11/04/2026
Piccolo diario della libroterapia
Incontro di marzo
Oggi ho sentito, ancora una volta, quanto sia prezioso creare/trovare uno spazio e le parole giuste per abitarlo
e in quel luogo dare la possibilità a certi temi di essere detti, accostati, girati tra le mani.
E le Meraviglie lo sanno fare, con una cura che ogni volta mi sorprende.
Abbiamo parlato di ruoli, di quello che diventa dovere prima ancora di essere desiderio, dell’importanza di tenere davanti agli occhi il carico mentale per riconoscerlo insieme e dargli un nome collettivo, che resti.
Il libro ci ha portato dentro un’irrequietezza molto umana. Tante le emozioni in gioco: la rabbia, la delicatezza, il fare gentile.
E la vergogna, non solo come qualcosa che costringe al silenzio, ma come emozione che può essere accolta, guardata, abitata.
Maneggiarla assieme ha il valore di assegnarle una presenza che non sia condanna e sottolinea un aspetto imprescindibile: non lasciarle l’ultima parola su di noi.
Ah che belli poi i personaggi secondari!
Quelle figure buone che stanno un passo indietro ma non scompaiono mai del tutto, sono presenze salde, quasi temerarie nella loro pazienza; arrivano a sostenere anche noi che leggiamo con la loro fiducia dell’attesa, di chi sa aspettare da un angolino riservato senza smettere di esserci.
Poi il nome. Abbiamo indugiato a lungo sul destino di ciò che ci viene assegnato ancora prima di nascere, su come il nome percorra un pezzetto di strada nel mondo prima ancora che noi vi mettiamo piede e come tenti, a modo suo, di orientare le direzioni future. Ci siamo chieste quanto sia importante che chi ci ama ci tenga a mente con una quota di libertà, di possibilità aperta, non solo di progetto.
E le tracce. Quelle che portiamo addosso senza averle scelte, eredità delle generazioni che ci precedono. Le ombre degli antenati, le loro fragilità tramandate come un timore silenzioso. Quanto fanno paura, quelle ombre e quanto, forse, possono essere anche comprese.
Perché ogni trasformazione, con le Meraviglie, è sembrata possibile e necessaria e vita.