03/01/2026
Nei primi giorni dell’anno non scegliamo solo un libro.
Scegliamo una voce con cui stare.
Dentro quelle pagine spesso c’è già un indizio:
di ciò che ci portiamo appresso,
di ciò che siamo stanche di trattenere,
di ciò che, piano, vorremmo iniziare a far arrivare nelle nostre giornate.
In libroterapia il libro non è mai un buon proposito.
È un alleato.
Non ci chiede di diventare altro,
ma di riconoscerci dove siamo.
Forse la domanda non è che cosa leggerò,
ma:
che parte di me ha bisogno di essere letta adesso?