28/03/2026
SFIDA LETTERARIA ALLA SUCCESSIONE COME 6° PATRIARCA DEL BUDDHISMO CHAN ("Zen" in giapponese) IN CINA
Il Quinto Patriarca del Buddhismo Chan, Hong Ren (601–674), sentendo avvicinarsi la fine della sua vita terrena chiese ai suoi confratelli di comporre dei versi che dimostrassero la comprensione del "Dharma" (1) e l'essenza della loro pratica; meritando di divenire suo erede e ricevendo il manto di Bodhidharma, fondatore dell'ordine.
Così scrisse anonimamente sul muro di un corridoio del monastero, Shenxiu (606 – 706); al momento capo dei monaci e di diritto successore di Hongren:
IL CORPO È L'ALBERO DELLA BODHI (2).
LA MENTE È COME UNO SPECCHIO LUMINOSO.
OGNI VOLTA DOBBIAMO LAVORARE PER LUCIDARLO E NON LASCIARE CHE SI RACCOLGA LA POLVERE.
Rispose con altri versi Hui Neng (638-713):
LA BODHI ORIGINARIAMENTE, NON HA NESSUN ALBERO.
LO SPECCHIO LUMINOSO NON È IN NESSUN LUOGO.
FONDAMENTALE NON ESISTE UNA SINGOLA COSA.
DOVE POTREBBE POSARSI LA POLVERE?
Hui Neng (3) divenne il 6° patriarca del Buddhismo Chan, ricevendo il manto di Bodhidharma.
Shenxiu lasciò il monastero di Hong Ren per il monte Dangyang (nell'odierna provincia di Hubei), dove fondò una nuova comunità e in cui rimase per oltre vent'anni; attraendo molti discepoli e promuovendo un ramo collaterale del Buddhismo Chan rispetto il lignaggio di Bodhidarma.
Per questo in qualche modo è considerato anch'egli il 6° patriarca del Buddhismo Chan, ma della cosiddetta "Scuola Settentrionale", per contro alla "Scuola Meridionale" di Hui Neng.
(1) Il termine "DHARMA" nel Buddhismo indica gli insegnamenti del Buddha e la pratica degli insegnamenti stessi; quindi la via verso il Risveglio (Illuminazione).
Il Dharma rappresenta anche la Legge Cosmica, espressione della realtà che il Buddismo trasmette e insegna.
(2) Il termine "BODHI" indica il concetto di "Risveglio" inteso secondo il Buddhismo in senso spirituale: "Illuminazione".
(3) HUI NENG, boscaiolo illetterato (tanto che i versi di cui sopra li fece scrivere a un suo confratello sotto dettatura), originario di una famiglia povera, si recò al monastero di Hong Ren lavorando inizialmente come cuoco.
Raggiunse la comprensione del Dharma dopo aver udito il "Sutra del Diamante" e, tradizionalmente, convinto il 5° della sua profonda comprensione del Buddhismo con i versi di cui sopra, divenne 6° patriarca del Buddhismo Chan; rivoluzionando il Chan e predicando che la natura di Buddha è innata in tutti e che l'Illuminazione può essere raggiunta istantaneamente, integrando la pratica nella vita quotidiana.
Sosteneva, dunque, che "la saggezza è intrinseca in tutti, ma la confusione mentale ("Illusione") impedisce di vederla e compenetrarla".
Di conseguenza il suo insegnamento si concentrò sulla "Vacuità", la "Non-Mente", la "Non-Forma" e la pratica della Meditazione nella vita quotidiana.
Sottesa alla sua visione vi era che "Saggezza" e "Compassione" (i due pilastri del Buddhismo) sono intrinsecamente connesse e che si potesse giungere alla realizzazione diretta della propria essenza, superando gli "Attaccamenti".