Volpe 51
Salerno
84122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ASPIC per la famiglia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a ASPIC per la famiglia:


Parse error: syntax error, unexpected '}', expecting end of file in /home/multisite/volt/findhealthclinics/%%home%%multisite%%apps%%geosite%%views%%unify01%%partials%%item_sidebar.volt.php on line 287